Politica
Leader europei nel panico per il potenziale ritorno di Trump
Diplomatici dell’UE e funzionari di think tank hanno contattato i soci dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump per capire se, in caso di ritorno alla Casa Bianca, potrebbe ritirare gli Stati Uniti dalla NATO, ha riferito venerdì il New York Times.
A meno di un anno dalle elezioni presidenziali americane del 2024, Trump è il presunto candidato repubblicano e guida il presidente Joe Biden nella maggior parte dei sondaggi. Una serie di ex funzionari dell’amministrazione Trump e di esperti anti-Trump hanno affermato nelle ultime settimane che una seconda presidenza Trump annuncerebbe il collasso della NATO e che, secondo quanto riferito, il panico si è diffuso nell’UE.
«Ambasciatori europei e funzionari di think tank hanno fatto pellegrinaggi presso i soci di Trump per informarsi sulle sue intenzioni», ha riferito il New York Times, citando fonti anonime. Tra questi funzionari figurava l’ambasciatore finlandese negli Stati Uniti, Mikko Hautala, che secondo il giornale «si è rivolto direttamente a Trump e ha cercato di persuaderlo del valore del suo Paese per la NATO come nuovo membro».
Si prevede che altri Paesi cercheranno di ottenere il sostegno di Trump con «adulazione e tributi transazionali», ha affermato il Times, citando interviste con diplomatici attuali ed ex.
Trump non ha minacciato di far uscire gli Stati Uniti dalla NATO. Tuttavia, ha trascorso la sua presidenza inveendo contro i membri europei del blocco, accusandoli di scaricare gratuitamente la massiccia presenza militare degli Stati Uniti nel continente mentre non riuscivano a raggiungere l’obiettivo della NATO di spendere il 2% del PIL per la difesa.
Trump ha utilizzato i vertici annuali della NATO per rimproverare i leader europei affinché aumentassero le loro spese militari e, secondo l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, era pronto ad annunciare il ritiro degli Stati Uniti dall’alleanza nel 2018.
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L’ultimo consigliere di Trump per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, e il senatore repubblicano Lindsey Graham, hanno detto al Times che le lamentele dell’ex presidente legate alla NATO dovrebbero essere viste come una tattica negoziale, volta a spingere i membri europei a stanziare più soldi per il blocco.
In una dichiarazione al Times, Trump ha scritto che «è obbligo di ogni presidente degli Stati Uniti garantire che le alleanze americane servano a proteggere il popolo americano e non mettano incautamente in pericolo il sangue e il tesoro americano», aggiungendo che la sua «massima priorità» sarebbe essere «la difesa del nostro Paese, dei nostri confini, dei nostri valori e della nostra stessa gente».
Tale affermazione è coerente con la visione di lunga data di Trump secondo cui le truppe americane non dovrebbero essere «i poliziotti del mondo». Mentre Trump effettuava attacchi militari su Afghanistan, Iraq e Siria, tentava di ritirare le truppe americane da tutti e tre i paesi, ed è stato l’unico presidente degli Stati Uniti nella storia moderna a non impegnarsi in una nuova guerra straniera.
Tuttavia, l’ex segretario alla Difesa di Trump, Marc Esper, ha dichiarato giovedì alla MSNBC che questo anti-interventismo porterebbe al collasso della NATO. Se Trump dovesse ottenere sostegno militare per l’Ucraina, ha affermato Esper, «l’intero sforzo per sostenere l’Ucraina nella sua guerra con la Russia alla fine si sgretolerebbe», così come l’alleanza stessa se Trump iniziasse a ritirare le truppe dall’Europa.
Trump ha ripetutamente promesso che porrà fine al conflitto in Ucraina «entro 24 ore» dal suo insediamento, lasciando intendere che utilizzerà gli aiuti militari come leva per raggiungere questo obiettivo, interrompendo il flusso di armi per costringere Kiev al tavolo delle trattative. La guerra ucraina, per Trump, è voluta «dall’establishment malato di Washington».
