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Il vicepresidente USA si dice «ossessionato» dagli UFO: ci sarà una spiegazione sui misteriosi avvistamenti del 2024?

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Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha rivelato di essere «ossessionato» dagli UFO e spera di indagare a fondo sul fenomeno nel prossimo futuro.

 

Vance ha fatto questa ammissione durante una puntata del Ruthless Podcast andata in onda venerdì, in cui ha dichiarato di essere affascinato dai misteriosi oggetti volanti.

 

«Sono ossessionato da tutta questa storia degli UFO (…) Cosa sta succedendo davvero?», «di cosa parlavano quei video?», ha detto, riferendosi apparentemente all’ondata di strani avvistamenti sul Nuovo Jersey dei mesi precedenti alle elezioni presidenziali. «Non sono ancora arrivato in fondo alla questione, ma sono passati solo sei mesi; siamo stati molto impegnati».

 

 

Il vicepresidente degli Stati Uniti si è impegnato a trascorrere la pausa congressuale di agosto «in parte» per cercare di studiare la questione e «andare a fondo nell’intera vicenda UFO dell’anno scorso». Pur non fornendo ulteriori dettagli, Vance avrebbe fatto riferimento ad avvistamenti di droni che sconvolsero l’America: a quanto pare, alcuni di essi erano grandi quanto una berlina.

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Gli avvistamenti segnalati sembravano essere concentrati intorno al centro di ricerca Picatinny Arsenal e ad altre installazioni militari in tutto lo Stato. Le segnalazioni di droni misteriosi, arrivate a migliaia tra novembre e dicembre dello scorso anno, hanno spinto il dipartimento della Difesa, il Dipartimento della Sicurezza Interna, la Federal Aviation Administration e l’FBI a indagare sugli avvistamenti.

 

A metà dicembre, tuttavia, un funzionario dell’FBI ha rivelato che, nonostante l’agenzia abbia ricevuto oltre 5.000 segnalazioni di avvistamenti di droni, «sono state generate meno di 100 piste ritenute meritevoli di ulteriori attività investigative».

 

L’amministrazione Trump aveva rilasciato un aggiornamento sulla questione a fine gennaio, affermando che la stragrande maggioranza dei voli di droni segnalati nel New Jersey erano legali.

 

«Dopo ricerche e studi, i droni che volavano in gran numero sul New Jersey sono stati autorizzati dalla FAA per scopi di ricerca e per vari altri motivi», aveva affermato all’epoca la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, aggiungendo che la mania dei droni aveva attirato appassionati che facevano volare i propri dispositivi senza la dovuta autorizzazione.

 

 

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Come riportato da Renovatio 21, all’epoca il candidato Trump aveva lanciato in video un messaggio deciso sulla questione degli avvistamenti.

 

«Il governo sa cosa sta succedendo. Il nostro esercito sa da dove sono decollati, se è un garage possono andare dritti in quel garage… sanno da dove vengono e dove sono andati. Per qualche ragione non vogliono commentare. Credo che sarebbe meglio dire cosa sono. I nostri militari lo sanno e il nostro presidente lo sa. Per qualche ragione vogliono mantenere la gente in stato di suspense».

 


«Qualcosa di strano sta succedendo, e per qualche ragione non vogliono dirlo alla gente. E dovrebbero». Alla domanda se il presidente eletto avesse visto un briefing dell’Intelligence sui droni Trump ha declinato di commentare.

 

Il fenomeno, tuttavia, non riguarda solo gli USA. Droni non identificati hanno sorvolato ripetutamente la base aerea di Ramstein nella Germania occidentale, ha riferito Der Spiegel, citando fonti di sicurezza a Berlino. I droni sono stati avvistati anche su strutture di proprietà del gigante chimico BASF e del produttore di armi Rheinmetall.

 

Come riportato da Renovatio 21, droni sarebbero stati visti anche volare sopra la base americana di Lakenheat, in Gran Bretagna, dove sarebbero state trasportate testate atomiche B61-12.

