Politica
Ex deputato ucraino critico di Zelens’kyj ucciso vicino a Mosca
Il corpo di un ex parlamentare dell’opposizione ucraina, Ilja Kiva, è stato trovato nella regione di Mosca, hanno riferito mercoledì i media russi. Il politico era conosciuto come un convinto critico del presidente Volodymyr Zelens’kyj. Lo riporta il sito governativo russo RT.
Secondo quanto riferito, il corpo di Kiva è stato trovato sul terreno dell’hotel Velich Country Club vicino a un cottage dove risiedeva. L’uomo giaceva a faccia in giù in una pozza di sangue nella neve alta, hanno riferito diversi media russi, citando fonti delle forze dell’ordine. L’uomo ha subito una ferita alla testa, riferisce il fatto quotidiano, citando la sua fonte.
Il portavoce dell’Intelligence militare ucraina, Andrej Yusov, ha successivamente dichiarato che dietro l’attacco c’erano i servizi di sicurezza ucraini, ha riferito il quotidiano «Strana». Altri media hanno affermato che il servizio di sicurezza interna del Paese, la SBU, ha orchestrato l’assalto.
Finora le autorità russe non hanno commentato l’incidente.
Kiva è stato deputato ucraino dal 2019 al 2022 e membro del partito Piattaforma dell’opposizione – Per la vita, ufficialmente bandito da Kiev nel giugno 2022. Kiva stesso è stato un feroce critico del presidente ucraino Zelens’kyj e del governo filo-NATO di Kiev. In un’intervista del 2022, aveva criticato gli Stati Uniti e la NATO per, come ha detto, aver usato l’Ucraina come «esca» per provocare la Russia in un conflitto.
Il politico ucraino aveva lasciato l’Ucraina non molto prima dell’inizio dell’azione militare russa nel febbraio 2022, trasferendosi prima in Spagna e poi in Russia.
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L’Ucraina lo ha privato del suo mandato di parlamentare a metà marzo 2022, meno di un mese dopo l’inizio dell’operazione di Mosca. Lo stesso mese le forze dell’ordine ucraine lo hanno anche accusato di tradimento dello Stato, accusandolo di «aver fatto di tutto» per invitare gli «aggressori russi» nel Paese.
Alla fine è stato condannato in contumacia a 14 anni nelle prigioni ucraine. Nel suo ultimo post sui social media, datato mercoledì mattina, Kiva ha accusato Zelens’kyj di «annegare il popolo nel sangue», aggiungendo che fuggire all’estero o suicidarsi sarebbero le uniche due opzioni per lui dal momento che il Senato degli Stati Uniti deve ancora approvare un provvedimento disegno di legge per finanziare ulteriori aiuti militari all’Ucraina.
Il comitato investigativo russo ha aperto un’indagine sull’omicidio dell’ex deputato ucraino, ha riferito mercoledì in una nota le forze dell’ordine.
La commissione ha confermato l’identità del politico e ha affermato che è stato ucciso martedì sera da un aggressore sconosciuto che gli ha sparato con una pistola. Non ha nominato alcun sospettato nel caso e ha affermato che sarebbero state perseguite tutte le possibili vie di indagine.
Secondo il Daily Mail, parlando alla televisione nazionale, il portavoce dell’Intelligence militare ucraina Andriy Yusov avrebbe detto: «Possiamo confermare che Kiva è finito. Un simile destino toccherà agli altri traditori dell’Ucraina, così come agli scagnozzi del regime di Putin».
Yusov ha definito Kiva «uno dei più grandi furfanti, traditori e collaboratori» e ha detto che la sua morte è stata «giustizia», scrive il giornale britannico. Il Kiva aveva suscitato le ire ucraine quando tempo fa in un canale Telegram aveva parlato della possibilità di attaccare il Paese con armi di distruzioni di massa.