In un video pubblicato all’inizio di quest’anno, Trump ha attribuito il conflitto a «tutti i guerrafondai e i globalisti “America Last” nel Deep State, nel Pentagono, nel Dipartimento di Stato e nel complesso industriale della sicurezza nazionale», che secondo lui erano «ossessionati dallo spingere l’Ucraina verso la NATO». Nel filmato l’ex presidente attaccava frontalmente i neocon facendo pure esplicitamente il nome di Victoria Nuland, funzionaria del Dipartimento di Stato considerata pupara del conflitto ucraino.
Lo studioso Noam Chomsky ha notato che l’ex presidente rappresenta l’unico caso di statista occidentale che spinge per terminare il conflitto in Est Europa.
Secondo analisi di esperti e dichiarazioni di varie figure dell’amministrazione, Trump starebbe pianificando un ritiro degli USA dalla NATO in caso di vittoria alle elezioni presidenziali 2024. In varie occasioni il 45° presidente USA ha accusato l’attuale inquilino della Casa Bianca Joe Biden di star portando gli americani dritti dentro una Terza Guerra Mondiale.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Politica
Trump si inserisce nella cerimonia di premiazione dei Mondiali. Poi subisce pre lui la maleducazione degli argentini
🚨🇺🇸 WATCH: The moment Gianni Infantino moves President Trump out of the way as Spain lift the World Cup trophy pic.twitter.com/I5Ha0mUwfV
— Politics Global (@PolitlcsGlobal) July 19, 2026
🟥 As expected… Trump refused to get out of the frame when Spain did the traditional World Cup Trophy lift.
FIFA President Gianni Infantino had to literally run over and attempt to physically drag him away, so that the Spanish Champions could have their special moment. What… pic.twitter.com/nbG0NH4I2D — Fun Tom 🇨🇦 💂 (@funtomvids) July 19, 2026
I am in tears. After President Trump PERSONALLY gives the World Cup Trophy to Spain, the Captain and team want Trump to Celebrate with them 🙏
Liberals do NOT want you to see this ❤️ pic.twitter.com/5MENeQPEzM — MAGA Voice (@MAGAVoice) July 19, 2026
Spain players doing the Trump Dance as he presents the FIFA World Cup trophy.
The world loves our president. We are blessed. pic.twitter.com/00trz6Q9fY — Robert Burns (@RobertBurns82) July 19, 2026
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VIDEO | Two Argentine players, Lisandro Martínez and Cristian Romero, refused to shake hands with US President Donald Trump during the silver medal ceremony after Argentina’s 1-0 defeat to Spain in the World Cup final.
Martínez avoided shaking hands with both Trump and FIFA… pic.twitter.com/yrv1cDg0o4 — The Cradle (@TheCradleMedia) July 20, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, a Buenos Aires vi sono stati scontri tra tifosi e forze dell’ordine: nemmeno i supporter riescono, come adulti, ad accettare la sconfitta. In un Paese serio le proteste della popolazione dovrebbero essere contro il comportamento indegno dei suoi giocatori.Messi barely acknowledged Trump. pic.twitter.com/mQi6KFv1S8
— Don Van Natta Jr. (@DVNJr) July 19, 2026
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Politica
Tucker Carlson: il tradimento di Trump mette gli Stati Uniti sulla strada della rivoluzione
Gli Stati Uniti sono sulla strada della rivoluzione perché il presidente Donald Trump ha tradito gli americani anteponendo gli interessi stranieri a quelli del suo Paese, ha affermato il giornalista Tucker Carlson.
In un’intervista andata in onda venerdì su The Mishal Husain Show della testata economica Bloomberg, il commentatore conservatore – un tempo tra i più importanti sostenitori di Trump – ha accusato il presidente di essere «totalmente sleale» nei confronti degli Stati Uniti, affermando che aveva «tradito gli Stati Uniti alleandosi con una potenza straniera».
«Ecco perché ci sono le rivoluzioni nei Paesi», ha detto Carlson, aggiungendo: «Non voglio la rivoluzione, ma se questa situazione continua così, ci sarà una rivoluzione».
