Connettiti con Renovato 21

Immigrazione

Chi sta aggredendo gli studenti della Bocconi al parco?

Pubblicato

il

 

 

Una notizia davvero disturbante è stata diffusa dai giornali negli ultimi giorni.

 

L’Università Bocconi, ateneo privato tra i più prestigiosi d’Europa, ha deciso di istituire un servizio di accompagnamento per gli studenti dalle aule alle residenze universitarie.

 

L’inedita decisione è stata presa a seguito di un crescente numero di aggressioni verificatesi al vicino parco Ravizza.

 

«Nonostante le segnalazioni e le denunce di questi episodi, anche di recente, non sono arrivate risposte efficaci dal Comune di Milano, per cui abbiamo chiesto all’ateneo di intervenire e per fortuna ci è venuto incontro» ha dichiarato il capogruppo di B.Lab-Unilab Network, realtà studentesca interna alla Bocconi.

 

Il servizio di scorta è già attivo da questi giorni, da lunedì al sabato dalle 18 alle 00:30, con partenza ogni 30 minuti dalla panchina rossa di via Gobbi 5. Vi è impegnato personale dell’Università, che scorterà studenti e studentesse ai loro alloggi nelle residenze Spadolini, Dubini e Isonzo.

 

L’idea, il linguaggio in cui è espressa (scorte, coordinate pedonali espresse in panchina) è piuttosto allarmante. Che razza di situazione si è creata?

 

Si tratta certamente di un fenomeno in completa controtendenza con la narrazione della Milano del sindaco Sala, appena rieletto: una città sicura, accogliente, avanzatissima, di cui i sinceri democratici (ma anche i residui dei centri sociali finiti a fare i pubblicitari, a meno che non avessero già dietro i soldi del papi) sono fieri fino a scoppiare – e questo nonostante la tragedia delle ragazze violentate dal branco di capodanno in piazza Duomo.

 

Tuttavia, riteniamo che la notizia, data un po’ ovunque, sia, come dire, monca. Sia manchevole di qualcosa.

 

Leggiamo i titoli.

 

«Milano, Bocconi: troppe aggressioni (di sera) al parco Ravizza, studenti accompagnati a casa» (Il Corriere della Sera)

 

«Milano, gli studenti della Bocconi denunciano aggressioni al parco Ravizza» (Il Fatto Quotidiano)

 

«Troppe aggressioni al Parco Ravizza: 6 denunce in due mesi. Servizio di accompagnamento per gli studenti Bocconi» (La Repubblica)

 

«Milano, il parco Ravizza è pericoloso: universitarie sotto scorta dalle 18» (Il Giorno)

 

Manca qualcosa, ribadiamo: manca il chi. Da chi sono aggrediti gli studenti e (magari soprattutto) le studentesse?

 

Manca qualcosa, ribadiamo: manca il chi. Da chi sono aggrediti gli studenti e (magari soprattutto) le studentesse?

Invano potete leggere tutti questi articoli e trovare questa fondamentale informazione. Insomma: se questo è un fenomeno reiterato nei mesi, gli aggressori dovrebbero essere, per lo meno tipologicamente, identificabili. Chi si nasconde nel vicino parco Ravizza – un tempo tranquillo paradiso della socializzazione via cane o via jogging – al punto dal renderlo invivibile, minaccioso, violento?

 

Leggendo i giornali nazionali questa informazione non salta fuori. Così come non è chiaro un altro punto che per il giornalismo dovrebbe essere fondamentale: perché. Perché le continue aggressioni agli studenti della Bocconi? Qual è il movente? Si tratta di un gruppo di bocciati di Economia? Studenti rivali di un altro grande ateneo privato meneghino? Ex elettori del partito Scelta Civica delusi dal presidente dell’Università Mario Monti? Uno non sa davvero cosa pensare.

 

Non ti dicono il soggetto del presunto crimine, figurati se giornaloni e giornalini ti raccontano il motivo delle sue azioni.

 

Così come non è chiaro un altro punto che per il giornalismo dovrebbe essere fondamentale: perché. Perché le continue aggressioni agli studenti della Bocconi? Qual è il movente?

Del resto, ci possono dire, la notizia mica è sulle aggressioni, ma sul servizio di scorta «pedibus» (sic) per gli studenti, descritto da tutti i giornali nello stesso orario, come sopra: orari, luoghi, etc. In pratica, vi stanno dicendo: guardate il dito, mica la luna. Come all’idiota nel proverbio cinese.

