Geopolitica
I terroristi islamisti sono entrati anche nella città siriana di Hama
Sono apparse online delle riprese che mostrano i militanti del gruppo terroristico Hayat Tahrir-al-Sham (HTS) mentre entrano nella città siriana di Hama, abbandonata dalle forze governative.
L’esercito siriano ha annunciato il suo ritiro da Hama giovedì, in mezzo a un’offensiva a sorpresa dei jihadisti. Ha affermato che dopo diversi giorni di «feroci battaglie» è stata presa la decisione di ritirarsi per «preservare la vita dei civili» e non coinvolgerli nei combattimenti. Secondo l’esercito, i militanti hanno subito «gravi perdite» nella loro avanzata sulla città.
Syrians continuing to celebrate the liberation of Hama city from the Assad regime. #Syria pic.twitter.com/swpPmbG2ZC
— DOAM (@doamuslims) December 5, 2024
Hama şehrine giren Suriyeli Muhalifler şükür secdesine kapanıp, mekletleri olan Hama’nın yerlerini öpüyor. pic.twitter.com/Rfp3geAHmC
— Savaş Medya (@savasmedya) December 6, 2024
Gli islamisti hanno abbattuto e trascinato per la città la statua del fondatore della Repubblica siriana Hafez Assad, padre di Bashar.
This statue of the late Syrian president, Hafez Assad, the father of current leader Bashar Assad, was torn down in the city of Hama after rebels took control. pic.twitter.com/iX4JiV5kCN
— DW News (@dwnews) December 7, 2024
This is how the statue of the Hafez al-Assad was dragged through the streets of the liberated city of Hama. #Syria pic.twitter.com/apxTIgJoLg
— DOAM (@doamuslims) December 6, 2024
🔴 Suriyeli ilim adamı Abdurrazak el Mehdi, Hama operasyonuna katıldı.pic.twitter.com/RWdbArJDsF
— Mahfil (@mahfildijital) December 4, 2024
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Alcuni abitanti del posto sono stati ripresi mentre applaudivano e salutavano i militanti mentre passavano in auto.
Hama, che ha una popolazione di poco meno di un milione di persone, è situata in una posizione strategica nella Siria centrale, sull’autostrada Aleppo-Damasco, circa 200 km a nord della capitale Damasco e a circa 50 km da un’altra città importante, Homs.
I terroristi hanno lanciato il loro attacco la scorsa settimana dalla provincia settentrionale di Idlib, cogliendo di sorpresa l’esercito siriano e prendendo rapidamente il controllo della seconda città più grande del Paese, Aleppo, avanzando nel frattempo in altre aree.
L’esercito russo, che ha aiutato Damasco dal 2015, ha precedentemente riferito di aver condotto attacchi su postazioni HTS, che hanno affermato di aver ucciso centinaia di militanti. Mosca sta analizzando la situazione per determinare il livello di assistenza di cui la Siria ha bisogno per affrontare l’offensiva jihadista, ha affermato giovedì il portavoce del Cremlino Demetrio Peskov.
Venerdì l’ONU ha dichiarato che circa 280.000 persone sono state sfollate dall’inizio dell’avanzata terroristica. Samer AbdelJaber, che dirige il coordinamento delle emergenze presso il World Food Program (WFP) dell’ONU, ha avvertito che il numero di rifugiati potrebbe alla fine raggiungere 1,5 milioni.
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Immagine screenshot da Twitter
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«L’ordine basato sulle regole» non era reale: ora siamo nell’era della fantasia geopolitica imperiale. Cosa accadrà al mondo e all’Italia?
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Geopolitica
Putin mette un prezzo alla Groenlandia
Il presidente della Federazione Russa Vladimiro Putin ha parlato della questione della Groenlandia, entrata definitivamente nelle mire espansionistiche di Washington.
«Questo non ci riguarda di certo», ha dichiarato mercoledì il presidente russo Vladimir Putin, in un momento in cui l’attenzione dell’Occidente sembra essere tutta concentrata sui progetti del presidente Trump sulla Groenlandia. «Penso che risolveranno la questione tra loro».
Putin ha riconosciuto che alla fine saranno gli Stati Uniti e la Danimarca a dover risolvere la questione, ma ha accennato in modo interessante che le sue simpatie potrebbero essere per la posizione statunitense, dato che ha proposto come modello per la risoluzione della controversia la storica acquisizione dell’Alaska da parte degli Stati Uniti . Putin ha quindi prodotto un rapido calcolo, invero assia convincente.
Dopo aver preso le distanze dalla disputa e dallo stallo all’interno della NATO, il presidente russo ha alcuni consigli di mediazione durante una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale a Mosca, da lui presieduta, spiegando che la Russia ha esperienza nella vendita di territori artici agli Stati Uniti, ricordando che l’Impero russo vendette la vasta e ricca penisola dell’Alaska per 7,2 milioni di dollari nel 1863 .
Putin does math:
Regarding Greenland… well, this doesn’t concern us at all—what happens with Greenland.
But we do have experience in resolving similar issues with the United States in the 19th century, I believe in 1867. As we know, Russia sold Alaska, and the United States… pic.twitter.com/BF8sHjYmwg
— Clash Report (@clashreport) January 21, 2026
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«Ai prezzi attuali, tenendo conto dell’inflazione degli ultimi decenni, questa somma equivale a circa 158 milioni di dollari» ha dichiarato Putin, aggiungendo che, dato che la Groenlandia è un po’ più grande dell’Alaska, un accordo simile avrebbe comportato un prezzo di vendita della Groenlandia compreso tra i 200 e i 250 milioni di dollari.
Considerando il valore relativo dell’oro all’epoca, ha affermato che la valutazione effettiva potrebbe essere aumentata fino a «probabilmente circa 1 miliardo di dollari». «Beh, penso che gli Stati Uniti possano permettersi una tale somma» ha chiosato Putin.
Riguardo agli aspetti politici, pur sottolineando che Mosca non ha alcun interesse a entrare in questa disputa puramente occidentale, ha affermato : «Tra l’altro, la Danimarca ha sempre trattato la Groenlandia come una colonia ed è stata piuttosto dura, se non crudele, nei suoi confronti . Ma questa è una questione completamente diversa, e quasi nessuno è interessato ora».
Questo attacco tempestivo alla Danimarca è arrivato in un contesto in cui Mosca era da tempo irritata nei confronti del piccolo Paese nordico per il suo ruolo sproporzionato nel sostenere l’Ucraina, ospitando addirittura un programma pilota e inviando jet da combattimento.
Il presidente russo ha anche fatto un breve e molto interessante riferimento all’acquisizione delle Isole Vergini americane: di fatto la Danimarca aveva venduto le Isole Vergini americane a Washington nel 1917 in cambio del riconoscimento della proprietà della Groenlandia.
È più probabile che la Russia apprezzi questa dimostrazione di disunione all’interno dell’alleanza atlantica. «Mosca ha assistito con gioia all’ampliamento della frattura tra Washington e l’Europa, dovuta alla spinta del presidente americano Donald Trump ad acquisire la Groenlandia, anche se le sue mosse potrebbero avere ripercussioni sulla Russia, che ha già una forte presenza nell’Artico» scrive l’agenzia Reuters.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
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