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Ecco lo shop di Renovatio 21. Cose belle per far vivere la vera informazione, libera e necessaria
Qualche lettore se ne sarà accorto. Sì, abbiamo lanciato un negozio online, uno shop, come si dice – o almeno l’embrione di esso.
Non è facile come sembra: non avendo grande aiuto, e nessun capitale a disposizione, ci abbiamo messo anni. Troppi anni. Ora, tuttavia, anche questo nuovo elemento costitutivo di Renovatio 21 è stato approntato.
Il lettore capisca cosa significa: costruire un sistema di vendita, e ancora più importante costruire le cose da vendere, è uno sforzo necessario, praticamente obbligato della nostra traiettoria. Perché, lo ripetiamo, vogliamo vendervi qualcosa di bello, qualcosa di nostro, perché rifiutiamo totalmente la logica pubblicitaria di internet.
Cioè: vi chiediamo se volete comprare una maglietta, una felpa, un berretto, un rosario (e altre cose che ora via via aggiungeremo) perché non vogliamo vendere i nostri lettori.
Proprio così. Lo shop di Renovatio 21 esiste perché non vogliamo trafficare le informazioni di chi ci legge. Lo shop di Renovatio 21 esiste perché noi amiamo i nostri lettori. E quindi vogliamo rispettarli, e proteggerli.
Abbiamo rifiutato le profferte di quanti negli anni avrebbero voluto far pubblicità su Renovatio 21, attratti dal traffico e sconvolti dall’essenza di spot di sorta. Notatelo: non ci sono banner invasivi, rilanci a prodotti che avete appena veduto in rete (o di cui avete parlato in presenza di un telefonino…), non ci sono video che partono automaticamente, con l’audio impossibile da spegnere.
Abbiamo rifiutato perché se tra gli obiettivi di Renovatio 21 c’è la lotta contro il sistema di sorveglianza e repressione reso possibile dal digitale, e la costituzione di una comunità di esseri umani che vogliono rimanere tale, e sostenersi secondo morale, non possiamo accettare alcuna collaborazione con chi non ha questi scopi nel cuore, ma solo lo sfruttamento economico e psicologico.
Vi chiediamo, quindi, di contribuire a mantenere viva la informazione libera – e necessaria! –acquistando qualcosa dal nostro negozio.
Per l’eCommerce di Renovatio 21 abbiamo creato una nuova pagina dedicata nuova del sito. Al contempo, una vetrina dello shoppo è visibile anche qui. Sono accettati tutti i pagamenti possibili (PayPal, carte di credito, etc.), mentre per bonifici e altro dovreste contattarci.
Abbiamo, per l’occasione, realizzato nuovi prodotti.
Abbiamo la sorprendente maglia Dark MAGA Power, l’abbiamo chiamata così.
L’artigiano di serigrafia che l’ha realizzata (perché, sì, la serigrafia – che dura nel tempo e nei lavaggi, a differenza della stampa digitale – la facciamo a mano in Italia) ha dichiarato che si tratta di una delle magliette più forti che ha realizzato. La precisione della stampa manuale, dove il nero è il fondo della maglia, con il singolo capello del soggetto che è pennellato sul cotone organico al 100%, ci rende piuttosto orgogliosi. Il contenuto, pure: il lettore riconosce il segno distintivo di tante grafiche e immagini passate su Renovatio 21, i personaggi con gli occhi a pieno colore, in realtà qualcosa che il fondatore mandava in stampa nelle copertine dei libri già lustri fa.
Il Dark MAGA Power, volendo, potete portarlo anche nella nostra comoda, calda felpa con cappuccio.
Poi: un lettore ci aveva chiesto di fare una maglia crociata con la Croce della Vittoria: detto, fatto.
Croce di San Patrizio, detta anche Croce Celtica: eccovela.
