Geopolitica
Trump pianifica il ritiro degli Stati Uniti dalla NATO
L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha discusso dell’uscita del Paese dalla NATO o della riduzione drastica dell’impegno dell’America nel blocco in caso di vittoria delle elezioni del 2024, ha riferito lunedì la rivista statunitense Rolling Stone.
Citando due fonti che presumibilmente lo hanno sentito fare questi commenti, Rolling Stone ha affermato che Trump ha espresso disponibilità a lasciare del tutto la NATO, o a restare nell’alleanza militare se i suoi membri europei aumentassero le loro spese per la difesa e abolissero l’articolo 5 del Trattato Nord Atlantico – che tratta un attacco a uno Stato membro equivale a un attacco a tutti i 31.
«Dare inizio alla Terza Guerra Mondiale» contro alcuni dei Paesi più piccoli del blocco non ha senso, si era sfogato Trump con i suoi consiglieri a metà del 2018, sostenendo che la maggior parte degli americani non aveva mai nemmeno sentito parlare di alcuni di questi Paesi. Attribuito a un «x alto funzionario dell’amministrazione», questo aneddoto conferma ciò che l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ha dichiarato al Washington Post l’anno scorso: che Trump era pronto ad annunciare la partenza degli Stati Uniti dalla NATO al vertice del blocco del 2018, ma alla fine ha fatto marcia indietro su consiglio dello stesso Bolton, poi licenziato quando Trump si rifiutò di bombardare l’Iran in un attacco di rappresaglia per un drone abbattuto.
«In un secondo mandato Trump, penso che potrebbe benissimo ritirarsi dalla NATO», aveva detto all’epoca il neocon Bolton.
Con il conflitto che infuria in Ucraina e i membri della NATO dell’Europa orientale e del Baltico che sollecitano l’alleanza ad aumentare gli aiuti militari a Kiev, Trump ha più volte messo in guardia dalla probabilità dello scoppio della «Terza Guerra Mondiale» in Europa. Se eletto, Trump ha promesso di tagliare gli aiuti militari all’Ucraina e costringere il suo presidente, Volodymyr Zelens’kyj, a negoziare un accordo di pace con la Russia.
In un video pubblicato all’inizio di quest’anno, Trump ha attribuito il conflitto a «tutti i guerrafondai e i globalisti “America Last” nel Deep State, nel Pentagono, nel Dipartimento di Stato e nel complesso industriale della sicurezza nazionale», che secondo lui erano «ossessionati dallo spingere l’Ucraina verso la NATO». Nel filmato l’ex presidente attaccava frontalmente i neocon facendo pure esplicitamente il nome di Victoria Nuland, funzionaria del Dipartimento di Stato considerata pupara del conflitto ucraino.
Sostieni Renovatio 21
Secondo le fonti di Rolling Stone, Trump ha chiarito che la sua seconda amministrazione non sarà composta da «amanti della NATO».
Le fonti affermano che Trump ha studiato una proposta politica dello scrittore conservatore Dr. Sumantra Maitra all’inizio di quest’anno intitolata «Dirigere gli Stati Uniti dall’Europa verso una NATO dormiente» e ha apprezzato alcune delle sue idee.
Nel documento, Maitra scrive che «la burocrazia della NATO» è «inclina a promuovere missioni che vanno oltre il ruolo centrale della NATO e, a volte, contrarie agli interessi interni degli Stati Uniti. Ridurre radicalmente la burocrazia della NATO dovrebbe essere uno degli obiettivi principali».
«Vuole ancora andarsene», ha detto a Rolling Stone un consigliere di Trump. L’assistente ha riconosciuto che Trump potrebbe non portare a termine questo desiderio, ma «vuole oggi attorno a sé un gruppo politico che sia molto, molto più duro nei confronti della NATO rispetto a qualsiasi cosa abbia fatto in passato».
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il politologo accademico Phillips Payson O’Brien ha dichiarato che il ritorno di Trump alla Casa Bianca metterebbe fine all’Alleanza Atlantica.
Trump, NATO-scettico della prima ora, da presidente è arrivato ad avere incontri anche rudi con il segretario Stoltenberg.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Lavrov: l’Europa ha perso l’occasione di mediare nel conflitto ucraino
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Rubio: Trump non ha ancora deciso se effettuare nuovi attacchi contro l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora deciso se colpire nuovamente l’Iran, nonostante i colloqui di pace siano ancora in una fase di stallo, ha dichiarato sabato il segretario di Stato americano Marco Rubio.