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

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Gli esseri umani sono già in contatto con gli alieni: parla un deputato americano

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Gli alieni avrebbero visitato il nostro pianeta a bordo di un’astronave extraterrestre e avrebbero preso contatto con gli esseri umani. Lo afferma il deputato statunitense Tim Burchett, citando fonti governative anonime.   Negli Stati Uniti, l’interesse per gli UFO e i fenomeni correlati è cresciuto negli ultimi anni, grazie al sostegno del governo federale all’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) del Pentagono e ai canali istituiti per consentire a piloti e pubblico di segnalare gli avvistamenti.   «Hanno fornito dettagli specifici, indirizzi, orari, date e i nomi dei partecipanti all’incontro», ha dichiarato Burchett lunedì durante un’intervista in diretta streaming con TMZ. «E queste informazioni arrivavano fino ai vertici del potere esecutivo dei presidenti precedenti, non a quello attuale».   Rispondendo alle domande dei conduttori, il deputato sessantunenne ha sottolineato che le affermazioni si riferivano sia a «una forma di vita non terrena» sia a «qualcosa di meccanico non terrestre».   Il Burchett ha anche affermato di non credere che gli esseri extraterrestri rappresentino una minaccia per l’umanità. «Non credo che corriamo questo pericolo. Voglio dire, queste cose esistono, come credo, e avrebbero potuto distruggerci in un batter d’occhio, ma non lo vedo possibile», ha sottolineato.

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In un’intervista rilasciata al canale Newsmax una settimana prima, il parlamentare aveva anche avvertito che la divulgazione di informazioni classificate su presunti incontri con gli alieni avrebbe potuto minare la fiducia del pubblico. «Sono stato informato praticamente da tutte le agenzie governative esistenti e, se pubblicassero ciò che ho visto, non riuscireste a dormire la notte per la preoccupazione», ha affermato.   Tim Burchett si è affermato come una voce autorevole in merito alla divulgazione di documenti riguardanti fenomeni aerei non identificati (UAP) e oggetti volanti non identificati (UFO), promuovendo una maggiore trasparenza governativa e affermando che diverse agenzie, tra cui la NASA, avrebbero «mentito» su ciò che sapevano e sostiene che molti documenti sull’argomento rimangono segreti.   A febbraio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intenzione di ordinare al dipartimento della Guerra e ad altre agenzie di rendere pubblici i documenti governativi relativi a UAP e UFO a causa dell’«enorme interesse».   Poco dopo, il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha confermato che il pubblico americano avrebbe saputo se il suo dipartimento possedeva documenti che provavano l’esistenza degli alieni, ma ha messo in guardia dal farsi illusioni su una rapida divulgazione.   Nel marzo 2024, il Pentagono ha dichiarato di non avere prove che i fenomeni aerei non identificati siano in realtà tecnologia aliena, aggiungendo che molti casi riguardavano palloni meteorologici, aerei spia, satelliti e altre attività di routine.   Trump aveva fatto l’annuncio poche ore dopo aver accusato l’ex presidente Barack Obama di aver divulgato «informazioni riservate» quando, in una recente intervista podcast, aveva suggerito che gli alieni erano reali. Le dichiarazioni di Obama erano diventate virali dopo che il conduttore del podcast Brian Tyler Cohen ha chiesto all’ex presidente se gli alieni esistano.   Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il generale in pensione William Neil McCasland, la cui carriera militare sarebbe stata legata alla tecnologia UFO, è sparito senza lasciar traccia.

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Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni il Pentagono ha ripetuto di non possedere «alcuna prova che indichi che vita extraterrestre abbia visitato il pianeta».   L’anno passato il vicepresidente americano JD Vance si è detto «ossessionato» dal tema degli UFO.   L’idea che gli alieni ci stiano osservando – o studiando – sono su una linea sposata in passato anche da Dmitrij Rogozin, l’ex capo dell’agenzia spaziale russa Roskosmos, il quale in un discorso alla TV russa non ha escluso che la Terra sia già sotto osservazione extraterrestre e che gli attuali livelli della tecnologia umana e della comprensione della scienza potrebbero semplicemente non essere abbastanza avanzati allo stadio attuale per rendersene conto.   «Non siamo gli unici che possono studiare i microbi, ma possiamo essere studiati come i microbi» disse l’ex vicepremier Rogozin, che in seguito sarebbe uscito da Roskomos e sarebbe stato ferito durante un attentato in Donbass a dicembre scorso.   Stesso pattern per il pensiero di dell’astronomo di Harvard Avi Loeb, che in un’intervista dell’anno passato ha ipotizzato che gli alieni potrebbero costruire «piccoli universi» nei laboratori e che i suoi detrattori sono semplicemente «gelosi».

