Occulto
Ostie trafugate anche a Perugia. Cosa sta succedendo?
Alla fine del mese di aprile, qualcuno è entrato di notte all’interno del Santuario di Ponte delle Pietra, a Perugia. È stato detto che l’effrazione aveva probabilmente l’intento di trafugare oggetti di arte sacra, tuttavia è lecito ipotizzare che l’obiettivo principale dei malviventi fosse quello di rubare le Ostie consacrate.
Il fenomeno delle chiese profanate, con Ostie e tabernacoli presi di mira, è sempre più diffuso, e non solo in Italia.
Come riportato da Renovatio21, all’inizio di maggio, in Francia, il tabernacolo della chiesa di Notre-Dame, a Livry-Gargan (Seine-Saint-Denis) è stato divelto e ritrovato a pochi metri dall’edificio. Il Santissimo Sacramento non è stato trafugato, a differenza di quanto accaduto nella chiesa Sainte-Trinité a Louvroil (Nord) dove sono scomparse le Ostie consacrate.
Un altro episodio sacrilego è avvenuto nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, in Oregon, dove è stato invece rubato il tabernacolo.
Fonti autorevoli interne al mondo ecclesiastico, sostengono che ci sia un vero e proprio mercato di Ostie consacrate. Secondo quanto abbiamo appreso in conversazioni con persone appartenenti alla gerarchia cattolica a conoscenza della questione, vi sarebbero soggetti disposti a sborsare somme che si aggirano intorno ai 150 euro a particola – ma si tratta di supposizioni che altri smentiscono.
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I furti all’interno delle chiese sono significativamente diffusi in Umbria per la presenza di molteplici siti religiosi in cui sono custodite opere d’arte importanti e anche perché in alcuni casi le modalità di controllo e protezione di questi luoghi sacri sembrano piuttosto lacunose.
Come riportato da Il Messaggero Umbria del 26 aprile 2024, «secondo uno degli ultimi report dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Perugia, sotto questo profilo l’Umbria “rimane un obiettivo particolarmente sensibile, sia per la strategica posizione geografica che la capillare presenza di beni artistici diffusi sul territorio, prevalentemente esposti nelle chiese, nei conventi o nei piccoli, ma non per questo meno importanti, santuari, sovente ubicati in zone rurali o montane, poco frequentate e di difficile sorveglianza; luoghi dove è possibile imbattersi in opere d’arte ed oggetti di culto di pregiata fattura per loro natura molto ricercati dai collezionisti e di agevole asportazione da parte di malintenzionati”».
Sempre su le colonne del Messaggero leggiamo inoltre che «in Umbria è altissima l’attenzione per evitare che le Ostie finiscano in mani sbagliate».
Durante il normale svolgimento della funzione religiosa, quando i fedeli giungono al cospetto del sacerdote per ricevere il Corpo di Nostro Signore, i parroci – che, come consentito dalla riforma liturgica della Messa nuova, possono porre l’Ostia direttamente in mano ai fedeli – vigilano affinché si consumi l’Eucarestia davanti a loro.
Come ho avuto modo di scrivere qualche anno fa su Renovatio 21, tra i tanti diktat pandemici, vi era quello che imponeva di ricevere la Santa Comunione in mano per poi sfilarsi la mascherina d’ordinanza e mettere il Corpo di Cristo in bocca. Nell’articolo del luglio 2021, avevo sollevato dubbi sul fatto che qualcuno potesse approfittare di queste «protesi facciali a becco d’anatra» per nascondere il panis angelicus per poi portarlo altrove.
Oggi ci ritroviamo che i preti più guardinghi, a volte, sono costretti a correre dietro al fedele «disattento» che se ne torna a sedere con ancora l’Ostia in mano. In alcune chiese, dove vi è una nutrita folla di fedeli, vi sono dei volontari che osservano e controllano che non avvengano questi imbarazzanti e incresciosi fatti, invitando le persone «distratte» – che hanno occultato l’Ostia – a consumarla in presenza.
A causa della messa post-conciliare, se ne sono viste di ogni: come riportato recentemente sul nostro sito, un prete cattolico della Florida potrebbe essere arrestato per aver difeso la Santa Eucarestia da una donna lesbica irata che aveva schiacciato diverse Ostie e cercato di autoamministrarsi illecitamente la Santa Comunione, spingendo il consacrato a morderle il braccio nel tentativo di difendere la specie eucaristica.
Secondo quanto discusso da sempre, la particola consacrata è ambita da chi si appresta a celebrare riti di magia nera e occultismo; bisogna ricordare che l’Eucarestia ha per i cattolici un’importanza centrale, totale, assoluta – essendo essa stessa il corpo di Dio.
Non dimentichiamo che l’Eucarestia è il miracolo fondamentale della fede cattolica.
Insultare la Santa Comunione è offendere la Fede, e direttamente Dio in persona. Poi ci si indigna per quello spot blasfemo delle patatine, quando noi fedeli siamo i primi a non portare il giusto rispetto al Sacro Corpo di Nostro Signore. Quanto mostrato è gravissimo: perché la Santa Eucarestia è il centro della religione cristiana, o meglio è Cristo stesso, è Dio stesso.
E non si può certo rimanere indifferenti guardando le immagini che mostrano scatole di plastica grigia appoggiate sopra i tavoli all’interno di una tenda: all’interno delle scatole c’erano le Ostie consacrate riservate alla distribuzione durante le messe ufficiali della GMG tenutasi a Lisbona nell’agosto del 2023.
