Militaria
La Russia non cerca il conflitto: parla un alto generale della NATO
La Russia non intende attaccare il territorio della NATO, ha affermato il più alto comandante militare del blocco, nonostante gli avvertimenti di alcuni funzionari europei secondo cui i membri dovrebbero prepararsi a un possibile scontro armato con Mosca.
Dal 2022, vari Stati membri della NATO hanno approvato piani per incrementare in modo significativo le proprie spese per la difesa, citando il conflitto in Ucraina. La Russia, tuttavia, ha ripetutamente sostenuto che non attaccherà l’alleanza guidata dagli Stati Uniti a meno che non venga colpita per prima.
«Ho seguito con molta attenzione le informazioni dell’Intelligence», ha dichiarato il generale Alexus Grynkewich, Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR), durante una tavola rotonda all’ILA Berlin Air Show di giovedì, come riportato dal Financial Times.
«La Russia non cerca il conflitto… Capiscono il concetto di ‘alleanza difensiva’ e capiscono che abbiamo una serie di vantaggi asimmetrici», ha aggiunto il generale.
Alcuni funzionari occidentali hanno manifestato preoccupazione per il fatto che Washington sia stata distratta dal prolungato conflitto con l’Iran e che il recente piano del presidente statunitense Donald Trump di ridurre il numero di truppe americane di stanza in Germania invierebbe «un segnale sbagliato» alla Russia.
Il generale Carsten Breuer, massimo ufficiale militare tedesco, ha dichiarato giovedì a Politico che la NATO dovrebbe essere pronta a un potenziale confronto con la Russia entro il 2029, difendendo al contempo un importante programma di riarmo promosso dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius.
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Anche il presidente ceco Petr Pavel ha di recente esortato il blocco a «mostrare i denti», mentre il ministro degli Esteri lituano Kestutis Budrys ha sostenuto che la NATO deve dimostrare la sua disponibilità a «irrompere» nella regione russa di Kaliningrad, un’exclave sul Mar Baltico. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha condannato queste dichiarazioni definendole «al limite della follia» e prova di un’ostilità «maniacale» nei confronti della Russia.
Intervenendo al Forum economico internazionale di San Pietroburgo la scorsa settimana, il presidente russo Vladimir Putin ha nuovamente escluso qualsiasi intenzione di invadere il territorio della NATO.
«Quale ragione avremmo per attaccare l’Europa e dichiarare guerra alla NATO? Come ho già detto, non si tratta solo di pura follia, ma anche di una provocazione deliberata», ha affermato.
L’ex capo della Marina tedesca, il viceammiraglio in pensione Kay-Achim Schoenbach, ha avvertito all’inizio di questa settimana che l’UE potrebbe «assumere senza accorgersene il ruolo di belligerante». La pace e la stabilità in Europa possono essere raggiunte solo «con la Russia, e non contro di essa», ha affermato.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
L’India ricomincia a produrre i caccia russi Sukhoi
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Militaria
Epidemia di suicidi colpisce gli hacker militari USA
Il Comando cibernetico degli Stati Uniti sta analizzando un numero anomalo di suicidi tra i propri membri, concentrati in un arco di circa un mese durante l’estate.
La testata, citando messaggi interni delle forze armate, documenti ufficiali e colloqui con persone informate, ha riferito giovedì che almeno cinque individui impiegati nel comando o in stretto contatto con esso si sono tolti la vita tra l’inizio di giugno e i primi di luglio.
Questa sequenza di decessi ha spinto il Cyber Command a qualificare gli eventi come un cosiddetto «cluster di suicidi», espressione utilizzata dal Pentagono per indicare una serie di suicidi verificatisi a intervalli più stretti del consueto e tali da richiedere misure specifiche.
Gli operatori del comando hanno il compito di difendere le reti informatiche militari americane e, al tempo stesso, di penetrare nei sistemi digitali delle forze armate straniere per compromettere comunicazioni, difese aeree e altre capacità operative. Gran parte di queste attività si svolge all’interno di strutture ad altissima sicurezza e resta classificata.
Il costo psicologico di questo lavoro rappresenta da tempo una fonte di preoccupazione per i responsabili militari. Uno studio finanziato dall’esercito e richiamato da Bloomberg ha evidenziato che gli specialisti informatici soffrono spesso di insonnia, deficit di memoria, ruminazioni ossessive e patologie fisiche.
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Le criticità relative alla salute mentale degli hacker delle forze armate erano già emerse in sede congressuale. Una norma della legge sulla difesa del 2025 ha imposto al Cyber Command di mettere a disposizione esperti di salute mentale dedicati, compresi consulenti autorizzati a operare con personale che tratta materiali secretati.
I recenti decessi hanno riportato il tema all’attenzione del Congresso. Secondo Bloomberg, la Commissione per le Forze Armate del Senato sta valutando con il comando la possibilità di destinare risorse aggiuntive al supporto psicologico, mentre l’omologa commissione della Camera ha definito l’aumento dei suicidi una «questione critica».
Fonti di Bloomberg riferiscono che il carico di lavoro degli operatori è cresciuto in modo drastico a causa dei conflitti in corso all’estero, in particolare della guerra in Iran. I suicidi sono coincisi con una delle fasi più intense dello scontro.
È noto come il suicidio sia contagioso, tanto più che si può parlare di vere epidemie, che si propagano per imitazione o trasmissione sociale dei comportamenti suicidari (noto come effetto Werther o contagio suicidario).
L’effetto Werther è il fenomeno per cui la notizia del suicidio di una persona, diffusa dai media, provoca un aumento di suicidi emulativi nella popolazione.Il termine è stato coniato dal sociologo David Phillips nel 1974. Prende il nome dal romanzo di Giovanni Wolfgango Goethe del 1774, I dolori del giovane Werther, dopo la cui pubblicazione si registrò una catena di suicidi tra i giovani lettori che usavano lo stesso metodo del protagonista.
I giornalisti vengono quindi formati alla delicatezza totale nel parlare del tema del suicidio, perché un articolo pubblicato potrebbe di fatto far scattare a catena altri suicidi.
Tuttavia, la stampa sembra infischiarsene ampiamente, magari glorificando pure il suicida, in ispecie nel caso che questo scelga la morte eutanatica.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
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