Politica
Il verde Habeck si candida alla carica di cancelliere tedesco
Il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha annunciato la sua candidatura alla carica di cancelliere per conto del partito dei Verdi, una mossa che arriva pochi giorni dopo il crollo della coalizione al governo.
In un video su YouTube venerdì, Habeck, che è anche vice cancelliere, ha parlato delle numerose crisi che affliggono la vita quotidiana dei comuni tedeschi. Ha anche avvertito che «la pace e la libertà sono sotto pressione come non si vedeva da molto tempo, anche qui».
«Ecco perché ho preso una decisione, ecco perché mi candido di nuovo», ha proclamato il ministro, dicendo di essere «pronto a offrire la mia esperienza, la mia forza e la mia responsabilità. Anche come cancelliere, se volete».
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Molti tedeschi hanno attribuito la colpa ai Verdi e ad Habeck personalmente, secondo i media locali. I sondaggi di opinione mostrano che i Verdi hanno attualmente un indice di gradimento di circa il 10%.
Pur riconoscendo «errori», il vicecancelliere ha sottolineato di essere disposto a guadagnarsi la «rivendicazione alla leadership», attaccando i «populisti» per aver presumibilmente fomentato un’atmosfera «nervosa e cupa» in Germania e accusando Mosca di sostenere tali forze politiche.
Secondo il ministro, «la guerra di Putin contro l’Ucraina ha portato inflazione in Germania e ha reso la vita, la vostra vita, molto più costosa».
Nel frattempo, l’ex collega di Habeck, il capo del Partito Democratico Libero (FDP), Christian Lindner, si è rivolto a X per esprimere la sua incredulità per l’annuncio.
Schon verrückt. Keine eigene Mehrheit, aber jetzt zwei Kanzlerkandidaten in der Regierung. CL #Neuwahlen
— Christian Lindner (@c_lindner) November 8, 2024
«Pazzesco. Ora maggioranza, ma già due candidati cancelliere nel governo», ha scritto, apparentemente riferendosi al cancelliere Olaf Scholz, che spera di mantenere il posto di vertice.
Friedrich Merz, leader dell’Unione Cristiano-Democratica e candidato cancelliere del partito, ha sottolineato gli scarsi risultati dei Verdi nei sondaggi d’opinione, come riportato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Mercoledì Scholz aveva licenziato il Lindner, che ricopriva la carica di ministro delle Finanze. Ciò ha portato l’FDP a uscire dalla coalizione, precipitandone così il crollo.
Lo Scholz aveva giustificato il licenziamento con il rifiuto del suo ex ministro di approvare il suo piano di spesa che, tra le altre cose, prevedeva un aumento degli aiuti all’Ucraina.
Secondo quanto riportato dai media, la frattura è culminata quando Lindner ha proposto elezioni anticipate, dopo che i tre partiti non sono riusciti a trovare un accordo su come affrontare il deficit multimiliardario del bilancio dell’anno prossimo.
Ora alla guida di un governo di minoranza, Scholz ha annunciato che il Bundestag voterà la fiducia il 15 gennaio. Se non riuscisse a ottenere un sostegno sufficiente, potrebbero tenersi elezioni anticipate a marzo 2025.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa lo Habeck aveva ammesso che la crisi economica tedesca si era aggravata. Habeck è accusato da molti di totale inettitudine, ma nel tempo ha attribuite la colpa del collasso industriale del Paese alla «congiuntura internazionale».
I Verdi sono diventati una forza politica grottesca sino all’incomprensibile, divenendo di fatto il partito più pro-guerra di tutto l’arco politico tedesco, con la verde ministro degli Esteri Annalena Baerbock a dichiarare che avrebbe sostenuto Kiev anche contro il volere del suo elettorato, per poi dichiarare in una seduta all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa di essere in guerra contro la Russia.
A scagliarsi contro il partito pseudo-ecologista è l’astro nascente della sinistra germanica, definita «populista», Sarah Wagenkhnet, ex deputata di Die Linke e ora capo del partito BSW, che ha accusato i verdi di «danneggiare la nostra industria». La Wagenknecht accusa i verdi di essere incompetenti e guerrafondai.
