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Grande Reset

Il fine del COVID è il «Grande Reset»: altre conferme dal Canada

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Quasi un anno fa Renovatio 21 era stata tra i pochi a segnalare – in un articolo divenuto tra i più letti si sempre – una stranissima lettera dal Canada, mandata a un sito di controinformazione da un anonimo politico canadese.

 

Costui sosteneva che lockdown e COVID avevano come obiettivo finale una radicale mutazione della società – un Grande Reset – al quale qualcuno stava già preparando i deputati canadesi con corsi vari, ai quali il nostro aveva partecipato.

 

Si parlava di strutture di deportazioni di massa in strutture di quarantena per i dissidenti (un’idea che in Canada c’è da almeno una dozzina di anni), del fatto che la sovranità nazionale sarebbe stata svuotata da operazioni globaliste, come la cancellazione del debito e la rimozione di ogni proprietà del cittadino, che in cambio avrebbe avuto lo Universal Basic Income, cioè il reddito di cittadinanza universale.

 

«Il governo federale si offrirà di eliminare tutti i debiti delle persone (mutui, prestiti, carte di credito, ecc.) a cui verranno forniti tutti i finanziamenti in Canada dal FMI nell’ambito di quello che diventerà noto come il programma World Debt Reset. In cambio dell’accettazione di questo perdono totale del debito, l’individuo perderà per sempre la proprietà di qualsiasi proprietà e bene».

 

«Saremo totalmente controllati, totalmente controllati. Dimentica le libertà dopo questa cosa, perché ora hanno iniziato. Gli obblighi sono l’inizio. Solo l’inizio delle cose»

Come aveva scritto il World Economic Forum di Davos in una sua pubblicità: «non avrai niente e sarai felice».

 

La lettera prediceva con precisione alcune cose che sarebbero accadute da lì a breve, come il manifestarsi delle varianti (che chiamava COVID-21) e il susseguirsi di altri lockdown. Prevedeva anche «interruzioni della catena di approvvigionamento previste, carenza di scorte, grande instabilità economica» che di fatto stiamo vedendo ora, così come l’«impiego di personale militare nelle principali aree metropolitane e in tutte le strade principali per stabilire punti di controllo di viaggio».

 

Ora, altre conferme di questo brutale cambiamento di paradigma ci arrivano sempre dal Canada.

 

In una video intervista di 30 minuti apparsa sul sito canadese Press for Truth, l’ex premier della Columbia Britannica (una provincia che compone il Canada) Bill Vander Zalm ha dichiarato che lo scopo finale del COVID e degli obblighi vaccinali sembra essere un «Grande Reset» che porterà a un ordine comunista globale. 

 

«Saremo totalmente controllati, totalmente controllati. Dimentica le libertà, perché ora hanno iniziato. Gli obblighi sono l’inizio. Solo l’inizio delle cose», ha  detto Vander Zalm al giornalista Dan Dicks.

 

«L’altro finale di partita che vedo è che qualcuno sta cercando di stabilire un Reset» 

«Sappiamo che le aziende chimiche, le aziende farmaceutiche, esistono per fare danaro . E poi, immagino che ci sia qualcosa oltre a questo. Penso che sia così strano che tutti debbano essere vaccinati. Perché tutti devono essere vaccinati? E non hanno cercato di coinvolgere le persone, non importa quello che serve…  stanno implementando varie cose di tipo coercitivo per cercare di far saltare a bordo le persone. Perché è così?»

 

«L’altro finale di partita che vedo è che qualcuno sta cercando di stabilire un Reset, e il nostro Primo Ministro è stato il primo molto presto a commettere un errore e a menzionarlo in uno dei suoi comunicati stampa, dicendo che questa era un’opportunità per il Grande Reset», ha detto l’ex premier della provincia.

 

«Mi spaventa quando le persone al governo parlano di Great Reset e non si consultano con noi».

 

Vander Zalm qui si riferisce al premier canadese Justin Trudeau, uno dei pochi casi al mondo di politico di alto livello che ha ammesso, anzi, auspicato, l’implementazione rapida di un programma già esistente e già attivo chiamato «Grande Reset».

 

«Non puoi avere una democrazia e governare a livello globale. Non funzionerà. Dev’essere una dittatura»

Vander Zalm ha detto che il «la fine dei giochi» potrebbe essere «il fascismo, forse il comunismo… non puoi avere una democrazia e governare a livello globale. Non funzionerà. Dev’essere una dittatura».

 

«Penso che il comunismo, secondo me, sia la strada più probabile che vogliono percorrere perché è uscito dalla Cina. Lì hanno un diverso tipo di comunismo. Non è come lo aveva Stalin. È diverso dal modo in cui lo interpretano ».

 

«Quando parlano del Grande Reset, parlano di un tipo di governo globalista, un governo globale, da qualche parte in Europa o in Asia, chissà dove. E, sfortunatamente, non sapremo che sarà fatto a nostra insaputa». 

I «multimiliardari» e le grandi aziende avranno più da guadagnare dalla crisi COVID, con la benedizione del governo

Nell’intervista con Dicks, Vander Zalm afferma che, a suo avviso, ciò che accadrà è che i «multimiliardari» e le grandi aziende avranno più da guadagnare dalla crisi COVID, con la benedizione del governo.  

