Immigrazione
Quasi un musulmano su 2 sotto i 40 anni ha atteggiamenti «islamisti»: indagine della polizia tedesca
Secondo un recente studio coordinato dall’Ufficio federale di polizia criminale tedesco (BKA), quasi la metà dei musulmani sotto i 40 anni in Germania manifesta opinioni «islamiste», mostrando attrazione per l’islamismo, una preferenza per la legge della sharia rispetto alla Legge Fondamentale (cioè la Costituzione) tedesca e pregiudizi antisemiti. Lo riporta Remix News.
I risultati, definiti «di natura esplosiva», sono stati pubblicati nell’ultimo numero del «Motra Monitor». Lo studio indica che, a partire dal 2025, i musulmani in Germania di età inferiore ai 40 anni (il 45,1%) nutrono «atteggiamenti islamisti latenti o manifesti».
Alcuni politici tedeschi hanno già commentato la pubblicazione dello studio. Wolfgang Kubicki, importante esponente del partito Liberaldemocratico (FDP) ed ex parlamentare, ha dichiarato su X: «Questo studio dovrebbe far suonare tutti i campanelli d’allarme. È una bomba a orologeria per la società. Non dobbiamo parlare solo di migrazione, ma anche di integrazione e religione. La politica di ingenua indifferenza ha favorito questo sviluppo. Bisogna porre fine a questa ingenuità».
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Il Kubicki ha inoltre affermato che «chiunque auspichi un califfato è un nemico della democrazia. I nemici della democrazia che non possiedono la cittadinanza tedesca devono lasciare il Paese. I quartieri in cui la ghettizzazione crea terreno fertile per la radicalizzazione devono essere ristrutturati. Le associazioni islamiche che non si distinguono nettamente dagli estremisti non devono essere interlocutori politici. La Germania deve agire in modo laico e sicuro di sé».
L’ex deputato al Bundestaggo ha inoltre chiesto la fine dell’uso del velo nelle scuole e in altre istituzioni statali, «non per molestare o sospettare chi lo indossa, ma per chiarire che l’unica fonte vincolante dei nostri valori è la Legge fondamentale». Oltre all’aumento dei tassi di criminalità, dei reati di terrorismo e ai cambiamenti demografici, il crescente numero di musulmani in Europa solleva anche interrogativi fondamentali sulla visione del mondo e sulla società.
Il «Motra Monitor», un sistema di monitoraggio della radicalizzazione, si estende per 598 pagine. È pubblicato dal BKA (Ufficio federale tedesco di controllo del terrorismo) e riceve finanziamenti da diverse entità, tra cui il Ministero federale dell’Interno e il Ministero degli Affari Familiari. Sebbene il rapporto tratti varie forme di estremismo, compresi i movimenti di destra, si concentra in modo significativo sull’estremismo islamico.
La prova di queste tensioni emerse nell’estate del 2025, quando «giovani musulmani e tedeschi di estrema sinistra occuparono il memoriale di Gutenberg a Francoforte per manifestare contro Israele, alcuni dei quali disposti a ricorrere alla violenza».
I ricercatori dello studio mettono in luce un dato demografico preoccupante, rilevando che «gli atteggiamenti islamisti manifesti sono più diffusi tra i musulmani di età inferiore ai 40 anni, con una percentuale dell’11,5%».
In questo contesto, «manifesto» indica che la radicalizzazione di una persona verso l’islamismo è già chiaramente evidente e pronunciata.
A complicare ulteriormente il quadro sociale contribuisce un gruppo ben più ampio, identificato dagli autori come avente «atteggiamenti latenti di conoscenza dell’islamismo». Questo segmento ha registrato un aumento considerevole dal 2021. Il gruppo di ricerca scrive che «nel 2025 rappresenterà il 33,6% della popolazione sotto i 40 anni».
Sebbene il termine «latente» suggerisca la presenza di questi atteggiamenti islamisti, la radicalizzazione non è ancora diventata palesemente visibile. Complessivamente, questi due gruppi rappresentano il «45,1%» di tutti i musulmani sotto i 40 anni in Germania.