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Johannes Wagner, giovane deputato dei Gruenen, ha sostenuto che i tedeschi hanno il «dovere morale» di rinunciare alla loro ricchezza.
I verdi sono stati eliminati dal Parlamento del Brandeburgo nelle ultime elezioni.
Habeck diede il meglio di sé durante la pandemia, quando dava istruzioni su come fare la doccia, chiedeva un cambio di priorità nel «triage energetico» che privilegerebbe l’erogazione di energia alle aziende a discapito dei cittadini, con aumenti drastici delle bollette per le famiglie. Habeck aveva rivelato, ripetendolo in più occasioni, di aspettarsi disordini sociali in autunno ed in inverno a causa delle interruzioni energetiche. Intervistato in TV sui lockdown, pareva chiaro che non era in grado di comprenderne l’economia.
Come riportato da Renovatio 21, Berlino rischia di restare senz’acqua a causa delle politiche verdi. Nel frattempo, il Partito è cosa affezionato al Paese che vorrebbe togliere la parola «Germania» dal suo nome.
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Immagine di Steffen Prößdorf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Politica
Guerriglia anarco-tirannica a Bologna, Torino, Firenze, Roma. Immagini e analisi
A Bologna si sono viste le barricate, con cassonetti a fuoco e un distributore automatico distrutto (nel gergo anarchico, «aperto»). Idranti in azione, un ferito soccorso in ambulanza.Italy. Milan now. Italian Army Folgore paratroopers patrol the city. Trained for war, now protect citizens, shops and our streets. pic.twitter.com/r3N1RzUArx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Bologna under attack. Italy is in a real battle right now. Rome, Milan, Florence, Turin. Everywhere. pic.twitter.com/BaPhSBFuap
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
There is a war in Italy, Bologna. See for yourself—don’t listen to Meloni. https://t.co/6o6Di2LZyj pic.twitter.com/RB6wKo0XEx
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Italy, Bologna now. Total chaos. pic.twitter.com/bFwbIdLbDl
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Total chaos in Italy. Bologna. Police clash with protesters in the street. Gas everywhere. https://t.co/IJtcPsze7o pic.twitter.com/w6WyQ8GpYu
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
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A Torino, pure, scontri e devastazioni varie.❗️Firenze, ieri sera tensioni e scontri nell’area della stazione di Santa Maria Novella e sul ponte Santa Trinita. Bloccata via Tornabuoni. Ieri bloccata piazza Santa Trinita in mezzo agli scontri tra manifestanti e polizia anti sommossa. Video di Controradio Firenze. pic.twitter.com/kI7YwRHh4X
— Italia 24H Live 🔴 – Notizie dall’Italia (@Italia24HLive) October 25, 2026
Il colpo simbolico, pari a quello di Piazza Duomo in fiamme, i rivoltosi lo hanno ottenuto a Roma, dove sono entrati nel Colosseo. Hanno, cioè, conquistato il simbolo più conosciuto di Roma, con tanto di turisti che se la danno a gambe. Il segno della Civiltà millenaria romana, preso d’assalto dalla banda con bandiere palestinesi e, a dimostrare la confusione mentale dei manifestanti, pure tricolori italiani.🇮🇹 Turin protesters FIGHT police in the city center today
The march against rearmament and rising prices turned into a running fight in under an hour. Writer: Lucaspic.twitter.com/VD89yU79Jy — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 24, 2026
Chaos in Rome. Masked rioters storm the Colosseum, forcing the entrance barriers. “Peaceful protest” they say. Unbelievable. pic.twitter.com/9KROPmUWTe
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
Chaos in Rome. Rioters storm the Colosseum, tourists caught in the middle flee in panic. The symbol of Italy under assault. Unbelievable. https://t.co/eWz5jwzFPR pic.twitter.com/vogALoumuk
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 24, 2026
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Immigrazione
Il sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
E così l’orda ha conquistato anche Milano. Perché il segnale, il sintomo, il comando, riguarda non la singola città, non il Paese, ma l’Europa e l’Occidente, la Civiltà tutta. L’anarco-tirannia ha rivendicato la capitale morale d’Italia, e non solo – usando lo schema medesimo della Francia, dove il progetto calergista è in stato più avanzato.
