Politica
«L’ordine globale del dopoguerra» è «un’arma usata contro di noi»: le parole antiglobaliste del nuovo segretario di Stato USA Rubio
Durante la sua audizione di conferma al Senato, il candidato alla carica di Segretario di Stato di Donald Trump, il senatore repubblicano Marco Antonio Rubio, ha messo in guardia contro l’adozione da parte degli Stati Uniti di un ordine globale al di sopra dei propri interessi nazionali fondamentali e ha affermato che il Paese è sulla buona strada per diventare totalmente dipendente dal Partito Comunista Cinese per soddisfare i propri bisogni quotidiani.
Nel corso di oltre 4 ore e mezza dinanzi alla Commissione per gli affari esteri del Senato, il repubblicano della Florida ha parlato con coraggio dei pericoli derivanti dalla sottomissione al nuovo ordine globale e dalla continua obbedienza degli Stati Uniti al Partito comunista cinese.
L’idea bipartisan post-Guerra Fredda secondo cui «l’interesse nazionale poteva ora essere sostituito da uno che servisse l’ordine mondiale liberale» e «che tutta l’umanità era ora destinata ad abbandonare la sovranità nazionale e l’identità nazionale e sarebbe invece diventata un’unica famiglia umana e cittadini del mondo» era una «pericolosa illusione», ha affermato il Rubio.
«Qui in America e in molte delle economie avanzate del mondo, un impegno quasi religioso per un commercio libero e senza restrizioni a spese della nostra economia nazionale ha ridotto la classe media, lasciato la classe operaia in crisi, fatto crollare la nostra capacità industriale e ha spinto catene di approvvigionamento critiche nelle mani di avversari e rivali», ha sottolineato.
«Uno zelo irrazionale per la massima libertà di movimento delle persone ha portato a una crisi migratoria di massa storica. Qui in America, ma anche in tutto il mondo, è una crisi che minaccia la stabilità delle società e dei governi», ha ammonito.
«In tutto l’Occidente, i governi ora censurano e persino perseguono gli oppositori politici interni», ha detto Rubio. «Nel frattempo, i jihadisti radicali marciano apertamente per le strade e, purtroppo, guidano veicoli contro la nostra gente», riferendosi ai recenti attacchi durante le festività a New Orleans e a Magdeburgo.
«Mentre l’America ha continuato fin troppo spesso a dare priorità all’ordine globale rispetto ai nostri interessi nazionali fondamentali, altre nazioni continuano ad agire nel modo in cui i paesi hanno sempre agito e sempre agiranno in quello che percepiscono come il loro miglior interesse. E invece di piegarsi all’ordine globale post-Guerra fredda, lo hanno manipolato per servire i loro interessi a spese dei nostri».
«L’ordine globale del dopoguerra non è solo obsoleto; è ora un’arma usata contro di noi. E tutto questo ha portato a un momento in cui dobbiamo affrontare il più grande rischio di instabilità geopolitica e di crisi globale generazionale nella vita di chiunque sia vivo e presente in questa sala oggi».
Marco Rubio says it was a “dangerous delusion” to believe “that all mankind was destined to abandon national sovereignty and national identity” to “instead become…citizens of the world.”
“The postwar global order is not just obsolete—it is now a weapon being used against us.” pic.twitter.com/McsoonQdT2
— Nate Hochman (@njhochman) January 15, 2025
Come sottolinea LifeSite, durante l’udienza il Rubio ha anche richiamato l’attenzione sulla crescente vulnerabilità degli Stati Uniti alle capricciose politiche commerciali del Partito Comunista Cinese.
«Se continuiamo sulla strada che stiamo percorrendo ora, in meno di 10 anni praticamente tutto ciò che conta per noi nella vita dipenderà dal fatto che la Cina ci permetterà di averlo o meno», ha detto Rubio. «Tutto, dai farmaci per la pressione sanguigna che prendiamo ai film che vediamo e tutto il resto, dipenderà dalla Cina per questo».
