Militaria
Inizia la produzione del primo caccia stealth F-47
Il primo caccia stealth F-47 dell’aeronautica militare statunitense è entrato in fase di produzione, con un debutto previsto per il 2028, ha annunciato lunedì il capo di stato maggiore dell’aeronautica, generale David Allvin.
«Il team è impegnato a far volare il primo esemplare nel 2028», ha dichiarato Allvin. «Nei pochi mesi trascorsi dall’annuncio, hanno già iniziato a produrre il primo articolo», ha proseguito, riferendosi al primo velivolo di prova. «Siamo pronti a partire velocemente», ha aggiunto. «Dobbiamo partire velocemente.»
Durante un discorso alla conferenza Air, Space & Cyber di quest’anno, organizzata dall’Air & Space Forces Association nel Maryland, Allvin ha rivelato che la Boeing ha avviato i lavori dopo essersi aggiudicata a marzo un contratto da 20 miliardi di dollari.
Meet the @USAirForce‘s sixth-generation fighter, the F-47, bringing next-gen technologies to ensure air dominance for decades to come.#AFANational pic.twitter.com/eUEfW2JzD8
— Boeing Defense (@BoeingDefense) September 22, 2025
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Il nuovo caccia stealth sostituirà l’F-22 Raptor come principale aereo da combattimento della flotta statunitense. Il programma, temporaneamente sospeso dall’amministrazione Biden, è stato rilanciato dal presidente Donald Trump, che ha annunciato il velivolo durante un briefing alla Casa Bianca, specificando la designazione F-47, un omaggio al 47° presidente.
«Non c’è niente al mondo che gli si avvicini minimamente, e sarà conosciuto come F-47», ha detto Trump. Si prevede che integrerà tecnologie stealth avanzate, Intelligenza Artificiale, calcolo quantistico e opererà con droni semi-autonomi noti come aerei da combattimento collaborativi. I grafici concettuali pubblicati dall’Aeronautica Militare a maggio indicano un raggio di combattimento superiore a 1.000 miglia nautiche, circa 1.150 miglia, e velocità oltre Mach 2, il doppio della velocità del suono, ovvero più di 1.500 miglia orarie.
🇺🇸 THE F-47 🇺🇸
‘The F-47 will be the most advanced, most capable, most lethal aircraft ever built.’ – @POTUS pic.twitter.com/KqgOknFM8s
— The White House (@WhiteHouse) March 21, 2025
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Secondo quanto detto, l’Aeronautica Militare pianifica di acquisire almeno 185 F-47, un numero pari o superiore alla flotta di F-22. «È la piattaforma che, insieme al resto del sistema, garantirà il predominio in futuro», ha affermato Allvin, che andrà in pensione ma resterà capo dello staff fino alla conferma del suo successore.
L’annuncio di lunedì giunge nel contesto di una corsa sempre più intensa tra Stati Uniti e Cina per schierare il primo aereo da combattimento operativo di sesta generazione, considerato cruciale per la superiorità aerea.
Il 3 settembre, durante la parata per l’80° anniversario della sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, la Cina ha presentato nuove varianti di caccia imbarcati, tra cui il J-15T, adattato per lanci con catapulta elettromagnetica, e i velivoli da guerra elettronica J-15DH e J-15DT aggiornati.
L’evento ha anche messo in mostra il J-35, il secondo caccia di quinta generazione cinese. La CCTV ha riferito che il J-35 e il velivolo di allerta e controllo imbarcato KJ-600 hanno completato le prove di lancio e recupero con catapulta sulla nuova portaerei cinese Fujian. Si ritiene che la Cina stia sviluppando caccia di sesta generazione. Foto e video circolanti online suggeriscono che due prototipi, denominati informalmente J-36 e J-50, presentino un design trimotore senza coda simile al NGAD statunitense.
Alla stessa conferenza nel Maryland, il segretario dell’aeronautica militare statunitense Troy Meink ha ironizzato sugli sforzi di Pechino di replicare i progetti americani, mostrando un rendering dell’F-47. «Immagino che alcuni analisti dell’Intelligence cinese stiano dedicando molto tempo a esaminare questo quadro», ha detto Meink. «Buona fortuna».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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Geopolitica
Gli Stati Uniti stanno trasformando l’Australia in una base militare
Gli Stati Uniti stanno trasformando l’Australia in una base avanzata per potenziali operazioni militari nel Pacifico, con le forze armate americane e le aziende del settore della difesa che controllano o hanno accesso a circa due terzi delle strutture militari del Paese. Lo scrive il quotidiano britannico Guardian.
Citando i dati raccolti dal Nautilus Institute for Security and Sustainability, il giornale ha individuato 110 strutture in tutta l’Australia con una qualche forma di presenza militare o aziendale statunitense, su un totale di 168 strutture esaminate.
L’esercito statunitense controlla direttamente 17 strutture, tra cui il complesso di intelligence di Pine Gap nell’Australia centrale, che svolge un ruolo fondamentale nelle operazioni di sorveglianza e militari degli Stati Uniti. La struttura monitora i lanci missilistici, intercetta le comunicazioni e fornisce informazioni per il puntamento alle forze americane in tutto il mondo.
