Geopolitica
Kadyrov è vivo. La propaganda ucraina smentita
Domenica il capo della Repubblica cecena russa, Ramzan Kadyrov, ha pubblicato un video in cui camminava sotto la pioggia. All’inizio della settimana precedente, diversi media ucraini e occidentali hanno riferito che era stato ricoverato in ospedale a causa di una malattia renale ed era «andato in coma».
«Consiglio vivamente a chiunque non sia in grado di distinguere la verità da una bugia su Internet di fare una passeggiata all’aperto e schiarirsi le idee», ha scritto il leader ceceno in un post su Telegram in cui mostrava un video in cui cammina sotto la pioggia. «La pioggia è meravigliosamente rinvigorente», ha aggiunto.
Venerdì, il notiziario ucraino Obozrevatel ha affermato che Kadyrov «era andato in coma», citando un portavoce dell’Intelligence militare ucraina, Andrey Yusov, il quale aveva affermato che il leader ceceno aveva visto la sua «malattia pregressa peggiorare», portando a una «condizione grave».
Lo Yusov aveva aggiunto che l’Intelligence ucraina ha confermato queste informazioni attraverso «varie fonti negli ambienti medici e politici».
Le voci del coma del leader ceceno sono state condivise dai media occidentali, tra cui il New York Post e il Washington Examiner. Il giornale di Nuova York è andato ancora oltre e ha affermato, citando un giornalista kazako, che il leader ceceno potrebbe essere stato avvelenato e avere «gravi problemi ai reni».
Kadyrov ha dovuto più volte smentire le voci sulla sua salute. A marzo voci simili erano state diffuse da un piccolo dispositivo che aveva con sé, che secondo il leader ceceno si rivelò essere un contatore elettronico di preghiere musulmane.
«Sono vivo e vegeto», disse allora il Kadyrov. «Per gli autori di queste teorie fantasiose serve un medico», ha aggiunto.
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Come riportato da Renovatio 21, a inizio conflitto erano entrati in Ucraina 12 mila volontari ceceni, con tanto di cerimonia massiva per la partenza svolta in piazza dinanzi a Kadyrov, il quale avrebbe pure visitato il fronte.
Nel discorso che ha tenuto ai militari riuniti nel centro di Grozny, Kadyrov ha chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj di scusarsi con Putin.
«Cogliendo questa opportunità, voglio dare un consiglio all’attuale presidente Zelensky in modo che chiami il nostro presidente, il comandante supremo Vladimir Vladimirovič Putin, e si scusi per non averlo fatto prima. Fallo per salvare l’Ucraina. Chiedi perdono e accetta tutte le condizioni che la Russia propone. Questo sarà il passo più corretto e patriottico per lui», ha dichiarato il leader.
Il presidente ceceno Ramzan Akhmatovič Kadyrov, ritenuto controverso dai media occidentali, è figlio di Achmat Abdulchamidovič Kadyrov, religioso e paramilitare ceceno che divenne, dopo la seconda guerra di Cecenia vinta da Putin, il presidente della repubblica caucasica.
Kadyrov senior, uno dei massimi vertici dell’indipendentismo ceceno tra gli anni Novanta e i Duemila, aveva combattuto i russi fino a quando non aveva realizzato l’infiltrazione wahabita (cioè, del fondamentalismo islamico) e straniera tra le file dell’indipendentismo ceceno. Già nel 2000 fu nominato a capo del governo provvisorio ceceno da un premier appena nominato da Eltsin, Vladimir Putin.
Dopo essere scampato a vari attentati suicidi, il 9 maggio 2004 venne ucciso da una bomba che disintegrò il settore VIP dello stadio della capitale Grozny durante la parata per la «Giornata della vittoria», cioè la commemorazione russa per la fine della «Grande guerra patriottica», cioè la Seconda Guerra Mondiale.
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Nell’attentato morirono 12 persone, i feriti furono più di 50. Le redini della repubblica passarono al giovane figlio Ramzan, non ancora trentenne.
Il leader indipendentista ceceno Shamil Basaev rivendicò l’attentato. Il Basaev morì in un’esplosione nel 2006.
Kadyrov ha detto di ritenere la NATO come nemico di tutti i musulmani.
«Negli ultimi cento anni Stati Uniti ed Europa hanno organizzato decine di guerre, colpi di Stato militari e invasioni. Milioni di civili ne sono stati vittime. Oggi rappresentano una minaccia ancora più terribile: stanno distruggendo ogni valore morale elaborato da tutti i Paesi durante la storia dell’umanità».