 

Le grandi aziende, suggerisce l’ex politico nordamericano, vogliono i passaporti e gli obblighi vaccinali perché significa che «non avranno a che fare con i sindacati».

 

«Questo obbligo di dover avere passaporti – una  roba spaventosa. Sapranno tutto di te e sarà tutto registrato e sarà abusato e utilizzato dal governo. Non buono. Quindi piace alle grandi aziende», ha dichiarato Vander Zalm.  

 

Nell’intervista,  Vander Zalm ha affermato che ciò che la maggior parte delle persone ancora non si rende conto è che «ci stanno togliendo la libertà”, con la scusa del  vaccino COVID e suggerisce che «non sappiamo esattamente di cosa sia fatto, ma alcuni suggeriscono che sia fatto di policarbonato, credo» oppure di «un metallo magnetico».

 

Vander Zalm ha quindi ipotizzato che molto presto una persona non sarà in grado di uscire di casa senza essere «vaccinata».

Vander Zalm ha quindi ipotizzato che molto presto una persona non sarà in grado di uscire di casa senza essere «vaccinata».

 

Parlando del Canada, che ritiene «moralmente impazzito», dice che «qualcuno più grande dei politici da qualche parte sta organizzando tutto questo in modo molto efficace, e sta distribuendo un sacco di soldi per dirigere le cose. Chi sarebbe? Non lo so. Non lo so. Sì, i conti non tornano.»

 

«All’improvviso queste cose sono sono ben organizzate. In qualche modo, l’hanno pianificato per anni. È in programma da 10 anni».

 

Bill Vander Zalm, noto per la sua ferma posizione a favore della vita, è stato il premier della Columbia Britannica dal 1986 al 1991 come leader del Social Credit Party. Alla fine degli anni ’80 cercò di tagliare i fondi per l’aborto dalla provincia, dicendo che il governo non avrebbe dovuto pagarli a meno che non fossero richiesti dal punto di vista medico.  

 

 

 

 

 

Grande Reset

Klaus Schwab vede Draghi. Ecco la «Great Narrative» dell’Apocalisse e delle sue Bestie

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La notizia è riportata sul sito ufficiale del governo italiano con un titolo che potrebbe trarre in inganno i meno avezzi; «Il Presidente Draghi ha incontrato il Presidente esecutivo del World Economic Forum».

 

Per i pochi lettori di Renovatio 21 che non lo sanno, World Economic Forum significa Davos. E il presidente visto dal premier Draghi, quindi, altri non è che Klaus Schwab – il massimo teorico pubblico del Grande Reset.

 

«Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab»

«Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab» scrive il sito governativo.

 

«Il colloquio si è incentrato sul prossimo Meeting Annuale del WEF previsto a Davos a gennaio del 2022 e sui principali dossier globali oggetto anche della Presidenza italiana del G20, con particolare riferimento al tema della ripresa economica e sociale post pandemica».

 

Questo incontro è passato un po’ sottotraccia. Nessun giornale, cartaceo, elettronico o televisivo, gli ha dato risalto – e questo quando una parte significativa della popolazione è incontrovertibilmente convinta che Schwab sia a capo di una cospirazione dell’oligarcato globale che mira a installare un nuovo mondo di controllo in cui tutti saranno schiavizzati. Che idea pazzesca.

 

Sarebbe stato un articolo di non poco conto: aoh, complottisti! Guardate qua: ma quale faraone del Male, è qui in Italia che incontra il vostro bravissimo premier! Altro che Spectre. Dai su, fate i seri, crescete.

 

Invece, niente.

 

Nemmeno mezzo editorialino in prima sul Corriere dell’ex genero del fu Rodotà, il presentatore TV Gramellino. Un’occasione per sfottere i no vax, e magari presentare al mondo un uomo che sicuramente ha tanti meriti, altrimenti non starebbe lì.

 

Nulla. Nada. Zero. Zilch. Silenzio stampa.

 

È una cosa che, tutto sommato, avevamogià  visto. Per esempio quando Gentiloni, da poco e per poco premier, incontrò senza grandi strombazzamenti George Soros a Roma, nel pieno della solita ondata di gommonauti del Continente nero – quelli «aiutati» dalle ONG foraggiate dalle Open Society Foundations del finanziere miliardario (unico uomo al mondo con una sua politica estera, si è detto di lui).

 

All’epoca, pur nel silenzio dei giornaloni, ex post saltarono in piedi un bel po’ di politici di opposizione. La Meloni. Grillo. Calderoli. Tutti a fare la domandina: che ci faceva Gentiloni con Soros? Cosa si sono detti?

 

Ora sono tutti spariti. Nessuno che chiede davvero – magari con una bella interrogazione parlamentare – cosa mai ha da dirsi il Presidente del Consiglio con un teorico della ridefinizione del mondo e pure della natura umana. Perché, oltre che l’industria, l’economia, la società, Schwab ha apertamente invocato la fusione uomo-macchina, le interfacce neurali, la possibilità di fare scansioni dei pensieri delle persone quando magari passano per gli aeroporti, una «fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica».

 

Tutto vero.

 

Che poi, il teorico del Grande Reset, per i media italiani, mica è lui. È Viganò. Per il giornale del figliolo di Mentana, per Dagospia, e chissà per quanti altri, si deve parlare di «monsignor Carlo Maria Viganò, il teorico del “grande reset”». Così. Testuale.