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Ho conversato della questione con l’amico parroco di San Filippo Neri a Perugia, padre Giuseppe Ave. Il sacerdote mi ha posto l’attenzione su alcuni scritti che narrano di miracoli eucaristici estremamente importanti, che possono servirci a comprendere, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, la potenza Divina della Santa Comunione.
A Trani, intorno all’anno 1000, «una donna di religione non cristiana, incredula circa la verità del Dogma Cattolico della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, aiutata da una sua amica cristiana, durante la celebrazione di una Santa Messa, riuscì a rubare un’Ostia consacrata. La donna, quasi sfidando Dio, pose poi la Particola consacrata dentro una padella di olio sopra il fuoco. Improvvisamente dall’Ostia stillò una grande quantità di sangue che si riversò sul pavimento fino a fuoriuscire dall’uscio della porta di casa».
Ad Alatri, presso la Cattedrale di San Paolo Apostolo, si conserva la Reliquia del Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1228: un frammento di Particola convertita in carne. «Una giovane donna, per riconquistare l’amore del suo fidanzato, si rivolse ad una fattucchiera che le ordinò di rubare un’Ostia consacrata per farne un filtro d’amore» mi ha detto Don Ave. «Durante la Messa la ragazza riuscì a prelevare un’Ostia che nascose in un panno, ma arrivata a casa si accorse che l’Ostia si era trasformata in carne sanguinante».
«Il 25 aprile del 1356, a Macerata, un sacerdote di cui non si conosce il nome, stava celebrando la Messa nella cappellina della chiesa di Santa Caterina, di proprietà delle monache benedettine» ha continuato il sacerdote. «Durante la frazione del pane, prima della Comunione, il prete cominciò a dubitare circa la reale presenza di Gesù nell’Ostia consacrata. Fu proprio nel momento in cui La spezzava che, con suo grande spavento, vide sgorgare da questa un abbondante fiotto di sangue che macchiò parte del lino e del calice posti sull’altare».
Sempre rimanendo in tema di trafugamento e furto, un altro episodio è degno di essere narrato. «Nel 1969, a San Mauro la Bruca [provincia di Salerno, ndr] ignoti ladri, penetrati di nascosto nella chiesa parrocchiale, si impossessarono di alcuni oggetti sacri, tra cui la pisside contenente delle Particole consacrate. Le Ostie furono ritrovate la mattina seguente e ancora oggi si mantengono intatte» dice Don Giuseppe. «Solo nel 1994, dopo 25 anni di approfondite analisi, Monsignor Biagio D’Agostino, Vescovo di Vallo della Lucania, ha riconosciuto la conservazione miracolosa delle Particole e ne ha autorizzato il culto».
Un’iscrizione marmorea del XVII secolo ci descrive invece il Miracolo Eucaristico avvenuto a Lanciano nel 750 d.C. «Un monaco sacerdote dubitò se nell’Ostia consacrata ci fosse veramente il Corpo di Nostro Signore. Celebrò Messa e, dette le parole della consacrazione, vide divenire Carne l’Ostia e Sangue il Vino. Fu mostrata ogni cosa agli astanti. La Carne è ancora intera e il Sangue diviso in cinque parti disuguali che tanto pesano tutte unite quanto ciascuna separata».
Nel 1970, l’Arcivescovo di Lanciano e il ministro provinciale dei frati Conventuali di Abruzzo, con l’autorizzazione di Roma, richiesero al Dottor Edoardo Linoli, dirigente dell’ospedale d’Arezzo e professore di anatomia, istologia, chimica e microscopia clinica, un approfondito esame scientifico sulle Reliquie del Prodigio avvenuto dodici secoli prima. Le conclusioni furono le seguenti: 1. La Carne miracolosa è veramente carne costituita dal tessuto muscolare striato del miocardio. 2. II Sangue miracoloso è vero sangue: l’analisi cromatografica lo dimostra con certezza assoluta e indiscutibile. 3. Lo studio immunologico manifesta che la Carne e il Sangue sono certamente di natura umana».
Riguardo alle sparizioni delle Ostie nel territorio umbro e non solo Renovatio 21 ha contattato un parroco dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, Don Antonio Sorci.
Don Sorci ci ha raccontato in dettaglio aspetti e macabre finalità di questi furti sacrilegi.
Il furto di Ostie consacrate è un fenomeno diffuso e sottaciuto.
La cosa non mi meraviglia. C’è stato un periodo di pausa, anche molto lunga, ma ci sono sempre stati questi furti e non sono mai stati bloccati del tutto. Questa pare essere la cosa interessante, se uno la analizzasse dal punto di vista sociologico, perché è come se avessero detto: «Stiamo un attimo tranquilli, così nessuno ci fa più caso, facciamo le cose con calma e poi riprendiamo al momento più opportuno». Più o meno potremmo sintetizzare così, anche se sono illazioni. Per loro è importantissimo rubare le Ostie consacrate.
Crede che vengano pagate dal committente del furto?
Si. Non so esattamente le cifre, ma a volte si tratta di qualche centinaio di euro a particola.
A volte, seguendo la messa, mi è capitato di vedere il parroco rincorrere un fedele che non aveva consumato la particola davanti al sacerdote.