 

Così, tocca di vedere che Il Giornale osa invece titolare in altro modo: «La Bocconi costretta a “scortare” i suoi studenti: troppe aggressioni nel parco degli extracomunitari».

 

Qui il soggetto c’è. Il chi è bello evidente.

 

In pratica, vi stanno dicendo: guardate il dito, mica la luna. Come all’idiota nel proverbio cinese

Il quotidiano della famiglia Berlusconi riporta quindi il commento di Silvia Sardone, consigliere comunale della Lega:

 

«I fallimenti della sinistra buonista e accogliente solo a parole sono più evidenti che mai. Parco Ravizza è diventato negli ultimi anni l’ennesimo fortino d’illegalità, un’area verde requisita da extracomunitari e balordi così come tante altre in città. Gli studenti avevano più volte segnalato aggressioni e criticità ma da Palazzo Marino nessuna risposta».

 

Nell’articolo sul sito de Il Giornale la parola «extracomunitari» è messa in neretto.

 

Non siamo sicuri che il titolo del quotidiano che fu di Indro Montanelli sia a prova di Carta di Roma – cioè sia lecito giornalisticamente.

 

Per chi non lo sapesse, la Carta di Roma, è il «Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti» oggi parte integrante del «Testo unico dei doveri del giornalista», e implementata sulla popolazione dei gazzettieri con corsi deontologici obbligatori.

 

In tali corsi è spiegato, ad esempio che, come scrivono le linee guida della Carta di Roma bisogna «evitare l’utilizzo di parole stigmatizzanti. La parola “clandestino” è tornata sui titoli di prima pagina. Opportunamente Carta di Roma ha osservato che “Il termine clandestino è una delle colonne portanti dei discorsi di odio, dell’hate speech; è uno strumento della cattiva politica, un termine usato dalla propaganda della paura per dare un nome al “nemico”, e quindi per questo va cancellato dal linguaggio giornalistico, perché produce una percezione distorta del fenomeno migratorio”».

 

Ancora un’esempio tratto dalle linee guida consultabili sul sito della Carta di Roma: «titolare un articolo “Boom di reati degli stranieri”, omettendo di dire che i dati riportati si riferiscono ai reati denunciati (e non a quelli commessi che sono molti di più), di cui si conoscono gli autori (che costituiscono una percentuale minima dei reati denunciati e commessi), non è corretto. L’utilizzo di un lessico enfatico (boom) e una narrazione non corretta dei dati disponibili hanno l’effetto di produrre e alimentare stigmatizzazioni».

 

Quindi, «è necessario ribadire che la provenienza o l’appartenenza culturale di una persona vanno specificate solo quando è strettamente necessario al fine della comprensione della notizia». Titolare scrivendo la provenienza etnica di un aggressore, in quest’ottica, è sbagliato.

 

L’associazione Carta di Roma è un ente nato nel 2011 per attuale tale «protocollo deontologico per una informazione corretta sull’immigrazioni». La pagina internet «Chi siamo» nel 2018 riportava il supporto del UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), dell’Otto per Mille Chiesa Valdese e di Open Society Foundation, il sistema di fondazioni di George Soros. La stessa pagina oggi non vede più inserito il logo dell’ente di Soros, sostituito da quello dell’UNAR.

 

«Evitare di “etnicizzare” le notizie non significa censurare certe informazioni?» si domandano le linee guida della Carta. «Non si chiede di censurare informazioni, ma di selezionare, tra le varie caratteristiche proprie di una persona, solo quelle veramente pertinenti a capire cosa è successo».

 

Ecco, nel caso del parco possiamo dire con certezza che, al di là dei censurabili virgolettati del consigliere leghista riportati dal Giornale berlusconiano, non abbiamo compressione di cosa sia successo. Davvero, non abbiamo capito niente.

 

Chi attacca gli studenti (e le studentesse) della Bocconi nel parco Ravizza?

 

Perché?

 

Mistero insondabile della Milano odierna. La Milano di Beppe Sala, del COVID che ha svuotato negozi e ristoranti, delle violenze di gruppo in Piazza Duomo, dei funerali in chiesa ai suicidi assistiti, del quartiere ipermoderno di Porta Nuova comprato dal Qatar, di Chiara Ferragni, delle proteste pandemiche cancellate da una repressione massiva.

