Oligarcato
Il potere del nuovo padrone sionista di Tiktok Larry Ellison, che aveva sondato la fedeltà di Marco Rubio ad Israele
Larry Ellison, il co-fondatore miliardario di Oracle – a tratti l’uomo più ricco del pianeta – si prepara ad assumere un ruolo di primo piano nella trasformazione dell’ecosistema digitale e mediatico statunitense, a partire dalla piattaforma TikTok. Una mossa che si inserisce in un disegno più ampio: la costruzione di un vero e proprio impero fondato su dati, influenza e soft power. Ne scrive Drop Site, rivelando che il segretario degli Esteri USA Marco Rubio sarebbe vicino ad Ellison e ne sarebbe stato addirittura «testato» riguardo la sua fedeltà allo Stato Ebraico.
Come riportato da Renovatio 21, Ellison – uomo di origini ebraico-americane che ha iniziato la sua azienda di software più di cinquanta anni fa con qualche legame con la CIA – è considerato sulla rampa di lancio per diventare il magnate dei media più potente di tutti i tempi.
A guidare l’espansione dell’impero Ellisone non c’è solo Larry. Il figlio, David Ellison, è attivamente impegnato nel consolidare una nuova galassia mediatica che comprende nomi del calibro di CBS News, CNN, Warner Brothers e Paramount. A delinearne la futura linea editoriale, secondo quanto riferito, sarà Bari Weiss, sionista fondatrice del progetto indipendente “Free Press».
«La famiglia Ellison sta monopolizzando il mercato dell’attenzione e dei dati così come i Vanderbilt fecero con le ferrovie e i Rockefeller con il petrolio» ha scritto Wired. Una dichiarazione che fotografa l’ambizione di un progetto capillare, la cui portata è destinata a ridefinire gli equilibri tra tecnologia, media e politica.
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Una delle prove più emblematiche di questo potere emergente si giocherà nella cosiddetta «Nuova Gaza» sponsorizzata dall’ex presidente Donald Trump. Questo territorio, secondo fonti vicine al progetto, sarà amministrato da un «Consiglio di Pace» guidato dallo stesso Trump e dall’ex premier britannico Tony Blair, storico alleato di Ellison, che ha già donato o promesso oltre 350 milioni di dollari al Tony Blair Institute, che da tempo promuove una visione geopolitica incentrata su una stretta fusione tra Stato, impresa e tecnosorveglianza.
Nel frattempo, Oracle – sotto la guida di Ellison – ha consolidato il suo ruolo di gigante silenzioso, fornendo infrastrutture cloud e database a colossi come FedEx e NVIDIA, e posizionandosi come uno degli attori tecnologici più influenti del mondo.
Ma il progetto TikTok è anche il frutto di un intreccio politico ben orchestrato. A favorire il passaggio di controllo dell’app nelle mani di Ellison sarebbe stato l’attuale Segretario di Stato Marco Rubio. Già noto per la sua dura posizione verso TikTok ai tempi in cui era senatore, Rubio ha giocato un ruolo chiave nei negoziati con Pechino, e oggi è anche coinvolto nella definizione del futuro politico e commerciale della Striscia di Gaza, in collaborazione con Blair.
Rubio, infatti, è da tempo vicino a Ellison. Un legame risalente almeno al 2015, quando l’imprenditore – secondo email inedite che Drop Site dice di aver visionato – ne valutava la fedeltà a Israele insieme all’allora ambasciatore israeliano all’ONU, Ron Prosor. In una corrispondenza del 26 aprile 2015, Prosor chiede a Ellison una copia di un discorso appena pronunciato da Rubio, che pochi giorni prima aveva lanciato la propria campagna presidenziale attaccando l’amministrazione Obama per la sua presunta ostilità verso Israele.
