Spazio
Ecco la «vela spaziale» cinese. Gli americani protestano
La Cina ha sviluppato e testato, per la prima volta nella storia, una «vela spaziale» che è fatta per ripulire la spazzatura spaziale dall’orbita.
Essa può ricorda il parasole del telescopio spaziale Webb, perché questa «vela» è larga un decimo di un capello umano, ma ha un’area di 25 metri quadrati.
La vela spaziale cinese è stato lanciato e schierato con successo per attaccarsi a un razzo «Lunga Marcia» esaurito che fluttuava in orbita. Attaccandosi alla parte posteriore del razzo, la vela si è allargata e ha creato resistenza per rallentare il razzo e accelerare la sua caduta nell’atmosfera per bruciarsi.
Ci sono quasi 30.000 oggetti nell’orbita terrestre bassa ora, la maggior parte dei quali non più operativi, ha riferito Newsweek in un articolo del 7 luglio.
L’intervento della Cina ha suscitato un attacco insensato da parte dell’amministratore della NASA Bill Nelson, che è stato contrastato dal portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian nel suo briefing del 4 luglio: «Questa non è la prima volta che l’amministratore della NASA si è scagliato contro la Cina incurante dei fatti. Alcuni funzionari statunitensi hanno parlato in modo irresponsabile di travisare gli sforzi spaziali normali e legittimi della Cina», ha affermato Zhao.
Il Nelson «deve avere abbastanza familiarità con la storia poco raccomandabile del programma spaziale statunitense (…) nel creare spazzatura spaziale, alimentare la corsa agli armamenti spaziali e (…) la sua enorme minaccia all’uso pacifico dello spazio. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno definito apertamente lo spazio come un dominio di guerra. Ha accelerato gli sforzi per costruire una forza spaziale e un comando spaziale», ha spiegato Zhao.
«Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno ostacolato la cooperazione spaziale, imposto deliberatamente sanzioni alle agenzie spaziali di altri paesi e approvato leggi per limitare la cooperazione spaziale e gli scambi con la Cina (…) La Cina sostiene sempre l’uso pacifico dello spazio esterno, si oppone all’armamento e alla corsa agli armamenti nello spazio esterno e lavora attivamente per costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità nel dominio spaziale».
Come riportato da Renovatio 21, la NATO ha pubblicato lo scorso gennaio il suo primo documento di geopolitica militare dello spazio – NATO’s Overarching Space Policy – in cui si dichiara che l’Alleanza può estendersi anche nella dimensione cosmica.
La Federazione Russa ha risposto tramite la portavoce degli Esteri Maria Zakharova, che ha dichiarato che il documento NATO è «unilaterale ed incendiario».
La Cina è oggi il terzo paese per lancio di oggetti nel cosmo, molto dietro a Russia e soprattutto agli USA, che mantengono il dominio di dispositivi orbitanti grazie all’impennata che l’astronautica sta avendo con le aziende private come SpaceX di Elone Musk.
Tuttavia, gli americani temono che la crescente influenza di Pechino nello spazio possa divenire (come lo è stato per l’economia manifatturiera e finanziaria globali) inarrestabile: l‘amministratore NASA Bill Nelson ha infatti accusato la Cina di voler conquistare la Luna.
Il Dragone, va detto, sta costruendo in laboratorio una sorta di «luna artificiale» che simula la gravità del satellite attraverso il magnetismo.
Secondo alcune analisi, l’interesse di Pechino per la Luna avrebbe come fine lo sfruttamento delle sue miniere.
Immagine d’archivio di progetti di vela solare NASA
Spazio
Israele sta sviluppando armi spaziali
Israele si prepara ad avviare lo sviluppo di capacità spaziali offensive, tra cui sistemi destinati a proteggere i satelliti israeliani da veicoli spaziali ostili e armi (compresi i laser) in grado di colpire obiettivi dallo spazio.
Tale iniziativa rientra nel piano di bilancio pluriennale del ministero della Difesa per il settore spaziale, che prevede il potenziamento e l’espansione delle capacità di intelligence e comunicazione delle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Il piano stanzierà inoltre risorse per le operazioni spaziali offensive, concentrate su armamenti pensati per difendere i satelliti israeliani e su armamenti destinati a colpire obiettivi sulla Terra.