Questo è capitato anche a me. Io quasi urlo ai fedeli di consumarla subito. Spesso lo fanno con ingenuità, e non credo lo facciano con malizia di tornare al posto con ancora l’Ostia in mano. Questo succede perché non abbiamo più educato la gente a prendere al comunione e si è persa l’educazione di stare in chiesa.
Queste Ostie rubate poi che fine fanno? La narrativa corrente, magari un po’ superficialmente, tende a dire che vengono usate per qualche messa nera senza mai approfondire e dare il giusto peso a questa macabra pratica.
Ci sono le sette sataniche, che sono quelle più evidenti che fanno queste cose e commissionano i furti per poi sacrilegare nostro Signore. La messa nera è un ribaltare la Messa cattolica. Tutto quello che la Chiesa grida da duemila anni, il divin sacrificio, lì viene ribaltato. Basta leggere i testi degli esorcisti più famosi, come padre Gabriele Amorth, il quale è stato il primo a mettere per iscritto queste problematiche, ma poi anche tanti altri.
Mi conferma che teoricamente tutti i preti sono esorcisti, ma poi sono pochissimi coloro che effettivamente li praticano?
Sono i vescovi che hanno la pienezza del sacerdozio, sono loro gli unici sacerdoti, perché sono gli apostoli e hanno la pienezza del sacerdozio [sic]. Quindi loro sono sacerdoti ed esorcisti. Poi chiaramente, nella tradizione della Chiesa, nella storia della Chiesa che Nostro Signore ha creato, ci sono i sacerdoti che sono i collaboratori del vescovo, tra i quali viene scelto l’esorcista, o più esorcisti, che collaborano con questo ministero. Tutto parte del vescovo. È lui che ha la pienezza di ogni cosa. Concettualmente ogni sacerdote è un esorcista. Una volta, prima del Concilio Vaticano II, esisteva l’esorcistato tra gli ordini minori, prima di arrivare al sacerdozio. Poi magari non era esercitato, perché c’era sempre il mandato da parte del vescovo, però comunque vi era un ordine per dire che il sacerdote aveva la capacità di discernere e di intervenire in casi particolari.
Oggi il «fedele tiepido», o giocoforza chi non crede, pare si sia dimenticato della presenza del demonio.
Già Chesterton lo diceva nei primi del Novecento: «Il demonio vince in due modalità» – la metaforizzo ovviamente – «o credendoci troppo o non credendoci affatto. In tutti i due casi vince». Se lo vedi dappertutto sbagli e fai il suo gioco e se invece non ci credi per niente, fai il suo gioco comunque. Si è persa un po’ anche la Scrittura, perché lo dice San Giovanni Apostolo nella prima lettera: «Cristo è venuto per distruggere le opere del diavolo». È nelle scritture. Noi parliamo troppo vacuamente delle scritture e non crediamo a quello che vi è scritto.
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Torno ai furti delle Ostie… È vero che qualcuno usa una pellicola trasparente sulla lingua per mantenere la particola più integra possibile?
Vi è una sorta di pellicola posta sulla lingua, in maniera tale che non ci possa essere la salivazione, o comunque qualsiasi altra cosa che impedisca la salivazione e il conseguente scioglimento del Pane Consacrato. Vent’anni fa fu scoperta questa modalità di furto. Tutt’oggi viene usata. Chi le ruba sa come fare.
Più è integra e più ha valore?
I rituali satanici vanno fatti con l’Ostia integra. Anche se, tuttavia, un pezzetto di Ostia può andare bene, perché persino nel pezzetto più piccolo vi è tutta la presenza di Nostro Signore in tutta la sua umanità e divinità. Se è più perfetta e integra è chiaro che è meglio.
Una volta era consuetudine e prassi ricevere il Corpo di Cristo in bocca. Oggi si tende sempre di più a porgere l’Ostia in mano al fedele e il parroco deve essere ancora più attento affinché sia consumata in presenza.
Si tratta di buon senso da parte del parroco, dei suoi collaboratori e dei suoi ministri per controllare bene. Io personalmente prediligerei darla esclusivamente in bocca. La Chiesa ha stabilito che si può dare in mano e va benissimo. Nel porgere l’Ostia in bocca c’è maggiore sicurezza e non fosse altro per dignità dell’Ostia. Quando La si riceve in mano vi è più facilità nel poterla trafugare, mi pare ovvio. E quando vi è una grande folla è ancora più difficile sorvegliare al meglio.
A volte vedo troppa superficialità da parte di noi fedeli, nel ricevere il Corpo Santo.
La Fede va ricostruita. La Fede non c’è più. I cristiani sono pochi e i cattolici sono ancora di meno. La Fede va ricostruita ex novo. Bisogna ripartire dall’ABC.
I furti nelle chiese avvengo un po’ ovunque nel mondo.
È un fenomeno, ahimè, universale. Penso che molte effrazioni, molti furti vengono sottaciuti e moltissimi di questi episodi non salgono alle cronache. Questa è una mia supposizione.
È possibile che anche sette non apparentemente sataniche, nei propri rituali, possano usare Ostie consacrate?
Qui si apre un argomento complesso e bisogna parlarne con grande pazienza e cautela… C’è una grande regia alle spalle, non è soltanto una setta di qualche sbandato o drogato che si crede di fare il satanista o qualche satanista vero e proprio. Sono sette molto ben organizzate, molto potenti che hanno potere, che hanno economia, che hanno soldi. Tutto ciò non è una baggianata, se consideriamo che l’Umbria è piena di sette…
Ai non credenti dico sempre: osservate i nemici del cristianesimo, loro ci credono molto più di noi a Cristo, perché lo combattono.
