Connettiti con Renovato 21

Sorveglianza

Scontri con la polizia alle manifestazioni di Parigi: le immagini

Pubblicato

il

 

 

La potente protesta francese, arrivata al nono sabato di mobilitazione massiva contro il pass sanitario, l’altro ieri ha visto alcune scene di tensione tra manifestanti e polizia.

 

Si è vita qualche manganellata, e dei lacrimogeni pare essere stato fatto un uso abbondante


Cordoni di poliziotti in tenuta antisommossa paiono bloccare il fluire della gente

Manipoli di poliziotti paiono venire attaccati dai manifestanti per rispondere rilanciando oggetti e puntando le armi quando viene tirata loro addosso una transenna

Circondati, i poliziotti reagiscono brandendo manganelli e spruzzando gli attaccanti con il gas

A Tolosa, uno strano scontro tra civili, tra anti-greenpass e improbabili fusti pro-green pass, che alcuni sospettano essere invece membri delle forze dell’ordine infiltrati o veri e propri agents provocateurs messi lì chissà da chi

La quantità di polizia messi in campo per la manifestazione è stata imponente.

Le stesse camionette sono state riprese anche mentre fuggivano da una situazione


Difficile capire ora se siamo in presenta di un primo passo verso un’escalation, che certo non farebbe bene alla protesta, mentre favorirebbe di molto il potere costituito legittimando la conseguente repressione.

 

È un film déjà vu.

 

 

 

 

Immagine screenshot da Tweeter.

 

Sorveglianza

Poliziotti australiani arrestano una donna anziana per non aver mostrato i documenti vaccinali

Pubblicato

il

Da

In un video diventato virale sui social media questa settimana, i poliziotti dello Stato del Queensland tentano di spingere con la forza una donna anziana che è appena uscita da Hervey Bay Coffee, un locale nella cittadini di Hervey Bay. Lo riporta Infowars.

 

Un poliziotto spiega che è stata arrestata per essersi rifiutata di mostrare loro il suo «certificato». Più tardi un altro ufficiale afferma che l’anziana è stata arrestata per aver «ostacolato alla giustizia».

 

«Sarei felice di mostrarvi le mie informazioni», supplica la donna con gli ufficiali, che a questo punto si rifiutano di ascoltare qualsiasi spiegazione. «Sarei felice di fornire il mio nome e indirizzo», implora impotente.

 

«Disgustoso, sono imbarazzato di essere un australiano», dice l’uomo che ha filmato l’alterco.

«Disgustoso, sono imbarazzato di essere un australiano»

 


Spiegando la situazione su Facebook , il proprietario del locale, Matt Straight, che ha anche filmato l’incidente, ha descritto «5 individui disgustosi in uniforme della polizia» che sono entrati nella sua attività e lo hanno interrogato «per sapere se sto permettendo a persone non vaccinate  di cenare nel mio locale e poi hanno proceduto a controllare tutti gli ospiti e ad arrestare questa adorabile signora solo perché non voleva mostrare loro la sua cartella clinica».

 

«Questa signora ha lasciato pacificamente il bar quando la polizia è entrata e ha aspettato fuori», ha aggiunto Straight.

 

«Non è stato fino a quando la polizia ha finito di controllare tutti i clienti che tutti e 5 si sono concentrati su di lei e hanno insistito perché mostrasse il suo stato di vaccinazione. Ha gentilmente detto che avrebbe fornito il suo nome e indirizzo, ma rifiuta di condividere la sua cartella clinica. Hanno spinto e spinto per cercare di convincerla a consegnare il telefono e quando ha rifiutato, hanno detto che era in arresto. Abbiamo chiesto cosa? Non c’è niente nell’obbligo che dice che puoi essere arrestato per non aver mostrato i documenti, ma dice che puoi essere costretto a lasciare un luogo. Cosa che ha fatto di sua spontanea volontà. Hanno detto che stava ostacolando la giustizia».

 

L’Australia è oramai da due anni teatro di violazioni e violenze da parte delle forze dell’ordine di livello sempre più grottesco., con leggi ad hoc che sono di fatto incredibili per qualsiasi democrazia costituzionale.

 

Dai lager COVID al caso Djokovic, la reputazione del Paese pare irrimediabilmente compromessa.