Sotto l’immagine di un’esplosione nucleare, il Kiva aveva scritto: «RICORDATE!!! HANNO PAURA E RISPETTANO SOLO IL POTERE!!! Zelens’kyj, il suo entourage e i curatori occidentali, hanno molta paura di un attacco preventivo [russo] [con] armi di distruzione di massa. Questo è ciò che può porre fine allo scontro odierno, non solo con le autorità ucraine, ma con tutto l’Occidente, che già oggi partecipa attivamente e apertamente al conflitto militare in Ucraina… Se qualcuno pensa che questo non sia conforme alle regole, ricordi: l’Occidente ha scritto queste regole nel proprio interesse e solo per distruggervi più efficacemente». Il commento arrivava dopo che lo Zelens’kyj si è seduto per un’intervista alla CNN in cui ha avvertito che l’Occidente deve prepararsi alla possibilità che Putin ricorra all’uso di armi nucleari o chimiche contro il suo Paese.
Kiva è stato assassinato poche ore dopo che, nel suo ultimo post sui social media, aveva affermato che Zelens’kyj sarebbe stato costretto a fuggire in Gran Bretagna. L’ex deputato, che era apparso in programmi televisivi di Stato russi, «aveva affermato che Zelenskyj era un tirapiedi dell’MI6 e un tossicodipendente da cocaina» scrive il Daily Mail.
Le accuse dell’ex deputato di Kiev sembravano riecheggiare certe allusioni lanciate da Vladimir Putin, che rifiutò l’incontro con i vertici di Kiev parlando di una banda di «drogati e neonazisti».
Come riportato da Renovatio 21, il Kiva a inizio conflitto aveva anche dichiarato che Zelens’kyj non era più in Ucraina, informazione che sarebbe poi stata smentita dai fatti. I pubblici ministeri di Kiev annunciarono che il Kiva era accusato in contumacia di alto tradimento e violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina, oltre che di aver preso parte alla propaganda di guerra russa e di possesso illegale di armi.
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Un altro ex politico ucraino del medesimo partito esiliato in Russia, Viktor Medvedchuk a inizio novembre aveva attaccato il presidente ucraino Zelens’kyj in un articolo pubblicato venerdì dalla piattaforma mediatica russa Smotrim in cui asseriva che l’attuale capo di stato ucraino potrebbe essere l’ultimo, e che Zelens’kyj di ciò può incolpare solo se stesso.
Dopo essere stato eletto presidente su una piattaforma di pace con la Russia e di riconciliazione con il Donbass, Zelens’kyj «ha ceduto il potere ai nazionalisti radicali, adottandone la retorica e il comportamento», ha scritto Medvedchuk. Così facendo ha tradito le persone che lo hanno votato.
«Zelens’kyj aveva semplicemente paura di diventare un pacificatore poiché ciò gli avrebbe richiesto di opporsi alle forze aggressive all’interno e all’esterno del Paese», ha affermato l’ex capo dell’opposizione al Parlamento ucraino. Invece di mantenere la promessa di combattere la corruzione, lui e il suo team «hanno gravato sui flussi finanziari». E dopo lo scoppio delle ostilità con la Russia lo scorso anno, il presidente «ha capito che anche la guerra può essere redditizia».
Secondo Medvedchuk, Zelens’kyj ha agito come uno strumento statunitense per fare pressione sulle nazioni europee affinché sacrificassero il loro benessere economico per l’Ucraina.
«In effetti, Zelenskyj ha tradito gli interessi non solo dell’Ucraina ma anche dell’UE», aveva scritto Medvedchuk, in precedenza detenuto dal regime di Kiev e consegnato a Mosca durante uno scambio di prigionieri nel settembre dello scorso anno.
Come riportato da Renovatio 21, vi è il caso anche di Oleksij Kovaljov, parlamentare di opposizione alla Verkhovna Rada (il Parlamento di Kiev) stato trovato assassinato nella sua casa di Kherson.
I casi di deputati e personaggio politici considerati filo-russi uccisi per strada si registravano anche anni prima della guerra: l’ex deputato Oleg Kalashnikov, un alleato del deposto presidente Yanukovich, fu trovato morto per colpi di arma da fuoco nella sua casa di Kiev nella primavera 2015, l’anno dopo al golpe di Maidan.
Va ricordato anche Denis Kireev, uno dei primi negoziatori degli incontri al confino bielorusso di inizio conflitto, ucciso senza pietà per strada a Kiev.