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Il vicepresidente Vance: gli alieni sono in realtà demoni

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Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che gli alieni sono in realtà «demoni», promettendo di esaminare a fondo i documenti del governo statunitense sugli UFO.

 

Queste dichiarazioni sono state rilasciate in un’intervista con il podcaster Benny Johnson, pubblicata venerdì. Vance ha parlato dei dossier sugli UFO e delle rivelazioni governative, affermando di essere «ossessionato» dall’argomento, ma di non aver avuto abbastanza tempo per «andare a fondo della questione».

 

«Mi è già capitato un paio di volte di dire: “Bene, andremo nell’Area 51, andremo in New Mexico, e cercheremo di fare chiarezza su questa storia”. Poi però i tempi del viaggio non coincidevano», ha detto. «Sono più curioso di chiunque altro. E ho alle spalle tre anni al vertice della licenza alle cose secretate. Andrò fino in fondo alla questione.»

 

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L’Area 51 è una struttura segreta dell’aeronautica militare statunitense situata nel sud del Nevada, da tempo associata a speculazioni sulla presenza di vita extraterrestre.

 

Johnson ha chiesto a Vance informazioni sull’ordine emesso a febbraio dal presidente Donald Trump, che imponeva alle agenzie federali di iniziare a «identificare e rendere pubblici» i documenti governativi relativi a UFO e alieni. Trump ha affermato di aver preso tale decisione «in seguito all’enorme interesse dimostrato», poco dopo che l’ex presidente Barack Obama aveva dichiarato pubblicamente che gli alieni sono «reali».

 

Trump in seguito ha dichiarato ai giornalisti che Obama «ha fornito informazioni riservate, cosa che non avrebbe dovuto fare». Avrebbe quindi ordinato, un mese fa, di pubblicare ulteriori file sugli UFO.

 

Nell’intervista, Vance ha detto a Johnson: «Non credo che siano alieni. Credo che siano demoni», descrivendo questa come una concezione cristiana di «esseri celesti che volano intorno e fanno cose strane alle persone».

 

L’interesse per gli UFO e i fenomeni correlati è cresciuto negli ultimi anni, in quanto il governo statunitense ha indagato su numerose segnalazioni, anche attraverso l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) del Pentagono, e ha istituito canali per consentire a piloti e pubblico di segnalare gli avvistamenti.

 

Nel marzo 2024, il Pentagono ha dichiarato di non avere prove che i fenomeni aerei non identificati siano in realtà tecnologia aliena, aggiungendo che molti casi riguardavano palloni meteorologici, aerei spia, satelliti e altre attività di routine.

 

Come riportato da Renovatio 21, tre settimane fa il generale in pensione William McCasland, centrale in molti studi legati agli UFO e alla loro tecnologia, è improvvisamente sparito nel nulla.

 

L’idea che gli alieni siano in realtà demoni ha radici nella demonologia cristiana e si è sviluppata con l’era ufologica moderna. Nella Bibbia i demoni sono spiriti ingannevoli capaci di assumere forme diverse e i Padri della Chiesa identificavano spesso gli dei pagani con entità demoniache.

 

Il collegamento specifico con gli UFO nasce dopo il 1947. Nel 1954 il guaritore evangelico W.V. Grant Sr. pubblicò il pamphlet Men in Flying Saucers Identified: Not a Mystery!, sostenendo che i dischi volanti fossero manifestazioni sataniche. Nel 1952 l’occultista Marjorie Cameron aveva collegato un incidente UFO a Washington, D.C. alla recente morte del suo compagno Jack Parsons, esperto di missilistica e discepolo di Aleister Crowley. Il Parsons, definito satanista convinto, è considerato uno dei padri del programma spaziale, e la sua azienda JPL ancora serve la NASA.

 

Negli anni Settanta l’ipotesi si diffuse tra i cristiani fondamentalisti: Clifford Wilson con UFOs and their Mission Impossible (1974) e John Weldon con Zola Levitt in UFOs: What on Earth is Happening? (1975) descrissero gli incontri ravvicinati come inganno demoniaco per preparare l’umanità all’Anticristo e a una falsa religione.