All’inizio dell’estate il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato l’impegno di Israele a diventare leader mondiale nelle capacità di attacco spaziale, un ambito della guerra che ha registrato un forte aumento di interesse militare israeliano grazie al suo ampio impiego per la raccolta di informazioni in Iran.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
«Uno degli obiettivi principali che il primo ministro [Benjamin Netanyahu] e io ci siamo prefissati è quello di reclutare le menti migliori», ha affermato. «Ad oggi, nessun Paese ha la capacità di sferrare attacchi nello spazio. Dobbiamo essere il Paese leader al mondo in questa capacità».
«Se raggiungeremo questo obiettivo, ci assicureremo il vantaggio della deterrenza, della capacità di attaccare, distruggere e di tutto il resto nei confronti dei nostri nemici dotati di grandi risorse.»
Negli ultimi anni lo sviluppo della guerra spaziale a livello globale è cresciuto in modo costante e alcuni ritengono che la recente attività di Israele costituisca un tentativo di recuperare terreno rispetto a Cina e Russia, impegnate a sperimentare le proprie capacità offensive nello spazio. Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso la volontà che l’America segua lo stesso percorso, firmando l’Ordine Esecutivo 14369, «Garantire la superiorità spaziale americana».
Gli esperti avvertono tuttavia che i programmi di armi spaziali offensive di Israele e di altri Paesi hanno accresciuto le preoccupazioni in materia di proliferazione. La miniaturizzazione dei satelliti, la riduzione dei costi di lancio e la commercializzazione dell’industria spaziale hanno inoltre consentito a un numero maggiore di Stati di avviare i propri programmi spaziali, non tutti a scopo pacifico.
Le armi spaziali minacciano non solo i satelliti e le altre tecnologie non militari operanti nello spazio, ma la crescente diffusione e dipendenza da queste ultime renderà gli attacchi informatici ancora più pericolosi.
Come riportato da Renovatio 21, sei anni fa Israele ha annunciato lunedì di aver lanciato con successo un satellite da ricognizione nello spazio nel suo primo esperimento in questo settore.
Tre anni fa il ministro israeliano delle comunicazioni Shlomo Kahri aveva promesso che «Israele utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per combattere» la prevista fornitura dell’accesso internet Starlink a Gaza da parte del CEO di SpaceX, Elon Musk.
Come riportato da Renovatio 21, anche scienziati cinesi hanno minacciato di distruggere i satelliti Starlink. Stazioni di comunicazione Starlink vicine a Bakhmut sono state distrutte quest’estate dalle forze russe. La Russia sta inoltre approntando armi laser ASAT (anti satellite).
La potenza politica dimostrata dei satelliti di Musk suggeriscono l’imminenza di una vera e propria guerra spaziale, per la quale vari Stati si stanno preparando.
Aiuta Renovatio 21
È impossibile per Renovatio 21 terminare un articolo come questo senza citare il centenario attore e cineasta comico giudeo neoeboraceno Mel Brooks, che nel suo capolavoro La pazza storia del mondo aveva immaginato ebrei hassidici nello spazio, a ‘mo di space opera hollywoodesca.
Ecco rabbini che volano nel cosmo a bordo di astronavi a forme di stella di David, nei cui interni è possibile leggere, in ebraico, la parola kosher. Le navicelle giudaiche vengono attaccate da quelli che si intuiscono essere caccia stellari non-ebraici, cioè dei goyim.
Sotto parte una canzona rincuorante: «Siamo ebrei nello spazio / sfrecciamo proteggendo la razza ebraica / Siamo ebrei nello spazio / se si presenta un problema lo rimettiamo subito al suo posto / Quando i goyim ci attaccano / gli diamo uno schiaffo, glielo restituiamo in faccia/ Siamo ebrei nello spazio /sfrecciamo proteggendo la razza ebraica».
In realtà, gli ebrei israeliani hanno attivamente tentato di partecipare alla corsa allo spazio con missioni robotiche denominate Beresheet (che in ebraico significa «In principio», in riferimento alla Genesi), sviluppate dall’organizzazione no-profit SpaceIL in collaborazione con la Israel Aerospace Industries (IAI).
