Politica
La Von der Leyen è «super autoritaria»: parla l’ex capo del Consiglio Europeo Michel
Secondo l’ex presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha trasformato la governance dell’UE in un sistema «super autoritario», accusandola di aver oltrepassato i limiti del suo mandato.
Michel, che ha lavorato al fianco di von der Leyen per cinque anni, dal 2019 al 2024, è l’ultima figura ad aver criticato il suo stile di leadership.
«C’è un governo estremamente autoritario», ha dichiarato lunedì in un’intervista al Brussels Times. «I commissari non hanno più alcun ruolo».
In base ai trattati UE, i 27 commissari propongono collettivamente le leggi, applicano i trattati e gestiscono il bilancio dell’UE, mentre la presidente definisce le linee guida politiche e assegna i portafogli. Von der Leyen è stata accusata di concentrare il potere nelle mani del suo ufficio, riducendo i commissari a semplici amministratori.
Michel, ex primo ministro belga, ha affermato che la sua incapacità di collaborare con von der Leyen era senza precedenti. «Mai in passato mi ero trovato di fronte a un livello di difficoltà simile in termini di collaborazione con un collega. Mai», ha dichiarato.
Le tensioni tra i vertici del blocco sono esplose pubblicamente durante il cosiddetto incidente «Sofagate» ad Ankara nell’aprile 2021, quando Michel ha occupato l’unica sedia disponibile accanto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, lasciando von der Leyen senza posto e costringendola a sedersi su un divano. All’epoca, von der Leyen insinuò che si trattasse di sessismo.
«Il protocollo è stato rispettato alla perfezione», ha insistito Michel. «La Commissione ha deciso di strumentalizzare questo incidente per cercare di acquisire più potere… e per intromettersi in questioni che non la riguardano».
Secondo alcune fonti, von der Leyen avrebbe anche proposto la creazione di una nuova cellula di intelligence che aggirerebbe l’attuale centro di intelligence dell’UE, cercando al contempo di concentrare l’autorità a scapito del servizio diplomatico del blocco.
Ex e attuali funzionari dell’UE hanno mosso accuse simili contro von der Leyen. L’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, l’avrebbe definita una «dittatrice». Il suo predecessore, Josep Borrell, ha affermato che ha «sistematicamente oltrepassato» i suoi poteri nel definire la politica estera. L’ex commissario per il mercato interno, Thierry Breton, l’ha accusata di «governo discutibile» e di aver agito alle sue spalle per costringerlo a dimettersi.
La presidenza di von der Leyen è stata segnata da numerose controversie. Il cosiddetto «Pfizergate», relativo a messaggi di testo non divulgati tra lei e l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, ha sollevato interrogativi sulla trasparenza. A gennaio, è sopravvissuta a un quarto voto di sfiducia al Parlamento Europeo.
Come riportato da Renovatio 21, Ursula accusò del voto di sfiducia una cospirazione di Putin insieme ai no-vax.
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Immagine di European Parliament via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Politica
Candace Owens appoggerebbe Tucker Carlson per la Casa Bianca
La commentatrice conservatrice statunitense Candace Owens appoggerebbe il giornalista Tucker Carlson se si candidasse alla presidenza degli Stati Uniti, ma si candiderebbe lei stessa solo se gli elettori la accettassero come «dittatrice».
In un’intervista esclusiva al Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) con Rick Sanchez, già giornalista CNN passato alla testata governativa russa RT, alla Owens è stato chiesto delle speculazioni negli Stati Uniti secondo cui un giorno potrebbe candidarsi alla Casa Bianca.
«Dico sempre ai miei ascoltatori che non mi candiderei mai alla presidenza. Mi candiderei solo a dittatore», ha affermato Owens. «Non ho a che fare con il Congresso, non ho a che fare con le lobby, non ho a che fare con Lindsey Graham che invoca un’altra guerra».
Candace ha scherzato dicendo che se gli elettori la volevano, avrebbero dovuto accettare la condizione che lei sarebbe diventata «dittatrice degli Stati Uniti», aggiungendo di non avere alcun interesse a breve termine per una carica politica a causa dell’«inautenticità» di Washington.
L’attivista ha affermato che sarebbe invece disposta a fare campagna elettorale per qualcuno come Tucker Carlson, qualora decidesse di candidarsi, aggiungendo che sarebbe pronta a girare il Paese per conto di Carlson, paragonando l’idea alla sua precedente collaborazione politica con Charlie Kirk.
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La Owens ha quindi affermato che Carlson, insieme a Megyn Kelly, era stata anche una delle poche voci conservatrici di spicco disposte a parlare onestamente del cambiamento di opinione di Charlie Kirk verso la fine della sua vita.
Owens si è inizialmente fatta conoscere alla fine degli anni 2010 esortando gli elettori afroamericani a smettere di sostenere i Democratici. In seguito è diventata una delle voci più autorevoli dei media conservatori, prima di rompere con il Daily Wire, diretto dall’ebreo Shapiro, a seguito di una disputa pubblica sulla guerra di Israele a Gaza e per aver usato l’espressione «Christ is King» («Cristo è Re»), considerata incredibilmente come slogan «antisemita»da tutti i supporter di Israele, pagati e non.
La Owens, sotto gli auspici del marito George Farmer, figlio di un Lord ed ex ministro britannico, si è convertita al cattolicesimo e sembra attenersi ad una linea di pensiero vicina a quella del tradizionalismo francese, che vede la Francia derivata dalla rivoluzione come uno Stato retto dalla perversione, con la pedofilia che impazza tra le élite occulte e nemmeno occulte.
Con estrema pervicacia Candace aveva raccontato in una serie del suo podcasto la storia di Brigitte Macron nata uomo, servendosi dei lavori di Xavier Poussard, giornalista e scrittore francese riparato a Milano, stranamente non oggetto di una denuncia diretta da parte della coppia presidenziale, come lo sono invece altri personaggi che hanno sostenuto l’incredibile tesi in questi anni. Una fra costoro ha scelto di chiedere l’asilo politico alla Russia.
I Macron hanno denunziato la Owens negli USA – dove sono fortissime le leggi a protezione della libertà di parola – asserendo che porteranno prove inconfutabili del sesso femminile della première dame di Francia.
Le voci erano state respinte da Macron, noto per le sue smentite, ancora due anni fa.
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