 

Cioè, il Grande Reset, che ovviamente mettono tra virgolette, non lo ha teorizzato lo Schwab, che ci ha scritto pure un libro – chissà perché inedito in Italia – intitolato proprio COVID-19 The Great Reset e di cui nessuno pare avere mai sentito parlare. Ignoranza, malafede, sciatteria: non sappiamo come definire questa cosa. Ma è così: il Great Reset lo ha teorizzato l’arcivescovo, non il personaggio che, nel loro silenzio, ha appena incontrato il Primo Ministro della Repubblica Italiana.

 

Davvero assomiglia ad un cattivo di James Bond. È un personaggio romanzesco, televisivo, da fiction

Ma dico, neanche una vignetta? Insomma: davvero assomiglia ad un cattivo di James Bond. È un personaggio romanzesco, televisivo, da fiction. Qualcuno, dopo aver visto una mise con cui ad una certa si è presentato in pubblico, hanno invocato Star Trek. (Noi odiamo Star Trek).

 

 

In settimana lo Schwabbo si era pure dato da fare. A Dubai, il calvo elitista aveva annunciato una una iniziativa chiamata Great Narrative. La Grande Narrativa.

 

Ogni narrazione è un editing, un montaggio. Per dare un senso alle storie, si tagliano dettagli, prospettive, personaggi che potrebbero portarci fuori strada

Che cosa è la Grande Narrativa? È «uno sforzo collaborativo dei principali pensatori del mondo per modellare prospettive a lungo termine e co-creare una narrativa che può aiutare a guidare la creazione di una visione più resiliente, inclusiva e sostenibile per il nostro futuro collettivo» dice il sito del World Economic Forum di Davos. «I migliori pensatori provenienti da una varietà di aree geografiche e discipline, inclusi futurologi, scienziati e filosofi, contribuiranno con nuove idee per il futuro. Le loro riflessioni saranno condivise in un libro di prossima pubblicazione, The Great Narrative, la cui pubblicazione è prevista per gennaio 2022».

 

«Siamo qui per sviluppare la Grande Narrativa, una storia per il futuro», ha quindi annunciato a Dubai Schwab lo scorso giovedì, insieme al ministro degli Affari di Gabinetto degli Emirati Arabi Uniti Mohammad Abdullah Al-Gergawi.

 

«Per dare forma al futuro, devi prima immaginare il futuro, devi progettare il futuro e poi devi eseguirlo». Retorica a metà tra lo spot di una scarpa da ginnastica e un deliquio tirannico.

 

«Qui, penso che i prossimi due giorni, guarderemo a come immaginiamo, come progettiamo, come eseguiamo la Grande Narrativa, come definiamo la storia del nostro mondo per il futuro» ha dichiarato Schwab nella ricca (?) città capitale degli influencer nel deserto arabico.

 

Le vostre voci di dissidenti sono cancellate, inudibili sui media o nella rappresentazione democratica. I vostri pensieri censurati dai social media. Le vostre manifestazioni sono proibite – e represse con una forza mai prima veduta

Poi si è lamentato.

 

«Le persone sono diventate molto più egocentriche e, in una certa misura, egoiste. In una situazione del genere è molto più difficile creare un compromesso perché plasmare il futuro, progettare il futuro di solito richiede una volontà comune delle persone», ha dichiarato.

 

«Il mondo è diventato così complesso. Le soluzioni semplici a problemi complessi non bastano più».

 

«Oggi non c’è più separazione tra sociale, politico, tecnologico, ecologico – è tutto intrecciato», ha aggiunto, facendo capire che il suo programma è una riprogrammazione integrale del consorzio umano.

 

«Riteniamo che sia molto importante lavorare davvero insieme a livello globale per assicurarci di utilizzare il potenziale della quarta rivoluzione industriale a beneficio dell’umanità perché anche la tecnologia presenta alcune insidie ​​e può essere utilizzata a scapito dell’umanità». Per chi non lo sapesse, La Quarta Rivoluzione Industriale è il titolo di un altro suo libro (questo invece pubblicato anche in lingua italiana), in cui immagina di riformulare per sempre il sistema produttivo planetario.

 

Chi rimarrà in questo racconto, invece, è già stato editato in altro modo: è stato editato geneticamente. Prima un paio di siringhe mRNA, poi una terza, poi una quarta, poi chissà: il referendum per l’alterazione dell’umano è stato vinto dal sì, anche se gli elettori non se ne sono nemmeno resi conto

Il lettore riesce a immaginare da solo cosa sia questa Grande Narrativa (parola che, in realtà speravamo sputtanata una volta per tutti nell’era Renzi).

 

Ogni narrazione è un editing, un montaggio. Per dare un senso alle storie, si tagliano dettagli, prospettive, personaggi che potrebbero portarci fuori strada.

 

Lo sapete benissimo che sta già avvenendo. Le vostre voci di dissidenti sono cancellate, inudibili sui media o nella rappresentazione democratica. I vostri pensieri censurati dai social media. Le vostre manifestazioni sono proibite – e represse con una forza mai prima veduta.

