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Epidemie

Liberiamo i bambini dalle mascherine!

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Il minore dei miei figli è l’unico che al momento, la mattina, ha ancora il privilegio di caricarsi lo zaino in spalla, inforcare la bici e andare a scuola. Ché di privilegio ormai si tratta, all’alba della nuova era telematica, disincarnata, in cui la prossimità umana deve diventare nella testa di tutti (a partire dai più piccoli) il principale pericolo di morte.

 

Ma, visto che la salvezza discende dal distanziamento sociale, la presenza fisica di più esseri viventi a portata di sguardo richiede pur sempre adeguate contromisure. È nostra signora la mascherina a risolvere il problema alla radice togliendo l’ossigeno a chi abbia ancora l’ardire di respirare, cioè di vivere, quando ormai l’anelito alla vita è tra i vezzi passati di moda nel giro largo dei benpensanti, quelli civicamente educati a rispettare le regole in vigore nella società degli uguali perché egualitariamente lobotomizzati.

 

I sopravvissuti all’asfissia, alla psicosi e alla fame saranno soppressi un domani in via farmacologica, ma domani è un altro giorno e si vedrà. Alla fine basta non morire di COVID.

I sopravvissuti all’asfissia, alla psicosi e alla fame saranno soppressi un domani in via farmacologica, ma domani è un altro giorno e si vedrà. Alla fine basta non morire di COVID.

 

Gli under 13, dunque, al momento possono continuare a vedere i loro compagni e i loro insegnanti, ma solo da lontano e solo travisati. Li possono ascoltare, ma solo in suoni ovattati e falsati dal coperchio buccale. Non li possono toccare né avvicinare. Una graziosa concessione in cambio di mille alienanti divieti, primo tra tutti il divieto di immettere ed emettere aria. Guai fiatare, letteralmente.

 

 

Emissioni nocive

Fanno miracoli la pressione dei pari e il terrore della emarginazione dal consesso civile (civile?) in esecuzione delle sentenze inappellabili delle belle persone, quelle che la salute sopra ogni cosa e Mentana ha sempre ragione

Per contro, proseguono indisturbate le emissioni tossiche (e contagiose) del presidente del consiglio, del ministro competente, dei loro tecnoscienziati di sostegno, dei pennivendoli di regime, dei presidi riuniti in corporazione per farsi reciproca forza, di alcuni insegnanti – alcuni, ché altri inghiottono sofferenza – eccitati da una inedita libidine di sopraffazione al confine con il sadismo.

 

Ciascuno di questi signori si è scoperto fonte di diritto in pectore, ha fatto la prova e ha sperimentato che – incredibile! – funziona davvero, è un gioco da ragazzi, basta intimare con piglio autoritario una qualche scempiaggine creativa e i sudditi obbediscono mettendo da parte ogni reazione che il semplice buon senso, questo sconosciuto, dovrebbe suggerire. Fanno miracoli la pressione dei pari e il terrore della emarginazione dal consesso civile (civile?) in esecuzione delle sentenze inappellabili delle belle persone, quelle che la salute sopra ogni cosa e Mentana ha sempre ragione.

 

Ecco allora che, bombardato di DPCM, di note ministeriali, di circolari, di comunicazioni, di avvisi, di veline, in un crescendo di demenza e di tracotanza senza fine, un genitore sensato non può non restare annichilito e chiedersi quale inerzia potente e misteriosa sia in grado di muovere un ingranaggio capace di triturare ogni libertà conquistata e, di fatto, mortificare la vita; eppure, al contempo, di suscitare, nei più, grave e compunta approvazione.

Di tutto questo circo grottesco colpisce sopra ogni cosa il disprezzo per i più piccoli, offerti quali vittime sacrificali al Leviatano sanitario-burocratico-istituzionale con una leggerezza condivisa che lascia senza parole

 

E di tutto questo circo grottesco colpisce sopra ogni cosa il disprezzo per i più piccoli, offerti quali vittime sacrificali al Leviatano sanitario-burocratico-istituzionale con una leggerezza condivisa che lascia senza parole.

