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L’efficacia dei vaccini e la corruzione dei laboratori farmaceutici: parla il professor Raoult

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In un recente video, il professor Raoult, direttore dell’IHU Méditerranée Infection di Marsiglia e  voce discordante nel circo scientifico pandemico, ha trattato il tema dell’efficacia dei vaccini anti-COVID e la corruzione dei laboratori farmaceutici.

 

Per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini, il professor Raoult, già noto per essere stato censurato riguardo al valore terapeutico dell’idrossiclorochina, mette le cose in chiaro:

 

«L’incidenza nei vaccinati, prima o seconda dose, indipendentemente dal vaccino, è la metà di coloro che non sono vaccinati. Non abbiamo più una protezione del 50% circa. Ciò non è in contrasto con quello che abbiamo in letteratura se non vogliamo leggere i comunicati stampa o semplicemente i riassunti degli studi. Bisogna guardare i numeri reali. Quando ti diciamo che abbiamo un tasso di protezione del 95%, non è la vita reale»

«L’incidenza nei vaccinati, prima o seconda dose, indipendentemente dal vaccino, è la metà di coloro che non sono vaccinati. Non abbiamo più una protezione del 50% circa. Ciò non è in contrasto con quello che abbiamo in letteratura se non vogliamo leggere i comunicati stampa o semplicemente i riassunti degli studi. Bisogna guardare i numeri reali. Quando ti diciamo che abbiamo un tasso di protezione del 95%, non è la vita reale. Abbiamo circa 350 vaccinati positivi. Non è chiaro cosa accadrà a questa protezione date queste varianti che stanno circolando. Inoltre, ora abbiamo questa variante di cui 501 che abbiamo appena pubblicato».

 

Poi il dottor Raoult, tra i massimi scienziati al mondo per pubblicazioni (citato 177230 volte, indice H 189), avverte:

 

«Con i dati attuali, non possiamo dire che i vaccini proteggano in modo significativo la circolazione dei virus perché la percentuale di portatori asintomatici rimane estremamente alta. L’idea del vaccino realizzato per proteggere il resto della popolazione non è realistica in questa situazione. E viste le mutazioni che stanno circolando, dovremo stare attenti».

 

«Abbiamo 46 pazienti che hanno avuto il COVID nella settimana successiva all’iniezione, è significativo. Si tratta di persone portatrici, asintomatiche e nelle quali la vaccinazione ha innescato una reazione che le ha fatte diventare sintomatiche? Si tratta di un fenomeno nuovo e importante di cui tenere conto».

 

«Con i dati attuali, non possiamo dire che i vaccini proteggano in modo significativo la circolazione dei virus perché la percentuale di portatori asintomatici rimane estremamente alta. L’idea del vaccino realizzato per proteggere il resto della popolazione non è realistica in questa situazione. E viste le mutazioni che stanno circolando, dovremo stare attenti»

A proposito della corruzione, la cui denuncia equivarrebbe a essere uno sfortunato cospiratore senza cervello, si fa beffe.

 

«Non si dovrebbe pensare che sto inventando la corruzione legata all’industria farmaceutica», protesta il professore francese.

 

«Mi diverte molto sentire parlare di cospirazione. Grandi laboratori come Gilead, AstraZeneca, Pfizer o GSK sono stati tutti condannati per corruzione. Forse non lo fanno più, è possibile, ma… Gilead è stata condannata per  97 milioni di dollari, Pfizer è stata citata in giudizio per un importo di  60 milioni di dollari per decenni di corruzione e AstraZeneca è stata citata in giudizio per  5,52 milioni di dollari per corruzione all’estero. Per quanto riguarda GSK, è stata

condannata per corruzione in Cina».