 

Vi stanno già editando fuori dalla storia – ve lo abbiamo detto tante volte, ci vogliono annientare, un segmento a doppia cifra percentuale della società deve essere sacrificato: è un pensiero che hanno già accettato politicamente, economicamente, «umanamente».

 

Bimbi editati geneticamente per essere perfettamente adatti alla Grande Narrativa. Un libro scritto per resettare l’umanità, e forse per ricrearla

Chi rimarrà in questo racconto, invece, è già stato editato in altro modo: è stato editato geneticamente. Prima un paio di siringhe mRNA, poi una terza, poi una quarta, poi chissà: il referendum per l’alterazione del genoma umano è stato vinto dal sì, anche se gli elettori non se ne sono nemmeno resi conto.

 

Potete scommetterci quello che volete: il prossimo grande edit che vi ficcheranno in gola è quello dei vostri figli, dei vostri nipoti, della generazione che segue. I prossimi bambini saranno editati geneticamente in provetta, con il CRISPR. Perché fare i figli con la bioingegneria «sarà come vaccinarli».

 

Bimbi editati geneticamente per essere perfettamente adatti alla Grande Narrativa. Un libro scritto per resettare l’umanità, e forse per ricrearla.

 

Del resto, ci avevano avvertito. Alla fine sarà una questione di libri.

 

Cerchiamo il nostro nome nel libro della vita, nel libro dell’Agnello. Gli altri, lasciate pure che adorino la Bestia.

Ce lo ha insegnato l’Apocalisse, capitolo 13, quando parla della Bestia.

 

«L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato» (Ap 13, 8).

 

Cerchiamo il nostro nome nel libro della vita, nel libro dell’Agnello. Gli altri, lasciate pure che adorino la Bestia.

 

«E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco» (Ap 20, 15).

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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Grande Reset

Il Grande Reset, parte VI: i piani di un’élite tecnocratica

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Nelle puntate precedenti, ho introdotto l’idea di Great Reset (1)  e l’ho trattata in termini di componenti economici (2)  e ideologici (3). In questa sesta puntata, parlerò di cosa comporta il Grande Reset in termini di governance e Quarta Rivoluzione Industriale (4-IR), chiudendo con osservazioni sul progetto complessivo del Grande Reset e le sue implicazioni.

 

Secondo Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), il 4-IR segue la prima, la seconda e la terza rivoluzione industriale, rispettivamente meccanica, elettrica e digitale. (4)

 

Il 4-IR si basa sulla rivoluzione digitale, ma Schwab vede il 4-IR come un decollo esponenziale e una convergenza di campi esistenti ed emergenti, inclusi i Big Data; Intelligenza Artificiale; apprendimento automatico; informatica quantistica; e genetica, nanotecnologia e robotica. La conseguenza è la fusione dei mondi fisico, digitale e biologico. L’offuscamento di queste categorie in definitiva sfida le stesse ontologie con cui comprendiamo noi stessi e il mondo, incluso «cosa significa essere umani». (5)

 

Il 4-IR si basa sulla rivoluzione digitale, ma Schwab vede il 4-IR come un decollo esponenziale e una convergenza di campi esistenti ed emergenti, inclusi i Big Data; Intelligenza Artificiale; apprendimento automatico; informatica quantistica; e genetica, nanotecnologia e robotica. La conseguenza è la fusione dei mondi fisico, digitale e biologico

Le applicazioni specifiche che compongono la 4-IR sono troppo numerose e varie per essere trattate in modo completo, ma includono un Internet onnipresente, Internet delle cose, Internet dei corpi, veicoli autonomi, città intelligenti, stampa 3D, nanotecnologia, biotecnologia, scienza dei materiali, accumulo di energia e altro ancora.

 

Mentre Schwab e il WEF promuovono una visione particolare per il 4-IR, gli sviluppi che annuncia non sono suoi figli, e non c’è nulla di originale nelle sue formulazioni. Transumanisti e singolaritariani (o profeti della singolarità tecnologica), come Ray Kurzweil e molti altri, prevedevano questi e altri sviluppi rivoluzionari, molto prima che Schwab li annunciasse. (6)

 

L’importanza di Schwab e dell’interpretazione del WEF della nuova rivoluzione tecnologica è il tentativo di imbrigliarla a un fine particolare, presumibilmente «un futuro più equo e più verde». (6)

 

Ma se gli attuali sviluppi del 4-IR sono un’indicazione del futuro, allora l’entusiasmo di Schwab è mal riposto e il 4-IR è travisato.

 

Questi sviluppi includono già algoritmi di Internet che alimentano le notizie e gli annunci prescritti dagli utenti e riducono o escludono i contenuti vietati; algoritmi che censurano i contenuti dei social media e confinano individui e organizzazioni «pericolosi» nei gulag digitali; app che tracciano e rintracciano sospetti COVID e segnalano i trasgressori alla polizia; polizia robotica con scanner di codici QR per identificare e radunare i dissidenti; e città intelligenti in cui tutti sono un’entità digitale da monitorare, sorvegliare e registrare, mentre i dati su ogni loro movimento vengono raccolti, raccolti, archiviati e collegati a un’identità digitale e a un punteggio di credito sociale.