 

 

Non è questione di diritto

Che il virus impazzi o sia sotto controllo, che mieta vittime o non sia poi così letale, è questione irrilevante ai fini di una constatazione altra, e incontrovertibile: un organismo acellulare è riuscito a portare a compimento in men che non si dica quello scempio del diritto, della politica, della ragione e della morale che covava già da tempo, ma in forma semi-compatibile con il tran tran quotidiano strascicato dalla massa teleguidata.

 

E siamo giunti al parossismo che i bambini, per decreto, devono rinunciare a respirare per cinque, sei, anche otto ore consecutive tenendo davanti al naso e alla bocca un cencio umido e sporco, ricettacolo di germi oltreché simbolo truce e disumano di sottomissione suscettibile di penetrare nel profondo e plasmarli alla umiliazione strutturale.

 

Siamo giunti al parossismo che i bambini, per decreto, devono rinunciare a respirare per cinque, sei, anche otto ore consecutive tenendo davanti al naso e alla bocca un cencio umido e sporco, ricettacolo di germi oltreché simbolo truce e disumano di sottomissione suscettibile di penetrare nel profondo e plasmarli alla umiliazione strutturale

Non occorre scomodare studi scientifici, prove empiriche, esperimenti più o meno ufficiali, basta quel buon senso che non c’è per vedere quanto possa essere dannoso, oltre che perfido e disumano, ostruire le vie aeree a un bambino. Siamo in zona tortura e il popolo bue fischietta.

 

Il primo impulso, quello di usare gli strumenti del diritto per interpretare i vari editti secondo un criterio gerarchico, temporale e sistematico, trova un ostacolo di senso. Il diritto è una cosa seria e le sue categorie sono manifestamente incompatibili con le enormità vomitate a getto continuo dall’apparato istituzionale tutto, dal centro alla periferia.

 

Fluttuiamo ormai su di un piano diverso, dove l’anarchia ha travolto la legge e ha reso l’uomo lupo all’altro uomo sì che, perduto ogni riferimento di forma e di valore, nulla più è componibile entro una impalcatura che sappia vagamente di logica e di ragionevolezza. È da rantoli disarticolati di zombie multilivello che dipende la sorte di un Paese intero, e dei suoi figli.

 

Alla fine, disquisire di cavilli terminologici lascia insondata la questione fondamentale, che trascende qualsiasi elucubrazione teorica: siamo nelle mani di chi vuole il nostro male. Di chi odia la vita e la sua immagine, qual è il volto di un bambino. È talmente evidente da sembrare impossibile.

 

Eppure è proprio così.

Non occorre scomodare studi scientifici, prove empiriche, esperimenti più o meno ufficiali, basta quel buon senso che non c’è per vedere quanto possa essere dannoso, oltre che perfido e disumano, ostruire le vie aeree a un bambino. Siamo in zona tortura e il popolo bue fischietta.

 

Legislatori ed interpreti

È appunto l’accanimento verso i più giovani e indifesi a mostrare senza veli il movente di lorsignori, passati per grazia ricevuta da qualche retrobottega alla ribalta tivvù per essere agenti speciali della prevaricazione seriale e programmata.

 

Dopo i pasticci semantici dei DPCM e delle toppe successive peggio dei buchi, che avevano indotto più di qualcuno a sforzarsi nell’opera pia di mettere un po’ d’ordine in favore dei bambini tra le parole in libertà in tema di bavagli, si staglia l’illuminante commento del coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo, che si è preso la briga di interpretare autenticamente, dalle colonne del Fatto Quotidiano, la volontà del legislatore (o di chi ne fa le veci).

 

Per le sue autorevoli esternazioni, il Nostro usa un registro alto, adeguato al preteso ruolo istituzionale. Dice infatti: «Abbiamo valutato la questione con una velocità assoluta perché di un argomento del genere non si dovrebbe neanche discutere. Ci sono arrivate segnalazioni: la mamma dei negazionisti come quella degli imbecilli è sempre incinta. Il dpcm è chiarissimo: mascherine in classe e se qualcuno non si adegua si deve accomodare fuori». Il diritto allo studio, all’istruzione e altre amenità costituzionali non sovvengono al dottor Miozzo.

