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Orca bombarda turisti del parco acquatico con feci liquide

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Un’orca tenuta in cattività ha riservato una sorpresa incredibile al pubblico del SeaWorld San Antonio, in California, alcuni dei quali ora si pentono con estrema amarezza dei loro posti in prima fila.

 

Come si vede nel video, la balena assassina stava nuotando proprio sul bordo della sua vasca trasparente durante uno spettacolo. Per lo stupore dei presenti, l’animale ha regalato al pubblico uno spettacolo a dir poco imbarazzante: ha emesso una disgustosa poltiglia di escrementi color marrone-verdastro, che fluttuava dall’acqua azzurra della grande piscina. Poi, il colpo da maestro: l’acqua mista alla merda cetacea viene spinta dalla creatura fuori dalla vasca, a lavare quantità di uomini, donne e bambini sconvolti.

 

Insomma, avete capito: l’orca ha fatto la cacca addosso a diecine di esseri umani. Il messaggio, per quanto ci riguarda, è chiarissimo.

 


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Potete constatarlo dalle immagini, e notare la sequenza, che non può che essere programmata dalla diabolica bestia acquatica. L’orca si tuffa e la folla, inconsapevole, ride. Pochi istanti dopo, il cetaceo salta fuori dall’acqua e atterra con un enorme tonfo, inondando completamente le prime fila del pubblico pagante con una deiezione dal suo mastodontico sistema digerente.

 

Alcuni ora speculano secondo il solito, estenuante senso di colpa animalista oramai installatosi nella psiche collettiva: è una piccola vendetta per aver tenuto in cattività, dice il piccolo antispecista che è in noi (non in tutti). Ecco giustificato l’odioso atto vandalico: dopotutto queste sono creature molto intelligenti e sociali che hanno capito come distruggere e forse questo è il suo modo di reagire agli spettatori fastidiosi, che sono umani, quindi cancro del pianeta, esseri squilibrati e schiavisti.

 

Nel tempo c’è chi ha fatto di peggio: non sono poche le persone che arrivano persino a giustificare gli omicidi compiuti dalle orche assassine nei parchi acquatici: vi sono stati numerosi episodi, infatti, dei cetacei che uccidono il loro istruttore. Il documentario Blackfish (2013), mostrato e premiato in tutto il mondo, riportava la storia di Tilikum, un’orca del parco SeaWorld coinvolta nella morte di tre persone. Nel film è narrato che l’aggressività dell’animale potrebbe essere data, oltre che dalla cattura nelle acque islandesi nel 1983, anche dal bullismo subito da altre orche una volta arrivato nel parco acquatico.

 

Delle 18 orche catturate negli Stati Uniti, tutte sono tenute tra tre parchi SeaWorld, dove sono protagoniste di spettacoli. Tuttavia, di show memorabili le orche lo danno anche in mare in natura.

 

Come riportato da Renovatio 21 qualche mese fa, nelle acque al largo di Mossel Bay, in Sudafrica, un’orca assassina ha cacciato e ucciso un grande squalo bianco. In una sequenza incredibile della durata di meno di due minuti, l’orca Starboard ha attaccato il povero pescecane, riuscendo a strappargli il fegato: vi è il dubbio che lo spettacolino sia stato fatto solo per gli spettatori umani, di cui l’orca potrebbe aver notato la presenza: tale agghiacciante evento è infatti avvenuto di fronte a un gruppo di turisti a bordo di una barca, che ha assistito con occhi increduli.

 

Parimenti, due mesi fa è emerso il video di una malvagia gang di orche che caccia e divora vivo un delfino. Renovatio 21 vuole rammentare che non si tratta nemmeno del primo atto di boriosa aggressione che le killer whale praticano contro i loro cugini delfini. A inizio anno venne pubblicato su Instagram un drammatico filmato in cui, in un atto di barbaro e vile teppismo marino, un’orca attaccava un delfino scagliandolo per aria neanche fosse un birillo.

 

Come noto, e ripetuto ad nauseam da Renovatio 21, il problema maggiore oggi è costituito dall’orrenda mafia delle orche di Gibilterra, che si divertono ad attaccare imbarcazioni da diporto staccando il timone: parliamo di qualcosa come un attacco al giorno.

 

Come sempreRenovatio 21, torna a chiedere: quousque tandem. Fino a quando dovremo tollerare l’estrema nequizia di questi mostri marini? Quanto ancora sopportare la belluina malvagità di questi pericolosi pachidermi pinnati?

 

Sarebbe il caso di cominciare a mettere le cose a posto: per esempio ricordando al cetaceo l’esistenza di quel ristorante a Yokohama che sembra – secondo una testimonianza che Renovatio 21 ha pubblicato senza poterne confermare la veridicitàin grado di portare le orche in tavola, e non per condividere con loro il pasto.

