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Il Canada vuole eutanasia di massa anche per gli struzzi

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Una controversia legata alla gestione di un focolaio di influenza aviaria ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica canadese. Tutto ha avuto inizio nel 2024, quando i proprietari di un’azienda agricola a conduzione familiare nella Columbia Britannica hanno rilevato sintomi compatibili con l’influenza aviaria in alcuni struzzi del loro allevamento. La malattia si è diffusa rapidamente tra gli uccelli, causando la morte di 69 esemplari nel giro di un mese.

 

Gli struzzi rimasti, tuttavia, non hanno mostrato segni di malattia nei mesi successivi, suggerendo lo sviluppo di una possibile immunità naturale. Nonostante ciò, l’Agenzia canadese per l’ispezione alimentare (CFIA) ha disposto l’abbattimento dell’intero stormo sopravvissuto, considerandolo un rischio per la salute pubblica e per l’industria avicola nazionale.

 

La decisione ha suscitato una forte reazione da parte della famiglia proprietaria dell’allevamento, che da mesi si oppone al provvedimento attraverso vie legali e mediatiche. La vicenda ha avuto un nuovo sviluppo lo scorso mercoledì, quando la Corte Suprema del Canada ha concesso una sospensione temporanea dell’abbattimento, bloccando l’operazione in attesa di ulteriori decisioni giudiziarie.

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Nonostante la sospensione, gli agenti della CFIA – coadiuvati da oltre 100 agenti di polizia – continuano a presidiare la proprietà, impedendo ogni accesso non autorizzato agli animali. Secondo i proprietari, l’agenzia ha anche vietato loro di effettuare test diagnostici indipendenti sugli uccelli sopravvissuti, con la minaccia di sanzioni che includono multe fino a 200.000 dollari e pene detentive fino a sei mesi per ogni esemplare testato senza autorizzazione.

 

La CFIA sostiene che la presenza degli struzzi costituisca ancora una minaccia biologica. Tuttavia, alcuni osservatori hanno sollevato dubbi sulle modalità di gestione della situazione. In particolare, è stato segnalato che, nei giorni iniziali dell’intervento, alcuni operatori dell’agenzia sarebbero entrati nell’area senza adeguati dispositivi di protezione individuale, adottando misure di sicurezza più rigorose solo successivamente. Anche le forze dell’ordine, secondo quanto riferito, non avrebbero utilizzato equipaggiamenti protettivi durante le operazioni di sorveglianza.

 

La famiglia proprietaria della fattoria, denuncia quella che definisce una violazione dei propri diritti. La figlia dei titolari, ha dichiarato: «Non si tratta solo dei nostri struzzi. È una questione più ampia che riguarda i diritti degli agricoltori e la libertà di gestire le proprie terre».

 

Il caso ha acceso un dibattito pubblico sull’equilibrio tra misure di biosicurezza e diritti individuali, sollevando interrogativi sulla proporzionalità dell’intervento governativo e sulla trasparenza delle valutazioni scientifiche alla base delle decisioni.

 

Rimane il fatto che il Canada, anche per i grandi pennuti, è capitale dell’eutanasia di Stato che si dirige verso l’eliminazione dei bambini autistici (anche senza consenso dei genitori), dei malati mentali in genere, dei disabili, dei depressi da lockdown, degli angosciati, dei poveri – etc. Con contorno di record per le predazioni di organi.

 

Due anni fa il Canada registrò che una persona su 25 moriva per MAiD, il nome della pubblica eutanasia canadese.

 

Come riportato da Renovatio 21, un altro caso di eutanasia animale sconvolse gli USA, forse spostando anche qualche voto delle presidenziali: quello dello scoiattolo Peanut, strappato dalle amorevoli braccia del suo addestratore ed eutanatizzato dalle autorità statunitensi.

 

Perché per il malvagio squirrello che invece terrorizza la California, al momento, non è richiesta la morte di Stato?

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Immagine di Mostafameraji via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

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Animali

Ladro ruba pene di tricheco

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Un ladrone ha sottratto un antico e amatissimo osso penieno di tricheco dal bancone del celebre ristorante Donkey’s Place, storico locale specializzato in cheesesteak (piatto a base di carne di manzo rosolata e tritata, formaggio (in genere si utilizzano le sottilette, il provolone e altri ingredienti)  a Camden, nel Nuovo Jersey, lasciando i dipendenti furiosi e increduli.   «Era andata sul retro per sbrigare qualcos’altro e nel frattempo un tizio gliel’ha preso», ha raccontato il proprietario Rob Lucas Jr. al sito NJ.com. «Abbiamo una sua fotografia, ma non credo sia del posto».   Da anni quel pene di tricheco fossilizzato rappresentava una delle attrazioni principali del ristorante – lodato dal compianto chef e star della TV Anthony Bourdain come il miglior indirizzo per la cosiddetta Philadelphia cheesesteak della zona – insieme ad altri curiosi reperti come un dente di megalodonte, immane squalo preistorico giustamente estinto.