 

Come sempre, Renovatio 21 chiede umilmente a chi ne sa di più di scriverci due righe per spiegarci. Ricordando che per i messaggi privati le linee guida deontologiche non valgono.

 

Per il momento.

 

 

 

 

Immagine di Marcuscalabresus via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Continua a leggere

Immigrazione

I celerini olandesi picchiano brutalmente i manifestanti contrari il nuovo centro di accoglienza per immigrati

Pubblicato

il

Da

Per tre notti consecutive, gli abitanti della città olandese di Loosdrecht hanno protestato contro la costruzione di un centro per richiedenti asilo, scatenando una violenta reazione da parte della polizia, che ha preso di mira i manifestanti con cariche di manganello, lasciando almeno un manifestante privo di sensi sul marciapiede. Lo riporta Remix News.

 

Secondo il comune di Wijdemeren, la risposta della polizia dell’Olanda Settentrionale ha portato ad almeno due arresti e al ferimento di un agente. I manifestanti protestano contro l’arrivo di 110 richiedenti asilo nella loro piccola città di circa 8.000 abitanti. Tuttavia, immagini di violenza che coinvolgono la polizia antisommossa si sono diffuse sui social media.

 

L’ex europarlamentare Robert Roos, noto per la battaglia con Pfizer sul vaccino COVID, ha condannato la violenza della polizia con un post su X.

 


Sostieni Renovatio 21

«Un manganello può essere usato solo in caso di necessità, in modo proporzionato e mirato alle zone meno vulnerabili (braccia/gambe). Colpire qualcuno fino a fargli perdere i sensi solleva seri interrogativi: c’era davvero un pericolo imminente, o si è oltrepassato il limite?» chiede Roos. «Inoltre, è molto preoccupante che una persona priva di sensi debba essere posizionata sul fianco per evitare il soffocamento. Perché la polizia lo lascia lì a terra?»

 

Tuttavia, da allora, la violenza della polizia contro i manifestanti è esplosa con il proseguire delle proteste, come dimostrano le immagini registrate ieri che mostrano agenti antisommossa colpire violentemente dei bambini con i manganelli.

 

Mercoledì sera, diverse centinaia di persone si sono radunate anche presso il municipio vuoto, destinato ad ospitare richiedenti asilo. Il comune ha riferito che sono stati esplosi numerosi fuochi d’artificio e che i manifestanti hanno lanciato uova e altri oggetti. Nelle vicinanze è stata avvistata una cisterna per liquami con un cartello del sindaco Mark Verheijen che recitava: «Se non vi importa di noi, allora abbiamo anche questo per voi!!!»

 

 

Aiuta Renovatio 21


La polizia, tuttavia, ha preso di mira anche quelli che sembravano essere manifestanti pacifici, persino nelle strade laterali, lontano dalla manifestazione principale.

 

Il comune di Wijdemeren ha dichiarato che la manifestazione è degenerata poco dopo le 20:30, spingendo il sindaco Verheijen a emettere un’ordinanza di emergenza. La polizia antisommossa è intervenuta sulla folla, intimando la dispersione sotto la minaccia dell’uso di cani poliziotto e manganelli. I manifestanti si sono dispersi nei quartieri circostanti e si sono radunati presso una vicina rotonda, prima che gli agenti con i cani li costringessero ad abbandonare definitivamente la zona.

 

Tuttavia, le proteste sembrano aver temporaneamente rallentato l’arrivo dei richiedenti asilo. A causa dei disordini e della carenza di forze dell’ordine, mercoledì il comune ha deciso di posticipare l’arrivo dei richiedenti asilo presso il municipio. Ora, però, le autorità indicano che il trasferimento avverrà alla fine di maggio.

 

Riguardo agli arresti effettuati durante la protesta di martedì, la polizia ha riferito che delle otto persone fermate, due erano ancora in custodia mercoledì. Un uomo di 23 anni di Loosdrecht è stato arrestato per aggressione aggravata dopo aver lanciato un fumogeno contro l’edificio, mentre un uomo di 49 anni è stato arrestato per ingiurie e minacce.

 

Iscriviti al canale Telegram

L’ente di accoglienza COA aveva inizialmente previsto di trasferire i primi 110 residenti nella struttura lo stesso giorno. Tuttavia, a seguito di consultazioni con la polizia e la Procura, i funzionari hanno concluso che la sicurezza non poteva essere garantita.