Loro ci credono seriamente e pare abbiano più «fede» loro che noi cattolici. Sembra un paradosso e mi viene da sorridere, ma è così.
Francesco Rondolini
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Immagine da Envato
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I massoni francesi prendono di mira le scuole cattoliche: proposta per porre fine all’istruzione privata
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Arte
La figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut
Vivian, la figlia minore del celebre regista Stanley Kubrick, ha respinto le affermazioni secondo cui mancherebbero 20 minuti dal film capolavoro finale del padre uscito nel 1999, Eyes Wide Shut.
In una spiegazione dettagliata pubblicata su X, in risposta alle affermazioni diffuse da molti, tra cui il celeberrimo podcasterro Joe Rogan, Vivian Kubrick, che ha una carriera di musicista nel campo delle colonne sonore, ha osservato che suo padre distruggeva le riprese scartate e i filmati extra per impedire la creazione di versioni alternative dei suoi film, e ha affermato di non aver mai visto prove dell’esistenza di tali presunti filmati.
«Sapete, questo è il momento giusto per affrontare finalmente la questione dei 20 minuti mancanti di Eyes Wide Shut. È una storia che circola da molti anni, quindi lasciatemi dire cosa so e cosa non so», ha scritto, aggiungendo: «per contestualizzare, mio padre faceva sempre incenerire le sue scene tagliate una volta terminato un film, proprio per impedire alla casa di produzione di rimontare in seguito il suo lavoro o di creare versioni alternative».
«Si è molto speculato sul fatto che circa 20 minuti di Eyes Wide Shut siano stati tagliati dopo la sua morte. Questo sarà una grande delusione per molti, ma io non ho sentito nulla al riguardo all’epoca, né ho sentito nulla in seguito che confermi l’esistenza di una simile sezione. Immagino che possiate smettere di leggere qui. Ma se siete interessati ai dettagli, continuate a leggere».
Nel suo post, Kubrick ha taggato Alex Jones – di cui la Kubrick è sostenitrice e di cui è negli anni stata spesso ospite –, il giovane podcasterro Julian Dorey e Joe Rogan, nella cui trasmissione mesi fa era stato ospite il cineasta Roger Avary assieme al suo ex sodale Quentin Tarantino.
Avary, che ha dimostrato di avere una lettura profonda non solo dei film ma anche degli eventi mondiali, aveva spiegato che il finale del film di Kubrick conteneva un messaggio terrificante, che con probabilità sarebbe stato ampliato da questi presunti 20 minuti che gli studios avrebbero censurato al celebrato regista, scatenandone l’ira – Kubrick era noto per pretendere il controllo totale del film, persino nei suoi doppiaggi, con la leggenda secondo cui poteva far rifare un ciak anche cento volte. La produzione di un film di Kubrick poteva quindi durare mesi.
Secondo Avary, nel finale di Eyes Wide Shut vediamo un’inquadratura due uomini che, nel contesto di un negozio di giocattoli, portano via la figlia dei protagonisti, interpretati da Tom Cruise e dall’allora moglie Nicole Kidman. Questa sarebbe la rappresentazione del vero prezzo che il protagonista paga per aver scoperto i riti magico-sessuali dell’élite.
Allo stesso tempo, hanno aggiunto tanti osservatori, tale idea potrebbe essere un’allusione ai traffici pedofili delle élite, un po’ come avveniva con Epstein. Il fatto che la bambina mostri ai genitori un orsacchiotto sarebbe un altro riferimento alle reti degli abusatori.
Un concetto non dissimile di traffico di minorenne è ripetuto nel film nella storia della figlia dell’affitta-costumi interpretato da Rade Serbedzjia. Il personaggio ha il nome molto serbo di Milic, che tuttavia qualcuno ritiene possa essere, con un semplice cambio di consonante, Moloch, la divinità cui si sacrificavano i figli.
Secondo altri ancora, in questa idea – di cui sarebbe rimasta solo un’inquadratura – vi sarebbe un elemento autobiografico: proprio la figlia Vivian, che era stata vicino al padre al punto da scrivere la colonna sonora di Full Metal Jacket (1987), si era poi affiliata a Scientology – di cui è, quasi nella posizione di vertice, lo stesso Cruise – e questo sarebbe poi ricostruito come nel «rapimento» della figlia della coppia dei protagonisti.
Kubrick morì nel 1999 quando la produzione era quasi finita. Il film fu presentato al Festival di Venezia con grande successo. Gli interrogativi su altri elementi della sua opera continuano, come un presunto messaggio segreto disseminato in varie pellicole (tra cui soprattutto Shining) sulla falsità dell’allunaggio, le cui immagini, secondo una certa vulgata, sarebbero state girate dallo stesso Kubrick, forte della lezioni sugli effetti speciali appresa realizzando 2001 Odissea nello Spazio, in uno studio cinematografico.
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Di seguito traduciamo in toto il testo della Kubrick pubblicato su X.
Eyes Wide Shut: i 20 minuti mancanti
Sapete, questo è il momento giusto per affrontare finalmente la questione dei 20 minuti mancanti di Eyes Wide Shut. È una storia che circola da molti anni, quindi lasciatemi dire cosa so e cosa non so.