 

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Sorveglianza

La «Psicosi di formazione di massa» utilizzata dai governi come strumento di controllo della popolazione

Pubblicato

il

Da

Le affermazioni del dottor Robert Malone sulla «formazione di psicosi di massa» («mass formation psychosys») nel contesto della pandemia di COVID-19 sono state forse ciò che più ha colpito l’audience internazionale del lungo podcast (circa 3 ore) che Malone ha tenuto con Joe Rogan.

 

Il termine è ripreso da uno studio dello psicologo belga Matthias Desmet, il quale ha fatto sapere a Malone di preferire omettere la parola «psicosi», magari sostituendola con «ipnosi». Il significato non cambia.

 

I giornali, i fact-checker delle agenzie di stampa, serque di professori di seconda o terza fila si sono spinti a scrivere – incredibile davvero – che non ci sono segni di questo fenomeno nella società, che il termine è improprio. Che siamo arrivati a smentire perfino le analisi storico-psicologiche la dice lunga in che razza di mondo ci sta toccando di vivere.

 

Tuttavia, vi sono prove concrete che tale analisi possa essere pienamente corretta

 

Paul Joseph Watson di Summit News sottolinea il fatto che le autorità del Regno Unito hanno ammesso di aver utilizzato metodi «totalitari» di «controllo mentale» per instillare paura nella popolazione.

 

In Canada, i militari hanno anche ammesso di aver lanciato una campagna di operazioni psicologiche contro la propria gente al fine di manipolarla per renderla conforme alle restrizioni e agli obblighi di COVID-19.

 

Durante il suo podcast con Joe Rogan, che seguiva di un giorno il suo definitivo ban da Twitter, Malone ha spiegato come la popolazione globale fosse manipolata per farla rimanere in uno stato costante di ansia isterica attraverso la formazione di psicosi di massa.

 

Il paragone va, ovviamente, ai passati esempi di società che hanno abbracciato il totalitarismo.

 

«Cosa diavolo è successo alla Germania negli anni ’20 e ’30? Popolazione molto intelligente e altamente istruita, e sono diventati pazzi che abbaiavano. E come è successo? La risposta è la formazione di psicosi di massa»

«Cosa diavolo è successo alla Germania negli anni ’20 e ’30? Popolazione molto intelligente e altamente istruita, e sono diventati pazzi che abbaiavano. E come è successo?» aveva chiesto Malone durante il programma di Joe Rogan.

 

«La risposta è la formazione di psicosi di massa». Il dottor Robert Malone suggerisce  quindi che stiamo vivendo una sorta di impazzimento collettibo. Una pazzia che, però, ha del metodo.

 

«Quando hai una società dove gli individui sono disaccoppiati gli uni dagli antri e hai un’ansia fluttuante, nel senso che le cose non hanno senso (…) e quindi l’attenzione delle persone viene focalizzata da un leader o da una serie di eventi su un piccolo punto, proprio come l’ipnosi, vengono letteralmente ipnotizzati e possono essere condotti ovunque», ha spiegato l’inventore della tecnologia vaccinale mRNA.

 

«E uno degli aspetti di quel fenomeno è che le persone che identificano come i loro leader, quelle che in genere entrano e dicono che hai questo dolore e io posso risolverlo per te. Io e solo io», ha ulteriormente spiegato Malone. «Allora seguiranno quella persona. Non importa se gli hanno mentito o altro. I dati sono irrilevanti».

 

«L’attenzione delle persone viene focalizzata da un leader o da una serie di eventi su un piccolo punto, proprio come l’ipnosi, vengono letteralmente ipnotizzati e possono essere condotti ovunque»

«Avevamo tutte quelle condizioni. Se ricordi che prima del 2019 tutti si lamentavano, il mondo non ha senso e siamo tutti isolati l’uno dall’altro».

 

«Poi è successa questa cosa e tutti si sono concentrati su di essa», ha affermato Malone, osservando: «È così che accade la psicosi di massa ed è quello che è successo qui».

 

Il riassunto di Malone su come le autorità sanitarie hanno colto la minaccia unificante della pandemia di COVID-19 e ne hanno esagerato il filo per creare un’isteria di massa è supportato da dettagli trapelati su come il governo del Regno Unito ha manipolato la sua popolazione durante i primi giorni della pandemia.

 

Come rivelato per la prima volta dall’autrice e giornalista Laura Dodsworth, gli scienziati nel Regno Unito che lavorano come consulenti per il governo hanno ammesso di aver utilizzato quelli che ora ammettono essere metodi «non etici» e «totalitari» per instillare paura nella popolazione al fine di controllare il comportamento durante la pandemia.

