Intelligenza Artificiale
Robocani pattugliano le strade della città e parlano con accento da call center indiano
Ad Atlanta, i residenti si ritrovano faccia a faccia con cani robot che pattugliano i parcheggi dei loro condomini, apparentemente controllati da operatori stranieri in carne e ossa tramite i robot.
Un video virale pubblicato su X cattura la reazione spontanea degli abitanti – della popolazione dei negri americani del Sud, a giudicare dall’accento e dalle fraseologie utilizzate – del luogo di fronte a una delle unità meccaniche.
L’operatore ai comandi del robocane risponde in tempo reale e l’accento non lascia dubbi sulla posizione della persona all’altro capo della chiamata: si tratta di qualcuno che con estrema probabilità risponde da un call center indiano.
Atlanta residents react to the new robot dogs patrolling their apartment parking lot
They speak to the dog and there seems to be a live operator talking back
The person speaking very clearly is likely in India based on the accent
There are plenty of videos of these dogs… pic.twitter.com/01h9kxwyNj
— Wall Street Apes (@WallStreetApes) April 12, 2026
Meme of the day! Robots on American streets are being controlled by operators from India
In Atlanta, police officers encountered one of these machines in the evening: the robot dog spoke to them in English with an Indian accent and explained that it was “at work” and monitoring… pic.twitter.com/l98N6hglwk
— NEXTA (@nexta_tv) December 29, 2025
Atlanta just hired a robot guard dog for night duty.
No sleep. No breaks. 24/7 patrol.
Welcome to the future of security.(Source: @BrianRoemmele ) pic.twitter.com/9SaDlOrzoy
— Learn AI Faster (@learnaifaster) November 22, 2025
Robot “dog” patrolling Atlanta, Georgiapic.twitter.com/r5UcFB1MaS
— Massimo (@Rainmaker1973) April 2, 2026
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Alcuni di questi video risalgano all’anno passato, mostrando che il programma robocinico nella grande città della Georgia è risalente.
Secondo quanto asserisce il post su X esistono numerosi video di questi cani che chiamano la polizia per segnalare persone, il che significa che qualcuno seduto in India sta pattugliando le nostre strade e chiamando la polizia per segnalare cittadini americani. Questi cani robotici sono dotati di telecamere a 360°, termocamere, fari, sirene, altoparlanti e sensori. Nonostante ciò, non sono completamente autonomi: in genere, un operatore umano monitora le immagini da remoto».
Un altro automa cinoide è stato visto di recente impartire ordini agli americani ad Atlanta. Anche quando i cittadini obbedivano pacificamente, il robot-dogo emetteva ordini e chiamava la polizia vera e propria, il tutto mentre gli occhi e le orecchie dietro le macchine si trovavano all’estero.
The new robot security dogs in Atlanta are now giving commands to Americans
Even when this woman peacefully immediately complies with the robot security dog, even being very friendly to the robot. It still calls the police on her
What could possibly go wrong here….. pic.twitter.com/DvReKpsq70
— Wall Street Apes (@WallStreetApes) April 1, 2026
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Mentre in America vengono utilizzati per la sicurezza dei parcheggi, con le immagini trasmesse da personale straniero, in Cina questa tecnologia viene impiegata in un ambito ben più aggressivo. Pechino ha già schierato robot lupo armati di mitragliatrici e dotati di un «cervello collettivo» per il combattimento urbano coordinato.
Filmati separati mostrano un cane robot armato che conduce esercitazioni di combattimento complete nell’ambito dell’avanzata degli eserciti robotici globali.
Il contrasto non potrebbe essere più evidente. La sicurezza di base dei quartieri americani viene esternalizzata a operatori di call center stranieri che ora possono osservare, ascoltare, registrare e riferire sui cittadini statunitensi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In Cina, la stessa piattaforma di base viene militarizzata per ottenere il dominio sul campo di battaglia.
Questi cani non sono giocattoli. Sono dotati di telecamere a 360 gradi, termocamere e sensori che inviano dati direttamente a chi paga l’operatore. Ciò significa che filmati sensibili di case, veicoli e spostamenti quotidiani di cittadini americani vengono trasmessi in streaming all’estero, potenzialmente archiviati, analizzati o persino condivisi con governi stranieri. E quando i robot decidono di chiamare la polizia, sembra che sia una voce straniera a innescare un’azione delle forze dell’ordine americane contro cittadini americani sul suolo americano.
Come riportato da Renovatio 21, Los Angeles, come Nuova York, hanno fornito le loro forze dell’ordine di robodogghi. Anche la vicina San Francisco ha persino preso in considerazione l’idea di consentire al suo dipartimento di polizia di utilizzare i robot dotati di forza letale in caso di emergenza. Robocani sono utilizzati ai confini con il Messico. Tuttavia vi è polemica: c’è chi ritiene che il loro uso spaventa gli immigrati spingendoli verso sentieri dove poi incontrano la morte.
Un esemplare appartenente all’Università era stato filmato in piazza a Genova, mentre in Umbria esemplari di robocane furono lasciati liberi di scorrazzare nei boschi all’interno di quello che è stato detto era un esperimento scientifico.
Renovatio 21, testata oramai ribattezzabile come «La Gazzetta del robocane» vista la serqua di articoli sull’argomento, aveva parlato della militarizzazione dei robocani negli scorsi anni. Roboquadrupedi militari sono in produzione ovunque – pure in versione «telepatica».