Il giorno seguente, Prosor ed Ellison si scrivono ancora, parlando di una cena condivisa e di un imminente incontro tra Ellison e Rubio. «Anch’io mi sono divertito molto, Ron. Non vedo l’ora della prossima volta. P.S. – Ti racconterò come andrà la cena con il senatore Rubio», scriveva Ellison, lasciando trasparire il consolidamento di un’alleanza destinata a evolversi nel tempo.
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Oggi, quella rete di relazioni si traduce in potere concreto, con Rubio in prima linea nella repressione di critiche verso Israele, anche attraverso misure drastiche sulla libertà di espressione. Un’accelerazione autoritaria che si intreccia con gli interessi privati di Ellison e con una visione del mondo in cui tecnologia, sorveglianza e geopolitica convergono senza soluzione di continuità.
Con il dominio su TikTok, l’influenza sui media tradizionali e un ruolo di peso nello scenario internazionale, la famiglia Ellison sembra destinata a scrivere un nuovo capitolo della storia del potere nel XXI secolo – un capitolo in cui Silicon Valley, politica estera e controllo dell’informazione si fondono in un’unica, inedita entità.
Come riportato da Renovatio 21, a pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca Trump ospitò Ellison che parlò di vaccini mRNA creati con l’Intelligenza Artificiale.
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Immagine di Oracle PR via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Misteri
Il Senato USA contro la possibile grazia di Trump a Ghislaine Maxwell
Il Senato degli Stati Uniti ha esortato all’unanimità il presidente Donald Trump a non concedere la grazia a Ghislaine Maxwell, la trafficante di sesso condannata che ha aiutato Jeffrey Epstein a reclutare e abusare di ragazze minorenni.
Maxwell, figlia del magnate dell’editoria britannico ed ex parlamentare Robert Maxwell, caduto in disgrazia e sospettato di avere legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, sta attualmente scontando una condanna a 20 anni di carcere federale dopo essere stata riconosciuta colpevole nel 2021 di traffico sessuale e reati correlati.
La risoluzione, presentata dalla senatrice democratica Jacky Rosen e approvata mercoledì senza obiezioni da parte di entrambi i partiti, afferma che Maxwell non dovrebbe ricevere «grazia, commutazione della pena o qualsiasi altra forma di clemenza presidenziale».
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Rosen ha dichiarato che era «orribile» che Trump avesse persino preso in considerazione la possibilità di una grazia, sostenendo che Maxwell non avrebbe mai dovuto ricevere la grazia per aver aiutato Epstein ad abusare di ragazze minorenni.
Trump ha ripetutamente rifiutato di escludere categoricamente la possibilità di graziare Maxwell. Interrogato sulla questione lo scorso anno, ha sottolineato di avere l’autorità per farlo, ma ha affermato che nessuno gli aveva fatto richiesta. In seguito, ha anche dichiarato che si sarebbe consultato con il Dipartimento di Giustizia statunitense dopo il rifiuto della Corte Suprema di esaminare il ricorso di Maxwell nell’ottobre del 2025.
Le speculazioni su una possibile grazia si sono ulteriormente intensificate dopo che Todd Blanche, all’epoca vice procuratore generale e ora candidato di Trump alla carica di procuratore generale, ha intervistato Maxwell per circa nove ore in due giorni, nell’ambito dell’indagine del Dipartimento di Giustizia sul caso Epstein.
Alla Maxwell è stata concessa un’immunità limitata per l’intervista ed è stata trasferita poco dopo in un carcere federale di minore sicurezza. Il suo avvocato ha negato che avesse chiesto qualcosa in cambio della sua collaborazione, ma ha ammesso che accoglierebbe con favore una riduzione della pena. Blanche ha dichiarato che non raccomanderà la grazia.
La mossa del Senato giunge in un clima di crescente indignazione per la gestione del caso Epstein da parte dell’amministrazione Trump. Il processo di divulgazione è stato criticato per i ritardi, le numerose omissioni e l’assenza di nuove importanti incriminazioni, deludendo i sostenitori che si aspettavano che i documenti avrebbero smascherato personaggi influenti legati a Epstein.