 

Durante un’udienza d’urgenza in tribunale, il comune ha dichiarato che la carenza di personale è legata all’imminente festività del Re. «Questo richiede un numero elevato di agenti di polizia. Non è che servano centinaia di agenti presso il municipio, ma all’interno di un comune si può impiegare la polizia solo una volta», ha precisato il comune.

 

I residenti affermano di essere arrabbiati per il modo in cui vengono trattati, e uno di loro, intervistato da De Telegraaf, ha dichiarato che ogni volta che si presenta un problema con i residenti, la polizia interviene con lentezza, ma ora che i residenti protestano contro i richiedenti asilo, si presentano interi plotoni.

 

Nei Paesi Bassi, i reati che coinvolgono migranti e persone con un background migratorio rappresentano quasi il 50% di tutti i reati, secondo i dati governativi dell’Ufficio Centrale di Statistica (CBS). Anche i reati come l’omicidio sono aumentati vertiginosamente. Nell’ultimo decennio, il numero di omicidi ha oscillato tra i 110 e i 130 casi all’anno. Tuttavia, nel 2024 e nel 2025 si è registrata un’impennata, con cifre che si sono avvicinate ai 140-150.

 

Il numero di reati sessuali registrati è aumentato di oltre il 35% dal 2016. Nel biennio 2024-2025, la polizia ha registrato un numero record di stupri e aggressioni sessuali.

 

Sebbene le persone con un background migratorio rappresentino circa il 45% di tutti gli indagati per reati, tale percentuale sale al 55% tra gli adulti condannati al carcere e al 67% tra i minori condannati alla detenzione, il che suggerisce un loro coinvolgimento sproporzionato nei reati più gravi che effettivamente comportano pene detentive.

 

Negli ultimi anni, anche i Paesi Bassi sono stati scossi da omicidi e stupri di alto profilo che hanno coinvolto richiedenti asilo di sesso maschile, tra cui il caso notto della diciassettenne Lisa, uccisa il 20 agosto 2025 mentre si trovava in bicicletta a Duivendrecht, vicino ad Amsterdam. Un 22enne richiedente asilo nigeriano è attualmente sotto processo per l’omicidio della diciassettenne. Lo stesso immigrato è accusato anche dello stupro di un’altra donna ad Amsterdam e di un ulteriore tentativo di violenza sessuale, sempre ai danni di una donna nella capitale olandese.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da Twitter

Continua a leggere

Immigrazione

I migranti in Europa sono 64,2 milioni

Pubblicato

il

Da

Secondo uno studio del Centro di ricerca e analisi sulle migrazioni di Berlino (RFBerlin), basato su dati Eurostat e ONU, il numero di immigrati nell’Unione europea ha raggiunto la cifra record di 64,2 milioni nel 2025. Di questo totale, circa 46,7 milioni erano nati al di fuori dell’UE.   Il totale è aumentato di oltre 2 milioni su base annua, passando da circa 40 milioni nel 2010.   La Germania rimane il Paese dell’UE con la maggiore concentrazione di residenti nati all’estero, con quasi 18 milioni di persone, mentre la Spagna ha registrato la crescita più rapida negli ultimi tempi, con un aumento di circa 700.000 persone, pari a circa un terzo dell’incremento medio dell’UE registrato lo scorso anno.   Lo studio evidenzia una distribuzione disomogenea degli arrivi, con Germania e Spagna che rappresentano quasi la metà dell’incremento, mentre gli stati più piccoli come Malta, Cipro e Lussemburgo registrano i flussi migratori più elevati in rapporto alla popolazione.

Iscriviti al canale Telegram

Anche le richieste sono concentrate in alcuni Paesi, con Spagna, Italia, Francia e Germania che rappresentano quasi i tre quarti di tutte le domande.   Allo stesso tempo, i dati ufficiali indicano un crescente peggioramento delle condizioni abitative. Eurostat ha affermato che nel 2024 l’8,2% dei residenti nell’UE ha speso almeno il 40% del proprio reddito disponibile per l’alloggio, mentre il 16,9% viveva in abitazioni sovraffollate e il 9,2% non poteva permettersi un riscaldamento adeguato. Tra le persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni, quasi una su dieci si trovava ad affrontare un onere eccessivo legato alle spese abitative.   Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha affermato all’inizio di quest’anno che l’accessibilità economica degli alloggi è «al centro della disillusione delle persone nei confronti delle istituzioni democratiche». La spesa a livello UE per la migrazione e la gestione delle frontiere rappresenta circa il 2% del bilancio settennale del blocco, con la maggior parte dei costi a carico dei governi nazionali.   Queste pressioni hanno alimentato un crescente sentimento anti-immigrazione in diversi Paesi dell’UE, dove la migrazione è diventata una questione politica centrale, mentre continuano ad aumentare le preoccupazioni per la carenza di alloggi, i servizi pubblici e il costo della vita.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Immigrazione