«Sono arrivati a dominare le forniture essenziali dell’industria mineraria in tutto il mondo, ovunque nel mondo hanno ormai stabilito diritti minerari criminali», ha affermato prima di divenire segretario di Stato. «Anche coloro che vogliono vedere più auto elettriche, non importa dove le produci, quelle batterie dipendono quasi interamente dalla capacità dei cinesi e dalla volontà del Partito comunista cinese di produrle ed esportarle».
«Se non cambiamo rotta, vivremo in un mondo in cui molto di ciò che conta per noi quotidianamente, dalla nostra sicurezza alla nostra salute, dipenderà dal fatto che i cinesi ce lo permettano o meno», ha dichiarato Rubio.
«Decenni di deindustrializzazione hanno reso l’America dipendente dal principale avversario della nazione, la Cina comunista, per tutto, dagli ingredienti delle nostre medicine agli input per i nostri sistemi d’arma», aveva scritto Rubio in un saggio su Compact Magazine lo scorso ottobre, aggiungendo:
«Nel frattempo, l’incessante esportazione di lavori manuali e l’importazione di manodopera a basso costo hanno lasciato innumerevoli uomini nati negli Stati Uniti senza un lavoro dignitoso, minando le loro opportunità e la loro forza. Nessuna società può prosperare a lungo senza uomini forti».
«Il tempo stringe per tracciare una nuova rotta. Dobbiamo abbandonare il consenso post-Guerra fredda, rompere il tabù tariffario delle multinazionali, reinvestire nella produzione nazionale e, cosa fondamentale, riprendere il controllo dei nostri confini. In breve, dobbiamo anteporre gli interessi della nostra nazione a quelli delle nostre élite. Più a lungo non lo faremo, più grave sarà il danno che faremo alla cittadinanza americana: le stesse persone che ci hanno votato e, così facendo, hanno affidato il loro benessere alle nostre mani».
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Le parole di Rubio riflettono un’inversione di tendenza epocale negli affari internazionali americani, in cui dal globalismo – che ha una radice evidente nel XX secolo proprio a Yalta, dove si stabilì l’Ordine mondiale postbellico – gli USA passano ad un nazionalismo concentrato sul popolo americano stesso, e semmai – in una rivampata della dottrina Monroe e di quella del «Destino Manifesto» – nel continente e nelle sue prossimità (Groenlandia, Panama, Canada, Messico…).
Secondo il pensiero anti-globalista emerso negli ultimi anni dai bassifondi – cioè, senza che fosse spendibile da politici e giornalisti mainstream – l’internazionalismo americano ha penalizzato il popolo deindustrializzando il Paese e creando così crisi sociali di portata gigantesca. In particolare, l’ingresso della Cina nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC, o WTO) sotto Bill Clinton fu il colpo di grazia alla classe media americana e non solo quella, consentendo ai cinesi di divenire la «fabbrica del mondo» a discapito delle imprese, piccole e medie, delle famiglie occidentali.
È stato detto che Rubio fosse uno dei candidati della fazione neocon alle elezioni 2016, nella cui campagna elettorale fu canzonato senza alcuna pietà dal concorrente Donald Trump, che, in sketch formidabili, lo accusava di essere iperidrotico (cioè, di sudare assai copiosamente).
Sull’ex senatore americano, di origine cubane e con una lunga serie di religioni esperite, circolavano voci oscure, come quella su un suo coinvolgimento nella scena dei «party saponati» dei gay in Florida. L’uomo è ora sposato con quattro figli.
Rubio ha poi giurato l’altro giorno come segretario di Stato – cioè come ministro degli esteri USA – in una cerimonia officiata dal neovicepresidente JD Vance – un ragazzo cresciuto tra i monti Appalachi, zona industriale di fatto distrutta dalla deindustrializzazione mondialista, come visibile nel suo libro di memorie Elegia americana.
Come riportato da Renovatio 21, Rubio è altresì uno degli esponenti politici che ha chiesto a gran voce la fine della guerra ucraina e che prende sul serio il tema della minaccia UFO.
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Politica
AfD stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt: sarà ancora perseguitata? Subirà la «melonisierung»?
Remarkable scenes in Germany as the @AfD smashes the oppposition by a huge margin in in the eastern state of Saxony-Anhalt
More than twice the ruling parties vote. Of course, discussion in Brussels is now about how to “Stop the AFD” not on listening to the people’s choice.… — Chay Bowes (@BowesChay) September 6, 2026
🇩🇪 AfD has made history in Saxony-Anhalt, surging to around 44% and coming within touching distance of an absolute majority.