È il «sacco di Milano», andato in onda in mondovisione.
Lasciate perdere la manifestazione di facciata sul caro-vita, e pure le bandiere palestinesi, pardon, «pro-pal». Non facciamoci intortare dalla retorica profusa dallo Stato moderno (i suoi vertici, la sua stampa asservita) quella degli «infiltrati». C’era stato quel segmento televisivo involontariamente tragico e umoristico, ai tempi delle rivolte BLM, in cui l’inviato della TV americana parlava di «manifestazioni per lo più pacifiche» con alle spalle la città incendiata.
Ieri Macron ha parlato della legittimità degli obiettivi della protesta e dei casseurs infiltrati. Chiediamo di guardare le immagini: ma quali infiltrati? Ma quali obiettivi? Ma quale protesta?
È ovvio che non è una protesta, ma una devastazione programmata, il caos manifestato da chi sente il bisogno, o ha l’ordine, di farlo. Guardate questi giovinastri con la pelle scura, ben vestiti, ben nutriti, divertiti come neanche a Gardaland (anzi, nella vicina Peschiera…): quali obiettivi possono avere? Possiamo dire che sono «infiltrati», se poi per due giorni prendono possesso della città più importante d’Italia?
Total chaos in Italy: Milan. pic.twitter.com/3NDaVPpwuV
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🇮🇹 NOW MILAN IS ERUPTING TOO
The wave of unrest across Europe is spreading.
More than 5,000 protesters took to the streets of Milan over soaring fuel prices and low wages.
And things turned violent.
Rocks, firecrackers and fireworks were hurled at police. Bus shelters and…
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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Capite che per chi conosce Milano, e la ama, la portata simbolica di quanto è accaduto è enorme. Guardate voi stessi: piazza Duomo, luogo centrale della cristianità mondiale, assediata, sconvolta dalla teppa terzomondiale. L’invasore islamico, o islamo-nichilista, o semplicemente barbaro, espugna il luogo che i milanesi considerano con orgoglio il cuore assoluto della città.
Rimirate le immagini del Duomo, questo edifizio gotico meraviglioso, con dinanzi le fiamme. I milanesi ci hanno messo 578 anni per costruirlo, dalla posa della prima pietra di Gian Galeazzo Visconti nel 1386 al completamento principale con l’ultimo portone nel 1965. L’autore di questo miracolo architettonico, diceva Paolo VI, non c’è, o meglio – è l’intero popolo milanese.
Nel giro di poche ore, abbiamo compreso, il lavoro di mezzo millennio del popolo milanese può essere cancellato dai barbari, che pure non vengono dalla steppa, ma ora vivono a Milano, magari sovvenzionati dalle tasse dei milanesi. Se l’opera principale del popolo milanese può essere oltraggiata e financo distrutta, senza essere protetta, significa che il popolo milanese non esiste più.
Protesters clash with police in Milan, Italy, near the historic cathedral, against the high cost of living. pic.twitter.com/FvCu2JLqe3
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) October 18, 2026
Total chaos outside the symbol of Christianity in Milan, the Cathedral. Paper bombs, firecrackers, cars destroyed, attacks on police, insults and shouting right in front of the Duomo. No Italian, not even the worst, would dare to light fires and shoot fireworks against the Duomo.… https://t.co/lh80b1iC5O pic.twitter.com/Oh3XYvqVhY
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
BREAKING:
Massive riots have now also broken out in Milan, Italy.
An alliance of migrant gangs and Antifa extremists is attacking police officers and setting fires in front of the Milan Cathedral (Duomo) pic.twitter.com/yh8sbPWmsS
— Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
Italy like France. Outside Milan Cathedral. A symbol of Christianity under siege. Fires, clashes, and devastation beneath its spires. This is no celebration — it is a collapse. They are burning the heart of Milan while everyone watches and records it. This is a war on our… pic.twitter.com/fcGWSDF8z0
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
Many shouts in this video are in Arabic. This is Milan’s Duomo, the symbol of Christianity in Italy and Europe. Yesterday’s clashes were not random – they have a clear motive. pic.twitter.com/gpsMckkVcw
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🔥🇮🇹 Construction on the Duomo di Milano began in 1386, and it wasn’t finished until 1965.