 

 

«L’uso della paura per controllare il comportamento nella pandemia di COVID è stato “totalitario”, ammettono gli scienziati».

«L’uso della paura per controllare il comportamento nella pandemia di COVID è stato “totalitario”, ammettono gli scienziati».

 

Il London Telegraph ha riportato i commenti fatti dai membri del Scientific Pandemic Influenza Group on Behavior (SPI-B), un sottocomitato del Scientific Advisory Group for Emergencies (SAGE), il principale gruppo consultivo scientifico del governo.

 

Il rapporto cita un briefing del marzo 2020, quando è stato decretato il primo lockdown, in cui si affermava che il governo dovrebbe aumentare drasticamente «il livello percepito di minaccia personale» rappresentato dal virus perché «un numero considerevole di persone non si sente ancora sufficientemente minacciato personalmente».

 

Uno scienziato della SPI-B ammette che «a marzo [2020] il governo era molto preoccupato per la conformità e pensava che le persone non avrebbero voluto essere messe in lockdown. Ci sono state discussioni sulla necessità della paura per incoraggiare la conformità e sono state prese decisioni su come aumentare la paura».

 

«Il modo in cui abbiamo usato la paura è distopico»

Lo scienziato senza nome aggiunge che «il modo in cui abbiamo usato la paura è distopico».

 

Lo scienziato ha inoltre confessato che «l’uso della paura è stato decisamente eticamente discutibile. È stato come uno strano esperimento. Alla fine, si è ritorto contro perché le persone sono diventate troppo spaventate».

 

Un altro scienziato separato della sottocommissione ha affermato: «potresti chiamare la psicologia ‘controllo mentale’. Questo è quello che facciamo… chiaramente cerchiamo di farlo in modo positivo, ma in passato è stato usato in modo nefasto”.

 

Un altro scienziato ha avvertito che «dobbiamo stare molto attenti all’autoritarismo che si sta insinuando», aggiungendo che «le persone usano la pandemia per prendere il potere e superare cose che non accadrebbero altrimenti».

 

«Chiaramente, usare la paura come mezzo di controllo non è etico. Usare la paura sa di totalitarismo. Non è una posizione etica per nessun governo moderno»

«Chiaramente, usare la paura come mezzo di controllo non è etico. Usare la paura sa di totalitarismo. Non è una posizione etica per nessun governo moderno» ha detto un membro del SPI-B

 

Secondo l’articolo, un altro ricercatore del gruppo ha riconosciuto che «senza un vaccino, la psicologia è la tua arma principale», aggiungendo che «la psicologia ha avuto un’epidemia davvero buona, in realtà».

 

Un altro scienziato del sottocomitato ha affermato di essere stato «sbalordito dall’armamento della psicologia comportamentale» nell’ultimo anno e ha avvertito che «gli psicologi non sono sembrati accorgersi quando ha smesso di essere altruista ed è diventato manipolativa».

 

«Hanno troppo potere e li inebria», ha ulteriormente avvertito lo scienziato.

 

«Gli psicologi non sono sembrati accorgersi quando la psicologia comportamentale ha smesso di essere altruista ed è diventato manipolativa»

Oltre alla risposta del governo del Regno Unito, è stato anche rivelato che l’esercito canadese ha lanciato un programma di operazioni psicologiche contro i propri cittadini nei primi giorni della pandemia, con l’ordine di amplificare i messaggi del governo e “scacciare la disobbedienza civile”.

 

 

«I leader militari canadesi hanno visto la pandemia come un’opportunità unica per testare le tecniche di propaganda su un pubblico ignaro», ha riferito il giornale Ottawa Citizen.

«I leader militari canadesi hanno visto la pandemia come un’opportunità unica per testare le tecniche di propaganda su un pubblico ignaro», ha riferito il giornale Ottawa Citizen.

 

Nel frattempo, dopo i primi tentativi di seppellire del tutto il termine, Google sta ora truccando disperatamente i suoi risultati di ricerca per restituire solo articoli negativi sulla «psicosi di massa» e sul dottor Malone.

 

Questo screenshot di Google presenta una scritta che non si era  mai vista prima: «Sembra che questi risultati cambino rapidamente».