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Immagine di Sandlerdarina via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Immigrazione
Il sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
Total chaos in Italy: Milan. pic.twitter.com/3NDaVPpwuV
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🇮🇹 NOW MILAN IS ERUPTING TOO
The wave of unrest across Europe is spreading. More than 5,000 protesters took to the streets of Milan over soaring fuel prices and low wages. And things turned violent. Rocks, firecrackers and fireworks were hurled at police. Bus shelters and… — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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Protesters clash with police in Milan, Italy, near the historic cathedral, against the high cost of living. pic.twitter.com/FvCu2JLqe3
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) October 18, 2026
Total chaos outside the symbol of Christianity in Milan, the Cathedral. Paper bombs, firecrackers, cars destroyed, attacks on police, insults and shouting right in front of the Duomo. No Italian, not even the worst, would dare to light fires and shoot fireworks against the Duomo.… https://t.co/lh80b1iC5O pic.twitter.com/Oh3XYvqVhY
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
BREAKING:
Massive riots have now also broken out in Milan, Italy. An alliance of migrant gangs and Antifa extremists is attacking police officers and setting fires in front of the Milan Cathedral (Duomo) pic.twitter.com/yh8sbPWmsS — Visegrád 24 (@visegrad24) October 17, 2026
Italy like France. Outside Milan Cathedral. A symbol of Christianity under siege. Fires, clashes, and devastation beneath its spires. This is no celebration — it is a collapse. They are burning the heart of Milan while everyone watches and records it. This is a war on our… pic.twitter.com/fcGWSDF8z0
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 17, 2026
Many shouts in this video are in Arabic. This is Milan’s Duomo, the symbol of Christianity in Italy and Europe. Yesterday’s clashes were not random – they have a clear motive. pic.twitter.com/gpsMckkVcw
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
🔥🇮🇹 Construction on the Duomo di Milano began in 1386, and it wasn’t finished until 1965.
Now it’s under threat of destruction by citizens complaining about the “cost of living”?! Naw fam… Something, or someone bigger, is instigating this! Writer: Jamie… https://t.co/WRE6WSp4d8 — Mario Nawfal (@MarioNawfal) October 17, 2026
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🚨Milan is a battlefield & tourists are hiding.
Smoke bombs are being thrown at rooftop bars. Shops are locked down. A cost of living protest just became a riot in the heart of the city. Police are firing tear gas. Dozens have already been arrested. British tourists say… pic.twitter.com/7QKXTYgP22 — Gauci Reports (@GauciReports) October 17, 2026
Certamente non si tratta solo dei luoghi storici, le grandi piazze, le gallerie (dove sono rimasti, a permettersele, solo le multinazionali), i palazzi millenari. È la vita stessa dei milanesi che ora è minacciata. Guardate via Torino: un tempo luogo di baretti e negozietti, dove passeggiava, e comprava, la gente comune: c’era il negozio di scarpe, l’ottico bravo, la ricevitoria del lotto, la videoteca fornita, il pronto-moda a portata, la pizza al trancio, etc. Ora dopo essere stata gentrificata – i negozi sono praticamente solo di grandi catene internazionali – via Torino viene razziata. Ecco che arrivano le immagini del looting di articoli sportivi, a quanto sembra amati dai baluba fino al punto di sfidare la legge per portarseli via aggratis. Non che sia un fenomeno nuovo. Ricordiamo di averlo visto durante la rivolta di Los Angeles per il pestaggio di Rodney King nel 1992. Distintamente ricordiamo anche Londra nel 2011, quando vi furono disordini pre-olimpici nei quartieri immigrati che si riversarono poi ovunque vi fosse un negozio di scarpe da ginnastica da razziare. Per la Francia di questi anni, gli episodi non si contano. Anche a Milano ora abbiamo la barbarie firmata, pronta a tutto pur di avere la felpa col loghetto figo. È un segnale chiarissimo: questa gente è disposta a tutto, per niente. Gli lancia una maglietta, e questi sono pronti a fare qualsiasi cosa. È il programma del conte Calergi: il meticcio, teorizzato in Praktischer Idealismus, è più «sentimentale», quindi più manovrabile, quindi ideale per la costruzione della «nuova Europa». La «nuova Europa» sta nascendo tramite le razzie dei Footlocker. È la conclusione che dobbiamo trarne.Milan, Italy pic.twitter.com/KYsc9X7f4V