Now it’s under threat of destruction by citizens complaining about the “cost of living”?!
Naw fam… Something, or someone bigger, is instigating this!
Writer: Jamie… https://t.co/WRE6WSp4d8
— Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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È così. sappiamo cosa è accaduto. La città che fu capitale dell’Impero romano, che fu la culla di santi incredibili, nel giro di un secolo si è venduta a famiglie di vampiri industriali, a politici inetti e corrotti, agli invertiti della moda, a catto-sette di ladri eunuchi, a caste di manager goscisti-elitisti. Nessuno di costoro aveva neanche lontanamente in mente di difendere Milano, ma di spolparla, di sfruttarla, di svenderla.
Siamo solo arrivati al momento in cui ciò è divenuto simbolicamente evidente.
🚨Milan is a battlefield & tourists are hiding.
Smoke bombs are being thrown at rooftop bars. Shops are locked down.
A cost of living protest just became a riot in the heart of the city.
Police are firing tear gas.
Dozens have already been arrested.
British tourists say… pic.twitter.com/7QKXTYgP22— Gauci Reports (@GauciReports) October 17, 2026
Milan, Italy pic.twitter.com/KYsc9X7f4V
— Russian Market (@runews) October 17, 2026
Certamente non si tratta solo dei luoghi storici, le grandi piazze, le gallerie (dove sono rimasti, a permettersele, solo le multinazionali), i palazzi millenari. È la vita stessa dei milanesi che ora è minacciata. Guardate via Torino: un tempo luogo di baretti e negozietti, dove passeggiava, e comprava, la gente comune: c’era il negozio di scarpe, l’ottico bravo, la ricevitoria del lotto, la videoteca fornita, il pronto-moda a portata, la pizza al trancio, etc.
Ora dopo essere stata gentrificata – i negozi sono praticamente solo di grandi catene internazionali – via Torino viene razziata. Ecco che arrivano le immagini del looting di articoli sportivi, a quanto sembra amati dai baluba fino al punto di sfidare la legge per portarseli via aggratis.
Non che sia un fenomeno nuovo. Ricordiamo di averlo visto durante la rivolta di Los Angeles per il pestaggio di Rodney King nel 1992. Distintamente ricordiamo anche Londra nel 2011, quando vi furono disordini pre-olimpici nei quartieri immigrati che si riversarono poi ovunque vi fosse un negozio di scarpe da ginnastica da razziare. Per la Francia di questi anni, gli episodi non si contano.
Anche a Milano ora abbiamo la barbarie firmata, pronta a tutto pur di avere la felpa col loghetto figo. È un segnale chiarissimo: questa gente è disposta a tutto, per niente. Gli lancia una maglietta, e questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. È il programma del conte Calergi: il meticcio, teorizzato in Praktischer Idealismus, è più «sentimentale», quindi più manovrabile, quindi ideale per la costruzione della «nuova Europa».
La «nuova Europa» sta nascendo tramite le razzie dei Footlocker. È la conclusione che dobbiamo trarne.
Milan like Paris. Many of them are not Italian and must be kicked out now, put on a raft and sent back to North Africa. pic.twitter.com/bgLJ0Ex2YI
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
Notiamo anche: i negozi di libri possono essere distrutti senza portare via niente, come visibile alla Feltrinelli di Torino. I razziatori sono selettivi, lo sappiamo: lo scrittore William Gibson notava che nei saccheggi losangelini del 1992 venivano spaccati e depredati i negozi di TV Color, mentre quelli con in vetrina computer Apple da migliaia di dollari venivano lasciati intonsi (ora non è più così: ma abbiamo reso l’idea).
A colpire è soprattutto l’idea che l’incursione sia fatta in una libreria Feltrinelli, tempio della cultura goscista, cioè immigrazionista e permissivista, che ha consentito alla società di degenerare fino al punto di far vivere sul suo territorio individui simili. Il cane morde il padrone: o forse, il padrone non è mai stato padrone, era uno che dava da mangiare senza nemmeno sapere quello che faceva, ma credendosi, per questo, buono. La sinistra, e tutta la sua filiera economica, altro non è che una patologia narcisoide di una società che ha perduto la morale naturale.