 

L’offuscamento di queste categorie in definitiva sfida le stesse ontologie con cui comprendiamo noi stessi e il mondo, incluso «cosa significa essere umani»

Cioè, le tecnologie 4-IR sottopongono gli esseri umani a una gestione tecnologica che fa sembrare la precedente sorveglianza da parte della National Security Agency un gioco da ragazzi.

 

Schwab loda gli sviluppi futuri che collegheranno i cervelli direttamente al cloud, consentendo il «data mining» del pensiero e della memoria, una padronanza tecnologica sull’esperienza che minaccia l’autonomia individuale e mina ogni parvenza di libero arbitrio.

 

Il 4-IR accelera la fusione di esseri umani e macchine, dando vita a un mondo in cui tutte le informazioni, comprese le informazioni genetiche, sono condivise e ogni azione, pensiero e motivazione inconscia è conosciuta, prevista e forse anche preclusa.

 

Le applicazioni specifiche che compongono la 4-IR sono troppo numerose e varie per essere trattate in modo completo, ma includono un Internet onnipresente, Internet delle cose, Internet dei corpi, veicoli autonomi, città intelligenti, stampa 3D, nanotecnologia, biotecnologia, scienza dei materiali, accumulo di energia e altro ancora

Viene in mente il nuovo mondo di Aldous Huxley. Eppure Schwab pubblicizza le interfacce cervello-nube come miglioramenti, come vasti miglioramenti rispetto all’intelligenza umana standard, conferendo loro un fascino non affatto immaginabile per il soma.

 

Molti sviluppi positivi possono venire dal 4-IR, ma a meno che non venga tolto dalle mani dei tecnocrati corporativi-socialisti, costituirà una prigione virtuale.

 

Secondo il modello di governance Great Reset, gli stati e le società privilegiate formano «partenariati pubblico-privato» per il controllo della governance. La configurazione produce un ibrido corporativo-stato in gran parte inspiegabile ai costituenti dei governi nazionali.

 

L’accogliente relazione tra multinazionali e governi ha persino suscitato il disprezzo di alcuni critici di sinistra. Notano che il modello di governance del WEF rappresenta almeno la parziale privatizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con il WEF che porta sul tavolo partner aziendali, denaro e presunta competenza sul 4-IR. E il modello di governance del WEF si estende ben oltre le Nazioni Unite, influenzando la costituzione e il comportamento dei governi di tutto il mondo.

 

Questa usurpazione ha portato il politologo Ivan Wecke a chiamare la riprogettazione governativa del sistema mondiale del WEF «un’acquisizione aziendale della governance globale». (8)

 

Le tecnologie 4-IR sottopongono gli esseri umani a una gestione tecnologica che fa sembrare la precedente sorveglianza da parte della National Security Agency un gioco da ragazzi

Questo è vero, ma vale anche il contrario.

 

Il modello WEF rappresenta anche la governanizzazione dell’industria privata. Sotto il «capitalismo degli stakeholder» di Schwab e il modello di governance multi-stakeholder, la governance non è solo sempre più privatizzata, ma anche e soprattutto, le società sono rappresentate come importanti aggiunte ai governi e agli organismi intergovernativi.

 

Lo stato viene così esteso, potenziato e accresciuto con l’aggiunta di enormi risorse aziendali

 

Questi includono finanziamenti diretti allo «sviluppo sostenibile» con l’esclusione dei non conformi, nonché l’uso di Big Data, intelligenza artificiale e 5G per monitorare e controllare i cittadini.

 

Schwab loda gli sviluppi futuri che collegheranno i cervelli direttamente al cloud, consentendo il «data mining» del pensiero e della memoria, una padronanza tecnologica sull’esperienza che minaccia l’autonomia individuale e mina ogni parvenza di libero arbitrio.

Nel caso del regime del vaccino contro il COVID, lo Stato concede a Big Pharma la protezione del monopolio e l’indennizzo da responsabilità in cambio di un veicolo attraverso il quale espandere i propri poteri di coercizione.

 

Come tale (9),  poiché queste società sono multinazionali, lo stato diventa essenzialmente globale, indipendentemente dal fatto che venga formalizzato o meno un «governo mondiale».

 

In Google Archipelago, ho sostenuto che l’autoritarismo di sinistra è l’ideologia politica e il modus operandi di ciò che chiamo Big Digital, e che Big Digital è l’avanguardia di un sistema mondiale emergente.

 

Big Digital è il braccio comunicativo, ideologico e tecnologico di un emergente socialismo aziendale. Il Great Reset è il nome che da allora è stato dato al progetto di stabilire questo sistema mondiale.

 

Il 4-IR accelera la fusione di esseri umani e macchine, dando vita a un mondo in cui tutte le informazioni, comprese le informazioni genetiche, sono condivise e ogni azione, pensiero e motivazione inconscia è conosciuta, prevista e forse anche preclusa

Proprio come speravano Klaus Schwab e il WEF, la crisi del COVID ha accelerato lo sviluppo dello statalismo corporativo-socialista del Grande Reset.

 

Gli sviluppi che fanno avanzare l’agenda del Grande Reset includono la stampa sfrenata di denaro da parte della Federal Reserve, la conseguente inflazione, l’aumento della tassazione su tutto ciò che è immaginabile, l’aumento della dipendenza dallo Stato, la crisi della catena di approvvigionamento, le restrizioni e la perdita di posti di lavoro a causa degli obblighi vaccinali la prospettiva di quote di carbonio personali. (10)

 

Nel complesso, queste e altre politiche del genere costituiscono un attacco coordinato alla maggioranza.