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Oppure ricordare che, qualora il re Maori re Tuheitia Potatau te Wherowhero VII dovesse riuscire con la «Dichiarazione per l’Oceano» ad ottenere che sia concessa la personalità giuridica alle balene, a quel punto scatterebbero querele a più non posso, anche per lo scherzo diarroico di San Antonio e tanti altri atti di stupida crudeltà perpetrati dai leviatani bianconeri.

 

Arrivati a quel punto, care orche assassine e stronze, altro che SeaWorld: prigioni sarebbero costruite per voi in tutto il pianeta, e tanti saluti ai bambini che vi vengono ad applaudire, agli istruttori che si lasciano ammazzare, ai film Disney e alle campagne antispeciste. Soprattutto, addio al pesce aggratis.

 

L’ora della vendetta contro lo spregevole cetaceo, lo sentiamo, si avvicina. Vendetta vera, orche in galera!

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 Immagine screenshot da Twitter

 

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La rete elettrica cubana collassa per la seconda volta in una settimana

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L’intera Cuba è rimasta senza elettricità per la seconda volta in una settimana, a causa dell’embargo petrolifero statunitense che sta portando la rete elettrica nazionale al collasso.   «Alle 18:32 si è verificata una disconnessione totale del Sistema Elettrico Nazionale. Continueremo a fornire aggiornamenti», ha dichiarato la compagnia elettrica statale Union Electrica sui social media.   Si tratta del terzo blackout di questo mese. La maggior parte del sistema è andata fuori servizio il 4 marzo, e poi l’intera rete è andata in tilt lunedì, per ragioni ancora da chiarire. Sebbene le interruzioni di corrente siano frequenti a Cuba, non si erano mai verificati due blackout totali in una settimana.   Il presidente Trump ha imposto un embargo petrolifero a Cuba dopo aver deposto il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.

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Il Venezuela era stato il principale fornitore di petrolio e sostenitore di Cuba in America Latina.   Il Venezuela, su indicazione del presidente Trump, ha interrotto le forniture di petrolio a Cuba, e altre nazioni latinoamericane, tra cui il Messico, hanno seguito l’esempio a causa della minaccia di dazi punitivi, sospendendo anche altre forme di aiuti umanitari.   Il presidente Trump ha inoltre incluso disposizioni per impedire alla Russia di fornire petrolio a Cuba. Sebbene le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo siano state temporaneamente revocate a seguito dell’impennata dei prezzi, restano in vigore le sanzioni sulle transazioni con Cuba, così come con la Corea del Nord e la Crimea.   Alti funzionari dell’amministrazione Trump, così come lo stesso Trump, hanno manifestato l’intenzione di rovesciare il regime comunista che governa Cuba dagli anni Cinquanta.   Il segretario di Stato Marco Rubio, a sua volta figlio di esuli cubani, ha espresso chiaramente il suo sostegno al cambio di regime, e il Presidente Trump ha ribadito il suo appello per un’«acquisizione amichevole» dell’isola, prima di aggiungere: «Potrebbe non essere un’acquisizione amichevole».   Sebbene il regime cubano abbia avviato colloqui con gli Stati Uniti, ha ribadito che lo status del Presidente non è oggetto di negoziazione.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; immagine modificata
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Le api regine posso respirare sott’acqua e sopravvivere sommerse un’intera settimana

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Una scoperta casuale in laboratorio ha rivelato un meccanismo straordinario che permette alle regine dei bombi di resistere alle inondazioni durante la diapausa invernale, un adattamento che potrebbe rivelarsi cruciale di fronte ai cambiamenti climatici.

 

Secondo uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society (2026) e raccontato da Smithsonian Magazine, le regine del bombus impatiens possono rimanere completamente sommerse in acqua per oltre sette giorni senza morire. Tutto è nato per caso nel 2024: durante un esperimento, la condensa ha allagato i tubi in cui erano conservate alcune regine in diapausa. Invece di annegare, quattro di loro sono sopravvissute perfettamente.

 

I ricercatori, guidati da Charles-A. Darveau e colleghi, hanno poi condotto test sistematici misurando il consumo di ossigeno, la produzione di anidride carbonica e il tasso metabolico delle regine sommerse. I risultati sono sorprendenti: le regine respirano sott’acqua, estraendo ossigeno disciolto attraverso un meccanismo ancora da chiarire completamente (probabilmente cutaneo o tracheale).

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Le regine dei bombi passano quindi a un metabolismo anaerobico (fermentazione lattica o simile) per produrre energia senza ossigeno, entrando entrano in uno stato di depressione metabolica profonda, riducendo drasticamente il consumo energetico, quasi in «modalità risparmio» estremo.

