Geopolitica
Ex consigliere presidenziale ucraino assassinato in Spagna
L’ex deputato e consigliere presidenziale ucraino Andrey Portnov è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un sobborgo della capitale spagnola, Madrid, mercoledì. Lo riportano i media locali e la stampa russa.
Le circostanze dell’omicidio suggeriscono che potrebbe essersi trattato di una «esecuzione extragiudiziale», poiché Portnov potrebbe aver avuto accesso a informazioni che avrebbero potuto minacciare personaggi dell’amministrazione di Volodymyr Zelens’kyj, ha affermato Rodion Miroshnik, ambasciatore russo a titolo personale che sovrintende a una missione speciale sui presunti crimini di guerra ucraini.
L’omicidio è avvenuto a Pozuelo de Alarcón, secondo quanto riportato dal quotidiano El País. Portnov, 51 anni, sarebbe stato avvicinato da due o tre aggressori e colpito almeno cinque volte, di cui tre alla testa, mentre ispezionava il bagagliaio della sua Mercedes, vicino a una scuola privata frequentata dai suoi figli.
Le autorità spagnole hanno confermato che nella zona è avvenuto un omicidio, ma non hanno ancora identificato formalmente la vittima.
#SUMMA112 confirma el fallecimiento de un varón con heridas por arma de fuego en #PozueloDeAlarcón.
Colabora @SEAPAPozuelo y #PolicíaLocal.@policia se encarga de la investigación. pic.twitter.com/yJJnoCcval
— 112 Comunidad de Madrid (@112cmadrid) May 21, 2025
Sostieni Renovatio 21
Portnov, avvocato di formazione, ha prestato servizio nel parlamento ucraino dal 2006 al 2010. In seguito è entrato a far parte dell’amministrazione del presidente Viktor Yanukovich, supervisionando la riforma giudiziaria in qualità di vice capo di gabinetto e contribuendo alla stesura del nuovo codice penale, adottato nel 2012.
Nel 2014 Portnov era fuggito dall’Ucraina in seguito al colpo di stato armato a Kiev, sostenuto dall’Occidente, che rovesciò il governo di Yanukovich. Nonostante l’esilio, rimase attivo nel dibattito politico ucraino, apparendo spesso in televisione nazionale.
Portnov è tornato nel Paese nel 2019 per sostenere il candidato presidenziale Zelens’kyj. Dopo la vittoria di quest’ultimoalle elezioni, Portnov aveva presentato diverse denunce contro il presidente uscente Petro Poroshenko, accusandolo di vari reati commessi durante il suo mandato. Nessuno di questi casi ha portato a condanne.
Secondo quanto riferito, avrebbe lasciato nuovamente l’Ucraina nel giugno 2022. All’epoca, i media ucraini lo hanno descritto come affiliato a canali «filo-russi» chiusi dall’amministrazione Zelens’kyj e lo hanno accusato di aver fatto commenti denigratori sulla natura del colpo di Stato del 2014.
Portnov è presente nell’elenco almeno dal 2015 di Mirotvorets, il controverso database pubblico semi-ufficiale che cataloga gli individui considerati nemici dell’Ucraina. Diverse persone elencate dal sito sono state assassinate nel corso del decennio di attività.
I servizi segreti ucraini hanno precedentemente affermato o implicitamente coinvolto in una serie di omicidi mirati di individui etichettati come nemici da Kiev. Alcuni di questi omicidi sono avvenuti al di fuori dell’Ucraina, tra cui l’uccisione dell’ex parlamentare ucraino Ilja Kiva, avvenuta nel dicembre 2023 vicino a Mosca.
Kiva era stato deputato ucraino dal 2019 al 2022 e membro del partito Piattaforma dell’opposizione – Per la vita, ufficialmente bandito da Kiev nel giugno 2022. Kiva stesso è stato un feroce critico del presidente ucraino Zelens’kyj e del governo filo-NATO di Kiev. In un’intervista del 2022, aveva criticato gli Stati Uniti e la NATO per, come ha detto, aver usato l’Ucraina come «esca» per provocare la Russia in un conflitto.
Aiuta Renovatio 21
Secondo il Daily Mail, parlando alla televisione nazionale, il portavoce dell’Intelligence militare ucraina Andriy Yusov avrebbe detto: «Possiamo confermare che Kiva è finito. Un simile destino toccherà agli altri traditori dell’Ucraina, così come agli scagnozzi del regime di Putin».
Come riportato da Renovatio 21, vi è il caso anche di Oleksij Kovaljov, parlamentare di opposizione alla Verkhovna Rada (il Parlamento di Kiev) stato trovato assassinato nella sua casa di Kherson. Va ricordato anche Denis Kireev, uno dei primi negoziatori degli incontri al confino bielorusso di inizio conflitto, ucciso senza pietà per strada a Kiev.