Tucker says there will be a revolution or the government isn’t carful pic.twitter.com/lOItss9b5A
— Jake Shields (@jakeshieldsajj) September 2, 2024
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L’ex conduttore di Fox News, che aveva appoggiato la campagna per la rielezione di Trump nel 2024 prima di prendere le distanze da lui sulla questione iraniana, ha affermato che molti americani non credono più che il sistema politico rappresenti i loro interessi, dichiarando che i repubblicani non sono riusciti a mantenere le promesse di smantellare il «deep state», citando la gestione del caso Jeffrey Epstein come prova del perché molti sostenitori abbiano perso fiducia nel partito.
Carlson è diventato sempre più critico nei confronti del sostegno statunitense alla guerra di Israele a Gaza e ha pubblicamente esortato Trump a non attaccare l’Iran durante la Guerra dei Dodici Giorni tra Israele e la Repubblica Islamica nel giugno 2025. La loro frattura si è acuita dopo che gli Stati Uniti si sono uniti agli attacchi israeliani contro l’Iran alla fine di febbraio, con Carlson che ha accusato Trump di anteporre gli interessi israeliani a quelli americani. Tucker ha anche definito la «vera religione» di Trump «israelismo» e ha definito la guerra contro l’Iran «disgustosa e malvagia».
«Trump ha permesso che il governo degli Stati Uniti fosse completamente guidato da questo piccolo Paese del Medio Oriente, Israele, a nostro grande danno», ha detto Carlson a Bloomberg, aggiungendo di essersi opposto apertamente all’approccio di Trump, ma «ciò non ha avuto alcun effetto». «E poi ci siamo ritrovati in una guerra con l’Iran che ha gravemente danneggiato gli Stati Uniti», ha affermato il popolare giornalista .
Come riportato da Renovatio 21, Trump di conseguenza ha «cacciato» il Carlson e altre figure critiche dell’intervento in Iran – e della sua chiara subordinazione agli interessi di Israele – con un post sui social media in cui insultava Carlson, Megyn Kelly, Candace Owens e Alex Jones di avere un «basso quoziente intellettivo».
Tucker aveva quindi reagito parlando dei presidenti americani ricattati da Israele.
Il giornalista aveva reagito ad una serie di messaggi di Trump a Pasqua definendo il presidente «profanatore della Pasqua» che stava portando il mondo verso la guerra atomica.
Carlson nel suo sito manda in streaming tutt’ora un documentario basato su documenti riguardanti la traccia online lasciata dal Thomas Crooks, l’attentatore che per poco non uccise il candidato Trump durante il comizio di Butler, Pennsylvania. La vulgata mainstream, inclusa quella propalata dalla campagna Trump, sosteneva che del ragazzo non vi era alcuna vera impronta di attività online, cosa stranissima per un giovane della sua età che portava ad ulteriori speculazioni.
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In realtà, nota il documentario di Carlson, di tracce ve ne erano parecchie, anche se ciò non chiarisce l’accaduto. Quello che manca, invece, è la volontà di andare in fondo alle indagini. Tucker sta sostenendo, da mesi, che dietro la chiusura delle indagini sul suo attentato (e su quello di Charlie Kirk…) ci sia direttamente l’amministrazione Trump.
Tucker, in polemica aperta anche con la presente direzione FBI, nella sua investigazione rivela molte altre incongruenze: la cremazione frettolosa del corpo, il sistema anti-droni al comizio disattivato proprio nei minuti in cui Crooks faceva volare il suo mezzo, l’FBI che cancella immediatamente tutte le tracce biologiche sulla scena pulendo il tetto del capannone dove Crooks ha sparato ed è stato quindi ucciso dal cecchino.
Come riportato da Renovatio 21, giorni dopo l’attentato la CIA, in una grottesca excusatio non petita, aveva comunicato di non aver utilizzato la programmazione di controllo mentale MK-Ultra sull’attentatore di Trump.
In altri frangenti, Carlson ha dichiarato apertis verbis che il presidente è sotto il ricatto di Israele e prende ordini dal premier dello Stato Giudaico Benjamino Netanyahu.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Cina
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