 

Poi professor Raoult passa a sottolineare i legami tra laboratori farmaceutici e pubblicazioni scientifiche:

 

 

 

«Grandi laboratori come Gilead, AstraZeneca, Pfizer o GSK sono stati tutti condannati per corruzione. Forse non lo fanno più, è possibile, ma… Gilead è stata condannata per  97 milioni di dollari, Pfizer è stata citata in giudizio per un importo di  60 milioni di dollari per decenni di corruzione e AstraZeneca è stata citata in giudizio per  5,52 milioni di dollari per corruzione all’estero. Per quanto riguarda GSK, è stata condannata per corruzione in Cina»

 

«Le pubblicazioni scientifiche sono un settore molto redditizio. Una parte estremamente significativa delle entrate delle riviste scientifiche proviene direttamente dall’industria farmaceutica. La corruzione è meccanica dei fluidi: non dai soldi a qualcuno se non ti aspetti un servizio da esso. Quindi questo esiste ed è parte della natura umana. È la legge che deve regolarla e quindi dovremo arrivare alla fine della legge. Questa nozione viene gradualmente messa in atto».

 

«La legge richiede ogni volta che interveniamo su un media di dichiarare conflitti di interesse, anche per tutti questi personaggi che appaiono sui televisori. Ogni volta dovrebbero dire: “Guarda, ho un legame di interesse con questo o quel laboratorio. “ Ciò eviterebbe un misto di generi e sospetti giustificati. Questo è un punto trascurato in Francia, penso che dobbiamo smetterla di dire che è cospirazione perché ci sono persone che sono state condannate a somme assolutamente colossali per corruzione. Non dovremmo quindi scoprire all’improvviso che i laboratori possono corrompere i prescrittori».

 

«Personalmente, non trovo che la partecipazione a studi terapeutici condotti in laboratorio contribuisca alla conoscenza specifica. Se nessun team francese avesse valutato né Remdisivir, né farmaci contro l’AIDS, né farmaci contro l’epatite, non credo che questo cambierebbe nulla nelle raccomandazioni».

«Le pubblicazioni scientifiche sono un settore molto redditizio. Una parte estremamente significativa delle entrate delle riviste scientifiche proviene direttamente dall’industria farmaceutica. La corruzione è meccanica dei fluidi: non dai soldi a qualcuno se non ti aspetti un servizio da esso»

 

«Quindi una parte di questi test viene eseguita perché qualcuno deve farli, sia in Francia, Inghilterra o Spagna, e poi deve essere confermata sul campo indipendentemente dall’industria farmaceutica, in modo che possiamo avere una valutazione reale. Piuttosto che esaminare la metodologia, il comitato etico dovrebbe porsi domande sulla moralità delle sperimentazioni terapeutiche».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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«30 milioni di dosi nella spazzatura»: il CEO di Moderna si lamenta al WEF dei vaccini buttati «perché nessuno li vuole»

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Il CEO di Moderna Stéphane Bancel si lamenta di dover «buttare via» 30 milioni di dosi di vaccino contro il COVID-19 perché «nessuno le vuole».

 

«È triste dire che sto buttando 30 milioni di dosi nella spazzatura perché nessuno le vuole. Abbiamo un grosso problema con la domanda», ha detto Bancel a un pubblico al World Economic Forum di Davos ora in corso, aggiungendo che i tentativi di contattare vari governi vedere se qualcuno vuole recuperare i lotti sono stati un totale fallimento.

 

«In questo momento ci sono governi che abbiamo cercato di contattare … attraverso le ambasciate a Washington. Ogni Paese… e nessuno vuole prenderseli».

 

«Il problema in molti Paesi è che le persone non vogliono i vaccini».

 

I commenti di Bancel arrivano pochi giorni dopo che Bloomberg ha riferito che i funzionari sanitari dell’UE vogliono modificare i contratti con Pfizer e altri produttori di vaccini al fine di ridurre le forniture.

 

In una lettera congiunta della Commissione UE è possibile leggere che «alcuni paesi stanno cercando di modificare i cosiddetti accordi di acquisto anticipato firmati con i produttori, poiché la domanda di vaccini diminuisce e i budget sono messi a dura prova dalle ricadute della guerra in Ucraina e dai costi di accoglienza dei rifugiati».

 

«L’adeguamento degli accordi con i fornitori potrebbe garantire agli Stati membri il diritto di “riprogrammare, sospendere o annullare del tutto le consegne di vaccini con una breve durata”, hanno scritto i primi ministri di Estonia, Lettonia e Lituania in una lettera congiunta alla presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen alla fine del mese scorso» scrive la testata economica di Nuova York.