«Esortiamo il mondo islamico, tutte le persone sane di mente, a unire gli sforzi per combattere il nemico comune», ha scritto sul suo canale Telegram. Secondo Kadyrov, l’Alleanza dell’Atlantico del Nord minaccia l’esistenza del mondo intero, tuttavia «la Russia ha smentito ogni previsione occidentale, ha sfidato questo male e si avvia fiduciosa alla vittoria. Non consentite alla Nato di darvi ordini, altrimenti presto vedrete i suoi soldati calpestare il vostro Paese. Tenetevi in prima linea, insieme ai fratelli».
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Geopolitica
Le bande degli stupratori pakistani e oltre. Intervista video al direttore di Renovatio 21
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Geopolitica
Gli USA bombardano l’Iran. Trump promette di «picchiare a sangue»
Gli Stati Uniti hanno lanciato un «potente» raid aereo contro l’Iran dopo che il presidente americano Donald Trump aveva avvertito che «era il nostro turno di colpirli», in seguito all’attacco missilistico balistico di Teheran contro le forze americane in Giordania la notte precedente.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che i nuovi attacchi sono iniziati mercoledì alle 20:00 ora della costa orientale.
«Gli attacchi rappresentano una risposta decisa ai tentativi di attacco iraniani di ieri contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente», ha annunciato il CENTCOM.
Il comando non ha immediatamente identificato gli obiettivi, non ha rivelato quanti aerei o missili fossero coinvolti, né ha specificato quanto tempo si prevedeva che l’operazione sarebbe durata.
I media iraniani hanno riportato esplosioni in diverse regioni meridionali poco dopo l’inizio dell’operazione statunitense. Press TV ha affermato che le aree intorno alla città sud-occidentale di Abadan sono state colpite da missili, mentre esplosioni sono state udite anche sull’isola di Qeshm e nella città portuale meridionale di Bushehr. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime né dettagli sugli obiettivi dell’operazione.
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Mercoledì, Trump aveva avvertito che l’Iran stava per subire una dura risposta, dichiarando a Fox News: «Li faremo a pezzi». L’espressione originale, non facilmente traducibile, è più profana: «beat the fucking shit out of them», cioè picchiare persico sino a provocarne l’incontinenza. Si tratta di un modo di dire equivalente al nostro più contenuto «picchiare a sangue».
Parlando in seguito alla Casa Bianca, Trump ha affermato che l’Iran aveva lanciato cinque missili contro le forze americane e ha attribuito ai sistemi di difesa aerea Patriot statunitensi il merito di averli intercettati tutti. «Li colpiremo duramente perché ora tocca a noi colpirli», ha aggiunto.
Il CENTCOM ha descritto il lancio missilistico di martedì come un tentativo di «attacco a sorpresa», affermando che tutti i proiettili in arrivo erano stati intercettati. Inizialmente il comando non ha menzionato la Giordania, limitandosi a dire che i missili avevano come obiettivo le forze statunitensi «di stanza in Medio Oriente».
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (i pasdarani) ha successivamente rivendicato la responsabilità dell’attacco. Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato di aver agito in risposta alle «azioni aggressive» dell’esercito statunitense e hanno avvertito che le loro operazioni sarebbero continuate finché Washington avesse persistito in quelle che hanno definito «azioni illegali e maliziose» contro gli interessi iraniani.
I rinnovati bombardamenti statunitensi hanno posto fine a una breve pausa iniziata dopo che Trump aveva sospeso, venerdì scorso, una campagna di attacchi durata 13 notti per consentire lo svolgimento dei negoziati con Teheran. Aveva tuttavia avvertito che l’azione militare sarebbe ripresa in caso di fallimento della diplomazia.
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Immagine da Twitter
Geopolitica
Americani e sauditi attaccano le milizie filo-iraniane in Iraq
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 29, 2026
This is huge.
First time the U.S. and Saudi Arabia have announced joint action against Iran. U.S. and Saudi forces carried out precision strikes in eastern Iraq, targeting Iran-backed militia weapons and logistics sites after more than 30 drone attacks over the past 72 hours. pic.twitter.com/OkGtNKwUYl — Baba Banaras™ (@RealBababanaras) July 29, 2026
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The United States, together with the Saudi Armed Forces, carried out strikes on pro-Iranian groups in Iraq that the IRGC used to attack American troops and Saudi energy infrastructure, CENTCOM reported.
Logistics and weapons storage sites in eastern Iraq were hit. 🇺🇸🇸🇦 pic.twitter.com/TYvQuCILCX — Visegrád 24 (@visegrad24) July 29, 2026
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