— Russian Market (@runews) October 17, 2026
Notiamo anche: i negozi di libri possono essere distrutti senza portare via niente, come visibile alla Feltrinelli di Torino. I razziatori sono selettivi, lo sappiamo: lo scrittore William Gibson notava che nei saccheggi losangelini del 1992 venivano spaccati e depredati i negozi di TV Color, mentre quelli con in vetrina computer Apple da migliaia di dollari venivano lasciati intonsi (ora non è più così: ma abbiamo reso l’idea). A colpire è soprattutto l’idea che l’incursione sia fatta in una libreria Feltrinelli, tempio della cultura goscista, cioè immigrazionista e permissivista, che ha consentito alla società di degenerare fino al punto di far vivere sul suo territorio individui simili. Il cane morde il padrone: o forse, il padrone non è mai stato padrone, era uno che dava da mangiare senza nemmeno sapere quello che faceva, ma credendosi, per questo, buono. La sinistra, e tutta la sua filiera economica, altro non è che una patologia narcisoide di una società che ha perduto la morale naturale.Milan like Paris. Many of them are not Italian and must be kicked out now, put on a raft and sent back to North Africa. pic.twitter.com/bgLJ0Ex2YI
— RadioGenoa (@RadioGenoa) October 18, 2026
Scontri tra manifestanti e polizia con il lancio di sassi e bottiglie durante la protesta contro il carovita in corso a Torino. Un folto gruppo di giovani incappucciati ha fatto irruzione nella libreria Feltrinelli in Porta Nuova.
L’articolo di Federico Gottardo su Repubblica… pic.twitter.com/0C06w85pkg — Repubblica (@repubblica) October 17, 2026
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Torniamo a Milano. L’assalto alla città, con la polizia praticamente inerme – fa il giro dei siti di informazione il dirigente di polizia in borghese con il sangue in testa perché colpito da un sanpietrino – segna non solo una vittoria per i rivoltosi, ma una direzione precisa delle forze dell’ordine: esse non sono in grado, o non vogliono, risolvere una cosa del genere. Eppure noi di piazza Duomo avevamo altri, tristi, ricordi. Rammentate le proteste pandemiche? Noi sì. Milano era diventata, ogni sabato, teatro delle più massicce marce contro lockdown, vaccini greenpass. Roba che neanche Melbourne. Per quanto ci è possibile testimoniare, possiamo dire si trattava di manifestazioni completamente organiche, e quelli che volevano metterci il cappello (tra cui qualche vecchio arnese confuso) duravano poco. La repressione fu pazzesca. Manifestanti bloccati in periferia dalla polizia, che chiudeva vie ed accessi, di fatto mettendoli in trappola. In piazza Duomo, che oggi viene lasciata tranquillamente bruciare, cominciarono ad arrestare chiunque, dalla signora di mezza età al pensionato con la bici colorata, a quelli che sembravano passanti che semplicemente reagivano agli agenti in borghese che affiancavano e prendevano gli sparuti personaggi che protestavano, pensate un po’, con la loro presenza. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva emanato il 10 novembre 2021 una direttiva per «limitare», cioè cancellare, le proteste contro le misure sanitarie COVID. Alla facciazza di qualche articolo della «Costituzione più bella del mondo». Ricordo la malinconia totale che mi procuravano quelle immagini. Non solo perché vedevo quella stupenda protesta ridotta ad un cumulo di rauchi tizzoni che venivano spenti senza pietà. Ma perché quella era piazza del Duomo, il luogo più bello, più importante, più spirituale. San Carlo Borromeo è custodito proprio lì, nello Scurolo di San Carlo, ed è il santo che non aveva paura di andare dagli ammalati durante la peste, chiamata proprio Peste di San Carlo. Milano aveva tradito se stessa. Lo Stato moderno aveva vinto contro il suo spirito antico. Ora rivediamo in trasparenza lo stesso fenomeno, o meglio, ne vediamo la faccia ulteriore. L’anarco-tirannia vuole da una parte tiranneggiare il cittadino, schiacciargli la faccia sotto lo stivale dell’autorità (come visto col COVID), ma al contempo desidera lasciar libero l’elemento barbaro immigrato, così da creare quel caos sociale che permette alle élite di prosperare libere dalla responsabilità di nutrire e proteggere il popolo, divenuto troppo impegnato a proteggersi e nutrirsi da sé.Riots in Bologna and Milan were equal to what was seen in France.