 

Nel caso del regime del vaccino contro il COVID, lo Stato concede a Big Pharma la protezione del monopolio e l’indennizzo da responsabilità in cambio di un veicolo attraverso il quale espandere i propri poteri di coercizione

Ironia della sorte, rappresentano anche l’aspetto «equità» del Grande Reset, se intendiamo correttamente l’equità significa livellare lo status economico dell’«americano medio» con quelli nelle regioni meno «privilegiate».

 

E questa è una delle funzioni dell’ideologia woke (11) — far sentire la maggioranza dei Paesi sviluppati indegna dei loro stili di vita e modelli di consumo «privilegiati», che l’élite sta per riportare a una nuova normalità ridotta e statica.

 

Negli ultimi ventuno mesi, la risposta al flagello del COVID-19 ha consolidato in alto la presa delle società monopolistiche sull’economia, mentre in basso ha fatto avanzare il “socialismo effettivamente esistente”.

Big Digital è il braccio comunicativo, ideologico e tecnologico di un emergente socialismo aziendale. Il Great Reset è il nome che da allora è stato dato al progetto di stabilire questo sistema mondiale

 

In collaborazione con Big Tech, Big Pharma, i media tradizionali, le agenzie sanitarie nazionali e internazionali e le popolazioni compiacenti, gli Stati occidentali finora «democratici» vengono sempre più trasformati in regimi totalitari modellati sulla Cina, apparentemente dall’oggi al domani.

 

Non ho bisogno di fornire una litania della tirannia e degli abusi. Puoi leggere su di loro su siti di notizie alternativi, fino a quando non puoi più leggerli nemmeno lì. (12)

 

Proprio come speravano Klaus Schwab e il WEF, la crisi del COVID ha accelerato lo sviluppo dello statalismo corporativo-socialista del Grande Reset

Il Grande Reset, quindi, non è semplicemente una teoria del complotto; è un progetto aperto, dichiarato e pianificato, ed è a buon punto.

 

Ma poiché il capitalismo con caratteristiche cinesi (13), o statalismo corporativo-socialista, manca di libero mercato e dipende dall’assenza di libero arbitrio e libertà individuale, è, ironia della sorte, «insostenibile» e destinato a fallire.

 

La domanda è quanta sofferenza e distorsione saranno sopportate fino a quando non lo farà.

 

 

Michael Rectenwald

 

 

Il Grande Reset, quindi, non è semplicemente una teoria del complotto; è un progetto aperto, dichiarato e pianificato, ed è a buon punto

 

NOTE

1) Michael Rectenwald, «Cos’è il grande reset? Parte I: Aspettative ridotte e bio-tecno-feudalesimo»,  Mises Wire , 11 dicembre 2020.

2) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset, parte II: il socialismo delle multinazionali», Mises Wire , 31 dicembre 2020; Rectenwald, «Il Grande Reset Parte III: Capitalismo con caratteristiche cinesi», Mises Wire, 28 dicembre 2020; Rectenwald, «Il Grande Reset parte IV: “Capitalismo degli stakeholder” contro “Neoliberismo”», Mises Wire, 26 gennaio 2021.

3) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset, parte V: l’ideologia “woke”». Mises Wire, 23 febbraio 2021.

4) Klaus Schwab, The Fourth Industrial Revolution (Nuova York: Crown Business, 2016), pp. 6-8, Kindle.

5) Schwab, The Fourth Industrial Revolution, vii.

6) Ray Kurzweil, The Singularity Is Near: When Humans Transcend Biology (Londra: Duckworth, 2006).

7.) Klaus Schwab e Thierry Malleret,  COVID-19: The Great Reset  (Ginevra: Forum Publishing, 2020), p. 57, Kindle.

8.) Ivan Wecke, «Conspiracy Theories aside, There Is Something Fishy about the Great Reset», openDemocracy, 16 agosto 2021.

9) Michael Rectenwald, «The Google Election»,  Mises Wire, 10 novembre 2020.

10) Francesco Fuso Nerini, Tina Fawcett, Yael Parag e Paul Ekins, «Personal Carbon Allowances Revisited», Nature Sustainability  (2021).

11) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset, parte V: l’ideologia “woke”». Mises Wire, 23 febbraio 2021.

12) Lori R. Price ha contribuito alla seconda metà di questa dichiarazione in una conversazione.

13) Michael Rectenwald, «Il Grande Reset Parte III: Capitalismo con caratteristiche cinesi», Mises Wire, 28 dicembre 2020.

 

 

Articolo apparso su Mises Institute, tradotto e pubblicato su gentile concessione del professor Rectenwald.

