La Germania prepara «campi di detenzione» per dissidenti pandemici

 

 

 

 

 

La Germania è pronta a mettere i dissidenti COVID che ripetutamente non riescono a seguire correttamente le regole in quello che viene descritto come un «campo di detenzione» ubicato nei pressi di Dresda.

 

La Germania è pronta a mettere i dissidenti COVID che ripetutamente non riescono a seguire correttamente le regole in quello che viene descritto come un «campo di detenzione» ubicato nei pressi di Dresda.

Per cercare di aumentare la conformità, ai trasgressori viene detto che se ricevono sia un avvertimento che una multa, un tribunale deciderà se devono essere puniti con un periodo nel campo (e ci stiamo trattenendo per non aggiungere «di concentramento»).

 

«Non presumiamo che ce ne saranno molti, ma nel caso in cui un tribunale decida in questo modo, ci sarà una struttura per accoglierli», ha detto un portavoce a RT.

 

Il lettore può capire che invece che «campi di detenzione» avremmo potuto usare un’altra parola della lingua di Goethe: lager. Quando la Germania mette in piedi dei lager, solitamente cosa succedere?

 

Il lettore può capire che invece che «campi di detenzione» avremmo potuto usare un’altra parola della lingua di Goethe: lager. Quando la Germania mette in piedi dei lager, solitamente cosa succedere?

Del resto i tedeschi non troppi anni fa si erano fatti beccare in un’altro esilarante Amarcord, non si sa quanto volontario: quando Volkswagen, BMW e Daimler furono accusate di testare i gas di scarico delle loro auto su delle scimme

 

Insomma, ancora una volta camere a gas, costruite con teutonico rigore e germanica industriosità, con dei primati invece dei giudei, a maggior gloria del Reich automobilistico…

 

 

Il problema è che i tedeschi non sono soli nell’idea dei «lager pandemici». Lo scorso anno le autorità della Nuova Zelanda hanno affermato che metteranno tutti i nuovi infetti da coronavirus ei loro familiari stretti in «strutture di quarantena».

In Canada da anni programmava l’isolamento dei cittadini «non-cooperativi» in strutture segrete.

 

Come riportato da Renovatio 21 la scorsa estate, il primo ministro Jacinda Ardern aveva dichiarato che chiunque nella struttura di quarantena si fosse rifiutato di sottoporsi al test del coronavirus sarebbe stato semplicemente trattenuto lì per almeno 14 giorni.

 

All’inizio di questo mese, un consigliere di New York ha presentato un disegno di legge che darebbe al governo il potere di rimuovere e trattenere i «portatori di malattie» nelle strutture di quarantena.

 

Come riportato sempre da Renovatio 21, in Canada da anni programmava l’isolamento dei cittadini «non-cooperativi» in strutture segrete.