A dare un passaggio alle aspirazioni spaziali israeliane c’è ancora lui, Elon Musk, grande ammiratore di Mel Brooks che ha portato la sonda nel 2019 in un suo razzo Falcon X
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spazio
Il capo NASA nel laboratorio nucleare per battere la Cina nella corsa alla Luna e a Marte
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spazio
Il Comando Spaziale degli Stati Uniti progetta armi nello spazio
Il generale Stephen Whiting, a capo dello U.S. Space Command (SPACECOM), intende disporre di armi nello spazio. Lo riporta Breaking Defense.
«Siamo un comando combattente e lottiamo per vincere le guerre. Per vincere, abbiamo bisogno di capacità di fuoco credibili e riconosciute, sia cinetiche che non cinetiche. Sono una componente chiave per stabilire la superiorità spaziale e ripristinare una deterrenza credibile», ha dichiarato ieri al simposio annuale dell’Esercito sulla Difesa Spaziale e Missilistica a Huntsville, in Alabama.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Le due priorità principali dello SPACECOM per gli anni fiscali 2029-2033 sono le «capacità di fuoco spaziale integrate» e la capacità di contrastare grandi costellazioni di satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) al fine di affermare la superiorità spaziale, ha spiegato lo Whiting, che ha fornito esempi delle armi che il comando sta cercando, né ha definito il termine «capacità di fuoco spaziale», sebbene probabilmente si riferisca ad armi progettate per attaccare satelliti in orbita e/o per colpire obiettivi terrestri dallo spazio.
Il vice di Whiting, il tenente generale Rick Zellman, ha dichiarato l’11 agosto al simposio che le forze armate statunitensi hanno ora l’approvazione «politica» per tre tipi fondamentali di attacchi spaziali: attacchi terra-spazio che «conduciamo da anni» con «sistemi di disturbo delle comunicazioni»; attacchi spazio-spazio noti come «guerra orbitale»; e armi spazio-terra, dal momento che l’amministrazione Trump prevede di costruire intercettori spaziali per lo scudo antimissile Golden Dome.
Tuttavia, secondo Breaking Defense, l’amministrazione Trump continua a sostenere la moratoria dell’era Biden sui test distruttivi antisatellite, alla quale hanno aderito altre 40 potenze. Non viene chiarito come l’amministrazione Trump intenda risolvere il paradosso derivante dal suo sostegno al divieto di test antisatellite, mentre il suo comando combattente spaziale richiede armi nello spazio destinate, tra le altre cose, alla distruzione dei satelliti.
Una guerra spaziale, va ricordato, potrebbe impedire all’umanità l’accesso allo spazio per secoli o millenni, a causa dei detriti e della conseguente sindrome di Kessler, una condizione di pericolo costante a causa di spazzatura cosmica che renderebbe impossibile per l’umanità di uscire dall’atmosfera per secoli o perfino per millenni.. Tuttavia, pare che gli eserciti si stiano davvero preparando alla guerra orbitale.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa le forze armate cinesi avevano dichiarato che gli USA rappresentano la «massima minaccia alla sicurezza nello spazio». I vertici dei programmi spaziali americani negli anni hanno invece accusato che la Cina, che effettivamente vi ha piantato bandiera, potrebbe reclamare parti della Luna. Pochi mesi fa l’Esercito di Liberazione del Popolo era tornato ad attaccare come «militarizzazione dello spazio» il progetto Golden Dome di Trump.
Aiuta Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, a giugno la NASA ha reso noti i piani per una base lunare.
Attualmente le principali potenze mondiali intensificano gli sforzi per stabilire una presenza permanente sulla Luna. Cina e Russia stanno collaborando allo sviluppo di una Stazione Internazionale di Ricerca Lunare (ILRS), mentre Mosca prevede di realizzare entro il 2036 un impianto a propulsione nucleare per sostenere la base. In reazione l’amministrazione Trump accelera la costruzione del reattore nucleare lunare.
Come riportato da Renovatio 21, scienziati cinesi lavorano su un sistema di lancio magnetico per trasportare materiali dalla Luna alla Terra.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero2 settimane faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Salute2 settimane faI malori della 35ª settimana 2026
-



Bioetica1 settimana faMorte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
-



Oligarcato1 settimana faOrganizzazioni del controllo globale
-



Bioetica2 settimane faGruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno
-



Spirito2 settimane faPapa Leone dà il benvenuto al nuovo ambasciatore pro-LGBT presso la Santa Sede