 

 

 

Anche nel nostro Paese non sono mancati gli episodi in cui la manipolazione massiva è stata rivendicata

Nessuno prima d’ora, aveva mai visto questa dicitura sul motore di ricerca, che puntualizza in modo ancora più inedito «se si stratta di un argomento nuovo, a volte può essere necessario del tempi prima che i risultati vengano aggiunti da fonti affidabili». Cosa? E noi che pensavamo che Google presentasse semplicemente dei risultati, lasciando il giudizio sull’affidabilità agli utenti.

 

Il primo risultato dato per la ricerca da Google è comunque un articolo della rivista Forbes contro il dottor Malone. Il livello di manipolazione – di censura, di psicopolizia – raggiunge qui vette mai viste prima.

 

E l’Italia?

 

Anche nel nostro Paese non sono mancati gli episodi in cui la manipolazione massiva è stata rivendicata, come quando, durante il lockdown dell’aprile 2020, il sottosegretario alla presidenza dell’Emilia Romagna, disse pubblicamente: «abbiamo detto quindi no l’attività motoria in generale non perché rappresenti il primo fattore di contagio, ma perché volevamo dare il senso che il regime delle restrizioni dentro cui eravamo in particolare all’inizio del mese di marzo doveva essere molto severo e molto stringente per tutti».

 

Siamo dentro ad un grande esperimento: di farmaceutica genica e anche di ingegneria sociale

In pratica, la realtà epidemica (il «fattore di contagio») nella scelta politica contava meno della necessità di modificazione comportamentale del popolo, a cui bisogna istillare un «senso» del «regime delle restrizioni» che deve «essere severo e molto stringente». Non virus: psicologia di massa.

 

 

Siamo dentro ad un grande esperimento: di farmaceutica genica e anche di ingegneria sociale.

 

Un esperimento condotto crudelmente sulla psiche di milioni, miliardi di individui, l’esperimento Milgram elevato all’ennesima potenza.

 

 

 

Continua a leggere

Sorveglianza

Israele, il chiosco automatico del fast food funziona solo con il green pass

Pubblicato

il

Da

 

Un filmato apparso su Twitter mostra un chiosco automatico di una notissima catena di fast food richiedere il green pass prima di effettuare l’ordine.

 

Se si clicca l’opzione che dichiara di non avere il green pass, il sistema torna alla schermata di partenza.

 


 

«Di fatto, se non ha il green pass non ti daranno il cibo – dice la voce dell’uomo che sta registrando il video, l’attivista Shlomo Walfish – vi suona come la Germania nazista? Benvenuti in Israele 2022».

 

«Il franchise americano è il primo luogo di affari in Israele a negare cibo ai non vaccinati» scrive il sito di notizie israeliano Israel365news. che ha ripreso la storia di Walfish. «l computer che prende gli ordini gli ha negato il servizio dopo aver selezionato che non ha un passaporto verde».

 

Con il sistema del pass verde, altri luoghi pubblici come bar, palestre e teatri stanno negando l’accesso alle persone; tuttavia, questo potrebbe essere un primo esempio di una macchina letteralmente programmata per interrompere il servizio alle persone non vaccinate, o comunque escluse dall’accessi per mancanza di credenziali elettroniche.

 

Come ripetuto da Renovatio 21, oggi è lo status vaccinale a dare o togliere l’accesso ai servizi – e ora anche al cibo. Domani potrebbe essere il vostro presunto status economico (gestito dalla piattaforma del denaro digitale, che materialmente è la stessa del green pass), bancario, fiscale, giudiziario, politico, secondo lo schema del Credito Sociale della Cina Popolare, Paese capofila dell’implementazione del totalitarismo elettronico lodato ancora ieri dal fondatore del primo Partito del Parlamento italiano.

 

Come riportato da Renovatio 21, Israele sta già partendo con la quarta dose del vaccino Pfizer.

 

Israele, come scritto nei mesi da questo sito, è stato il primo Paese al mondo a programmare ed implementare il sistema del green pass.

 

In un fuori onda finito pubblico la scorsa estate, il ministro della salute israeliano Nitzan Horowitz aveva ammesso che i green pass  sarebbero principalmente un sistema di costrizione per vaccinare le persone scettiche

 

La scorsa settimana, il sito Israel365 aveva esposto uno scandalo nel Ministero della Salute mostrando che la maggior parte delle persone in gruppo consultivo per il coronavirus  non sono nemmeno dottori in medicina: tra loro ci sono veterinari, agenti di sicurezza, portavoce, impiegati, avvocati e un giornalista.

 

 

 

Continua a leggere

Più popolari