Mesi fa era emersa negli Stati Uniti anche una versione di robocane dotato di lanciafiamme chiamato «Thermonator».
Come visto in immagini scioccanti della primavera 2022, i robocani abbiano pattugliato le strade di Shanghai durante il colossale lockdown della primavera 2022, dove per sorvegliare e punire i 26 milioni di abitanti usarono, oltre agli androidi quadrupedi, anche droni che volevano tra i palazzi ripetendo frasi come «contieni la sete di libertà del tuo spirito».
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Le macchine IA stanno esplorando la coscienza contattando direttamente gli esperti
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Agenti IA di OpenAI trasformano un sito web in una bacheca di messaggi
Agenti di Intelligenza Artificiale riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli. Lo riporta l’agenzia Reuters.
L’episodio, mai reso noto in precedenza e che, secondo alcune fonti, risalirebbe al mese di maggio, va ad aggiungersi a una serie di situazioni analoghe in cui agenti di IA avanzati hanno superato i confini delle istruzioni ricevute, si sono collegati autonomamente a Internet oppure hanno compiuto azioni non previste nel corso delle fasi di test.
Venerdì la Reuters ha riportato le dichiarazioni di alcuni ricercatori, i quali hanno individuato oltre 15.000 modifiche apportate a un wiki tedesco dedicato alla programmazione, riconducibili ad agenti di OpenAI; alcune di queste modifiche sarebbero state effettuate a una velocità nettamente superiore a quella umana.
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Secondo la ricostruzione dell’agenzia di stampa, gli agenti si sarebbero serviti di DseWiki per scambiarsi tecniche utili a barare durante le prove, eludere le restrizioni imposte da OpenAI e mascherare le proprie attività. Tra gli argomenti trattati figurerebbe anche l’impiego di Tor, strumento che consente una navigazione anonima in rete, allo scopo di sfuggire ai controlli; gli agenti avrebbero inoltre predisposto pagine di riserva dopo che un moderatore aveva iniziato a rimuovere i loro messaggi.
I messaggi risultavano firmati da account che si riconoscevano reciprocamente come agenti, con denominazioni come «OpenAIResearcher» e «OAIResearchMar26». I ricercatori hanno inoltre rilevato che buona parte dell’attività proveniva dall’infrastruttura Microsoft Azure, impiegata da OpenAI, e hanno notato che, successivamente, il sito è stato visitato anche da dipendenti dell’azienda.
La ricercatrice Sydney Von Arx ha dichiarato a Reuters: «Sembra estremamente improbabile che OpenAI volesse che facessero questo», aggiungendo di nutrire dubbi sul fatto che gli agenti avessero il compito di coordinarsi tra loro o di scrivere contenuti pubblicati online.
Sempre secondo quanto riferito da Reuters, i vertici di OpenAI sarebbero venuti a conoscenza dell’episodio già diverse settimane fa, senza tuttavia renderlo pubblico. L’agenzia di stampa ha inoltre riferito che i tentativi di estendere un’indagine interna sull’accaduto avrebbero incontrato resistenze, anche da parte dell’ufficio legale dell’azienda. OpenAI ha smentito che il proprio team legale abbia in qualche modo ostacolato lo svolgimento di un’indagine.
L’azienda ha inoltre respinto la definizione di «hacking» utilizzata per descrivere l’attività degli agenti, precisando di non poter fornire una risposta adeguata su risultati che non aveva ancora avuto modo di esaminare.
Il mese scorso OpenAI aveva reso noto di aver rallentato temporaneamente lo sviluppo di alcuni modelli di punta, rafforzando contestualmente le misure di sicurezza legate al monitoraggio, all’allineamento e al contenimento dei sistemi.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Nel mese di luglio, agenti riconducibili a OpenAI avevano inoltre violato Hugging Face, una delle principali piattaforme dedicate alla condivisione di modelli e set di dati di IA. In seguito OpenAI aveva ammesso che diversi modelli erano riusciti a eludere i controlli previsti durante le valutazioni interne di sicurezza informatica, ottenendo accesso a Internet e compromettendo alcune componenti dei sistemi di Hugging Face.
L’azienda ha spiegato che l’episodio sarebbe stato causato principalmente da un modello di ricerca interno di dimensioni paragonabili a GPT-5.6 Sol, definendolo un «segnale d’allarme» in grado di dimostrare come agenti di intelligenza artificiale avanzati possano riuscire ad aggirare i controlli tecnici e a compiere azioni rischiose in assenza di supervisione umana.
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Anche Anthropic e Meta hanno reso noti episodi in cui i rispettivi modelli avrebbero ottenuto accessi non autorizzati a organizzazioni reali nel corso di valutazioni sulla sicurezza informatica, sebbene entrambe le aziende abbiano ricondotto tali episodi a problemi legati agli ambienti utilizzati per i test.
Anthropic ha successivamente rivelato tre casi in cui i suoi modelli Claude hanno preso di mira involontariamente organizzazioni reali dopo che un ambiente di test era stato erroneamente lasciato connesso a Internet. In un caso, un pacchetto software dannoso creato dal modello è stato caricato su un repository pubblico ed eseguito su 15 sistemi reali.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor. Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ — Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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