 

Nel frattempo, in una lettera separata il ministero della salute della Bulgaria ha chiesto un «dialogo aperto» con la commissione e le aziende farmaceutiche, sostenendo che l’attuale accordo costringe gli Stati membri ad «acquistare quantità di vaccini di cui non hanno bisogno».

 

Come riportato da Renovatio 21, già dai primi mesi della campagna globale era divenuto chiaro come ad esempio i Paesi africani rifiutassero la vaccinazione COVID. Può darsi che le élite locali spingessero per l’immunizzazione, ma non di certo la popolazione africana, come dimostrano le quantità di dosi donate da Paesi stranieri e programmi vaccinali vari dei Gates rimaste inutilizzate.

 

Prima di Moderna, Stéphane Bancel fu CEO della società francese BioMérieux, posseduta da Alain Merieux, considerato amico personale di Xi Jinping, che visità il laboratorio BSLM4 di BioMerieux a Lione nel 2014.

 

Secondo quanto appreso, i cinesi avrebbero contattato i francesi per la costruzione del laboratorio di Wuhan, il primo BSL4 del Paese, nel 2004.

 

Il suo progetto, iniziato nel 2003, è stato realizzato in collaborazione con la Francia. Parte del personale dei biolab di Wuhano ha ricevuto una formazione presso il laboratorio P4 Jean Mérieux a Lione. Nel febbraio 2017, il primo ministro francese Bernard Cazeneuve, accompagnato dal ministro francese degli Affari sociali e della salute Marisol Touraine, e Yves Lévy, presidente dell’INSERM, hanno preso parte alla cerimonia di accreditamento del laboratorio a Wuhan.

 

Su un documento datato 2014 della Fondazione Mérieux ancora visibile in rete della Fondazione Merieux è possibile leggere che la crisi dell’Ebola, insieme «alla visita presidenziale cinese a Lione ha reso possibile di accelerare il completamento del laboratorio BSL4 in Cina come parte di una cooperazione sino-francese senza precedenti».

 

Nel 2011, dopo aver lavorato in BioMerieux, il Bancel divenne CEO di Moderna, di cui possiede il 9% delle azioni, che oggi valgono almeno un miliardo.

 

La carriera di Bancel è insomma segnata dal coronavirus: prima nella società che aiuterà i cinesi a costruire il laboratorio di Wuhano, poi nel Massachusetts nella società che per il virus di Wuhano, in teoria, dovrebbe aver trovato il vaccino.

 

 

 

 

 

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Il capo di Pfizer: «microchip biologici dentro ai farmaci». Ecco il Grande Reset

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Il CEO di Pfizer al World Economic Forum di Davos parla di farmaci dotati di microchip ingeribili.

 

Albert Bourla, l’oramai notissimo veterinario greco-ebreo-americano a capo del colosso farmaceutico del vaccino COVID mRNA, ha annunziato al consesso organizzato in questi giorni dal guru del Grande Reset Klaus Schwab questa innovazione biomedica.

 

Si tratterebbe, al momento, di un farmaco che segnalerebbe ai sistemi informatici di essere stato assunto dal cittadino.

 

 

«Imagine the compliance», dice il Bourla: immaginate l’obbedienza. Chiaramente, parlando di obbedienza, egli lascia capire che il suo cliente non è il paziente, ma lo Stato moderno che ha reso ogni suo cittadino un paziente, se non una cavia obbligata a farmaci sperimentali sconosciuti.

 

C’è poco da aggiungere, se non ricordare che al WEF di Davos, il regno di Klaus Schwabbo e del Grande Reset, questa solfa in realtà è stata già ascoltata.

 

Basta riportare alla mente le parole di una delle figure più gettonate del «partito di Davos», il filosofo Yuval Harari.

 

«Ciò che abbiamo visto finora è che aziende e governi raccolgono dati su dove andiamo, chi incontriamo, quali film guardiamo» teorizza il pensatore gay israeliano. «La fase successiva è la sorveglianza sotto la nostra pelle».

