Sorveglianza
Immagini dalle manifestazioni per la libertà: 11 settembre 2021, in Italia e nel Mondo
Per l’Italia è stato l’ottavo sabato di manifestazioni contro le restrizioni delle libertà inferte alla popolazione dal governo pandemico.
Ma anche in altre città del mondo si è levata la protesta contro la tirannia sanitaria.
Milano
???????? Italy – Padova [September 11, 2021]
For the 8th weekend in a row in many places in Italy large protests were held against the #GreenPass #NoGreenPassObbligatorio #NoGreenPass #NoVaccinePassports #NoVaccinePassportsAnywhere #Manifs11septembre #Padova pic.twitter.com/OCNoj7Zbey
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Milano 11 settembre 2021 ❤️ pic.twitter.com/dCJ8n7tFs0
— Daniela ☀️ (@daniela55302669) September 12, 2021
Milano, 11/09/2021#NoGreenPassObbligatorio #NoObbligoVaccinale pic.twitter.com/hxdrGH1TVR
— Nike???????? (@Pinci_71) September 12, 2021
.MILANO C.S0 BUENOS AIRES INVASA 11 SETTEMBRE 21 pic.twitter.com/CxPtqQUEgW
— fiorenzo sangiovanni (@fiorenzosangiov) September 11, 2021
A Milano le forze dell’ordine hanno camminato con i manifestanti togliendosi il casco.
Milano : Polizia e Carabinieri sfilano con i manifestanti ???????? #NoGreenPass #COVID19 #novax. pic.twitter.com/QfCiuXfFwz
— maunakea (@m_maunakea) September 11, 2021
Padova
???????? Italy – Padova [September 11, 2021]
For the 8th weekend in a row in many places in Italy large protests were held against the #GreenPass #NoGreenPassObbligatorio #NoGreenPass #NoVaccinePassports #NoVaccinePassportsAnywhere #Manifs11septembre #Padova pic.twitter.com/OCNoj7Zbey
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Torino
???????? TORINO, 11 SETTEMBRE ???????? Per l’ottavo sabato consecutivo i manifestanti NO GREEN PASS riempiono le vie di Torino. Le proteste non si fermano, cresce la consapevolezza e la determinazione del popolo che ha scelto di non far calpestare i propri diritti fondamentali. LIBERTÀ! pic.twitter.com/22QbSAmqUP
— Guido De Martini (@GuidoDeMartini) September 12, 2021
Cagliari
???????? Italy – Cagliari [September 11, 2021]
For the 8th weekend in a row in many places in Italy large protests were held against the #GreenPass #NoGreenPassObbligatorio #NoGreenPass #NoVaccinePassports #NoVaccinePassportsAnywhere #Manifs11septembre #Cagliari pic.twitter.com/90UpMfc7rT
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Bruxelles
???????? Belgium – Brussels [September 11, 2021]
Huge demonstration in Brussels against the VAX passports & mandates. #EuropeansUnited#Manifs11septembre #manif11septembre #NonAuPassSanitaire #NoGreenPass #NoVaccinePassportsAnywhere #NoVaccinePassportsAnywhere #Brussels pic.twitter.com/AcrEoGBR9I
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Tel Aviv
???????? Israel – Tel Aviv [September 11, 2021]
Protest in Tel Aviv right now, against the #GreenPass, no more #ApartheidIsrael !#Manifs11septembre #NonAuPassSanitaire #NoGreenPass #NoVaccinePassportsAnywhere #NoVaccinePassports #TelAviv pic.twitter.com/1GuJOrbULN
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Monaco
???????? Monaco [September 11, 2021]
For the 3rd weekend protests in Monaco against the Vax passports. People all over Europe are DONE with this!#Manifs11septembre #manif11septembre #NonAuPassSanitaire #NoGreenPass #NoVaccinePassportsAnywhere #NoVaccinePassportsAnywhere #Monaco pic.twitter.com/F3OGIe35il
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Vienna
???????? Austria – Vienna [September 11, 2021]
Huge protest in Austria against the Vax passports
Protests all over Europe today!#Manifs11septembre #NonAuPassSanitaire #NoGreenPass #NoVaccinePassportsAnywhere #NoVaccinePassports #WIen #Demo #Vienna #Zertifikatspflicht pic.twitter.com/YHNSfkP2s5— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Belfast
???????? UK – Northern Ireland – Belfast [September 11, 2021]
Large protest today in Belfast against Vax passports & mandates.#Manifs11septembre #NonAuPassSanitaire #NoGreenPass #NoVaccinePassportsAnywhere #NoVaccinePassportsAnywhere #Belfast #GeenTestenVoorToegang #EnoughIsEnough pic.twitter.com/9K0cK8ElHF
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Sofia
???????? Bulgaria – Sofia [September 11, 2021]
Protest against the Vax passports & mandates.