 

 

Immagine di shnestor via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

 

 

Altri articoli della serie

 

Cos’è il Grande Reset? Parte I: aspettative ridotte e bio-tecnofeudalesimo

Il Grande Reset, parte II: il socialismo delle multinazionali

 

Il Grande Reset Parte III: Capitalismo con caratteristiche cinesi

Il Grande Reset parte IV: «Capitalismo degli stakeholder» contro «Neoliberismo»

Il Grande Reset, parte V: l’ideologia «woke»

 

 

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Grande Reset

Messaggio di Mons. Viganò alla manifestazione di Berna contro le misure pandemiche

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Renovatio 21 pubblica il messaggio dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò per la Manifestazione  contro le misure pandemiche nella Confederazione Elvetica di Berna del 12 Novembre 2021

 

 

 

Cari amici, molti di voi non avrebbero mai pensato che la Svizzera avrebbe alla fine seguito l’Italia ed altre nazioni nell’adeguarsi supinamente ai diktat dell’élite anche in materia di emergenza pandemica.

 

La vostra Confederazione, infatti, è già molto avanti rispetto ad altri Paesi sulla via della globalizzazione e l’impronta del Nuovo Ordine Mondiale è molto marcata nella vita delle grandi città svizzere. E come alla Svezia sono stati risparmiati i lockdown e le mascherine, avreste creduto che anche in Svizzera le misure di presunto contenimento del contagio non avrebbero adottato il fallimentare modello di cui l’Italia è invece tragico esempio.

 

Voi state manifestando contro il green pass ma accettate comunque la narrazione sulla pandemia e sui vaccini, o avete compreso che questa farsa colossale si basa su un virus prodotto in laboratorio, diffuso per creare un’emergenza pandemica che desse il pretesto per mettere sotto controllo l’umanità intera?

D’altra parte, avendo il World Economic Forum la propria sede proprio a Davos, potevate sperare che Klaus Schwab vi avrebbe evitato di sperimentare in prima persona quel che attende l’umanità intera, se solo lasciamo portare a compimento il suo delirante Great Reset (1), condiviso dall’ONU con il nome di Agenda 2030. (2)

 

Eppure, se pensate a quello che vi è stato mostrato il 1° Giugno 2016 con l’inaugurazione del traforo del San Gottardo, vi dovreste essere fatti un’idea circa i principi ispiratori di questo Nuovo Ordine. (3)

 

Voi siete qui, oggi, per protestare contro l’inasprimento di misure sanitarie e di controllo, adottate dal Governo Federale Elvetico con il pretesto della cosiddetta pandemia. Quello che si prospetta per la Svizzera, come sapete, è stato adottato in tutto o in parte anche in altre Nazioni, tra cui l’Italia e la Francia. La discriminazione per i non vaccinati è già una realtà in molti Paesi, così come il tracciamento dei cittadini tramite passaporto vaccinale, la sospensione dello stipendio per chi non si sottopone al controllo e la possibilità per le Autorità pubbliche di legiferare in deroga alle leggi ordinarie e alla stessa Costituzione. 

 

Ma lasciatemi porvi qualche domanda.

 

Voi protestate per una limitazione delle vostre libertà costituzionali, o perché vi rendete conto che queste prime misure di controllo sono solo il primo passo di un progressivo annullamento della vostra libertà individuale, assorbita da uno Stato/Medico che decide al posto vostro come curarvi, di uno Stato/Padrone che decide se e quando potete uscire di casa, lavorare, andare al ristorante, viaggiare? 

 

Voi state manifestando contro il green pass ma accettate comunque la narrazione sulla pandemia e sui vaccini, o avete compreso che questa farsa colossale si basa su un virus prodotto in laboratorio, diffuso per creare un’emergenza pandemica che desse il pretesto per mettere sotto controllo l’umanità intera? 

 

Sono loro che tra un po’ uniranno il green pass con il vostro ID digitale, con il vostro conto corrente, con la vostra posizione fiscale, retributiva, contributiva e sanitaria, e così facendo – per il «vostro bene» – potranno decidere se potete lavorare, viaggiare, andare al ristorante, comprare una bistecca o piuttosto degli insetti

Siete scesi nelle piazze perché vi dà noia dover scannerizzare il vostro QR-code per entrare in ufficio e in fabbrica, e comunque vi siete inoculati il siero genico sperimentale, o vi è ben chiara l’inefficacia di questi cosiddetti vaccini, il rischio di effetti avversi anche gravi a breve e lungo termine, e l’assenza di responsabilità per le case farmaceutiche che vi stanno usando come cavie e che se vi ammalate o morite non dovranno risarcire alcun danno né rispondere penalmente ad alcun tribunale?

 

E infine: avete deciso di protestare perché la libertà che invocate di non essere sottoposti a controllo sanitario, è quella stessa libertà in nome della quale ritenete giusto il diritto di uccidere i figli nel ventre materno, gli anziani e i malati nel letto d’ospedale? Quella stessa libertà che legittimerebbe le unioni omosessuali e la teoria gender? È questa la libertà a cui vi appellate? La libertà di offendere la Legge di Dio, di bestemmiare il Suo Nome, di violare la legge naturale che Egli ha inscritto nel cuore di ogni uomo? 

 

Perché se ciò che voi volete è solo essere liberi di fare quello che vi pare, la vostra manifestazione non ha senso: sono proprio quelli che vi parlano di parità di genere, di diritto alla «salute riproduttiva», di eutanasia, di maternità surrogata e di libertà sessuale che oggi vi tengono tutti in pugno, decidendo cosa è giusto per voi in nome del «vostro bene», della salute pubblica o della tutela del pianeta. Sono loro che tra un po’ uniranno il green pass con il vostro ID digitale, con il vostro conto corrente, con la vostra posizione fiscale, retributiva, contributiva e sanitaria, e così facendo – per il «vostro bene» – potranno decidere se potete lavorare, viaggiare, andare al ristorante, comprare una bistecca o piuttosto degli insetti. 