È da rantoli disarticolati di zombie multilivello che dipende la sorte di un Paese intero, e dei suoi figli

 

Il solerte quotidiano, dal canto suo, si offre a fare da cassa di risonanza per i delatori, aspiranti guardiani del regime igienico-sanitario. Sembra per fortuna, ci informa Il Fatto, «che la maggior parte degli insegnanti sia consapevole del ruolo educativo che [la mascherina] svolge», ma qualche pericoloso sovversivo persiste e va prontamente rieducato anche lui, come gli scolari: «segnalateci episodi simili a redazione@ilfattoquotidiano.it».

 

Lo stesso Miozzo non ha mancato di chiarire anche i tempi d’uso della mascherina, spiegando con logica stringente che «nei contesti sanitari, sicuramente più stressanti per l’integrità della mascherina chirurgica, la stessa viene cambiata ogni quattro ore. A scuola, quindi [quindi? n.d.r.], tale tempistica potrà essere prevista solo per i docenti che dovessero svolgere attività didattica per più di quattro ore. Gli studenti, invece [invece? n.d.r.], potranno usare la medesima mascherina per l’intera giornata a scuola». Il ragionamento non fa una grinza.

Siamo nelle mani di chi vuole il nostro male. Di chi odia la vita e la sua immagine, qual è il volto di un bambino

 

Infine, a ratificare la lettura intransigente del nuovo comando uscito dal cilindro dei tecnocrati, ecco giungere la nota del Ministero dell’Istruzione datata 9 novembre la quale, investendo ufficialmente il comitato tecnico scientifico del potere di interpretare i DPCM, cede a lui (al comitato) il microfono in diretta affinché possa stabilire in via definitiva che non si ammettono eccezioni all’obbligo di indossare continuativamente la mascherina a scuola. Però è consentito bere senza mascherina, e di questo bisogna essere grati.

 

Per modi e per contenuto, quest’ultima trovata, pur nel teatrino dell’assurdo a cui siamo ormai avvezzi, effettivamente rappresenta un colpo d’ala ineguagliato: il Ministero dell’istruzione affida l’ermeneutica di un DPCM a un comitato tecnico nominato in base a criteri oscuri e legittimato a operare col favore del buio.

 

 

Genitori allerta

Che fare dunque? Accettare supinamente che neghino l’aria ai bambini? Che facciano loro quotidianamente del male? L’entità del sopruso non può che muovere una reazione adeguata.

 

Nel rimpiattino delle responsabilità – che non per nulla le scuole pretendevano di scaricare a priori sulle famiglie attraverso «patti» truffaldini di cosiddetta corresponsabilità – qualcuno deve pur cominciare a pagare

Nel rimpiattino delle responsabilità – che non per nulla le scuole pretendevano di scaricare a priori sulle famiglie attraverso «patti» truffaldini di cosiddetta corresponsabilità – qualcuno deve pur cominciare a pagare.

 

Gli ordini erga omnes dei tecnoscienziati onnipotenti si scontrano, prima ancora che con la legge positiva, con i più elementari principi di libertà, di dignità, persino di sopravvivenza, e la loro efferatezza macchia a cascata quanti se ne rendano implacabili esecutori nonché opachi, pusillanimi replicanti.

 

 

Elisabetta Frezza

 

 

 

 

Articolo previamente apparso su Ricognizioni 

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L’ex consigliere di Fauci incriminato per l’insabbiamento delle origini del COVID

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Un ex consigliere senior del dottor Anthony Fauci è stato incriminato per il ruolo svolto nell’insabbiamento dell’origine del virus COVID-19.

 

Nel 2020, il COVID-19 ha paralizzato il mondo, con i governi che hanno imposto rigidi lockdowni, causando conseguenze economiche e sociali devastanti per lavoratori, famiglie, strutture sanitarie e fedeli.

 

David Morens, 78 anni, che è stato consigliere senior di Fauci dal 2006 al 2022, è stato accusato di cospirazione contro gli Stati Uniti, distruzione, alterazione o falsificazione di documenti in indagini federali, occultamento, rimozione o mutilazione di documenti, e favoreggiamento, secondo quanto riportato dal New York Post.

