Geopolitica
Trump: la Cina «divorerà» il Canada
La Cina «divorerà» il Canada qualora Ottawa rifiuti di collaborare con Washington, ha dichiarato venerdì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
In un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha criticato il Canada per essersi opposto al suo progetto di sistema di difesa missilistico denominato Golden Dome, ispirato all’Iron Dome israeliano.
«Il Canada si oppone alla costruzione del Golden Dome sulla Groenlandia, sebbene il Golden Dome proteggerebbe il Canada. Invece, hanno scelto di fare affari con la Cina, che li “divorerà” entro il primo anno!», ha scritto Trump.
Il presidente ha ribadito il desiderio che la Cupola d’Oro copra anche la Groenlandia – territorio che ha minacciato di annettere alla Danimarca – sostenendo che il controllo su tale regione artica permetterebbe agli Stati Uniti di contrastare efficacemente l’influenza di Russia e Cina.
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Durante un intervento a Davos all’inizio di questa settimana, Trump ha affermato che il Canada dovrebbe essere riconoscente agli Stati Uniti per la protezione garantita e ha aggiunto che «il Canada vive grazie agli Stati Uniti».
In risposta, il primo ministro canadese Mark Carney ha respinto l’idea che il proprio paese debba il suo benessere al vicino meridionale, sottolineando che l’ordine mondiale fondato sull’«egemonia americana» si trova «nel mezzo di una rottura».
Trump ha reagito alle parole di Carney revocandogli l’invito a partecipare al suo «Board of Peace», l’organismo di recente creazione pensato per risolvere i conflitti globali.
Pechino ha smentito qualsiasi intenzione di danneggiare gli interessi altrui nell’Artico. «La cosiddetta “minaccia cinese” è priva di fondamento. La Cina si oppone alla creazione di narrazioni infondate e all’utilizzo della Cina come pretesto per perseguire interessi egoistici», ha dichiarato giovedì il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Geopolitica
Il Cremlino afferma che i piani per l’incontro tra Putin, Trump e Xi potrebbero essere definiti a breve
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Geopolitica
La Groenlandia ratifica l’accordo con Trump
Martedì il Parlamento della Groenlandia ha approvato un accordo di sicurezza concluso all’inizio dell’anno con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta l’agenzia Reuters. L’intesa, sostenuta dalla Danimarca, prevede un ampliamento della presenza militare americana sull’isola artica.
L’anno scorso Trump aveva iniziato a minacciare l’annessione della Groenlandia, sostenendo che gli Stati Uniti ne avessero bisogno «per motivi di sicurezza nazionale» e per i suoi minerali delle terre rare.
Quella retorica ha provocato indignazione a Copenaghen e ha indotto i membri europei della NATO a schierarsi a sostegno della Danimarca. La controversia si è conclusa con un accordo annunciato a settembre da Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia. All’epoca Trump dichiarò che l’intesa avrebbe garantito a Washington il «controllo permanente» sulla sicurezza del territorio artico.
L’accordo, appoggiato dalla maggioranza dei parlamentari groenlandesi, prevede un’espansione del ruolo militare statunitense sull’isola, aprendo la strada alla costruzione di due nuove basi militari e al sistema di difesa missilistica «Golden Dome» di Trump, riaffermando al contempo la sovranità danese e il diritto all’autodeterminazione dei groenlandesi.
Il ministro degli Esteri groenlandese Mute Egede ha definito la ratifica un passo importante per l’isola. Tuttavia Pele Broberg, leader del partito di opposizione Naleraq, ha sottolineato che la Groenlandia non ha ottenuto alcun beneficio economico dall’accordo.
Martedì Trump ha dichiarato a Fox News che l’Europa ha fatto agli Stati Uniti «il più grande regalo che ci sia mai stato fatto», riferendosi alla Groenlandia e all’accordo militare.
Si prevede che l’accordo esecutivo venga presentato in prima lettura al parlamento danese la prossima settimana, seguito da una seconda lettura e dalla votazione finale il 19 novembre. L’intesa entrerà in vigore una volta ratificata da Danimarca e Groenlandia e non richiede l’approvazione del Senato statunitense.
Come riportato da Renovatio 21, la Danimarca aveva creato un’apposita «guardia notturna» per tenere d’occhio le uscite del presidente statunitense Donald Trump, in seguito alle sue reiterate pretese espresse nei primi mesi di quest’anno sull’annessione della Groenlandia, territorio autonomo del regno.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato Trump, con a fianco il segretario NATO Mark Rutte nello Studio Ovale, aveva dichiarato che l’annessione della Groenlandia avverrà e l’Alleanza Atlantica potrebbe perfino essere coinvolta.
La presenza nelle uscite di Trump della parola «destino» appare come un riferimento esplicito alla teoria del «Destino Manifesto» degli USA, ossia la logica per cui il Paese egemone dovrebbe spingere emisfericamente la sua espansione in tutto il continente.
La ridefinizione del Golfo del Messico come «Golfo d’America», i discorsi di annessione del Canada come ulteriore Stato dell’Unione e la manovra su Panama – canale costruito dagli USA proprio a partire da ideali non dissimili – vanno in questo senso di profonda riformulazione geopolitica della politica Estera della superpotenza.
I discorsi su una possibile dottrina Monroe («Donroe»), con gli USA impegnati solo nel loro emisfero, sono stati però vanificati dall’ennesima guerra mediorientale in cui Israele ha trascinato Washingtone.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
L’UE respinge il Canada come membro «associato»
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