These are not just exclusively migrant riots either or the ‘far-left’. Many others participated due to the cost of living and overall despair at the current situation across Europe. pic.twitter.com/Takzg9HPjv — UNN (@UnityNewsNet) October 18, 2026
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Immagine di Vassia Atanassova via Wikimedia CC BY-SA 4.0
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Politica
Il municipio di Limoges dato alle fiamme dalle proteste immigrate
Il campanile del municipio di Limoges, risalente a 143 anni fa, è crollato sabato sera dopo che l’edificio era stato dato alle fiamme nel contesto delle rivolte etniche immigrate camuffate da proteste a livello nazional contro l’aumento del costo della vita
L’incidente è avvenuto mentre gli scontri tra polizia e le orde immigrate si intensificavano in tutta la Francia, con gli agenti che hanno sparso gas lacrimogeni.
A Limoges, città della Francia centro-occidentale, casseurs mascherati hanno dato fuoco al municipio ottocentesco, secondo quanto riportato dall’agenzia AFP, che cita un funzionario regionale. Video diffusi sui social media mostrano il campanile dell’edificio cedere e crollare mentre le fiamme ne avvolgono le strutture di sostegno.
La mairie de Limoges s’effondre… 🥹
Classé monument historique, le bâtiment existait depuis 150 ans (1876) pic.twitter.com/UW3Ej8UNm3— Destination Télé (@DestinationTele) October 17, 2026
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L’incendio ha causato danni ingenti, con il crollo del tetto sui piani inferiori e la distruzione di gran parte della facciata. Le autorità locali hanno descritto l’edificio storico come in gran parte distrutto. Non sono stati segnalati feriti tra le persone che si trovavano all’interno.
«Il tetto è crollato sui piani inferiori, ad eccezione dell’ala ovest, e due terzi della facciata esterna sono già scomparsi», ha dichiarato il prefetto locale Maurice Barate, citato dall’AFP.
🇫🇷🔥 Limoges city hall set on fire by rioters at the end of the Oct. 17 protest; the bell tower collapsed and the prefect says the building is “largely lost”
Rioters attacked Limoges’ hôtel de ville late Saturday afternoon after the Oct. 17 cost-of-living march, breaking windows… pic.twitter.com/SCIqe5EhRx
— 🔥🗞The Informant (@theinformant_x) October 17, 2026
FRANCE: Rioters have set fire to the historic City Hall in Limoges, France, causing its roof to burn and its clock tower to collapse.
Built in 1883, the 143 year old landmark survived 2 world wars and was designated a protected historical monument in 1975.
It’s gone now.…
— Open Source Intel (@Osint613) October 17, 2026
AIUTA
Scontri violenti sono stati segnalati a Parigi, Marsiglia, Rennes, Tolosa e Angers.
🔴 🇫🇷 FRANCE
Scènes de chaos à Marseille. La situation est hors de contrôle. La police est débordée. À suivre.⁰#Marseille #17octobre pic.twitter.com/zTInewabU1
— Geocrises FR (@geocrises) October 17, 2026
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Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che 1.200 persone sono state arrestate in tutto il paese, mentre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito che 150 agenti di polizia sono rimasti feriti.
Filmati provenienti da Parigi mostravano la polizia che si scontrava con le torme sabotattrici, mentre questi ultimi, con il volto coperto, lanciavano oggetti e fuochi d’artificio.
A Marsiglia, i «manifestanti» hanno fatto irruzione nel municipio, sfondando la porta e imbrattando i muri con vernice spray, secondo quanto riportato dal quotidiano locale La Provence. Sono stati segnalati incendi anche in diverse città, tra cui un ufficio turistico a Lione.
Con la distruzione di un municipio antico l’anarco-tirannia segna un punto simbolico notevole: la distruzione del potere precedente, il trasferimento del comando all’orda barbara.
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Immagine screenshot da Twitter
Politica
L’ex deputato USA Matt Gaetz accusato di traffico sessuale. È molto inviso alla lobby ebraica
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