Leone mette in guardia i giovani africani dall’emigrazione e sollecita la lotta contro il «flagello della corruzione»

Pubblicato

il

Da

Papa Leone XIV ha esortato i giovani africani a resistere all’emigrazione e alla corruzione e a lavorare per il bene dei propri Paesi.

Il 17 aprile, papa Leone XIV si è rivolto a studenti e docenti dell’Università Cattolica dell’Africa Centrale a Yaoundé e in seguito ha celebrato la Messa a Douala, esortando i giovani africani a rimanere nella loro patria, a combattere la corruzione attraverso l’integrità morale e a contribuire allo sviluppo nazionale, a metà del suo viaggio pastorale in quattro nazioni africane.

 

«Non cedete alla sfiducia e allo scoraggiamento», ha detto il papa durante la Messa a Douala. «Non dimenticate che il vostro popolo è ancora più ricco di questa terra, perché il vostro tesoro risiede nei vostri valori: la fede, la famiglia, l’ospitalità e il lavoro».

 

Il papa ha identificato la corruzione e l’emigrazione dei giovani qualificati come due sfide centrali per i paesi africani. Parlando nella capitale, Yaoundé, ha affermato che «di fronte alla comprensibile tendenza a emigrare – che può indurre a credere che altrove si possa trovare più facilmente un futuro migliore – vi invito, prima di tutto, a rispondere con un ardente desiderio di servire il vostro paese e di mettere a frutto le conoscenze che state acquisendo qui a beneficio dei vostri concittadini», aggiungendo che «l’Africa deve essere liberata dal flagello della corruzione».

 

A Douala, il papa ha osservato: «Nonostante la ricchezza della terra in Camerun, molti vivono in povertà sia materiale che spirituale… Respingete ogni forma di abuso o violenza, che inganna promettendo facili guadagni ma indurisce il cuore e lo rende insensibile… Siate dunque protagonisti del futuro, seguendo la vocazione che Dio dà a ciascuno di voi. Non lasciatevi corrompere da tentazioni che sprecano le vostre energie e non servono al progresso della società».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Le autorità vaticane avevano inizialmente previsto la partecipazione di circa 600.000 persone. Tuttavia, dopo l’evento, la Santa Sede, citando gli organizzatori locali, ha riferito che erano presenti circa 120.000 persone. Gli organizzatori hanno indicato che le misure di sicurezza e la chiusura delle strade potrebbero aver impedito a molti di raggiungere il luogo dell’evento, situato fuori città.

 

Il Camerun, con una popolazione di circa 30,5 milioni di abitanti, è caratterizzato da una demografia particolarmente giovane, con un’età media di 19 anni. I cattolici rappresentano circa il 38% della popolazione e, negli ultimi anni, il Paese è diventato un’importante fonte di vocazioni sacerdotali e di crescita della Chiesa.

 

Al contempo, il Paese si trova ad affrontare sfide economiche che hanno contribuito a un consistente esodo di professionisti qualificati. Il settore sanitario, in particolare, ne ha risentito, poiché medici e infermieri cercano sempre più opportunità di lavoro in Europa e Nord America.

 

Il Camerun è governato dal 1982 dal presidente Paul Biya, che oggi ha 93 anni e che si è assicurato un ottavo mandato consecutivo dopo le elezioni dello scorso anno. Tali elezioni sono state contestate, a testimonianza delle continue tensioni politiche all’interno del Paese.

 

Negli ultimi anni, numerosi vescovi progressisti – soprattutto negli Stati Uniti – si sono opposti alle politiche di controllo dell’immigrazione, sostenendo invece una liberalizzazione più ampia. Tuttavia, il Catechismo della Chiesa Cattolica (2241) insegna che «le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio Paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono».

 

«Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da YouTube

Continua a leggere

Più popolari