 

Quella libertà vi ha fatto credere di essere «liberi», mentre chi vi vuole servi obbedienti vi lascia scorrazzare allungando il guinzaglio, dandovi l’illusione di poter fare quello che volete, di avere «il diritto» di abortire, di vivere contro i precetti della Morale naturale e cristiana, di potervi comportare come se Dio non esistesse, come se non doveste mai presentarvi davanti a Lui il giorno del giudizio.

 

La libertà che dovete rivendicare è quella di non accettare supinamente la narrazione mediatica, la colossale frode di un’intera categoria asservita all’élite, impegnata nella diffusione di menzogne e nella censura della verità, pagata per assecondare il potere e reprimere il dissenso

Ma questa non è libertà: è licenza, è libertinaggio. La libertà di dannarvi l’anima, non certo quella di vivere onestamente e di meritare il paradiso. La vera libertà è invece la facoltà di agire nei limiti del Bene, ed è questa la libertà a cui dovete ambire, questa la libertà che dovete rivendicare con coraggio e con fierezza, questa la libertà che «vi farà liberi» (Gv 8, 32). 

 

La libertà di scegliere di non lasciarvi ingannare dalle promesse di chi vi prospetta un futuro migliore ecosostenibile, inclusivo, tollerante, resiliente e gender fluid, mentre vi costringe a comprare solo i prodotti che ha reso disponibili su internet, a ordinare pranzo e cena con il delivery, a farvi curare con la telemedicina, a seguire le lezioni in didattica a distanza, a non andare in ufficio con lo smart working

 

Parlo della libertà di dire di no a chi, prospettando un progresso nel mondo del lavoro e mostrandovi con entusiasmo il tempo libero di cui potrete godere con un orario ridotto, vi sta riducendo lo stipendio, eliminando le tutele sindacali, privando dei mezzi di sussistenza per mantenere una famiglia, costringendo a vivere in appartamenti sempre più piccoli, sempre più anonimi, sempre più in periferia. Dire di no a chi prima vi priva dell’autonomia di un lavoro creando disoccupazione e eliminando le specializzazioni professionali, e poi vi offre il reddito di cittadinanza con cui rendervi schiavi, ricattati da uno Stato che decide a che condizioni potete lavorare. 

 

 

La libertà che dovete rivendicare è quella di non accettare supinamente la narrazione mediatica, la colossale frode di un’intera categoria asservita all’élite, impegnata nella diffusione di menzogne e nella censura della verità, pagata per assecondare il potere e reprimere il dissenso; la libertà di pretendere che i giornalisti ritrovino la dignità dell’etica professionale, della deontologia, e non l’infamia dell’asservimento cortigiano a padroni mai sazi di potere.

 

La libertà di parola che dovreste invocare tutti voi, e soprattutto quanti tra voi hanno ruoli di responsabilità o svolgono professioni legate all’attuale emergenza – medici, paramedici, forze dell’ordine, magistrati, politici – è la libertà di svelare la corruzione, i conflitti di interesse, le connivenze, i silenzi, le complicità di un sistema che si regge sull’inganno, sulla frode, sul terrorismo psicologico e sulla manipolazione della realtà. La libertà di negare il proprio consenso ad un crimine contro l’umanità compiuto con spietata determinazione. 

 

I fautori del Great Reset sono intrinsecamente anticristiani e anticristici, perché questo «Nuovo Ordine» altro non è che il caos infernale.

Possiamo chiederci se, con la vittoria di questo referendum del 28 Novembre, qualcosa cambierà. La Costituzione elvetica privilegia la partecipazione attiva dei cittadini e darà un forte segnale al Consiglio Federale perché desista dai suoi intenti. Ma non pensate che la vostra battaglia per i diritti fondamentali si esaurisca qui: l’attacco è globale ed occorre che ciascuno sia ben consapevole della minaccia che incombe su tutti noi. 

 

Non è, questo, uno scontro nel quale possiamo vincere il comune nemico con sole forze umane: è una battaglia epocale, in cui sono in gioco i destini dell’umanità nel suo insieme e quelli di ciascuno di noi singolarmente, nel tempo e nell’eternità. Ne va della nostra stessa vita, della nostra identità, della nostra individualità. E soprattutto: i fautori del Great Reset sono intrinsecamente anticristiani e anticristici, perché questo «Nuovo Ordine» altro non è che il caos infernale. 

 

Vi è data la possibilità di decidere. Non tanto se il green pass sia illegittimo, ma se volete rinnegare definitivamente quel che rimane della vostra libertà, lasciandovi imporre l’incubo distopico di una tirannide oggi sanitaria, domani ecologica o transumana.

 

E che Dio assista e protegga i Suoi.

 

 

Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

NOTE

1) Cfr. il sito del World Economic Forum: https://www.weforum.org/great-reset/ 

2) Cfr. il sito delle Nazioni Unite: https://unric.org/it/agenda-2030/ 

3) https://www.youtube.com/watch?v=g0B28vi3u8c

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

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