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Animali

Gallo cedrone attacca turisti: è aggressione seriale

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Un esemplare di Tetrao urogallus – detto gallo cedrone – sta terrorizzando la val di Fassa (provincia autonoma di Trento), con attacchi seriali ai poveri turisti.

 

Nel primo caso, a metà aprile un povero turista stava camminando sul «sentiero delle leggende», venendo giù dal Gardeccia. Si tratta di un itinerario pensato per famiglie, che non prevede tratti ardui. All’altezza di Pian Peccei, il malvagio pennuto gli si è fatto innanzi e si è messo ad inseguire l’uomo, allargando le ali in chiaro segno di minaccia.

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Secondo Il T Quotidiano, vi sarebbe stato qualche contatto, condito da una beccata vera e propria. Il turista aveva chiamato i soccorsi: «mi stanno inseguendo» ha detto al telefono. All’arriva dei pompieri e di un mezzo di soccorso, sono state date le prime cure mediche allo sventurato, preda dell’ira del perfido volatile.

 

L’episodio si è ripetuto agli inizi maggio, sempre sulla strada che scende dal rifugio Gardaccia. Le due vittime stavano percorrendo il sentiero in bicicletta: ecco che dinanzi è apparsa loro la scellerata creatura alata, che ha proceduto senza indugio alcuno ad aggredirli con inusitata brutalità.

 

Esiste un video che mostra il sopruso sanguinario inflitto agli umani dal borioso urogallo, ed è finito pure al TG regionale.

 

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Video di attacchi urogallici degli scorsi anni nella zona sono reperibili in rete.

 

 

Molto indicativo della personalità psicopatica della bestia anche un video, ripreso anni fa sull’Altopiano di Asiago, in cui l’urogallo scambia un fondista per una femmina della sua specie.

 

 

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Il sindaco di San Giovanni di Fassa ha firmato un’ordinanza per istituire il divieto di transito sulla strada forestale denominata «Col de la Frae».

 

La presenza della fauna, scrive l’ordinanza, mal si concilia con il transito di mezzi e persone. Il problema, pare di capire, non è la prepotenza dell’infame cedrone, ma il transito dei esseri umani.

 

Che possiamo dire, Renovatio 21 si ricorda ancora quando quando all’udire parola galletto si facevano certi pensieri.

 

Tuttavia, in Italia il gallo cedrone non si può mangiare né cacciare perché è una specie protetta. La legislazione repubblicana (in particolare la Legge sulla Caccia 157/92) esclude rigorosamente questo animale dall’elenco delle specie cacciabili a causa del drastico declino della sua popolazione sulle Alpi. La specie è considerata «vulnerabile» nella Lista Rossa Nazionale. La creatura spaccona era stata rimossa ufficialmente dalle specie cacciabili ancora dal 1983-1991.

 

Purtuttavia, esistono storiche ricette tradizionali per il gallo cedrone (noto anche come urogallo), tipiche della cucina di montagna del Nord Italia, del Nord Europa e della Scozia, risalenti ai tempi in cui la caccia a questo volatile era legale.

 

La carne del gallo cedrone maschio è descritta come molto scura, dura, compatta e dal sapore selvatico estremamente forte (con note resinose di aghi di pino di cui l’animale si nutre). Per questo motivo, le preparazioni tradizionali richiedono lunghe marinature o cotture lente.

 

Tra le ricette, vogliamo ricordare la tradizione friulana del gallo cedrone in Salmì, il Roasted Grouse tipico della Scozia, l’immancabile gallo cedrone ai finferli delle nostre Alpi.

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Immagine di Tero Laakso via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

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Animali

Delfini kamikaze nello stretto di Ormuzzo?

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Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha smentito le notizie secondo cui l’Iran starebbe impiegando delfini armati di mine nello Stretto di Hormuz. Interrogato sui delfini militari statunitensi, ha affermato di «non poter confermare né smentire» l’esistenza di una flotta di «delfini kamikaze» da parte degli Stati Uniti.   Le insolite dichiarazioni di Hegseth durante il briefing al Pentagono di martedì sono giunte in risposta all’articolo del Wall Street Journal del 30 aprile, in cui si citavano funzionari iraniani secondo i quali Teheran avrebbe potuto «utilizzare armi mai impiegate prima per attaccare navi da guerra statunitensi, dai sottomarini ai delfini che trasportano mine».   «Posso confermare che, in definitiva, non lo fanno», ha detto Hegseth a proposito del presunto programma militare iraniano di utilizzo dei delfini.   Il generale Dan Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, ha aggiunto di non essere a conoscenza di un eventuale utilizzo da parte dell’Iran di una strategia simile.   «Non ho mai sentito parlare di questa storia del delfino kamikaze. È come gli squali con i raggi laser, giusto?» ha detto Caine, riferendosi a una gag ricorrente della trilogia di Austin Powers.