Trump e Maxwell frequentavano gli stessi ambienti sociali a Nuova York e in Florida tra gli anni Novanta e i primi anni 2000, periodo in cui il presidente conosceva anche Epstein. Dopo l’arresto di Maxwell nel 2020, Trump fu criticato per aver dichiarato: «Francamente, le auguro solo ogni bene».
Il presidente degli Stati Uniti ha negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ha affermato di aver interrotto i rapporti con il finanziere anni prima del suo arresto nel 2019. Maxwell ha poi dichiarato ai funzionari del Dipartimento di Giustizia di non aver mai assistito a comportamenti inappropriati da parte di Trump.
Ghislaine Maxwell è una delle figlie del magnate dei media inglese Robert Maxwell, che aveva cambiato nome nascondendo le sue origini ebraico-carpatiche: vero nome Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato a Slatinske Doly in Rutenia (ora Ucraina) in una famiglia povera e numerosa che praticava l’ebraismo ortodosso e parlava solo yiddish. Robert Maxwell è stato definito come una «superspia» dello Stato di Israele, per il quale avrebbe trafficato segreti atomici. Morto misteriosamente nell’Atlantico mentre era sul suo panfilo (chiamato Lady Ghislaine), al funerale in Israele erano presenti vari capi del Mossad e vertici dello Stato Ebraico.
La Maxwell stava scontando una pena di 20 anni presso l’Istituto correzionale federale di Tallahassee per traffico di ragazze minorenni a fini sessuali, dove ha adottato la «fede ebraica del defunto padre», ricevendo di conseguenza, con l’aiuto di un’organizzazione del movimento ebraico Chabad-Lubavitch, il beneficio di differenze nei pasti e nell’estensione del tempo libero.
Ghislaine è ritenuta essere un collegamento tra il caso Epstein e i servizi israeliani, sempre più sospettati di essere dietro l’immane operazione di ricatto dei potenti della Terra filmati mentre facevano sesso con ninfette nell’isola di San Giacomo piccolo nelle Isole Vergini britanniche o nelle magioni di Epstein (in Florida, in Nuovo Messico, a Parigi, a Nuova York aveva il più grande palazzo della città).
Come riportato da Renovatio 21, nel corso dello scorso mese la Maxwella si era detta «pronta» a testimoniare in un’audizione di una Commissione del Congresso a Washington.
La Maxwell, è emerso, ha fatto vari viaggi con Bill Clinton, di cui, secondo le voci, sarebbe stata pure amante.
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Ad un giornalista che nel giorno dell’arresto della Maxwell chiedeva un commento a Trump, che la conosce personalmente come figura costante nel mondo dei party altolocati a Nuova York ed in Florida, il presidente reagì augurando alla donna buona fortuna.
Ad agosto 2025 la Maxwell fu interrogata in carcere dal vice procuratore generale USA Todd Blanche. In quell’occasione, la donna ha affermato che molte delle accuse contro di lei e Epstein erano false e ha liquidato una serie di teorie e questioni in sospeso nel caso.
La Ghislaina ha anche insistito sul fatto che non esistesse una «lista clienti» dei ricchi e potenti associati all’Epstein, e ha negato qualsiasi piano per ricattare i suoi associati. Il Dipartimento di Giustizia e l’FBI avevano concluso a luglio che non esisteva una «lista clienti» specifica per la rete di trafficanti dell’Epstein, né prove credibili che «Epstein avesse ricattato personaggi di spicco nell’ambito delle sue azioni».
Negli stessi giorni un giornale neoeboraceno aveva scritto che soldati delle forza speciali sono stati dispiegati per proteggere la Maxwell in prigione, dopo che ha ricevuto una valanga di minacce di morte.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Oligarcato
Modellaro legato ad Epstein è stato trovato morto nei pressi di Parigi
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