 

Dopo otto giorni di immersione, il metabolismo schizza temporaneamente verso l’alto per 2-3 giorni (fase di recupero), poi torna ai livelli normali. Le regine emergono vitali e in grado di riprendere le normali attività. Questo adattamento è particolarmente rilevante perché le regine dei bombi sono le uniche a svernare. Senza questa capacità, intere colonie future potrebbero essere spazzate via.

 

La scoperta, definita «straordinaria» da vari esperti, apre nuove prospettive non solo sulla fisiologia degli insetti impollinatori, ma anche su possibili strategie di conservazione per proteggere i bombi, specie vitali per l’agricoltura e gli ecosistemi.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Tacchini malvagi terrorizzano un fattorino: le immagini

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Una coppia di tacchini selvatici ha inseguito e terrorizzato un fattorino a Branford, nello Stato statunitense del Connecticut.   L’autista della ditta UPS è stato fortunato ad uscirne illeso dopo la vile aggressione da parte dei pennuti.   Nei filmati finiti in rete, l’uomo sembra di fatto terrorizzato, riuscendo a malapena a sfuggire alla furia delle creature riparando nel suo autoveicolo.  

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«Ho quarant’anni, non posso avere a che fare con cose così» dice l’uomo nei video dell’attacco.   «Glu-glu-glu-glu» rispondo impudenti gli uccelli, nel verso tipico della loro controversa specie, chiamato appunto onomatopeicamente gloglottiò.   Il duo di non-volatili accerchia l’automezzo dello sfortunato signore per poi, gloglottando senza requie, inseguirlo quando questi cerca eroicamente di portare a termine una consegna correndo con un pacco sotto il braccio come un campione del Footballo americano.   Gli assalti dei tacchini selvatici agli esseri umani sono un fenomeno ben documentato e per niente raro, specialmente negli Stati Uniti e in Canada dove i tacchini selvatici si sono moltiplicati tantissimo negli ultimi 20-30 anni e ormai vivono anche in zone suburbane e urbane.   I tacchini maschi (detti «tom») diventano particolarmente aggressivi in primavera durante la stagione degli amori, o le femmine quando difendono il nido o i piccoli.   In Massachusetts nel 2017 gruppi di tacchini selvatici malvagi hanno attaccato persone per strada, con video virali di un uomo inseguito e beccato.   Nella capitale statunitense Washington si sono avuti più casi di tacchini che aggrediscono impunemente ciclisti e pedoni su sentieri pubblici come l’Anacostia Riverwalk Trail.   In un caso a Staten Island, Nuova York, del 2025 un tacchino selvatico ha inseguito ripetutamente un uomo nel suo stesso vialetto, colpendolo in testa e costringendolo a girare intorno alla macchina.  

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A Janesville, in Wisconsin, poche settimane fa una banda di tacchini selvatici ha terrorizzato il quartiere per settimane: inseguivano postini, bambini, bloccavano il traffico e hanno causato persino piccoli incidenti stradali.   Nella capitale canadese Ottawa negli scorsi mesi un uomo è stato inseguito da due tacchini aggressivi in mezzo alla strada, tanto da dover saltare dentro l’auto di uno sconosciuto per scappare.   Secondo quanto riferito, postini e corrieri sono tra le vittime più frequenti (in vari Stati USA e anche in video virali come codesto), perché i tacchini spesso vedono i furgoni o le persone in movimento come «intrusi» nel loro territorio, ma si tratta di una spiegazione semplicistica atta ad escludere la nequizia della specie pennuta.   In Italia e in Europa i tacchini selvatici sono rarissimi (anche perché non sono nativi dei nostri territori), quindi casi del genere sono praticamente inesistenti da noi. Tuttavia gli esperti dicono che i tacchini domestici maschi, se non gestiti bene, possono diventare aggressivi pure loro, soprattutto verso chi non conoscono o durante la primavera.   Renovatio 21 consiglia alla gloglottante genìa di orridi guastafeste bipedi di non esagerare, sennò ci ritroviamo a dover fare un’altra campagna di pressione internazionale come quella che stiamo portando avanti per i casi delle orche.   Anche perché ricordiamo la questione della sagra del pito, dove il tacchino viene, e giustamente, processato e giustiziato per le sue colpe e per quelle della comunità: si potrebbero catarticamente indire manifestazioni identiche su tutto il territorio italiano ed europeo, con grande benefizio pubblico dovuto al tacchino espiatorio e alla tavola imbandita, e al contempo chiaro esempio dissuasivo per l’augello ribelle.  

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