The CDU collapsed from 37% to about 18%. Now the only way to keep AfD out of government may be a stretched anti-AfD coalition of CDU, SPD, Greens and the… pic.twitter.com/i2lxMCifW2 — Europa.com (@europa) September 6, 2026
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Politica
Ben-Gvir pubblica un video AI con i palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso una prigione-mattatoio
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha pubblicato un video creato con l’Intelligenza Artificiale che mostrava prigionieri palestinesi su un nastro trasportatore diretti verso un campo di prigionia simile a un mattatoio. Il post era accompagnato dalla didascalia «Avevamo promesso, abbiamo mantenuto la promessa».
Il filmato aveva totalizzato oltre 4 milioni di visualizzazioni prima di essere rimosso.
Tuttavia, ltri utenti avevano salvato il video e lo avevano ripubblicato sui social media.
Israel’s national security minister, Ben-Gvir, posted this AI video of Palestinians being sent into a slaughter house on an industrial conveyor belt. It reached 4 million views before he removed it.https://t.co/9CHVNCq32J pic.twitter.com/wDZZ95ftDP
— Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) September 2, 2026
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Il filmato, dove la figura del ministro appare dominante e sorridente sulla massa di prigionieri, non può non ricordare l’estetica dei campi di concentramento, sulla cui storia lo Stato di Israele ha fondato le sue stesse basi morali, arrivando a giustiziare l’organizzatore dei lager Adolfo Eichmann dopo averlo rapito in Argentina dove era fuggito per vivere da impiegato sotto falso nome.
In particolare, il rullo trasportatore aggiunge, rispetto all’immaginario dei lager, un elemeno nuovo e particolarmente disumanizzante: è esattamente il meccanismo che porta gli animali al macello nei mattatoi. Ancora una volta, vediamo nel linguaggio dello Stato Giudaico una cifra di disumanizzazione dell’altro (che non è più persona, ma «animale»), che, avevamo imparato, era una caratteristica precipua dei nazisti e del genocidio perpetrato contro gli stessi giudei nei campi di sterminio.
Osservatori notano che sebbene i video di Gvir realizzati con l’IA siano estremi, anche i video reali del funzionario israeliano lo sono.
Ad agosto, Gvir ha mostrato con entusiasmo la sua nuova camera delle esecuzioni per la pena di morte per i palestinesi.
«Stiamo facendo la storia. I terroristi meritano una sola cosa: la morte per impiccagione», ha dichiarato Gvir . «Mi sono insediato promettendo di porre fine ai “campi estivi” nel sistema penitenziario. Questa promessa è stata pienamente mantenuta. Ho promesso di legiferare sulla pena di morte per i terroristi. Anche questo è stato fatto. E ora anche il braccio della morte e la struttura per le impiccagioni stanno iniziando a prendere forma».
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Il centro di sterminio dispone anche di «cabine di osservazione» dove gli israeliani possono assistere all’esecuzione.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
Il ministro dello Stato Ebraico famoso per aver affermato che avrebbe garantito che «i terroristi [in prigione] ricevessero il minimo indispensabile» in termini di cibo e per aver sostenuto l’anno scorso che «non esiste un popolo palestinese».
In passato, Ben-Gvir ha già manifestato il suo disprezzo per i prigionieri davanti alle telecamere.
Attivisti australiani che partecipano alla flottiglia umanitaria per Gaza (la Global Sumud Flotilla) accusano le forze di sicurezza israeliane di stupro e tortura in seguito al loro arresto avvenuto a maggio. Il servizio penitenziario israeliano ha negato tali accuse. Il Ben-Gvir è stato ripreso dalle telecamere mentre scherniva i detenuti non combattenti, suscitando l’indignazione pubblica anche del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Il ministro israeliano gli ha risposto dicendo oscuramente che «l’Italia è il Paese delle ciabatte».
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In una trasmissione dello scorso mese il Ben Gvir ha dichiarato che Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte.
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Il presidente zambiano presta giuramento mentre il rivale resta in carcere
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