Tre anni fa sempre in Spagna fu arrestato in un’operazione congiunta da poliziotti spagnoli e ucraini il famoso blogger critico del governo ucraino, Anatolij Sharij. Il blogger sarebbe stato accusato di tradimento. Tra le accuse anche quella di aver violato la sicurezza nazionale ucraina attraverso le sue attività nel regno dei media, mentre presumibilmente agiva per conto di forze «straniere». Il blogger aveva condannato l’operazione militare russa in Ucraina dopo che era stata lanciata alla fine di febbraio, ma ha continuato a sottolineare quelli che considerava difetti nella condotta di Kiev durante il conflitto in corso.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
L’UE respinge il Canada come membro «associato»
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Trump in contatto con Netanyahu: paura di altre ostilità con l’Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sabato mattina, per fare il punto sui preparativi per possibili attacchi contro l’Iran,. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti a conoscenza della conversazione.
Secondo il WSJ, Trump aveva precedentemente tenuto un altro incontro con alti comandanti militari alla Casa Bianca per discutere le opzioni per la ripresa di importanti operazioni di combattimento. Nelle scorse settimane, diverse testate giornalistiche hanno riportato che gli Stati Uniti potrebbero riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine del 3 novembre.
Trump ha ripetutamente minacciato di bombardare l’Iran, avvertendo di «un’altra piccola Furia Epica», dal nome dell’operazione precedente, qualora Teheran non rispetterà le sue condizioni di pace. Secondo quanto riferito, funzionari statunitensi avrebbero avvertito gli alleati arabi che ospitano basi militari americane di prepararsi a un’operazione breve ma intensa.
Interrogato sabato sera durante una festa di Halloween a Mar-a-Lago, in Florida, sulla possibilità di «tornare in guerra con l’Iran» nelle prossime settimane, Trump ha risposto: «Supponiamo che lo facessi, ve lo direi? Non posso dirvelo».
Sostieni Renovatio 21
Secondo quanto riferito, il Pentagono avrebbe presentato a Trump potenziali obiettivi che vanno dagli impianti nucleari e siti militari sotterranei iraniani all’isola di Kharg, un importante snodo per l’esportazione di petrolio nel Golfo Persico. Gli Stati Uniti hanno inoltre inviato ulteriori intercettori missilistici nella regione e trasferito truppe da basi vulnerabili.
Secondo un articolo del Jerusalem Post pubblicato sabato, Stati Uniti e Israele hanno già elaborato piani per una rinnovata azione militare, ma è improbabile che Trump ordini attacchi prima del voto di martedì, a meno che i servizi segreti non indichino preparativi per un attacco a sorpresa.
Una ripresa delle ostilità giungerebbe in un momento delicato per Netanyahu, il cui blocco di destra non è riuscito a ottenere la maggioranza parlamentare alle elezioni della scorsa settimana. Rimarrà in carica mentre proseguono i negoziati per la formazione di una coalizione.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato sabato che Trump non ha ancora deciso se lanciare nuovi attacchi contro l’Iran, ma preferisce una soluzione diplomatica. Le sue dichiarazioni sono giunte mentre i negoziatori iraniani incontravano i mediatori del Qatar a Doha, dopo oltre 12 ore di colloqui a Teheran venerdì. Una fonte a conoscenza dei colloqui ha riferito a Reuters che la diplomazia viene coordinata attraverso contatti regolari con Washington.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha esaminato una lettera del vicepresidente statunitense JD Vance volta a riaprire i negoziati, definendo l’iniziativa un «passo positivo».
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato alle forze armate di prepararsi a «una risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche» qualora il Paese venisse attaccato di nuovo, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa sabato dal suo ufficio.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Lavrov: l’Europa ha perso l’occasione di mediare nel conflitto ucraino
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Vaccini2 settimane faChiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione
-



Trapianti2 settimane faTrapianti, il prossimo passo: prelevare gli organi senza attendere la «morte»
-



Politica4 giorni faCaos per l’emendamento sul reintegro dei medici definiti «no-vax». Intervista al dottor Dario Giacomini
-



Persecuzioni2 settimane faVescovo mette a tacere famoso esorcista
-



Spirito2 settimane faSacerdote ucciso dalla caduta di un crocifisso durante la messa. Se fosse stato ad orientem si sarebbe salvato?
-



Spirito6 giorni faNuvola a forma di Croce sopra Lourdes
-



Geopolitica2 settimane faL’Arabia Saudita giustizia una coppia bengalese per essersi baciata all’interno di una moschea
-



Immigrazione2 settimane faMons. Viganò contro la barbarie orchestrata