Per contestualizzare, mio padre faceva sempre incenerire le scene scartate una volta terminato un film, proprio per impedire alla casa di produzione di rimontare in seguito il suo lavoro o di crearne versioni alternative.
Si è molto speculato sul fatto che circa 20 minuti di Eyes Wide Shut siano stati rimossi dopo la sua morte. Questo sarà sicuramente una delusione per molti, ma io non ho sentito nulla al riguardo all’epoca, né ho sentito nulla in seguito che confermi l’esistenza di una simile sezione. Immagino che possiate smettere di leggere qui. Ma se siete interessati ai dettagli, continuate a leggere.
EYES WIDE SHUT: THE MISSING 20 MINUTES
You know, this is as good a time as any to finally address the missing 20 minutes from Eyes Wide Shut. It’s a story that has been circulating for many years, so let me tell you what I actually know and don’t know.
For context, my father… pic.twitter.com/hsgllDKJnV
— Vivian Kubrick (@ViKu1111) September 1, 2026
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Certo, non ero in grado di sapere tutto ciò che poteva essere accaduto prima o subito dopo la morte di mio padre. All’epoca vivevo a Los Angeles e stavo componendo la colonna sonora di un altro film. Volai in Inghilterra, completamente traumatizzata, per essere presente ai preparativi per il funerale e la sepoltura di mio padre. Ma dovetti tornare a Los Angeles il giorno dopo la sua sepoltura, sopraffatta dal dolore e dalla stanchezza, per completare la colonna sonora che ero contrattualmente obbligata a terminare, cosa che riuscii a malapena a fare. Quindi, in più di un senso, non ero presente a qualsiasi discussione potesse essere seguita.
L’unica modifica di cui ho sentito parlare all’epoca riguardava l’uso della CGI (immagini generate al computer) per oscurare parte della nudità nella scena dell’orgia, richiesta dalla Warner Brothers per ottenere un visto censura R per il film. Ma non ho sentito dire che siano state eliminate inquadrature o scene.
Quando mio padre morì, Eyes Wide Shut aveva raggiunto la fase di montaggio finale e si trovava nelle fasi conclusive della post-produzione. Era stato appena mostrato ai dirigenti dello studio, presumo con una colonna sonora provvisoria, mentre il mixaggio audio definitivo e parte del lavoro musicale dovevano ancora essere completati.
Era il 1999, l’epoca della distribuzione fisica delle pellicole. Il film fu montato con Avid [un sistema di montaggio digitale in auge tra gli anni Novanta e i primi Duemila, ndt], ma questo non va confuso con il tipo di archivio digitale permanente che si immagina oggi. Il materiale Avid consisteva in trasferimenti video a definizione standard realizzati dai giornalieri (720 × 576 pixel) e utilizzati per il montaggio. Si trattava di copie di lavoro, non di una conservazione digitale ad alta risoluzione del negativo originale. Non esisteva una versione digitale ad alta risoluzione di ogni ripresa archiviata su un server da qualche parte, come si potrebbe ragionevolmente immaginare oggi.
Naturalmente, erano presenti tutte le copie di prova in 35 mm, così come il negativo originale della cinepresa contenente gli scarti. Alla fine, molto tempo dopo che il film era stato completato e distribuito, le copie di prova in 35 mm e il negativo originale degli scarti furono inceneriti. Il negativo master originale del film finito e gli elementi intermedi della pellicola ricavati da esso furono, ovviamente, conservati in magazzino.
Una volta che l’immagine era definitiva, il negativo originale della cinepresa veniva fisicamente tagliato per corrispondere al montaggio finale di Avid. Una volta che il negativo era stato tagliato, non era possibile semplicemente annullare i tagli e riorganizzare la pellicola: ogni taglio distruggeva un fotogramma sia all’inizio che alla fine dell’inquadratura.
Il negativo master del film finito veniva quindi utilizzato per realizzare gli interpositivi, dai quali venivano ricavati gli internegativi, e questi ultimi venivano utilizzati per realizzare le copie in 35 mm destinate alla distribuzione cinematografica. Il negativo originale delle riprese scartate non veniva mai sottoposto a questo processo perché, ovviamente, quelle riprese non facevano parte del film finito.
Qualcuno potrebbe dire: «Ma allora, se la versione mancante di 20 minuti esistesse, sarebbe conservata sull’Avid!». Ma montare il film su Avid non significa che tutto quel materiale sia stato conservato per sempre. Non era un’epoca in cui ogni singolo elemento di montaggio veniva automaticamente conservato sui server per decenni, e non so se esista ancora del materiale di montaggio Avid della produzione. Questa è una domanda da porre alla University of the Arts London. Lì è conservato l’archivio ufficiale dei documenti, dei materiali di produzione e di altri documenti di mio padre, che coprono tutta la sua carriera, incluso Eyes Wide Shut. Ma a quanto ne so, non esiste alcuna copia del girato Avid del film.
Quindi, anche se 20 minuti fossero stati effettivamente rimossi dopo la sua morte, dubito seriamente che dovremmo aspettarci di trovare oggi da qualche parte un video o una copia digitale, un negativo inutilizzato o qualsiasi altra traccia fisica evidente di quel materiale. Ma l’assenza di tale materiale ha un doppio risvolto: non prova che quei 20 minuti siano mai esistiti.