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Secondo quanto riferito dal barista presente, il furto è avvenuto il 30 gennaio: tre uomini, dopo aver bevuto per ore, avevano chiesto di poter vedere il manufatto da vicino; poi uno di loro se n’è andato portandoselo via.   «Non riesco ancora a credere che abbia avuto il coraggio di farlo… dobbiamo trovare il tipo che ha rubato il sai-cosa di Donkey», ha scritto il giorno seguente in un post su TikTok, accompagnando il video con immagini del presunto ladro: un uomo con la barba incolta, sorridente e cocktail in mano, prima di allontanarsi con il trofeo.   «Se chi l’ha preso sta guardando questo video, per favore, riportalo indietro. Senza non è più la stessa cosa», ha implorato nel filmato.   Nel frattempo Rob Lucas ha fatto sapere di non avere intenzione di sporgere denuncia: desidera soltanto che l’oggetto, vecchio di decenni, torni al suo posto.   «Vogliamo solo riaverlo indietro», ha concluso con un appello disperato.

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Immagine di AWeith via Wikimedia pubblicata su licenza  Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 
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Agricoltore assalito dai lupi, anarco-tirannia animale in azione

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Vi abbiamo parlato di come secondo la scala di Geist ci troviamo all’inizio della settima fase, il che significa che in Italia il lupo attacca l’uomo pur non predandolo ancora attivamente.

 

Non vi sono state ancora vittime ma è solo questione di tempo dato che i lupi sono davvero dappertutto ed in numeri spropositati

 

Secondo fonti giornalistiche e la testimonianza della vittima in quel di Spilamberto, nel modenese, alcuni giorni fa un agricoltore sarebbe stato assalito da tre lupi una volta uscito dal cancello di casa per gettare l’immondizia.

 

Le belve lo avrebbero gettato a terra e ferito in più punti prima che uno dei suoi cani da pastore intervenisse mettendo così fine all’attacco.

 

Sappiamo come i lupi siano predatori opportunisti e come prendano di mira le prede più «facili» e incapaci di difendersi. I bambini, i nostri figli sono gli esseri umani più esposti a questa minaccia belluina. 

 

Abbiamo appena visto l’anarco-tirannia di Capodanno, di stampo migratorio; ora ci tocca ammettere che il programma è anche quello di un’anarco-tirannia animale.

 

Sorge ancora quella che è divenuta ormai una domanda consueta alla fine di molti nostri articoli.

 

Per quanto tempo ancora saremo disposti ad accettare tutto ciò?

 

Victor García

 

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Animali

Furetti alcolizzati, cani cocainomani, scimmie che videogiuocano: eccezionale lista degli sprechi governativi USA

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Secondo l’ultimo rapporto annuale «Festivus Report» del senatore americano Rand Paul, nel corso dell’anno il governo federale statunitense ha dissipato oltre 1,6 trilioni di dollari in programmi considerati inutili, tra cui esperimenti per insegnare ai furetti a bere alcolici fino all’ubriacatura e somministrare cocaina ai cani.   L’edizione 2025 del senatore repubblicano del Kentucky – capofila dei libertarian come il padre Ron Paul – denuncia uno spreco complessivo di 1.639.135.969.608 dollari, di cui 1,22 trilioni destinati al pagamento degli interessi sul debito nazionale, che si avvicina ormai ai 40 trilioni di dollari.   Tra le voci specifiche contestate spiccano 2,1 milioni di dollari impiegati da ricercatori per raccogliere campioni di saliva e intervistare partecipanti a festival EDM a New York City sull’uso di sostanze stupefacenti. I National Institutes of Health hanno investito 5,2 milioni di dollari per dare la cocaina a cani, mentre oltre 13,8 milioni sono andati a esperimenti sui beagle.   Altri progetti evidenziati includono 14,6 milioni di dollari per far giocare scimmie a un videogioco ispirato a «Il prezzo è giusto», procedura che comportava l’inserimento di perni metallici nel cranio degli animali. Il Dipartimento per gli Affari dei Veterani ha speso 1 milione di dollari per uno studio in cui furetti adolescenti sono stati costretti a consumare alcol. Mustelidi ebbri e dove trovarli.

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Il rapporto critica anche spese legate alla diversità e agli aiuti esteri. Si citano 3,3 milioni di dollari assegnati alla Northwestern University per creare «quartieri scientifici», nominare «ambasciatori dello spazio sicuro» e formare comitati per «smantellare il razzismo sistemico». Il dipartimento di Stato ha inoltre investito 244.252 dollari nella produzione di un cartone animato per bambini in Pakistan sul tema dei cambiamenti climatici.   Paul ha denunciato l’inefficienza delle spese connesse al COVID-19, tra cui oltre 40 milioni di dollari pagati a influencer sui social media per promuovere la vaccinazione tra le minoranze. L’USAID, abolita dal presidente Donald Trump durante l’estate, avrebbe speso 54 milioni di dollari per raccogliere e inviare campioni di coronavirus di pipistrello a Wuhan per ricerche sul guadagno di funzione.   Il senatore Paul – che si trova negli ultimi mesi in aperto conflitto con Trump – inoltre rilevato che, sui 7,5 miliardi di dollari stanziati dall’ex presidente Joe Biden per realizzare 500.000 stazioni di ricarica per veicoli elettrici in tutto il Paese, ne risultano operative soltanto 68.   Molti dei programmi segnalati da Paul sono stati approvati durante l’amministrazione Biden. Paul ha riconosciuto che Trump ha successivamente ridotto la spesa estera, ma si tratta comunque di «solo una goccia nel mare», accusando il Congresso di «spingere denaro verso progetti personali e interessi particolari» a danno dei contribuenti americani.  

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