Politica
Musk dona 75 milioni di dollari alla campagna di Trump
Elon Musk ha donato 75 milioni di dollari a un gruppo pro-Donald Trump negli ultimi mesi, ha confermato il miliardario statunitense.
Fondato dal magnate della tecnologia in persona a luglio, l’America Political Action Committee afferma di voler rafforzare l’affluenza al candidato repubblicano negli stati chiave molto contesi, che potrebbero decidere le elezioni presidenziali del 5 novembre.
Musk, il cui patrimonio netto ammonta a 246,5 miliardi di dollari, afferma di aver sostenuto finanziariamente sia i candidati repubblicani che quelli democratici nelle campagne precedenti, senza mostrare alcuna chiara preferenza per nessuno dei due partiti. Tuttavia, dopo il fallito tentativo di assassinio di Trump del 13 luglio, il magnate ha pubblicamente sostenuto il candidato del GOP e da allora è stato un sostenitore schietto.
Rispondendo a un post di un altro utente X, che ha scritto che «Elon Musk ha donato quasi 75 milioni di dollari a @America PAC», mercoledì il CEO di SpaceX e Tesla ha fornito una conferma di una sola parola: «Yeah».
— Elon Musk (@elonmusk) October 16, 2024
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In precedenza, quel giorno, Reuters e Bloomberg, citando le dichiarazioni della Federal Election Commission, avevano riferito che Musk aveva donato quasi 75 milioni di dollari ad America PAC tra luglio e settembre. Secondo Reuters, il magnate della tecnologia era l’unico benefattore del gruppo durante quel periodo, emergendo come uno dei principali donatori repubblicani in assoluto.
L’obiettivo principale dell’America PAC è reclutare sollecitatori e pubblicare annunci digitali per convincere i sostenitori di Trump a votare.
Domenica, il candidato repubblicano ha annunciato che, se eletto, avrebbe creato una «nuova posizione: segretario per la riduzione dei costi», progettata specificamente per Musk. Trump ha aggiunto che l’imprenditore, che ha descritto come un «grande uomo d’affari», aveva già espresso la volontà di assumere il ruolo.
All’inizio di questo mese, il miliardario spaziale è apparso insieme all’ex presidente a un comizio a Butler, in Pennsylvania, dove Trump è stato colpito e ferito a luglio. Durante l’evento, Musk ha descritto il voto del 5 novembre come «l’elezione più importante della nostra vita». Elone ha anche accusato i democratici di voler «togliervi la libertà di parola».
In un articolo di mercoledì, Bloomberg ha affermato che il candidato repubblicano era molto indietro rispetto alla sua rivale, Kamala Harris, in termini di raccolta fondi. Ciò ha consentito al candidato democratico alla presidenza di organizzare una campagna di mobilitazione attiva degli elettori in tutti e sette gli stati chiave, secondo l’agenzia di stampa.
Trump ha promesso di creare un nuovo ufficio appositamente per il boss di SpaceX e Tesla, Elon Musk, qualora dovesse vincere le elezioni di novembre.
Il biondo ex presidente ha rilasciato queste dichiarazioni durante la sua apparizione su Fox News’ Sunday Morning Futures. Trump ha elogiato il miliardario definendolo un «grande uomo d’affari» e un «grande tagliatore di costi», ventilando un possibile ruolo alla Casa Bianca per lui.
«Pensate a lui per la scienza e i razzi e ogni volta mi racconta di una nuova vite che è stata sviluppata. Ha sviluppato una nuova vite. Le viti sono difficili e sono fatte di titanio ed è così emozionante», ha affermato Trump.
«Avremo una nuova posizione: segretario per la riduzione dei costi. Elon vuole farlo e abbiamo persone incredibili. Sta gestendo una grande azienda», ha aggiunto, sostenendo che Musk ha già mostrato interesse nell’assumere tale ruolo.
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Trump ha parlato anche degli ambiziosi piani spaziali di Musk, affermando che quest’ultimo gli aveva promesso di «raggiungere Marte prima della fine della mia amministrazione, il che avverrà molto prima, si spera, della Cina o della Russia».
Musk è da tempo un aperto sostenitore di Trump e ha ripetutamente rilasciato dichiarazioni coraggiose a sostegno del repubblicano. All’inizio di questo mese, ha fatto un’apparizione a sorpresa a un comizio della campagna di Trump a Butler, Pennsylvania, definendo il voto di novembre «l’elezione più importante della nostra vita” e sostenendo che la parte avversa “vuole togliervi la libertà di parola”.
Separatamente, Musk ha attaccato quei miliardari che sostengono la vicepresidente e candidata democratica Kamala Harris, suggerendo che sarebbero «terrorizzati» da una potenziale vittoria di Trump, dato che molti di loro erano probabilmente nella lista dei clienti di Jeffrey Epstein.
Come riportato da Renovatio 21, Trump ha dichiarato che il «libro nero» di Epstein potrebbe essere reso pubblico se vincesse le elezioni, così come la documentazione secretata sull’assassinio del presidente John Fitzgerlad Kennedy e pure sull’11 settembre.
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Immagine di Oleg Yunakov via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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