«Possiamo raggiungere gli obiettivi militari se ci impegniamo», ha dichiarato Rubio ai giornalisti durante una conferenza stampa ad Atlanta, in Georgia, dove ospitava i ministri degli esteri del G20 per una riunione di due giorni.
Tuttavia, ha sottolineato che Trump «non ha preso una decisione» su ulteriori azioni militari, in un contesto di notizie secondo cui Washington potrebbe riprendere gli attacchi dopo le elezioni di metà mandato statunitensi di martedì.
«Non ho alcun annuncio da farvi oggi a riguardo, e non prendiamo la questione alla leggera», ha detto Rubio.
Il segretario ha accusato Teheran di prendere di mira «attivamente e apertamente» navi mercantili, ma ha sottolineato che Trump preferisce una soluzione diplomatica. Si è rifiutato di valutare lo stato di avanzamento dei negoziati o di fornire una tempistica per un possibile accordo.
«Non intendo descrivere i progressi di questi colloqui né le tempistiche previste, se non per dire che, qualora si giungesse a una soluzione diplomatica, saremmo aperti ad essa», ha affermato Rubio.
Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i negoziatori iraniani tenevano colloqui con i mediatori del Qatar a Doha sabato, nel tentativo di prevenire una ripresa delle ostilità, ha riferito Reuters, citando una fonte a conoscenza delle discussioni.
L’incontro ha fatto seguito a oltre 12 ore di negoziati tra funzionari iraniani e qatariani a Teheran, venerdì. Secondo la fonte, gli sforzi diplomatici sono stati coordinati attraverso contatti regolari con Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato ad Al Jazeera che Teheran ha esaminato una lettera del vicepresidente statunitense JD Vance e ha descritto il tentativo di Washington di riaprire il dialogo come un «passo positivo».
«Il mio collaboratore si trova attualmente in Qatar per proseguire le consultazioni», ha dichiarato Araghchi, confermando la partecipazione di una delegazione iraniana agli sforzi di mediazione.
La lettera, presumibilmente inviata a un alto funzionario della sicurezza iraniana all’inizio di questa settimana, è stata interpretata come un tentativo di esplorare la possibilità di riavviare i negoziati. Trump, tuttavia, ne ha minimizzato l’importanza, affermando di aver autorizzato discussioni riguardanti la fornitura di materiale medico all’Iran.
Secondo Reuters, il Qatar ha proposto un piano di sette giorni che prevede misure reciproche di rafforzamento della fiducia tra Washington e Teheran in vista di negoziati di pace più ampi. I funzionari iraniani avrebbero ritenuto la proposta insoddisfacente.
Teheran ha invece proposto un proprio piano, che richiederebbe a Washington di revocare il blocco dei porti iraniani, sbloccare i beni congelati e approvare un accordo di navigazione sostenuto dall’Iran attraverso lo Stretto di Hormuz prima che la strategica via navigabile possa essere riaperta.
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha messo in guardia Washington e Israele dal lanciare ulteriori attacchi, ordinando alle forze armate del Paese di prepararsi a una risposta immediata.
In una dichiarazione pubblicata sabato dal suo ufficio, Khamenei ha richiesto la «massima deterrenza» attraverso la preparazione a «una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche» qualora il Paese venisse nuovamente attaccato.
Trump, che insieme a Israele ha lanciato la campagna militare contro l’Iran a febbraio, ha ripetutamente suggerito che Washington potrebbe riprendere gli attacchi. Di recente ha affermato di stare valutando se «dare il colpo di grazia», alimentando le speculazioni su una ripresa delle azioni militari dopo le elezioni di metà mandato statunitensi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Putin racconta la telefonata con i vertici di Finlandia e Norvegia
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Immigrazione2 settimane faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Vaccini2 settimane faChiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione
-



Trapianti2 settimane faTrapianti, il prossimo passo: prelevare gli organi senza attendere la «morte»
-



Politica3 giorni faCaos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
-



Persecuzioni2 settimane faVescovo mette a tacere famoso esorcista
-



Spirito2 settimane faSacerdote ucciso dalla caduta di un crocifisso durante la messa. Se fosse stato ad orientem si sarebbe salvato?
-



Geopolitica1 settimana faL’Arabia Saudita giustizia una coppia bengalese per essersi baciata all’interno di una moschea
-



Geopolitica2 settimane faColoni israeliani attaccano diplomatici europei in Cisgiordania