Scontri tra manifestanti e polizia con il lancio di sassi e bottiglie durante la protesta contro il carovita in corso a Torino. Un folto gruppo di giovani incappucciati ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli in Porta Nuova.
L’articolo di Federico Gottardo su Repubblica… pic.twitter.com/0C06w85pkg
— Repubblica (@repubblica) October 17, 2026
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Milano non è stata l’unica città. Anche a Bologna, altra città invasa dagli immigrati, si sono avuti scontri. Tuttavia sono stati vicino alla stazione, lontani da San Petronio – che ha peraltro altre criticità: la macchina della polizia nei paraggi sta a significare la «protezione» dell’affresco dipinto da Giovanni da Modena tra il 1410 e il 1420 che raffigura il Giudizio Universale e l’Inferno con Maometto (indicato come «Machomet») nel girone dei seminatori di discordie e scismi come da Canto XXVIII dell’Inferno di Dante Alighieri.
Siamo certi che, prima o poi, gli «studenti» e la loro «protesta» arriveranno anche lì.
Riots in Bologna and Milan were equal to what was seen in France.
These are not just exclusively migrant riots either or the ‘far-left’.
Many others participated due to the cost of living and overall despair at the current situation across Europe. pic.twitter.com/Takzg9HPjv
— UNN (@UnityNewsNet) October 18, 2026
Torniamo a Milano. L’assalto alla città, con la polizia praticamente inerme – fa il giro dei siti di informazione il dirigente di polizia in borghese con il sangue in testa perché colpito da un sanpietrino – segna non solo una vittoria per i rivoltosi, ma una direzione precisa delle forze dell’ordine: esse non sono in grado, o non vogliono, risolvere una cosa del genere.
Eppure noi di piazza Duomo avevamo altri, tristi, ricordi. Rammentate le proteste pandemiche? Noi sì. Milano era diventata, ogni sabato, teatro delle più massicce marce contro lockdown, vaccini greenpass. Roba che neanche Melbourne. Per quanto ci è possibile testimoniare, possiamo dire si trattava di manifestazioni completamente organiche, e quelli che volevano metterci il cappello (tra cui qualche vecchio arnese confuso) duravano poco.
La repressione fu pazzesca. Manifestanti bloccati in periferia dalla polizia, che chiudeva vie ed accessi, di fatto mettendoli in trappola. In piazza Duomo, che oggi viene lasciata tranquillamente bruciare, cominciarono ad arrestare chiunque, dalla signora di mezza età al pensionato con la bici colorata, a quelli che sembravano passanti che semplicemente reagivano agli agenti in borghese che affiancavano e prendevano gli sparuti personaggi che protestavano, pensate un po’, con la loro presenza. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva emanato il 10 novembre 2021 una direttiva per «limitare», cioè cancellare, le proteste contro le misure sanitarie COVID. Alla facciazza di qualche articolo della «Costituzione più bella del mondo».
Ricordo la malinconia totale che mi procuravano quelle immagini. Non solo perché vedevo quella stupenda protesta ridotta ad un cumulo di rauchi tizzoni che venivano spenti senza pietà. Ma perché quella era piazza del Duomo, il luogo più bello, più importante, più spirituale. San Carlo Borromeo è custodito proprio lì, nello Scurolo di San Carlo, ed è il santo che non aveva paura di andare dagli ammalati durante la peste, chiamata proprio Peste di San Carlo.
Milano aveva tradito se stessa. Lo Stato moderno aveva vinto contro il suo spirito antico.
Ora rivediamo in trasparenza lo stesso fenomeno, o meglio, ne vediamo la faccia ulteriore. L’anarco-tirannia vuole da una parte tiranneggiare il cittadino, schiacciargli la faccia sotto lo stivale dell’autorità (come visto col COVID), ma al contempo desidera lasciar libero l’elemento barbaro immigrato, così da creare quel caos sociale che permette alle élite di prosperare libere dalla responsabilità di nutrire e proteggere il popolo, divenuto troppo impegnato a proteggersi e nutrirsi da sé.