Tra le altre installazioni figurano una stazione di comunicazioni navali nell’Australia occidentale, utilizzata per comunicare con i sottomarini statunitensi immersi, e la base RAAF di Tindal, nel nord del Paese, che è in fase di ampliamento per ospitare i bombardieri B-52 Stratofortress, in grado di trasportare armi nucleari.
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«Questi velivoli sono in grado di atterrare sul suolo australiano trasportando armi nucleari. Il governo statunitense non dirà all’Australia se e quando lo faranno. Il governo australiano non chiederà spiegazioni», ha scritto il Guardian.
Oltre alle strutture che controlla direttamente, l’esercito statunitense ha accesso a decine di installazioni australiane, mentre altre sono gestite da aziende americane del settore della difesa, tra cui Lockheed Martin e Northrop Grumman. Secondo i dati di Nautilus, 41 delle 168 strutture esaminate non presentano una presenza statunitense significativa, mentre lo status di altre 17 rimane incerto.
Anche la presenza americana si sta espandendo. A giugno l’AFP ha riferito che gli Stati Uniti si stavano preparando a creare in Australia un deposito permanente di armi, munizioni e attrezzature pronte al combattimento per il Corpo dei Marines, con la previsione che la struttura raggiunga la piena capacità entro il 2028.
«Per oltre un decennio, gli Stati Uniti si sono preparati ad affrontare operazioni belliche ad alta intensità con la Cina, prendendo spunto dall’Australia», ha dichiarato al Guardian Richard Tanter, autore del database Nautilus.
«Dal punto di vista cinese, l’Australia non ospita semplicemente basi statunitensi sul proprio territorio, ma è di per sé una base statunitense… L’Australia rappresenta un importante tassello della macchina bellica americana», ha aggiunto Tanter, professore onorario presso l’Università di Melbourne.
Canberra sostiene che la crescente presenza americana rafforzi la sicurezza dell’Australia. Il ministro della Difesa Richard Marles ha dichiarato a giugno che l’espansione della presenza statunitense è importante sia per lo sviluppo delle capacità militari del Paese sia per la sua sicurezza nazionale. Marles ha inoltre sostenuto che la presenza statunitense ha contribuito a contrastare quello che ha definito il «significativo rafforzamento militare» della Cina nella regione.
Anche l’ex ministro della Difesa australiano Christopher Pyne ha affermato che l’accordo AUKUS del 2021 tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito va oltre l’acquisizione da parte di Canberra di sottomarini a propulsione nucleare, descrivendo l’accordo come la creazione di «una nuova base sottomarina statunitense nell’Oceano Indiano» che fornirebbe a Washington un «enorme vantaggio strategico».
Tanter ha criticato l’approccio di Canberra, definendolo «un enorme fallimento istituzionale in Australia, una sorta di incapacità appresa a livello politico, parlamentare e burocratico».
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Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa è emerso ceh gli Stati Uniti istituiranno in Australia un deposito permanente di armi pronte al combattimento per il loro Corpo dei Marines.
La Cina ha ripetutamente denunciato la cooperazione militare tra Stati Uniti e Australia, accusando i due Paesi di minare la sicurezza nella regione Asia-Pacifico e di avere una «mentalità da Guerra Fredda».
La preparazione degli australiani in vista di una guerra totale con la Repubblica Popolare Cinese è risalente, e si è concretata, oltre che nelle manovre militari, anche in una vera e propria guerra economica.
Come riportato da Renovatio 21, i venti di guerra tra l’Australia e la Cina (un cui giornali di governo ha definito la prima come una «gomma da masticare attaccata allo stivale cinese») hanno creato in questi anni tensioni globali, che interessano anche lo snodo fondamentale di Taiwan.
Ciclicamente figure politiche australiane prevedono una guerra con la Cina che coinvolta anche gli USA da lì a pochi anni.
Come riportato da Renovatio 21, la preparazione dell’Australia ad un’invasione cinese prevede anche la produzione di sciami di micro-droni esplosivi che colpiscono il bersaglio in autonomia – cioè veri e propri Slaughterbots.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Militaria
L’Iran reagisce agli attacchi statunitensi contro le petroliere
Additional footage of a PATRIOT battery conducting a massive ballistic missile engagement over Jordan tonight.
Well over a dozen interceptors can be seen engaging incoming Iranian ballistic missiles. pic.twitter.com/u69lJKtFJ7 — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 8, 2026
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In pratica, le basi americane in Medio Oriente servirebbero da esca per attacchi – che costano le vite di soldati americani trattati come vera carne da cannone, o peggio – che giustifichino l’intervento e la spesa militare. La moglie di Joe Kent, Shannon, crittografa e linguista per la Marina USA e la CIA, è morta proprio in un attacco suicida ISIS in una base in Siria di Manbij nel 2019. Aveva con Kent due figli. Come riportato da Renovatio 21, il Kent quest’anno ha dichiarato che gli USA hanno «lavorato direttamente» con i terroristi in Siria per conto di Israele.The purpose of any system is what it does, not what it claims to do.
Currently our bases & troops in the region primary function is to provide Iran targets to shoot at. Pulling our troops out removes leverage from Iran, if they stay, Iran retains the leverage. https://t.co/rhzUhVXVa5 — Joe Kent (@joekent16jan19) September 8, 2026
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