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Sebbene l’idea che l’Iran utilizzi «delfini kamikaze» nel conflitto possa sembrare una parodia tratta da quei film, questi mammiferi marini estremamente Intelligenti sono stati addestrati per svariati usi militari fin dai tempi della Guerra Fredda.   Nel 2000, l’Iran acquistò da un addestratore russo di mammiferi marini esemplari addestrati dai sovietici. La BBC riferì che gli animali erano «addestrati a uccidere per la marina sovietica» e «potevano compiere attacchi kamikaze contro navi nemiche che trasportavano mine in grado di far esplodere una nave al contatto con lo scafo».   Dal 1959, la Marina degli Stati Uniti addestra delfini e leoni marini per la difesa subacquea.   Con sede a San Diego, il Programma per i mammiferi marini della Marina statunitense addestra i delfini tursiopi, allevati in cattività dal 1989, a individuare, localizzare e recuperare oggetti nei porti, nelle acque costiere e in mare aperto. I primi esperimenti hanno coinvolto oltre una dozzina di specie, tra cui squali, razze e tartarughe marine, prima che il programma si concentrasse sui delfini.   «Milioni di anni di evoluzione hanno conferito a questi animali abilità e capacità di rilevamento eccezionali, che non possono essere replicate da nessuna tecnologia di cui disponiamo oggi», ha affermato Drew Walter, vice assistente del segretario alla Difesa per gli affari nucleari, citando il loro udito e la loro vista straordinari.   Questi animali sono già stati impiegati in situazioni di combattimento.   Nel 2003, alcuni delfini furono inviati nel Golfo Persico come parte della forza d’invasione statunitense in Iraq. Quando l’Iran minacciò di bloccare lo Stretto di Ormuzzo nel 2012, in seguito all’inasprimento delle sanzioni americane, l’ammiraglio in pensione Tim Keating suggerì di farlo di nuovo. «Abbiamo i delfini», disse. «Sono straordinari nella loro capacità di individuare oggetti sottomarini».   La questione dei cetacei militarizzati è stale che per anni i norvegesi hanno considerato l’amichevole beluga che bighellonava i loro porti una possibile spia russa, al punto da chiamarlo Hvaldimir, una crasi della parola norvegese per balena (hval) e Vladimir, nel senso di Putino.   Ciò detto, ricordiamo che Renovatio 21 crede che i delfini siano creature malvagie e perverse, al pari dei loro parenti peggiori, le orche assassine.  

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Animali

Zebra scappa dallo zoo: in realtà è solo un asino dipinto

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I funzionari dello zoo in Armenia hanno dichiarato che le segnalazioni di una zebra fuggita dalla struttura erano in realtà il risultato di un asino dipinto di bianco e nero per scherzo.

 

La polizia di Yerevan, capitale del Paese, ha ricevuto venerdì mattina la segnalazione che una zebra era scappata dallo zoo di Yerevan e si aggirava lungo il viale Myasnikyan. Lo zoo ha poi rilasciato una dichiarazione all’agenzia di stampa Shamshyan spiegando che l’animale in questione non proveniva dalla struttura e non era nemmeno una zebra.

 

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«La notizia di stamattina non era altro che uno scherzo di cattivo gusto», ha dichiarato lo zoo. «Un cittadino, la cui identità è attualmente al vaglio delle forze dell’ordine, ha dipinto il suo asino a strisce e lo ha portato in viale Myasnikyan per girare un video. Desideriamo informarvi che le zebre dello zoo sono al sicuro e si trovano nel loro recinto.»

 

Lo zoo ha messo in guardia contro simili bravate, affermando che i coloranti chimici possono essere tossici per gli animali e causare problemi di salute.

 

Se il ciuco zebrato fosse davvero evaso, non si sarebbe trattato della prima volta che uno zoo viene accusato di utilizzare animali falsi. Come riportato da Renovatio 21, lo zoo di Hangzhou, nella Cina orientale, aveva ufficialmente negato le accuse di utilizzo di esseri umani in costume invece di veri orsi.

 

 

La possibilità di dipingere un ciuco come una zebra non può che ricordare metaforicamente la natura profonda della squadra di calcio di cui l’ungulato bianconero è simbolo, la Juventus, società sportiva creata dalla famiglia che produce (a spese del contribuente) blocchi di metallo e poi li dipinge – col marketing, con la politica, con la sudditanza psicologica dell’intera nazione sabaudizzata – in modo che assomiglino ad automobili.

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Immagine generata artifizialmente

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Animali

Animali di un’intera fattoria evadono in massa

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Un vice sceriffo dello stato statunitense dell’Indiana, intervenuto in seguito a una segnalazione di un animale in strada, ha scoperto un intero allevamento, tra cui polli, tacchini, anatre, oche e capre, intento a operare un’evasione di massa da una fattoria.   L’ufficio dello sceriffo della contea di Grant ha dichiarato che l’agente Korporal è intervenuto la scorsa settimana dopo la segnalazione di un animale in mezzo al traffico e, al suo arrivo, ha constatato che le capre e diversi uccelli erano fuggiti da una fattoria vicina.   Le immagini riprese dalla telecamera indossata da un agente e condivise sui social media mostrano il Korporal che raduna tutti gli animali riportandoli in un’area recintata.  
  «Per fortuna, nessun animale è stato ferito e tutto si è concluso come ci piace: in modo sicuro e senza incidenti», si legge nel post. «Tutti gli animali sono stati radunati e riportati al loro posto».   La realtà sta senza dubbio fornendo una versione migliorata de La fattoria degli animali, il celeberrimo romanzo di Giorgio Orwell: invece che sottoporsi ai cicli di potere che seguono le rivoluzioni, i cittadini ad una certa fanno meglio a fuggire ebbasta.   No?

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