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Autori di libri ufologici come John Keel (UFOs: Operation Trojan Horse, 1970) e Jacques Vallée (il suo famoso Passporto per Magonia, 1969) proposero un’origine interdimensionale: gli UFO non sarebbero extraterrestri ma entità ultraterrestri simili a fate, elfi o demoni del folklore antico. Le storie di rapimenti alieni, quindi rafforzerebbero la tesi: paralisi, abusi sessuali, messaggi New Age anti-biblici e, in centinaia di casi documentati (secondo il CE4 Research Group), la cessazione improvvisa invocando il nome di Gesù.

 

In Italia l’idea è stata esplorata da Corrado Malanga nel libro Alieni o Demoni e dal decano degli esorcisti Padre Gabriele Amorth (1925-2016), che vedeva negli UFO illusioni o opere del diavolo.

 

L’idea della matrice demoniaca dei fenomeni UFO, abbracciata ultimamente dall’eminente voce della destra populista americana Tucker Carlson, è stato dibattuto in ambiti tradizionalisti nelle decadi scorse, per poi essere ripresa da una certa parte del mondo cristiano ortodosso. È stato tradotto nel nostro Paese anche il libro francese UFO la Grande Parodia (1984) dello scrittore guénoniano Jean Robin, che sostiene che i presunti «contatti» con gli extraterrestri costituirebbero una cospirazione per preparare l’umanità all’introduzione di forze infere, se non dell’anticristo stesso.

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«È vivo»: sosia di Epstein fa impazzire internet, ma è «Pierino di Palm Beach»

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Un uomo floridiano è diventato virale per la sua straordinaria somiglianza con il defunto trafficante sessuale Jeffrey Epstein. L’uomo ha iniziato a parlare pubblicamente giovedì scorso commentando la vicenda.   Un video pubblicato venerdì scorso mostrava un uomo con un berretto da baseball girato all’indietro che guidava un’auto decappottabile su un’autostrada della Florida.   L’uomo che ha girato il video lo commentava dicendo: «Epstein è vivo. Epstein è vivo!».  

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  «Questo tizio deve ricevere questo tipo di commenti di continuo», ha risposto un utente. «È ora che si faccia crescere la barba».   Giovedì, il sosia di Epstein ha risposto. «Ciao a tutti, sono Palm Beach Pete» (tipo: «Pierino di Palm Beach»), ha detto mentre guidava. «Il mio video è diventato virale perché un tizio mi ha filmato per caso mentre guidavo sulla I-95, a mia insaputa. E un attimo dopo, sono diventato una star del web. Ho tenuto il telefono spento per circa quattro ore e non sapevo che fosse sommerso da tutti questi commenti al video. Quindi, ha avuto un successo incredibile. È pazzesco. Grazie».  

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«Quindi, tu non sei Jeffrey Epstein?» ha chiesto un uomo fuori campo. «Non sono Jeffrey Epstein», ha risposto Pierino. «Sono Palm Beach Pete».     Epstein è morto in una cella di una prigione di Manhattan nel 2019, in quello che le autorità hanno definito un suicidio. È tornato alla ribalta da quando il dipartimento di Giustizia ha reso pubblici molti, ma non tutti, i documenti che lo riguardano.   L’anno scorso, il Congresso ha approvato una legge che impone al Dipartimento di Giustizia di pubblicare tutti i documenti relativi a Epstein, oscurando solo i nomi delle vittime. Tuttavia, il Dipartimento di Giustizia non ha pubblicato tutti i documenti e ha oscurato il materiale che non conteneva i nomi delle vittime.   La simiglianza risulta, comunque, notevole.   Palm Beach, contea sulla costa atlantica amata dalle star (vi ha la villa, ad esempio, Silvestro Stallone) era come noto una zona frequentata dallo Epstein, e si dice che proprio un litigio per una proprietà immobiliare in zona fu al centro della rottura dei rapporti con Donald Trump, all’epoca immobiliarista e già padrone del grande resort di Mar-a-Lago.  

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Immagine screenshot da Twitter
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