La Croce Pieficcata forse non l’avevate mai veduta, ma eccola qui, in una maglia che neanche Ralph Supermaxieroe. In realtà, il simbolo è visibile in alcuni palazzi e chiese del mantovano.
La Croce Accerchiellata è bella assai.
Abbiamo poi iniziato la produzione delle Felpe Crociate. Sono disponibili quella con la Croce di Lorena, Croce di San Giacomo, Croce di San Patrizio, Croce Patente, Croce Pieficcata, Croce di Gerusalemme.
Un berretto Donald Kraken, magari lo volete.
Restano disponibili i rosari lignei, quello color legno e quello nero. Ne abbiamo subito pronti alla spedizione uno e uno.
Rimangono disponibili, al momento, le Maglie Crociate della prima tornata: Croce di Gerusalemme, Croce di San Giacomo, Croce di Lorena, Croce Patente, Croce di Custodia. Possiamo spedire, per ora, anche la maglia Donald Kraken.
Per chi invece vuole contribuire direttamente, c’è il solito modo.
Donazione con PayPal o carta di credito
Donazione con bonifico bancario
Roberto Dal Bosco
Banca Isybank
Causale «Sostegno al giornalismo indipendente»
IBAN IT69U0338501601100000159958
Grazie di cuore cari lettori.
Dovranno ucciderci per far sì che vi lasciamo. Ma anche dopo, tuttavia, non è detto che non continueremo ad essere con voi.
Renovatio 21
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Albachiara, la militanza, la determinazione cristiana
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Addio Albachiara
Stamattina presto ci hanno informato che Albachiara Cristiani è tornata alla Casa del Padre. Perdiamo una colonna portante della buona battaglia in Italia. Perdiamo una donna stupenda. Personalmente, perdo una grande amica. Perdo un’immensa certezza, morale, spirituale, umana.
Solo chi non è mai entrato davvero nell’arena dove si lotta per Dio e per la vita non conosce Albachiara, che era, nemmeno tanto dietro le quinte, un turbine inevitabile in qualsiasi iniziativa cristiana – dai pullman dei pellegrinaggi ai sedevacantisti, da frati e suore ai movimenti antiabortisti in tutti i loro rivoletti.
Albachiara era nipote del cardinale Ursi (1908-2003), ma non ne parlava mai, non era, in fondo, un dettaglio rilevante: nulla aggiungeva all’oceano di energia che metteva su tutto ciò che faceva, una forza che bastava a se stessa, bastava a tutti, e non aveva bisogno particolare di gerarchie né di zucchetti. Anzi: gerarchie e zucchetti avevano bisogno di lei, e la mole di conversazioni che scambiava con vescovi e cardinali italiani (alcuni, oggi in posizioni altissime) è impressionante al punto da divenire comica, irresistibile: erano prelati e porporati a cercarla, perché sapevano che la mappatura che Albachiara poteva offrire della realtà cattolica emiliana e non solo era impareggiabile.
Di fatto, non lo avevano capito solo i monsignori: pure qualche politico furbetto aveva preso a girarle intorno, avendo capito quanto fosse, nella sua schietta semplicità, fondamentale per l’intero sistema della fede cattolica della sua terra. Dei politici, tuttavia, Albachiara non si fidò mai: testimonio, anzi, che le sue valutazioni su celebri nomi apparsi sulla scena nazionale, e ancora purtroppo persistenti, erano accurate e persino profetiche.
E non parliamo della «cartografia sacra» che aveva, nella sua attività senza requie, compilato – e forse, con il suo attivismo, perfino generato. Tombe di sacerdoti santi, sacrari di bambini martiri… parlare con lei era immergersi in un circuito devozionale abissale.
Testimonio che alcune delle prime conferenze di Renovatio 21, oramai più di dieci anni fa, le organizzò, con altri, Albachiara, a Reggio e a Modena, nel mitico sotterraneo della Parrocchia dello Spirito Santo, dove chi scrive ha tramato con altri eroi anticipando temi (i vaccini, le provette umanoidi, la trappola del populismo sintetico) che sarebbero diventati noti a tutti solo lustri dopo.