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L’atto d’accusa, reso pubblico lunedì presso il tribunale federale del Maryland, elenca anche due complici non identificati che «hanno occultato, rimosso, distrutto e fatto occultare e rimuovere documenti federali per eludere il FOIA (Freedom of Information Act) e il FRA (Federal Records Act)», ha riportato il tabloide neoeboraceno.

 

«Morens ha supervisionato una sovvenzione, ormai tristemente nota, del NIH all’organizzazione no-profit EcoHealth Alliance, con sede a Manhattan, a partire dal 2014, che ha finito per dirottare fondi dei contribuenti statunitensi all’Istituto di Virologia di Wuhan per la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli», ha osservato il New York Post.

 

Morens è accusato di aver utilizzato la sua email privata per nascondere le comunicazioni con i colleghi al fine di mantenere il controllo sulla versione dei fatti preferita da Fauci, secondo cui il virus COVID-19 avrebbe avuto origine naturalmente da un «mercato di animali vivi» vicino a Wuhan, in Cina, anziché dal laboratorio dell’Istituto di Virologia di Wuhan, dove Fauci avrebbe segretamente finanziato la «ricerca di guadagno di funzione», un’area di sperimentazione scientifica vietata negli Stati Uniti.

 

Nel maggio 2024, Morens ha testimoniato davanti alla sottocommissione speciale della Camera sul COVID in merito a un’e-mail che aveva inviato nel febbraio 2021, nella quale affermava di aver imparato a far sparire le e-mail dopo aver ricevuto richieste ai sensi del FOIA, secondo quanto riportato da Fox News.

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«Queste accuse rappresentano un grave abuso di fiducia in un momento in cui il popolo americano ne aveva più bisogno, ovvero nel pieno di una pandemia globale», ha dichiarato in un comunicato il procuratore generale ad interim Todd Blanche.

 

«Come affermato nell’atto d’accusa, il dottor Morens e i suoi complici hanno deliberatamente occultato informazioni e falsificato documenti nel tentativo di sopprimere teorie alternative riguardanti le origini del COVID-19», ha continuato Blanche. «I funzionari governativi hanno il solenne dovere di fornire fatti e consigli onesti e ben fondati al servizio dell’interesse pubblico, non per promuovere i propri interessi personali o ideologici».

 

«Non solo Morens avrebbe illegalmente occultato le sue comunicazioni, ma avrebbe anche ricevuto tangenti per farlo», ha dichiarato il direttore dell’FBI Kash Patel in un comunicato.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Il dipartimento dell’Agricoltura e l’Esercito USA iniziano la costruzione di un impianto contro un parassita carnivoro

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Le autorità statunitensi hanno dato il via ai lavori per la costruzione di un impianto in Texas per la produzione di mosche sterili della Mycoplasma cynoplasma (NWS), un parassita che si nutre di carne e che si è diffuso in tutto il Messico, rappresentando una seria minaccia per il bestiame, la fauna selvatica e la salute pubblica degli Stati Uniti.   Situata nella base aerea di Moore, a Edinburg, la struttura «è in fase di costruzione con una tempistica serrata, progettata per espandere rapidamente la capacità di produzione nazionale di mosche sterili», ha dichiarato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) in un comunicato del 17 aprile.   L’avvio delle operazioni iniziali è previsto per novembre 2027, con una produzione di 100 milioni di mosche sterili a settimana. «La costruzione proseguirà immediatamente dopo la fase operativa iniziale per portare la piena capacità produttiva a 300 milioni di mosche sterili a settimana», ha aggiunto il dipartimento.   Le mosche femmine della specie NWS depongono le uova negli orifizi o nelle ferite degli animali a sangue caldo, dalle quali in seguito si schiudono le larve. La larva si insinua in profondità nelle ferite, nutrendosi della carne dell’ospite.   La ferita si allarga man mano che si schiudono altre uova e altre larve si nutrono della carne, portando infine l’animale alla morte. Una singola mosca femmina può deporre fino a 3.000 uova nel corso della sua vita. Grandi sciami di questi parassiti provenienti dal Messico rappresentano una seria minaccia per l’industria zootecnica americana.   Attualmente, i casi attivi più vicini al confine tra Stati Uniti e Messico sono stati segnalati nello stato messicano di Nuevo León, situato a meno di 70 miglia dal confine.