Onestamente, non posso aggiungere altro. All’epoca non avevo mai sentito parlare di 20 minuti mancanti, non ho mai visto né mi è mai stata mostrata alcuna prova dell’esistenza di una simile sezione e non conosco alcun materiale superstite che lo dimostri.
Non posso dirvi cosa possa essere successo o meno nelle circa trenta ore immediatamente successive alla morte di mio padre; io non ero presente. Ma a meno che non emergano prove concrete – e non considero prove le storie di certe persone che, a mio parere, le inventano a posteriori; spesso le persone vogliono sensazionalizzare il proprio ruolo in una storia, se mai ne hanno avuto uno – la storia secondo cui sarebbero stati tagliati 20 minuti da Eyes Wide Shut dopo la sua morte rimane, a mio avviso, una vera e propria teoria del complotto, non un fatto accertato.
Infine, di una cosa sono certa: se davvero fossero stati sottratti 20 minuti, me ne sarei sicuramente accorta prima o poi. Una volta dissipata la nebbia dell’angoscia, mi sono impegnata a fondo per proteggere il lavoro di mio padre e ho preso questa responsabilità estremamente sul serio.
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Immagine di Carlos Pacheco via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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La massoneria in Francia: trenta giorni di influenza alla luce del sole
Una delle grandi battaglie massoniche diventa legge
Il 18 agosto 2026, Emmanuel Macron ha promulgato la legge «relativa al diritto al suicidio assistito». Pubblicato il giorno successivo nella Gazzetta Ufficiale , il testo consente ora a una persona affetta da una malattia grave e incurabile, a determinate condizioni, di ricevere una sostanza letale per autosomministrarsela o, se fisicamente impossibilitata a farlo, di farsela somministrare da un medico o un infermiere. Con un linguaggio volutamente attenuato, la Francia ha così legalizzato il suicidio assistito e l’eutanasia. La massoneria può rivendicare una parte significativa di quella che considera una vittoria. La lotta fu avviata già nel 1978 dal senatore massone Henri Caillavet, per poi essere portata avanti instancabilmente dalle varie obbedienze massoniche. Convocata davanti all’Assemblea Nazionale nel 2024, la massoneria del Grande Oriente è arrivata persino a chiedere che venisse aperta la questione dell’eutanasia per alcuni minori.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Édouard Philippe davanti al Grande Oriente
Il 24 giugno 2026 è stata la volta di Édouard Philippe, ex Primo Ministro e candidato ufficiale alle elezioni presidenziali del 2027, ricevuto presso la sede del Grande Oriente di Francia, in rue Cadet a Parigi. La conferenza pubblica, dal titolo «La Repubblica di fronte al presente», si è svolta alla presenza del Gran Maestro Pierre Bertinotti e di una delegazione del Consiglio dell’Ordine. Édouard Philippe ha innanzitutto giustificato la sua presenza come una questione di «lealtà filiale», ricordando il ruolo significativo che la massoneria aveva avuto nella vita e nella spiritualità di suo padre. Ha poi aggiunto, rivolgendosi alla loggia: «So cosa vi dobbiamo. Voi sapete cosa vi deve la Repubblica; sapete anche cosa dovete alla Repubblica. Ed è bene dirlo». Queste parole sono state pronunciate alla vigilia della campagna presidenziale, nel tempio principale del Grande Oriente, di fronte a un’istituzione che proclama apertamente la sua intenzione di intervenire nel dibattito pubblico. Interrogato sul finanziamento delle scuole religiose private, Édouard Philippe non si è impegnato a eliminarlo e ha difeso la libertà di scelta delle famiglie. Ma il punto cruciale era altrove: con la sua presenza e le sue parole, l’ex Primo Ministro ha confermato che il Grande Oriente rimane una forza potente di fronte alla quale coloro che aspirano a governare la Francia ritengono necessario presentarsi, spiegare le proprie posizioni e illustrare il proprio punto di vista.Aiuta Renovatio 21
La scuola privata designata come indesiderabile
Il 28 agosto 2026, in occasione della 161ª Convention GODF tenutasi a Bordeaux, Guillaume Trichard ha riottenuto la carica di Gran Maestro, già ricoperta nel 2023-2024. Al momento della sua investitura, ha annunciato una massoneria risolutamente orientata all’azione pubblica. Ciascun membro della rete di circa 1.400 logge è invitato, prima della prossima Convenzione, a intraprendere un’azione pubblica: una conferenza, una mostra, un’iniziativa sociale, ma anche «un intervento nelle scuole o nelle università». L’obiettivo dichiarato dal Grande Oriente è quello di «portare i propri valori nella sfera pubblica». In un’intervista a Le Figaro, Guillaume Trichard ha annunciato l’imminente pubblicazione di un libro bianco sulle «scuole della Repubblica» e ha affermato inequivocabilmente: «Credo che le scuole private che operano al di fuori dei contratti statali non abbiano posto nella Repubblica». Questi istituti sono perfettamente legali e sono soggetti al controllo statale per quanto riguarda il rispetto dell’obbligo scolastico, la tutela dei minori, l’ordine pubblico e l’adozione del programma di studi standardizzato. Tuttavia, godono di una libertà pedagogica, religiosa ed educativa molto più ampia rispetto alle scuole pubbliche o private convenzionate. La nuova dichiarazione del