People all over Europe don’t want this Apartheid passport!#Manifs11septembre #NonAuPassSanitaire #NoGreenPass #NoVaccinePassportsAnywhere #NoVaccinePassports #Sofia #GeenTestenVoorToegang pic.twitter.com/0ClI0JdA3h— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
E ovviamente non può mancare Parigi
???????? France – Paris [September 11, 2021] [MASSIVE]
Protests in 200+ places in France today, the French people stand their ground! BRAVO#Manifs11septembre #NonAuPassSanitaire #NoGreenPass #NoVaccinePassportsAnywhere #NoVaccinePassports #Franceprotests #Paris11septembre pic.twitter.com/mYfqrtrpkO
— ???? BMedia ???????? (@BananaMediaQ) September 11, 2021
Internet
Macron vuole la censura europea: no alla «libertà di parola americana»
Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto quella che ha definito «libertà di parola americana», difendendo il controverso Digital Services Act (DSA) dell’UE, che i funzionari statunitensi hanno etichettato come uno strumento di censura.
Mercoledì, parlando con i giornalisti durante un viaggio in Spagna, Macron ha detto di aver chiesto all’UE di applicare il DSA «in modo molto più esteso, molto più rapido e molto più energico» per contrastare la disinformazione.
«La cosiddetta “libertà di parola” americana – almeno per come esiste oggi ed è stata promossa da alcuni – è l’opposto della libertà di parola», ha affermato, sostenendo che le libertà individuali comportano responsabilità e rispetto per le libertà altrui. «Lo so bene quando cammino per strada: la mia libertà non può significare che sono libero di picchiarti, insultarti o vandalizzare lo spazio pubblico che appartiene a tutti. Eppure, questa è l’idea che alcune persone hanno di “libertà di parola”», ha aggiunto.
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«Finché non riterremo responsabili coloro che diffondono contenuti sui social media, non saremo in grado di regolarli», ha detto il leader francese. «Quando qualcuno scrive qualcosa – quando un giornalista scrive qualcosa di completamente falso o un redattore lo pubblica – può essere chiamato a risponderne».
Come riportato da Renovatio 21, ad inizio anno Macron aveva dichiarato che «la libertà di parola è una pura stronzata», magari aspettandosi i 92 minuti di applausi della Corazzata Kotmkin di Fantozzi, ma questi non sono arrivati.
Adottato nel 2022, il DSA obbliga piattaforme come Facebook, X, TikTok, Google e YouTube a contrastare i contenuti illegali, ad aumentare la trasparenza su pubblicità e algoritmi, a proteggere i minori e a valutare e mitigare rischi sistemici come la disinformazione. Le piattaforme più grandi hanno obblighi ulteriori e possono essere multate fino al 6% del fatturato annuo globale in caso di violazioni.
Nel dicembre 2025 l’UE ha inflitto la prima sanzione ai sensi del DSA, ordinando a X di Elon Musk di pagare 120 milioni di euro. Il mese scorso il governo statunitense ha appoggiato il ricorso di X, sostenendo che il blocco aveva ecceduto i propri poteri prendendo di mira un’azienda americana.
«Non tollereremo che la Commissione Europea si impegni in un’eccessiva ingerenza normativa nel tentativo di controllare i motori americani dell’innovazione e della crescita economica», ha dichiarato Brett Shumate, assistente del procuratore generale della Divisione civile del Dipartimento di Giustizia.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio anno la UE aveva accusato il social muskiano di antisemitismo e pedopornografia. Musk aveva risposto chiedelo l’abolizione dell’UE, definita come «Quarto Reich».
Funzionari statunitensi hanno accusato l’UE di erodere la libertà di parola e di tentare di mettere a tacere le voci dissenzienti per ragioni politiche. «L’UE dovrebbe sostenere la libertà di parola, non attaccare le aziende americane per la spazzatura», ha scritto a dicembre su X il vicepresidente JD Vance.
L’anno scorso gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni sui visti a funzionari europei e a responsabili di gruppi di monitoraggio online, tra cui Thierry Breton, ex commissario per il mercato interno e uno dei principali artefici del DSA. Breton ha paragonato la misura al maccartismo, la campagna dell’era della Guerra Fredda contro sospetti comunisti e presunti sovversivi.
La censura in Europa aveva subito un’accelerazione decisiva la scorsa estate, quando sulla scia delle elezioni europee, i vertici dell’Unione stanno lavorando per rendere ancora più controverso il DSA, che molti osservatori hanno definito come una legge di censura radicale.
L’Unione Europea ha iniziato a far leva sul DSA per intensificare la repressione di quella che definisce «disinformazione» sullecampagne di vaccinazione.
L’espansione delle maglie della censura da parte dell’Europa è risalente, e ha trovato fiato soprattutto durante gli anni pandemici, nei quali sono stati mandati avanti appalti per la realizzazione elettronica del sistema.
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Come riportato da Renovatio 21, Elon Musk due anni fa aveva raccontato che X (già Twitter) ha respinto la richiesta di Bruxelles di censurare segretamente le opinioni sulla piattaforma, ricevendone in risposta una persecuzione ai sensi del DSA.
