Militaria
La Germania annuncia l’invio di navi da guerra nell’Artico
La Germania invierà navi militari a pattugliare le acque artiche in risposta alla crescente presenza militare russa nella regione, ha annunciato lunedì il ministro della Difesa Boris Pistorius. La Russia ha insistito sul fatto che sta replicando le mosse della NATO nell’estremo nord per mantenere l’equilibrio.
All’inizio di quest’anno, il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato che Mosca sta attuando un’adeguata strategia di risposta alle potenziali violazioni della sovranità del Paese lungo i 24.000 km della costa artica russa.
In una conferenza stampa congiunta a Copenaghen con il suo omologo danese, Troels Lund Poulsen, Pistorius ha dichiarato che «già da quest’anno la Germania mostrerà la sua presenza nell’Atlantico settentrionale e nell’Artico».
L’operazione, denominata «Orso Atlantico», sarà una risposta alle crescenti minacce marittime e al fatto che «la Russia sta militarizzando l’Artico», ha affermato.
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Pistorius ha affermato che le navi di supporto «andrebbero dall’Islanda alla Groenlandia e poi in Canada» per prendere parte a esercitazioni militari congiunte con gli alleati della NATO, tra cui Danimarca, Norvegia e Canada.
«Inoltre, schiereremo i nostri aerei da pattugliamento marittimo, i nostri sottomarini e le nostre fregate per dimostrare il nostro impegno in quella regione”, ha aggiunto.
Ad aprile, il Segretario generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato che i membri del blocco militare guidato dagli Stati Uniti stanno «lavorando insieme» nell’Artico per «difendere questa parte del territorio della NATO».
Il Cremlino ha insistito sul fatto che la continua militarizzazione della regione da parte della NATO è ingiustificata e che la Russia imiterà le mosse intraprese dal blocco. A marzo, Putin ha ribadito che Mosca è «preoccupata dal fatto che i Paesi della NATO nel loro complesso stiano sempre più spesso designando l’estremo nord come testa di ponte per possibili conflitti». «Vorrei sottolineare che la Russia non ha mai minacciato nessuno nell’Artico», ha affermato il presidente russo, sottolineando che Mosca «proteggerà in modo affidabile» i propri interessi nella regione rafforzando il proprio contingente militare in risposta alle azioni occidentali.
Come riportato da Renovatio 21, la Russia ha approntato un poligono nucleare nella zona artica della Novaja Zemlja. Due anni fa per l’Artico si era registrato lo strano interesse di Zelens’kyj, che, pur a capo di un Paese con nessuna proiezione sul Polo Nord, aveva partecipato presso la base aerea americana di Wiesbaden-Erbenheim ad un vertice dei Paesi del Nord Europa che aveva avuto al centro i piani della NATO per l’utilizzo delle infrastrutture militari di Finlandia e Svezia.
La Norvegia l’anno passato ha dichiarato di voler aprire una nuova base NATO per la guerra artica. Pure la Cina, lamentano alcuni deputati USA, starebbe conducendo ricerche «problematiche» nella zona.
Nel frattempo nell’area si consuma anche la questione della Groenlandia, che Trump continua a ripetere di volere annettere sottraendola alla Danimarca, la quale, in confusione totale, sta chiedendo a UE e NATO di tacere sull’argomento.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
Militaria
Israele continua gli attacchi nel Sud del Libano
🚨🇱🇧 🇮🇱 Israeli airstrikes are hitting Kfar Rumman alongside the Ali al-Taher Heights
-Both targets sit in the same corridor just outside Nabatieh in southern Lebanon -Israel struck the ridge yesterday with airstrikes and heavy mortar fire, and again on Saturday -Ali al-Taher… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) August 21, 2026
Reports from Lebanon: Israeli airstrikes are pounding the Ali al Taher hills pic.twitter.com/au05A7rAKW
— Open Source Intel (@Osint613) August 21, 2026
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Militaria
L’Iran offre una ricompensa di 30.000 dollari per l’uccisione di soldati americani
Teheran offrirà premi in denaro a qualsiasi cittadino iraniano che uccida o catturi un militare americano, ha annunciato il capo dell’esercito Amir Hatami, mettendo in guardia Washington dal dispiegare truppe sul territorio iraniano.
Parlando domenica a un evento, secondo quanto riferito dall’emittente di Stato IRIB, Hatami ha spiegato che l’iniziativa è stata messa a punto a seguito di «numerose richieste» avanzate da iraniani desiderosi di contribuire alla difesa del Paese.
«Chiunque uccida o catturi e consegni un aggressore americano riceverà una ricompensa di 30.000 dollari o 5 miliardi di toman iraniani dall’esercito iraniano», ha dichiarato Hatami. «Le donne iraniane che porteranno a termine con successo questa azione riceveranno il doppio della ricompensa.»
Lo Hatami ha aggiunto che le armi impiegate per uccidere i soldati americani sarebbero state acquistate dallo Stato al doppio del loro valore e poi esposte in un museo in fase di realizzazione, mentre i proprietari avrebbero ricevuto armi di sostituzione.
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Gli Stati Uniti non hanno ancora avviato un’operazione terrestre in Iran. Tuttavia i media occidentali hanno riferito che Washington starebbe contemplando missioni che potrebbero comportare l’invio di un consistente numero di truppe sul suolo iraniano.
Secondo quanto riportato, il Pentagono avrebbe preso in esame una vasta operazione per impadronirsi delle scorte di uranio arricchito di Teheran, custodite in impianti nucleari fortemente protetti. L’operazione potrebbe coinvolgere migliaia di militari, con unità speciali incaricate del recupero del materiale e forze più numerose destinate a presidiare i siti.
Nel corso del conflitto alcuni membri di equipaggi americani si sono già trovati sul territorio iraniano. Ad aprile un F-15E è precipitato sopra l’Iran, dando avvio a importanti operazioni di soccorso per i due aviatori. Le forze iraniane e i residenti locali hanno cercato i due militari dispersi, mentre Teheran avrebbe offerto ricompense in denaro per la loro cattura. Entrambi sono stati infine recuperati dalle forze statunitensi.
Lo Hatami ha inoltre invitato le forze americane a lasciare il Medio Oriente, dichiarando che «non è più consentito loro di entrare nel Golfo Persico, nel Mar d’Oman e nello Stretto di Ormuzzo», aggiungendo che Teheran non consentirà alle basi americane nella regione di tornare al loro «stato precedente».
Gli Stati Uniti e Israele hanno avviato la loro campagna militare contro l’Iran alla fine di febbraio, accusando Teheran di voler acquisire armi nucleari. L’Iran ha risposto con attacchi contro obiettivi americani e israeliani in tutta la regione.
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Immagine di Tasnim News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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