Gender
Il Kazakistan verso il divieto della propaganda LGBT
L’ex repubblica sovietica del Kazakistan si sta muovendo per vietare la diffusione di «propaganda LGBT» online o sui media, seguendo le orme di Russia, Slovacchia e Ungheria.
La Slovacchia ha recentemente approvato un emendamento costituzionale che afferma il binarismo sessuale e limita l’adozione alle coppie eterosessuali, e l’Ungheria ha modificato la legge sulla protezione dell’infanzia del 2021, che vieta l’ideologia LGBT nelle scuole e la propaganda LGBT in prima serata in TV, includendo il divieto delle manifestazioni del gay pride.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso anche la Bulgaria ha vietato la propaganda omotransessualista nelle scuole. Proteste anti-LGBT si sono avute mesi fa in Moldavia.
Lo scorso anno, la Georgia ha approvato una legge simile per stabilire una base giuridica per vietare gli eventi del pride e la propaganda LGBT; la legge includeva il divieto di cambio di sesso e limitava l’adozione alle coppie eterosessuali. Il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso è già vietato in Georgia. I leader del partito di governo Sogno Georgiano hanno affermato che la legge è necessaria per salvaguardare gli «standard morali tradizionali» in Georgia, la cui Chiesa ortodossa profondamente conservatrice è molto influente.
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A differenza di questi Paesi dell’ex blocco sovietico, la Polonia si sta muovendo invece per la legalizzazione delle unioni omosessuate.
Il 29 ottobre, secondo US News & World Report, un «gruppo di lavoro di membri del parlamento kazako ha approvato emendamenti che introducono pene per ciò che considera propaganda per relazioni non tradizionali e pedofilia», che possono arrivare fino a dieci giorni di carcere per i recidivi. Gli emendamenti «probabilmente passeranno quando saranno sottoposti a un voto plenario in parlamento, dominato da legislatori fedeli alle autorità kazake».
Il presidente Kassym-Jomart Tokaev, che dovrebbe firmare gli emendamenti trasformandoli in legge, ha più volte condannato la campagna internazionale finanziata dall’Occidente per imporre l’ideologia LGBT ad altri paesi.
«Per decenni, i cosiddetti valori morali democratici, tra cui quelli LGBT, sono stati imposti», ha affermato in un discorso al Congresso Nazionale a marzo. «Questo è stato fatto da fondi e organizzazioni non governative internazionali. E sotto questa veste, i fondi non governativi internazionali hanno interferito in modo grossolano negli affari interni di molti stati stranieri».
Con il pretesto della «democrazia», ha affermato Tokaev, le organizzazioni internazionali hanno cercato di minare i valori tradizionali delle società di tutto il mondo, interferendo con le leggi e le norme culturali al fine di colonizzare culturalmente altre nazioni. In effetti, la «consulente per i diritti umani» Tatiana Chernobyl ha dichiarato a Reuters che gli emendamenti «legittimerebbero la discriminazione aperta basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere».
Questo è un altro esempio delle tattiche degli attivisti LGBT: cercano di cambiare una cultura, ma quando incontrano resistenze, affermano che coloro che si oppongono al loro programma sono coloro che cercano il cambiamento.
Il Kazakistan, un «Paese a maggioranza musulmana ma in gran parte laico», ha legalizzato l’omosessualità negli anni Novanta, ma sondaggi recenti indicano che meno del 10% sostiene il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso. Il parlamentare kazako Nurlan Auyesbaev ha affermato che la propaganda LGBT è «una minaccia aperta non solo per la società, ma anche per il Paese».
Le proposte non vieterebbero le relazioni omosessuali, ma promuoverebbero l’ideologia LGBT. Come ha affermato il presidente Kassym-Jomart Tokayev nel 2021: «Una famiglia forte e felice è il fondamento del benessere e della prosperità del nostro Paese».
Le leggi che limitano l’ideologia LGBT – finanziate da ONG occidentali radicali, ricche di fondi governativi – sono viste dalle nazioni che cercano di preservare le proprie culture tradizionali come barriere essenziali contro il colonialismo culturale e le interferenze straniere. Persino nei Paesi a predominanza laica – tra cui Kazakistan e Ungheria – il patrimonio religioso è considerato fondamentale per l’identità nazionale, mentre l’ideologia LGBT, in particolare gli attacchi al binarismo sessuale e la presa di mira della famiglia naturale, è vista come una chiara minaccia.
Come riportato da Renovatio 21, ancora due anni fa la Corte Suprema russa ha messo fuori legge il «movimento pubblico internazionale LGBT», definendolo un gruppo estremista. Negli ultimi anni, la Russia ha progressivamente inasprito la propria legislazione volta a contrastare la diffusione della cosiddetta «ideologia LGBT». Nel 2013, il Paese aveva vietato la diffusione di tale propaganda tra i minori, estendendo la misura agli adulti nel dicembre 2023.
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Nell’estate di due anni fa, la Russia ha anche introdotto il divieto di interventi chirurgici di cambio di genere e di terapia ormonale effettuati come parte del processo di transizione di genere. Oltre a ciò, la legislazione vietava di alterare i dettagli di genere nei registri pubblici.