Come riportato da Renovatio 21, l’Europa si sta scagliando contro i colossi della pornografia web con il pretesto della protezione dei minori ma con il fine, nemmeno tanto dissimulato, di introdurre sistemi di identificazione digitale di precisione per tutti i cittadini, il famoso portafoglio UE.
Sullo sfondo, l’avvio dell’euro digitale, la piattaforma di controllo che ingollerà mezzo milione di europei comandandone per sempre le esistenze. Il credito sociale della Repubblica Popolare Cinese al confronto sembrerà una mite misura liberale.
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Immagine di European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni
Internet
Facebook ha ingannato gli utenti sulla privacy dei dati: sentenza
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Sorveglianza
Rapporto DSA della UE: le aziende Big Tech complici della censura
L’UE ha pubblicato una vasta serie di rapporti che descrivono le misure adottate da aziende di social media come TikTok e Meta per adeguarsi al Digital Services Act (DSA). I rapporti mostrano l’ampiezza della censura richiesta per restare nelle grazie di Bruxelles.
In base al «Codice di condotta volontario sulla disinformazione» della Commissione Europea, le maggiori piattaforme online operanti nell’UE devono presentare relazioni semestrali sulle misure adottate per contrastare la cosiddetta «disinformazione». L’adesione al codice è definita «volontaria», ma chi non lo rispetta è soggetto a sanzioni ai sensi del DSA, in vigore dal 2023.
Mercoledì la Commissione ha pubblicato i rapporti di Meta, TikTok, Google, Twitch e di oltre una ventina di altre piattaforme. Ogni rapporto si estende per centinaia di pagine e descrive le restrizioni alla libertà di espressione e le politiche di censura introdotte su richiesta dell’UE.
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Tra queste ci sono i limiti alla libertà di espressione politica in prossimità delle elezioni, imposti dall’UE in ogni importante consultazione europea dal 2024, con il pretesto di contrastare le «interferenze russe». Secondo i documenti pubblicati all’inizio di quest’anno dalla Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, tali misure sono state usate quasi sempre «per svantaggiare i partiti politici conservatori o populisti».
Nel suo rapporto TikTok ha ammesso di aver rimosso quest’anno oltre mezzo milione di post legati alle elezioni in Bulgaria, Cipro, Danimarca, Ungheria, Malta, Portogallo e Slovenia.
Ogni rapporto è lungo centinaia di pagine e tutte le principali aziende di social media hanno ammesso di affidarsi ormai ai fact-checker (i famigerati «verificatori di fatti») approvati dall’UE per controllare i contenuti sulle proprie piattaforme. Meta ha spiegato di declassare automaticamente i contenuti segnalati dai verificatori di fatti, mentre YouTube ha dichiarato di aver addestrato modelli di intelligenza artificiale per rimuovere in anticipo i contenuti che ritiene possano violare le regole di questi gruppi.
Numerosi report precisano che sono le piattaforme stesse a pagare lo stipendio dei verificatori di fatti. Questi ultimi hanno segnalato oltre 14 milioni di post su Facebook solo nei primi sei mesi di quest’anno.
Ogni piattaforma di social media ha dedicato un capitolo del proprio rapporto al conflitto tra Russia e Ucraina, e Facebook ha sottolineato che tutti i post relativi al conflitto sono sottoposti a monitoraggio per «disinformazione e notizie false» da parte di verificatori di fatti filo-UE.
Le testate giornalistiche russe sono escluse da Facebook, mentre quelle ucraine possono operare e Kiev è autorizzata a raccogliere fondi sulla piattaforma. Nonostante menzioni la «disinformazione» più di una dozzina di volte, il DSA non ne fornisce una definizione.
La censura in Europa aveva subito un’accelerazione decisiva la scorsa estate, quando sulla scia delle elezioni europee, i vertici dell’Unione stanno lavorando per rendere ancora più controverso il DSA, che molti osservatori hanno definito come una legge di censura radicale.
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L’Unione Europea ha iniziato a far leva sul DSA per intensificare la repressione di quella che definisce «disinformazione» sullecampagne di vaccinazione.
L’espansione delle maglie della censura da parte dell’Europa è risalente, e ha trovato fiato soprattutto durante gli anni pandemici, nei quali sono stati mandati avanti appalti per la realizzazione elettronica del sistema.
Come riportato da Renovatio 21, Elon Musk due anni fa aveva raccontato che X (già Twitter) ha respinto la richiesta di Bruxelles di censurare segretamente le opinioni sulla piattaforma, ricevendone in risposta una persecuzione ai sensi del DSA.
Come riportato da Renovatio 21, l’Europa si sta scagliando contro i colossi della pornografia web con il pretesto della protezione dei minori ma con il fine, nemmeno tanto dissimulato, di introdurre sistemi di identificazione digitale di precisione per tutti i cittadini, il famoso portafoglio UE.
Sullo sfondo, l’avvio dell’euro digitale, la piattaforma di controllo che ingollerà mezzo milione di europei comandandone per sempre le esistenze. Il credito sociale della Repubblica Popolare Cinese al confronto sembrerà una mite misura liberale.
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