Gran Maestro non si limita quindi a colpire le scuole che violano la legge. Esclude simbolicamente dal quadro statale repubblicano un’intera categoria di istituzioni, tra cui molte scuole cattoliche, unicamente perché sfuggono in parte al monopolio ideologico e pedagogico dello Stato. Un’offensiva parallela sta prendendo di mira le scuole private che operano tramite contratto. La National Federation of Free Thought (Federazione Nazionale del Libero Pensiero) sostiene una «graduale eliminazione dei finanziamenti pubblici all’istruzione privata nell’arco di sei anni» e chiede l’abrogazione della legge Debré del 31 dicembre 1959. Le due iniziative rimangono giuridicamente distinte, ma la loro convergenza è evidente: le scuole private che operano al di fuori di un contratto verrebbero private della «legittimità repubblicana», mentre quelle che operano tramite contratto verrebbero progressivamente private delle risorse necessarie al loro funzionamento. L’istruzione cattolica si trova in prima linea in entrambi i casi.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il Grande Oriente ammesso sotto l’Arco di Trionfo
Due giorni dopo la cerimonia al Convento, il 30 agosto, Guillaume Trichard ha guidato una numerosa delegazione massonica all’Arco di Trionfo. Per la prima volta nella sua storia, il Grande Oriente di Francia ha deposto ufficialmente una corona in suo nome e ha partecipato alla riaccensione della Fiamma presso la Tomba del Milite Ignoto. Questa visita inaugurale è stata ben lungi dall’essere una semplice visita associativa. Si è svolta nel contesto della solenne cerimonia di commemorazione nazionale, alla presenza delle bandiere e di un distaccamento militare sull’attenti. Tale distaccamento era al comando di un colonnello della Legione Straniera, responsabile delle forze dell’Operazione Sentinelle. Il nuovo Gran Maestro era circondato dai membri del Consiglio dell’Ordine, da rappresentanti dei ranghi più alti, da dignitari di obbedienze straniere, da funzionari eletti della Repubblica e da delegati di diverse logge. Secondo il Grande Oriente di Francia (GODF), la corona è stata deposta in memoria di coloro che sono caduti per i «valori universali di libertà, uguaglianza e fraternità». Lo stesso sito web massonico 450.fm ha descritto l’evento come l’ingresso del Grande Oriente “nella memoria nazionale” e ha sottolineato che non si trattava di «un mero gesto di protocollo».Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
I massoni onorati nelle chiese
Questo riconoscimento politico e civile trova oggi un’eco ancora più significativa nella Chiesa. Il 25 agosto 2026, l’arcivescovo di Digione Antoine Hérouard ha presieduto personalmente i funerali di François Patriat nella Collegiata di Notre-Dame a Semur-en-Auxois. Ex ministro, senatore della Côte-d’Or e sostenitore di lunga data di Emmanuel Macron, François Patriat era un massone di spicco. In particolare, aveva accompagnato Emmanuel Macron alla sede del Grande Oriente di Francia insieme a Gérard Collomb, anch’egli massone. Il presidente della Repubblica, che solo la settimana precedente aveva promulgato l’immorale legge sull’eutanasia, è riuscito a pronunciare, come un predicatore, un lungo elogio politico del suo ex alleato dall’ambone della chiesa collegiata. Nessuna rinuncia alla massoneria, né alcun segno pubblico di pentimento, era stato portato all’attenzione dei fedeli. In tali circostanze, confusione e scandalo erano inevitabili. Pochi giorni dopo, il 5 settembre, si sono svolti anche i funerali religiosi di Charles Josselin nella chiesa di Sainte-Brigide a Trigavou, Côtes-d’Armor. Ex Ministro della Cooperazione e figura di spicco del socialismo bretone, Charles Josselin era anche un massone, come riportato in particolare nell’opera storica collettiva L’Empire qui ne veut pas mourir. Une histoire de la Françafrique [«L’Impero che non vuole morire. Una storia della Francia», ndt]. In meno di due settimane, quindi, due ex ministri massoni avevano ricevuto solenni funerali cattolici in Francia. Tuttavia, in Italia, all’inizio di agosto, il cardinale Baldassare Reina, vicario del papa per la diocesi di Roma, ha fatto annullare i funerali cattolici del chitarrista Bruno Battisti D’Amario dopo la rivelazione pubblica della sua appartenenza alla massoneria. Contemporaneamente, il vescovo Antonio Suetta di Ventimiglia-Sanremo ha rifiutato i funerali ecclesiastici di Mario Tarducci, ex Maestro Venerabile di una loggia massonica, prima di ribadire ufficialmente le norme vigenti nella sua diocesi. Queste pratiche divergenti non possono alterare la dottrina della Chiesa, che rimane la stessa in Francia, in Italia e ovunque. Il Codice del 1917 è stato particolarmente rigoroso: il canone 2335 scomunicava ipso facto i cattolici aderenti alle sette massoniche prese di mira, mentre il canone 1240 privava espressamente della sepoltura ecclesiastica, salvo in caso di segno di pentimento, coloro che erano notoriamente legati “alla setta massonica o a società dello stesso genere”. Il Codice del 1983 ha adottato una disciplina meno esplicita: non ha nominato più la massoneria e non ha previsto più la scomunica automatica. Tuttavia, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato il 26 novembre 1983 che il giudizio della Chiesa rimaneva «immutato», in quanto i principi massonici erano «inconciliabili con la dottrina della Chiesa». I cattolici che aderiscono alle logge sono in stato di peccato grave e non possono ricevere la Santa Comunione. Tale divieto è stato ribadito da Roma nel 2023. Per quanto riguarda i funerali, il canone 1184 stabilisce che essi devono essere rifiutati, salvo in caso di pentimento preventivo, ai peccatori manifesti ai quali non potrebbero essere concessi senza causare pubblico scandalo ai fedeli. Non si tratta di giudicare l’anima del defunto, ma di impedire che una cerimonia cattolica appaia come una legittimazione pubblica di ciò che la Chiesa condanna.Aiuta Renovatio 21