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Ecco spiegata l’impotenza, pubblicamente esposta, delle forze dell’ordine. Possono avere davvero l’ordine di reprimere gli immigrati le questure dove gli uffici per i loro documenti sono dozzine mentre l’ufficio per fare una denuncia è uno, con ore di attesa per dire alle autorità cosa ti è accaduto?
Curtis Yarvin, il teorico del Dark Illumnism fautore del ritorno ad una forma di governo puramente monarchica, ha scritto su X: «La racaille [in francese, la «teppa», con riferimento ai disordini di questi giorni, ndr], un piccolo problema, è sintomo di un problema ben più profondo: uno Stato restio a risolverlo. Una tale perversità non si era quasi mai vista nella storia dell’umanità».
È più difficile di così: lo Stato, in profondità, non vuole risolvere il problema perché non lo ritiene un problema, ma un obiettivo. POSIWID (The Purpose of a System is What it Does): lo scopo di un sistema è ciò che fa.
E quindi, quello che è programmato per noi e per i nostri figli è un futuro di imbarbarimento a cui nessuno sembra volersi opporre. Milano è, come sempre, la prima città ad anticiparlo chiaramente, come fu per l’industrialismo, il fascismo, il futurismo, il craxismo, etc.
È a questo punto che bisogna invocare il suo Santo – il nostro Santo. Ambrogio. Lo sapete che il flagello, lo scudiscio, è un attributo iconografico tipico del vescovo e patrono di Milano.

Immagine di Vassia Atanassova via Wikimedia CC BY-SA 4.0
Nell’arte cristiana a partire dal Medioevo (fine dell’XI secolo), il flagello viene messo in mano ad Ambrogio per simboleggiare la sua energica difesa della fede cattolica contro le eresie, in particolare l’arianesimo sulla Trinità e sulla natura di Cristo. Ambrogio applicava la tolleranza zero: non dovevano esserci, a Milano, aree in cui gli eretici ariani potessero stare tranquillamente: tradotto in termini attuali, Ambrogio combatteva le no-go zone. L’integrità di Milano, e della fede, era la priorità del Santo.
Nell’iconografia, quindi, il flagello di Ambrogio rappresenta la forza della sua parola e il suo ruolo di pastore deciso nel proteggere il popolo a lui affidato.
Eccoci: sconfiggere l’elemento tossico, proteggere il popolo. È esattamente quello che serve oggi a Milano, all’Italia, all’Europa, al mondo. Alla Civiltà – che altro non è se non la Civiltà cristiana.
Per questo, preghiamo Ambrogio. Ed agiamo, il prima possibile. Perché nulla potrebbe sopravvivere alla barbarie. Né Milano, né la nostra civiltà, né i nostri figli.
Roberto Dal Bosco
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
Il municipio di Limoges dato alle fiamme dalle proteste immigrate
La mairie de Limoges s’effondre… 🥹 Classé monument historique, le bâtiment existait depuis 150 ans (1876) pic.twitter.com/UW3Ej8UNm3
— Destination Télé (@DestinationTele) October 17, 2026
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🇫🇷🔥 Limoges city hall set on fire by rioters at the end of the Oct. 17 protest; the bell tower collapsed and the prefect says the building is “largely lost”
Rioters attacked Limoges’ hôtel de ville late Saturday afternoon after the Oct. 17 cost-of-living march, breaking windows… pic.twitter.com/SCIqe5EhRx — 🔥🗞The Informant (@theinformant_x) October 17, 2026
AIUTA Scontri violenti sono stati segnalati a Parigi, Marsiglia, Rennes, Tolosa e Angers.FRANCE: Rioters have set fire to the historic City Hall in Limoges, France, causing its roof to burn and its clock tower to collapse.
Built in 1883, the 143 year old landmark survived 2 world wars and was designated a protected historical monument in 1975. It’s gone now.… — Open Source Intel (@Osint613) October 17, 2026
🔴 🇫🇷 FRANCE
Scènes de chaos à Marseille. La situation est hors de contrôle. La police est débordée. À suivre.⁰#Marseille #17octobre pic.twitter.com/zTInewabU1 — Geocrises FR (@geocrises) October 17, 2026
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