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È possibile contrastare gli sciami di mosche NWS rilasciando maschi sterili nel gruppo. Quando i maschi si accoppiano con le femmine, depongono uova non fecondate. Col tempo, lo sciame si riduce, allontanando la minaccia.   Nella sua recente dichiarazione, l’USDA ha affermato di produrre già mosche sterili in uno stabilimento a Panama che produce 100 milioni di insetti a settimana. Inoltre, l’agenzia ha investito 21 milioni di dollari in uno stabilimento messicano, che dovrebbe entrare in funzione quest’estate.   L’impianto della base aerea di Moore, con una capacità produttiva massima di 300 milioni di mosche sterili a settimana, rafforza gli sforzi americani per contrastare la minaccia del NWS (Sindrome della mosca della frutta e della sabbia).   A partire dal 2 aprile, gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all’importazione di animali vivi (bovini, cavalli e bisonti) dal Messico a causa del parassita NWS. Oltre che negli animali, il virus NWS è noto per infettare anche gli esseri umani in rari casi.   Secondo un rapporto del 14 aprile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie CDC), sono stati segnalati numerosi casi di questo tipo al di fuori degli Stati Uniti. «Nel 2023, Panama e Costa Rica hanno identificato un focolaio di NWS. Da allora, tutti i paesi dell’America Centrale e del Messico, dove la NWS era stata precedentemente tenuta sotto controllo, hanno identificato casi negli animali e nell’uomo», ha affermato il CDC. «Al 14 aprile 2026, questi paesi hanno segnalato quasi 168.000 casi di NWS negli animali e oltre 1.700 casi nelle persone».   Per quanto riguarda gli Stati Uniti, un caso confermato di infezione da NWS è stato riscontrato in una persona rientrata nel Paese da El Salvador.   L’infezione da Cocciniglia del Nuovo Mondo nell’uomo è generalmente non fatale se diagnosticata e trattata precocemente. Tuttavia, se non individuate e trattate precocemente, le infestazioni possono causare danni estesi ai tessuti e un dolore intenso e persistente in caso di lesioni ai nervi. Inoltre, se le larve penetrano negli organi vitali, possono insorgere complicazioni.   Nell’uomo, i sintomi includono dolore, sanguinamento della ferita, odore sgradevole intorno alla zona infetta e mancata guarigione naturale, con l’individuo che tende a percepire il movimento delle larve nella zona ferita.   Il CDC ha chiarito che le mosche NWS non sono state rilevate negli Stati Uniti e che non vi è «alcun rischio immediato di infestazione per le persone».   Come noto al lettore di Renovatio 21, la sterilizzazione via immissione di insetti geneticamente modificati è un tipo di operazione già programmata nel caso delle zanzare OGM, il cui uso dal controllo della popolazione parassitica si è esteso a quello della popolazione umana, con progetti di vaccinare le persone tramite zanzare bioingegnerizzate.   Le zanzare OGM sono state rilasciate in varie parti del pianeta, dall’Africa alle Hawaii alla Caliornia alla Florida al Brasile – dove la dengue, in seguito, è aumentata del 400%.   Anche nel caso delle zanzare è sensibile la presenza dell’esercito USA, oltre all’onnipresente Bill Gates.   Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.  

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Epidemie

Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini

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La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.

 

Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?

Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.

 

Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?

Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.

 

Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?

La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.

 

E cosa ha fatto il ministero?

Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.

 

Perché non si sono fermati?

Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.

 

Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?

Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.

 

Perché?

Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.

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Quali altri elementi vi sono in questo processo?

Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.

 

A cosa ha portato tutto questo?

Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».

 

Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?

Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».

 

Cosa è successo durante l’udienza?

Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».

 

Solo un ricatto?

Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.

 

Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.

Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.

 

I politici vaccinisti stanno cambiando idea?

Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.

 

Quale valore ha la Commissione in questo momento?

I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.

 

Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?

Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.

 

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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata

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