Il cardinale Bustillo davanti ai massoni corsi
Un altro evento ha contribuito alla confusione. Il 7 agosto 2026, un centinaio di massoni corsi appartenenti a diverse logge si sono riuniti al Passo del Vergio, a quasi 1.500 metri di altitudine. Il loro ospite principale era il cardinale François Bustillo, vescovo di Ajaccio. Secondo quanto riportato da Le Canard enchaîné, che ha diffuso la notizia, il cardinale ha parlato a lungo di pace davanti all’assemblea massonica. Ha inoltre partecipato al pranzo, in particolare in compagnia dell’ex deputato autonomista Jean-Félix Acquaviva. Accettare di essere l’ospite d’onore a un incontro annuale di massoni di varie obbedienze e rivolgere loro un discorso conferisce inevitabilmente all’incontro un’aura di rispettabilità ecclesiastica. Bisognerebbe cercare invano nei resoconti disponibili un qualsiasi avvertimento da parte del cardinale contro l’incompatibilità tra la dottrina cattolica e i principi massonici.Aiuta Renovatio 21
Un potere abbastanza sicuro da mostrare
Non c’è bisogno di immaginare un governo occulto per osservare l’attuale influenza della massoneria in Francia. I fatti pubblici sono già sufficienti: le logge dichiarano i propri obiettivi, partecipano ai lavori parlamentari, si congratulano per le modifiche legislative per cui hanno lavorato, ricevono leader politici e onorificenze statali. Non fraintendiamoci: questa crescente visibilità non significa affatto che la massoneria abbia abbandonato la segretezza, che costituisce una delle sue armi essenziali. Piuttosto, dimostra che ora si sente abbastanza potente da sollevare parte del velo. Può mostrare alcuni dei suoi obiettivi e affermare la sua presenza perché non incontra più molti avversari, istituzionali o di altro tipo, sufficientemente istruiti, organizzati e determinati da ostacolarla. Leone XIII aveva già dissipato l’illusione di una massoneria divenuta trasparente perché organizzava riunioni pubbliche e pubblicava propri giornali. Nell’enciclica Humanum genus del 20 aprile 1884, aveva ammonito: «Sebbene ora sembrino non gradire più rimanere nell’ombra, sebbene tengano riunioni in pieno giorno e alla vista di tutti, sebbene pubblichino i loro giornali, tuttavia, se si guarda al nocciolo della questione, si può constatare che appartengono alla famiglia delle società clandestine e che ne conservano le caratteristiche». Il papa ha rilevato l’esistenza di «consigli intimi e supremi», riunioni private e decisioni e metodi di attuazione tenuti segreti al pubblico e persino ad alcuni iniziati. La gerarchia dei ranghi, la compartimentazione delle informazioni e il giuramento di non rivelare i segreti consentono quindi all’organizzazione di mantenere una presenza senza svelare completamente la sua vera natura. Questa distinzione rimane cruciale. I comunicati del Grande Oriente rivelano le cause che intende sostenere pubblicamente, ma non svelano l’intera gamma delle deliberazioni interne delle logge, i legami personali che uniscono i suoi membri, o gli interventi con cui determinate carriere possono essere promosse, ostacolate o messe da parte. La massoneria agisce quindi come uno stato nello stato: possiede le proprie strutture, gerarchie, disciplina, reti di influenza e obiettivi, pur facendo affidamento, per garantire il proprio predominio, sulle istituzioni della Repubblica, di cui si vanta di aver storicamente contribuito a costruire. L’ambizione personale si rivela uno strumento particolarmente efficace in questo sistema, e la forza della rete risiede proprio nella capacità di agire senza apparire ufficialmente come l’autore delle decisioni prese. Leone XIII ha indicato chiaramente l’obiettivo finale che si intendeva perseguire: «Distruggere completamente ogni disciplina religiosa e sociale derivante dalle istituzioni cristiane e sostituirla con una nuova, plasmata dalle loro idee e i cui principi e leggi fondamentali siano mutuati dal naturalismo». Gli eventi degli ultimi trenta giorni non solo dimostrano la crescente audacia della massoneria nella Città, ma rivelano anche la resa di coloro che dovrebbero opporsi ad essa. Il 13 dicembre 1908, ricevendo a Roma i pellegrini francesi giunti per la lettura del decreto che riconosceva le virtù eroiche di Santa Giovanna d’Arco, modello di lotta per la fede e la patria, San Pio X li ha messi in guardia contro qualsiasi capitolazione ai nemici dell’ordine cristiano: «Ora più che mai, la forza principale dei malvagi risiede nella codardia e nella debolezza dei buoni, e le stesse radici del regno di Satana risiedono nella debolezza dei cristiani». Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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