La sentenza della Corte di messa al bando del movimento omotransessualista era arrivata pochi giorno dopo che Putin, rispondendo ad una domanda del regista serbo Emir Kusturica durante un evento culturale a San Pietroburgo, aveva fatto un discorso di apparente apertura nei confronti della «cultura LGBT». In passato Putin aveva fatto battute sull’ambasciata USA a Mosca che aveva issato alla finestra la bandiera arcobaleno. «Lasciateli festeggiare» aveva sorriso davanti a chi gli indicava il fenomeno. «Hanno mostrato qualcosa sulle persone che lavorano lì».
Come riportato da Renovatio 21, il governo russo anni fa ha progettato la creazione un nuovo istituto psichiatrico dedicato allo studio, tra le altre cose, del comportamento delle persone LGBT e delle questioni relative ai ruoli e all’identità di genere.
La Russia, come percepibile nei discorsi al Club Valdai del presidente Putin (che ha paragonato, ad esempio, il gender al coronavirus), sta offrendo una certa resistenza al processo di omotransessualizzazione del pianeta, e con essa anche vari Paesi africani – gli stessi divenuti teatro, dopo le scelte politiche anti-LGBT, da improvvisi, sanguinari attacchi terroristici che non si vedevano da decenni.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Gender
Migranti LGBT deportati da Trump in Paesi «ostili»
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Gender
Gli adolescenti americani stanno tornando eterosessuali: nuove statistiche
La quota di adolescenti americani che si definiscono omosessuali o bisessuali sarebbe in diminuzione, stando agli ultimi dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Lo riporta LifeSite.
Il CDC ha diffuso l’indagine biennale nazionale sui comportamenti a rischio tra i giovani, che «fornisce un’istantanea della salute e del benessere degli studenti delle scuole superiori negli Stati Uniti nel 2025 e dei cambiamenti avvenuti negli ultimi 2 e 10 anni» su alimentazione, attività fisica, sonno, comportamento online, salute mentale e rischio di suicidio.
Il rapporto evidenzia solo una parte delle questioni che il CDC giudica statisticamente significative. Jean Twenge, professoressa di psicologia alla San Diego State University, ha però esaminato i dati completi del sistema del CDC e ha rilevato che «gli adolescenti più giovani sono ora molto meno propensi a dichiararsi lesbiche, gay o bisessuali».
Il 16% dei ragazzi di 17-18 anni si è identificato come «LGB» (lesbiche, gay o bisessuali), la quota più alta tra i sottogruppi, ma in calo di due punti rispetto al 2023. Tutti i gruppi più giovani erano meno numerosi e hanno registrato flessioni più marcate: il calo maggiore riguarda i 14-15enni, passati dal 17% che si identificava come LGBT nel 2023 all’11% nel 2025.
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La Twenge, che in passato si era espressa in modo contrastante sulla validità di queste dichiarazioni, ha definito il risultato «sorprendente» e ha detto che «sembra davvero un crollo verticale», e che «apparentemente è dovuto quasi esclusivamente alle ragazze». Il cambiamento dipenderebbe in larga parte dal fatto che le ragazze hanno smesso di definirsi bisessuali: dal 26% delle ragazze del nono anno nel 2021 al 13% nel 2025.
L’aumento precedente rende il ribaltamento più netto. «Tra il 2015 e il 2021, il numero di ragazze in età scolare che si identificano come LGB è aumentato del 128%, mentre l’autoidentificazione come LGB dei ragazzi è quasi raddoppiata, con un aumento del 99% tra il 2015 e il 2023», osserva il Daily Caller. «Pertanto, le ragazze del primo anno delle superiori sono state il fattore principale nell’ultimo calo, con la percentuale di ragazze che si identificano come LGB quasi dimezzata, passando dal 30% nel 2021 al 17% nel 2025».
I dati indicano anche un calo dei sentimenti di tristezza o disperazione, dal 40% nel 2023 al 33% nel 2025, e dei problemi di salute mentale, dal 29% al 23%. Ancora più netto il ridimensionamento degli studenti che pianificavano il suicidio, dal 16% al 12%, e dei tentativi effettivi, dal 9% al 6%.
Twenge non ha indicato una possibile causa del mutamento nell’autoidentificazione sessuale. Altri vi hanno visto un’ulteriore prova che queste tendenze, tra giovani suggestionabili, dipendano almeno in parte da influenze culturali e non da un’attrazione sessuale innata e stabile. Una spiegazione possibile sarebbe il numero di ragazze adolescenti che negli ultimi anni hanno subìto le conseguenze dell’«adattamento» dei ragazzi biologici transgender negli sport, nei bagni e negli spogliatoi femminili.
Questi risultati arrivano mentre una reazione culturale diffusa alla difesa aggressiva dei diritti delle persone transgender da parte della lobby LGBT sembra essersi estesa a uno spostamento, minore ma percepibile, che si allontana sia da «LGB» sia da «T». A luglio un sondaggio Economist/YouGov ha rilevato per la seconda volta che il sostegno al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso è sceso al 54%: resta una maggioranza, ma è molto al di sotto del 65% e oltre registrato in precedenza da Gallup.
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Gender
Fauci omaggiato dagli LGBT. Una volta gli attivisti gay lo chiamavano «assassino»
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