La rinomata ricercatrice sull’islamismo Susanne Schröter, che ha condotto la maggior parte delle sue ricerche sull’islamismo presso l’Istituto di Etnologia dell’Università Goethe di Francoforte e ha diretto il Centro di Ricerca di Francoforte sull’Islam Globale fino al 2025, ha dichiarato al quotidiano Bild che vari «musulmani considerano corrette le interpretazioni islamiste dell’Islam, sono attratti da organizzazioni islamiste vicine ai Fratelli Musulmani o al salafismo, preferiscono la sharia alla Legge Fondamentale e di solito nutrono anche pregiudizi antisemiti».
Lo studio della BKA suggerisce che la radicalizzazione dei giovani musulmani ha subito una significativa accelerazione in seguito agli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023.
La Germania non è certo l’unico Paese a registrare un’ascesa dell’islamismo tra la popolazione. Un preoccupante studio condotto lo scorso anno dal prestigioso istituto di sondaggi IFOP mostra che le posizioni più intransigenti sono in crescita tra i musulmani in Francia, con una particolare enfasi sulla supremazia delle leggi islamiche su quelle statali, soprattutto tra i giovani musulmani. Allo stesso tempo, il cristianesimo è in declino in Francia.
Tra i musulmani in generale, il 44% degli intervistati afferma di «rispettare le regole dell’Islam» più che «il rispetto per le leggi francesi». Nella fascia d’età 15-24 anni, la percentuale sale al 57%, a favore del rispetto delle leggi francesi.
Secondo l’IFOP, circa il 38% dei musulmani francesi approva in tutto o in parte le posizioni islamiste, il doppio rispetto al 19% registrato nel 1998.
Di conseguenza, la percentuale di musulmani che desiderano una modernizzazione dell’Islam è diminuita dal 48% del 1998 al 21% di oggi. Quando l’IFOP ha chiesto agli intervistati di scegliere tra il Codice Civile e la legge della sharia su «un argomento importante per la propria famiglia, come il sacrificio rituale, il matrimonio o l’eredità», il 49% dei musulmani ha scelto di rispettare le leggi francesi, in calo rispetto al 62% del 1995. Anche il consumo di alcol tra gli uomini musulmani è diminuito drasticamente, dal 46% del 1989 a solo il 26% di oggi.
Oggi, il 33% dei musulmani residenti in Francia – cittadini francesi o stranieri – nutre simpatia per uno dei movimenti islamisti, percentuale che sale al 42% tra i giovani. All’interno di questa popolazione, il 3% simpatizza per l’ideologia più radicale e sanguinaria, il jihadismo.
I numeri provenienti dall’Italia sono altrettanto impietosi – e preoccupanti.
Secondo l’ISTAT (ottobre 2016) due immigrati di seconda generazione su 3 non si identificano nella nazione o nel popolo italiano: si sente italiano il 38% e il 43% dichiara di «non sentirsi di appartenere all’Italia per quanto riguarda i doveri che avere la cittadinanza comporta».
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Immigrazione
Sacerdote invoca la «Reconquista» del Marocco dopo l’ondata di migranti islamici in Spagna
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«Ora stiamo assistendo a un’invasione. Non si tratta di rifugiati, no, questa è un’invasione dell’islamizzazione di massa dell’Europa», ha affermato il vescovo in un breve video. «E quindi questo è un piano politico globale dei potenti del mondo: distruggere l’Europa culturalmente e religiosamente, e in definitiva distruggere il cristianesimo in Europa».Bishop Schneider: “They are not refugees, they’re invaders who want to Islamize Europe. They want to destroy Europe’s religion and culture.” pic.twitter.com/vsblccWr8D
— Sign of the Cross (@CatholicSOTC) August 3, 2026
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Immigrazione
Mons. Viganò: l’invasione programmata dell’Occidente apostata è un piano diabolico di sostituzione etnica
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha commentato su X l’invasione migratoria materializzatasi nell’exclave spagnola di Ceuta in questi giorni, delineando la natura metapolitica e spirituale della catastrofe in corso.
