Bioetica
JD Vance: «la vita non nata è sacra agli occhi di Dio»
Alla conferenza annuale Conservative Political Action Conference (CPAC) tenutasi a Washington, il vicepresidente JD Vance ha espresso la verità secondo cui «la vita non ancora nata è sacra agli occhi di Dio». Lo riporta LifeSiteNews.
Alla domanda diretta sull’impegno dell’amministrazione Trump nei confronti della posizione pro-life, Vance ha incoraggiato i presenti a difendere i nascituri, affermando che la vita nel grembo materno è «sacra agli occhi di Dio e dovrebbe esserlo anche agli occhi dell’uomo».
Vance ha detto alla folla che gli americani devono «raccogliere la torcia» e portare avanti il messaggio pro-life, in particolare l’idea che «i bambini sono una cosa buona» e che «le famiglie sono una cosa buona».
Sostieni Renovatio 21
Il vicepresidente statunitense anche insistito sul fatto che gli americani devono contrastare la cultura pro-aborto che vede i bambini come «inconvenienti da scartare» e invece promuovere una società che vede i bambini come «benedizioni da custodire con cura».
“Unborn life is sacred in the eyes of God.” 🙏 @JDVance takes a bold stand for life at @CPAC! pic.twitter.com/S31nGABEQs
— LifeSiteNews (@LifeSite) February 20, 2025
Poco dopo, a Vance, convertito al cattolicesimo, fu chiesto della sua fede, e lui rispose ai presenti di credere che Gesù Cristo sia veramente Dio e che si sia fatto veramente uomo per la redenzione delle anime, sottolineando l’importante verità che bisognerebbe preoccuparsi di più di perdere la propria anima che di perdere la propria vita.
Sebbene Vance e l’amministrazione Trump abbiano adottato una serie di misure positive sul fronte pro-life e pro-famiglia, l’amministrazione continua a opporsi all’insegnamento infallibile della Chiesa cattolica su una serie di questioni importanti, come con il recente ordine esecutivo dell’amministrazione Trump che estende la fecondazione in vitro che distrugge gli embrioni, la sua opposizione al divieto federale di aborto e il suo almeno tacito sostegno alla pericolosa pillola abortiva.
In un episodio preoccupante, Vance aveva affermato direttamente il suo sostegno all’accesso alla pillola abortiva negli Stati Uniti.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Bioetica
Il corpo scomposto: quando l’uomo diventa mero contenitore di organi
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Bioetica
Il principe Luigi del Lichtenstein si oppone ancora alla legalizzazione dell’aborto
Un gruppo di associazioni favorevoli alla legalizzazione dell’aborto ha lanciato una nuova iniziativa referendaria in Liechtenstein, il piccolo principato di lingua tedesca incastonato tra Svizzera e Austria. Lo riporta LifeSite.
Il Paese, sesto Stato più piccolo al mondo e tra i più ricchi d’Europa, mantiene una delle legislazioni più restrittive del continente in materia di interruzione di gravidanza. Nel principato l’aborto è vietato nella quasi totalità dei casi, con eccezioni limitate a grave pericolo per la vita della donna o violenza sessuale subita. Anche la diffusione di informazioni sull’aborto è soggetta a restrizioni legali. Secondo i dati citati dagli organizzatori dell’iniziativa, circa 40 donne all’anno si recano in Svizzera o in Austria per sottoporsi all’intervento.
I precedenti tentativi di riforma si sono scontrati con la posizione della famiglia regnante, che governa il paese ininterrottamente dal 1806, anno della dissoluzione del Sacro Romano Impero.
Nel 2011 fu indetto un referendum per legalizzare l’aborto entro la dodicesima settimana di gestazione e in caso di malformazioni fetali. Poco prima del voto, il principe ereditario Luigi — cattolico praticante — annunciò l’intenzione di esercitare il diritto di veto riconosciutogli dalla Costituzione qualora la proposta fosse stata approvata. La consultazione si chiuse con il 51,5% dei voti favorevoli alla legalizzazione contro il 48,5% contrario: un margine che gli attivisti pro-aborto attribuirono proprio all’annuncio del principe.
Nel sistema costituzionale del Liechtenstein, il monarca regnante dispone del potere di veto sulle leggi approvate dal Parlamento, oltre ad altre prerogative come la facoltà di sciogliere o aggiornare l’assemblea legislativa. Un referendum del 2003 aveva già confermato e ampliato questi poteri in seguito a tensioni istituzionali tra la Corona e il Parlamento.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Nel 2013 i movimenti pro-aborto risposero con un’iniziativa popolare volta a limitare il potere di veto del principe sui referendum futuri. Attraverso la sua portavoce, Alois definì il proprio precedente intervento «un segnale chiaro che l’aborto non rappresenta una soluzione accettabile a una gravidanza indesiderata», aggiungendo che, in caso di approvazione della misura, avrebbe rinunciato alle proprie funzioni istituzionali lasciando il paese. Il referendum si concluse con una netta sconfitta per i promotori: il 76% degli elettori confermò il potere di veto della Corona.
A distanza di oltre dieci anni, un nuovo tentativo è ora in corso. L’iniziativa, denominata «Fristenlösung für Liechtenstein» («Soluzione del limite temporale per il Liechtenstein»), è sostenuta da organizzazioni femministe, con un testo propone la depenalizzazione dell’aborto entro la dodicesima settimana di gravidanza, l’abolizione del divieto di informazione sul tema e l’inclusione dell’interruzione di gravidanza nella copertura assicurativa sanitaria. Il 31 luglio gli organizzatori hanno depositato 4.970 firme, ampiamente superiori alla soglia minima di 1.000 richiesta per l’avvio della procedura referendaria.
Gli organizzatori sostengono di godere del sostegno della maggioranza della popolazione, ma segnalano nell’ostacolo istituzionale rappresentato dal principe ereditario il nodo principale della vicenda. In un articolo pubblicato il 3 agosto sul Guardian, l’attivista Gabriella Alvarez-Hummel ha scritto che Luigi avrebbe già anticipato l’intenzione di porre il veto a qualsiasi modifica legislativa, ancor prima dello svolgimento del voto.
Secondo quanto riportato, il principe avrebbe minacciato di ricorrere al veto reale in due occasioni: nel 2011, in occasione del precedente referendum, e a giugno di quest’anno, in relazione alla nuova iniziativa.
Resta da vedere se il nuovo tentativo referendario riuscirà a superare l’ostacolo istituzionale che ha bloccato i precedenti percorsi di riforma.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di IKR/Eddy Risch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International ; immagine tagliata
Bioetica
Europarlamente ex IRA dice di aver abortito per poter andare a mettere una bomba
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte1 settimana faPatti Smith avrebbe dato in adozione sua figlia con la promessa che non fosse cresciuta cattolica. Ora è accolta dal papa
-



Gender2 settimane faMons. Viganò: la chiesa sinodale ha l’ordine di normalizzare la sodomia. E ricorda Don Milani…
-



Gender2 settimane faMons. Viganò: una lobby di pervertiti incistata nel corpo ecclesiale vuole legittimare la sodomia anche nel Clero
-



Immigrazione1 settimana faL’invasione è incontrovertibile. Immagini da Ceuta
-



Ambiente2 settimane faLa Xylella come prova generale del COVID. Intervista al professor Luca Marini
-



Salute1 settimana faI malori della 31ª settimana 2026
-



Epidemie1 settimana faMons. Viganò: Vaticano complice di Fauci
-



Spirito2 settimane faUn esorcista racconta: l’anticristo si presenterà come la soluzione ai problemi dell’umanità