 

 

«In precedenza, la sorveglianza era principalmente sopra la pelle. Ora sta andando sotto la pelle. I governi vogliono sapere non solo dove andiamo o chi incontriamo. Vogliono soprattutto sapere cosa sta succedendo sotto la nostra pelle».

 

Importante l’ammissione per cui «Il COVID è fondamentale perché questo è ciò convince le persone. ad accettare, a legittimare la sorveglianza biometrica totaleSe vogliamo fermare questa epidemia, non dobbiamo solo monitorare le persone. Dobbiamo monitorare cosa sta succedendo sotto la pelle».

 

Come riportato da Renovatio 21, lo stesso Schwab ha parlato di «Quarta Rivoluzione Industriale» come «fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica» ottenibile con l’impianto di chip cerebrali con cui controllare l’animo del pubblico, e ridefinire il controllo ad esempio dei viaggi internazionali grazie a «scansioni» cerebrali per i passeggeri in aeroporto: «anche attraversare un confine nazionale potrebbe un giorno richiedere una scansione cerebrale dettagliata per valutare il rischio per la sicurezza di un individuo

 

 

In pratica, si tratta di discussioni su nuovi strumenti di sottomissione.

 

E mica si vergognano a parlarne pubblicamente, anzi.

 

Come riportato da Renovatio 21, Bourla – il cui peso politico gli permette incontri secretati con il capo della UE e con il papa –  ha recentemente dichiarato di ricevere brief da CIA e FBI sulle forze contrarie alla vaccinazione. I «no vax» sono stati definiti da Bourla come criminali.

 

In realtà, si tratta solamente persone che non offrono la loco compliance, cioè la loro obbedienza. Cittadini di tutto il mondo che non vogliono essere né cavie, né schiavi, né bestie chippate.

 

 

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

 

 

 

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La FDA limita l’uso del vaccino J&J per un raro disturbo della coagulazione del sangue

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

Giovedì la FDA ha imposto limiti rigorosi all’uso del vaccino COVID-19 Johnson & Johnson (J&J) , citando il rischio di una condizione di coagulazione del sangue che l’agenzia ha descritto come «rara e potenzialmente pericolosa per la vita».

 

In una dichiarazione giovedì, la FDA ha affermato che il rischio che i destinatari del vaccino sviluppino trombosi con sindrome da trombocitopenia (TTS) dopo aver ricevuto il vaccino «garantisce la limitazione dell’uso autorizzato del vaccino».

 

L’agenzia ha descritto la TTS come «una sindrome di coaguli di sangue rari e potenzialmente pericolosi per la vita in combinazione con bassi livelli di piastrine nel sangue con insorgenza di sintomi circa una o due settimane dopo la somministrazione del vaccino Janssen [J&J] COVID-19».

 

Peter Marks, MD, Ph.D., direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della FDA, ha affermato che limitare l’uso autorizzato del vaccino Janssen «dimostra la solidità dei nostri sistemi di sorveglianza della sicurezza e il nostro impegno nel garantire che la scienza e i dati guidino il nostro decisioni».

 

Tuttavia, Brian Hooker, Ph.D., PE, Chief Scientific Officer di Children’s Health Defense e professore di biologia alla Simpson University, avrebbe una visione diversa della notizia.

 

«Sembra che la FDA renda omaggio al fatto che la proteina spike può causare la coagulazione e alle diffuse segnalazioni di coagulazione, punendo Janssen, che è diventato il “capro espiatorio” dei produttori di vaccini COVID-19 durante la pandemia», ha detto Hooker.

 

La decisione arriva circa cinque mesi dopo che il CDC ha raccomandato i vaccini mRNA Moderna e Pfizer rispetto a J&J per le dosi di richiamo.

 

Nell’aprile 2021, le agenzie sanitarie federali hanno sospeso la distribuzione del vaccino di J&J per indagare sui casi segnalati di disturbi della coagulazione del sangue che si verificano in coloro che hanno ricevuto l’iniezione. Ma le autorità di regolamentazione hanno revocato la pausa 10 giorni dopo e hanno aggiunto un avviso alle istruzioni per il suo utilizzo.

 

 

Megan Redshaw

 

 

 

© 6 maggio 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

 

 

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