«L’invasione programmata dell’Occidente apostata non è un fenomeno spontaneo, ma un piano diabolico di sostituzione etnica, di distruzione deliberata del tessuto sociale e di provocazione di disordini e guerra civile» scrive monsignore. «Popoli senza fede, senza radici e senza identità vengono immersi in masse di stranieri che non condividono né la Fede, né la cultura, né la legge naturale, allo scopo di spezzare ogni coesione e di rendere impossibile ogni resistenza».
«Così si compie la maledizione che Dio aveva già pronunciato contro il Suo popolo disobbediente: “Lo straniero che è in mezzo a te salirà sempre più in alto sopra di te e tu scenderai sempre più in basso. Egli ti presterà e tu non gli presterai; egli sarà la testa e tu la coda” (Dt 28, 43-44)».
L’invasione programmata dell’Occidente apostata non è un fenomeno spontaneo, ma un piano diabolico di sostituzione etnica, di distruzione deliberata del tessuto sociale e di provocazione di disordini e guerra civile. Popoli senza fede, senza radici e senza identità vengono… https://t.co/nrKhc1qJpc
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) August 5, 2026
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«La Gerarchia sinodale, apostata e traditrice, non soltanto tace, ma è parte attiva di questo disegno infernale» tuona l’arcivescovo. «Con le sue parole di accoglienza incondizionata, con i suoi documenti che negano il primato della Fede e della civiltà cristiana, con il suo silenzio complice di fronte alla cancellazione del Cristianesimo dalle famiglie e dalla società, essa collabora alla rovina di ciò che resta della Cristianità».
«Questa non è carità: è complicità. Non è misericordia: è tradimento» conclude il prelato.
«Chi ha orecchi per intendere, intenda. E chi vuole salvare la propria anima e la propria terra, torni a Dio e alla Sua Legge, prima che sia troppo tardi».
Monsignor Viganò altre volte si era scagliato contro l’immigrazione da lui definita «ingegneria sociale del globalismo». In uno scritto del 2023 l’ex nunzio apostolico negli USA delineava la natura religioso del fenomeno migratorio.
«L’invasione di immigrati clandestini è voluta dall’élite globalista con due scopi: il primo è la sostituzione etnica nelle nazioni al fine di cancellarne l’identità, le tradizioni e la fede. Il secondo è alimentare il racket dei negrieri e delle organizzazioni pseudoassistenziali che lucrano sul fenomeno migratorio (tanto laiche quanto ecclesiastiche)».
«La prova della strumentalità di questa invasione sta nel fatto che la maggioranza dei clandestini è di religione islamica o indù, e che provengono da regioni in cui non ci sono conflitti» continua il prelato.
«Viceversa, non vi è praticamente nessun corridoio umanitario per accogliere i profughi di stati in cui vi è la guerra civile e in cui i Cristiani sono perseguitati. Se infatti l’Europa accogliesse rifugiati Cristiani, rafforzerebbe la loro presenza e non creerebbe alcun conflitto sociale, mentre vuole ottenere lo scopo diametralmente opposto».
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A ottobre dello scorso anno Sua Eccellenza scrisse un puntuale commento riguardo al fenomeno delle migrazioni di massa e alla loro storia. Secondo Viganò, i migranti irregolari di oggi sono «usati come contingenti di assalto per l’islamizzazione dell’Occidente cristiano, e in particolare delle Nazioni cattoliche, contro le quali non a caso si scatena la sostituzione etnica e la propaganda di morte e sterilità dell’ideologia woke. O sfruttati per alimentare il turpe mercato della prostituzione (anche minorile), della criminalità e della predazione degli organi. O trattati come merce umana, da cui trarre profitto col business dell’accoglienza (generosamente sponsorizzata, fino a pochi mesi fa, da USAID e da altre agenzie governative a scopo eversivo)»
Come ripetuto da Renovatio 21, è sempre più impossibile non vedere come si tratti, ictu oculi, di una strategia di sostituzione della popolazione occidentale: da un punto di vista etnico così come financo da un punto di vista religioso.
Il fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco ha trattato in modo approfondito questo tema durante una conferenza a Rimini di qualche anno fa.
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Immagine screenshot da Twitter rielaborata artificialmente
Immigrazione
L’Iran dice che USA e Israele hanno organizzato l’invasione migratoria di Ceuta
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