E quindi, perfino il sito che state leggendo deve all’origine qualcosa ad Albachiara. Era, lo ripetiamo, inevitabile. Era stupenda. Era unica.
Ora, mentre tento di contenere la spremuta d’occhi, comincio a rendermi conto di cosa se ne è andato via con la mia amica Albachiara. Se ne sono andate migliaia di storie, che adesso non potrò più ascoltare in quelle telefonate interminabili. Se ne sono andati tanti segreti del mondo cattolico, tanti pensieri, tanti episodi anche buffi ed irresistibili, che custodivi nel tuo.
E poi, Albachiara, non mi hai detto perché quella volta ti eri arrabbiata con me: mi avevi detto che me l’avresti detto di persona, non ci siamo più visti, poi ti era passata subito. Forse questa storia riesco a recuperarla, perché credo che Ugo, in qualità di mio avvocato e nostro comune grande amico, passò a raccoglierla. Però io volevo che me lo dicessi tu, volevo vederti ancora, volevo che mi abbracciassi, un’altra volta, con quella carica stritolante e magnifica con cui stringevi tutti.
Avrei voluto sciogliere questa spremuta d’occhi davanti a te, solo per testimoniarti quanto eri importante, quanto eri speciale, quanto eri necessaria a tutti noi.
Addio Albachiara. A Dio.
Roberto Dal Bosco
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In morte di Albachiara
Mi faccio coraggio a scrivere della morte inaspettata di un’amica, resa ancor più dolorosa dal non essere arrivata in tempo a salutarla. Albachiara non c’è più e oggi la piango anche io, stringendomi a suo marito, ai loro tre ragazzi, a tutti coloro che le hanno voluto bene avendo avuto la fortuna di incrociarla da qualche parte tra le mille buone incombenze che si prendeva a cuore.
Sarò minimalista in questo mio ricordo, semplicemente perché è impossibile rendere a parole la meraviglia assoluta incarnata in questa donna – chi l’ha conosciuta capirà al volo il fenomeno cui mi riferisco. Nulla in lei era scontato, a qualsiasi telefonata sapevo che sarebbero partiti fuochi d’artificio mai visti.
Per tanti anni, col suo schietto accento emiliano, in gergo coloritissimo e mai censurato (in nessun frangente e per nessun motivo), mi ha raccontato cose che noi umani non avremmo mai potuto immaginare. Tutte cose vere, verissime, perché passate proprio attraverso di lei, attraverso il suo corpo e la sua fede, crocevia unico e irripetibile di storie di vita e di varia umanità, dove la cronaca verace delle debolezze umane si incontrava con una simpatia travolgente e, sopra tutto, con la granitica certezza, custodita in ogni fibra, che comunque lassù c’è un Padre che vede, che dispone e che salva.
E questa esuberanza e questa fede totale, luminosa e genuina, vissuta senza lacci né ombre di intellettualismo, di dogmatismo e di bigottismo, funzionavano come una specie di solvente magico – miscuglio spettacolare di naturale e soprannaturale – capace di sciogliere sul nascere ogni malizia, anche quando magari riportava cose tremende eppure riusciva lo stesso a farti ridere di gusto. Era il modo, era l’accento, era l’intercalare, perché tutto il mondo che le apparteneva straboccava di vita, e vita regalava.
Mentre il suo ciclone sarà già arrivato in Paradiso – con cui lei aveva un canale di comunicazione aperto, e tutto suo – per chi resta è arrivata l’ora del silenzio e della preghiera.
Mi mancherai tanto, Albachiara. Mi mancherà la tua presenza a distanza, che sapevo essere una certezza quando avevo bisogno di prendermi in faccia una ventata di fede intelligente e vera.
A Dio, amica mia.
Elisabetta Frezza
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