Politica
Raid FBI in casa dei collaboratori del sindaco massone di Nuova York
Agenti del Federal Bureau of Investigations (FBI) hanno fatto irruzione nelle abitazioni del commissario del Dipartimento di Polizia di Nuova York (NYPD) Edward Caban e di altri alti funzionari della città nell’amministrazione del sindaco Eric Adams.
Il motivo dell’intervento contro i massimi funzionari di New York City non è stato immediatamente reso noto e l’FBI non ha rilasciato dichiarazioni.
Un grande clamore ha investito l’élite politica ed economica della metropoli statunitense quando è stata diffusa la notizia delle retate avvenute mercoledì mattina nelle residenze dei vicesindaci di Caban e New York, Phil Banks e Sheena Wright.
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Secondo quanto riportato, anche i cellulari dei funzionari coinvolti sarebbero stati sequestrati per agevolare le indagini.
«Sono in circolazione da molto tempo e non mi era mai successo prima», ha affermato l’analista della CNN ed ex vice commissario per l’antiterrorismo del NYPD John Miller. «Direi che questa è la prima volta nella storia che un commissario della polizia di New York City in carica riceve la visita dei suoi colleghi delle forze dell’ordine federali che gli hanno detto, “consegnate i vostri dispositivi elettronici in conformità a una citazione in giudizio della grande giuria”».
Secondo quanto riportato dal New York Times, l’ufficio del sindaco Adams ha preso le distanze dalle indagini.
«Gli investigatori non ci hanno indicato che il sindaco o il suo staff siano obiettivi di alcuna indagine», ha affermato Lisa Zornberg, consigliere capo di Adams, in una dichiarazione resa disponibile al NYT. «Come ex membro delle forze dell’ordine, il sindaco ha ripetutamente chiarito che tutti i membri del team devono rispettare la legge».
Secondo quanto riferito, almeno altre due figure della cerchia ristretta di Adams sono state sottoposte a controllo da parte dell’FBI: l’assistente senior di Adams, Timothy Pearson, e l’ex funzionario della Metropolitan Transport Authority, Terence Banks, fratello del vicesindaco, sono stati anch’essi perquisiti.
Secondo alcune indiscrezioni, il vicesindaco Banks si sarebbe dimesso all’improvviso dall’incarico di capo dipartimento del NYPD nel 2014, nel bel mezzo di un’indagine federale per corruzione, in cui gli agenti avrebbero scoperto prove che aveva accettato migliaia di dollari in pasti gratuiti e biglietti per eventi sportivi.
Inoltre, prima di questa settimana, la casa di Brianna Suggs, la principale fundraiser per la campagna elettorale di Adams a sindaco, è stata perquisita nel novembre 2023. L’FBI avrebbe indagato se la campagna «avesse cospirato con il governo turco e altri per incanalare denaro nelle sue casse».
Articoli della stampa aggiungono che da quando Adams è entrato in carica nel gennaio 2022, la sua campagna ha ignorato le molteplici richieste degli enti di regolamentazione della città di rivelare l’identità di oltre 500 sostenitori che hanno fornito contributi per 300.000 dollari alla sua campagna.
Il controverso sindaco ha suscitato scalpore per aver nominato molti dei suoi amici più cari a posizioni di vertice in città.
Oltre a Banks e Wright, Adams, ex capitano della polizia di New York, ha assunto la sua amica di lunga data Lisa White come vice commissario per le relazioni con i dipendenti del NYPD, con uno stipendio annuo di oltre 241.000 dollari.
L’amministrazione di Adams è stata criticata per una serie di altre questioni, tra cui la morte di almeno 26 prigionieri a causa delle modifiche da lui approvate alla politica di detenzione nei penitenziari di New York City.
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Anche le lamentele pubbliche nei confronti del Dipartimento di Polizia di New York hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi dieci anni sotto Adams, a causa dell’aumento degli incontri con fermi e perquisizioni e dell’uso di toppe sui giubbotti da parte degli agenti con immagini presumibilmente legate a gruppi suprematisti bianchi.
Come riportato da Renovatio 21, il sindaco Adams, massone di alto grado, era già incappato recentemente in speciose accuse di legami con la Turchia.
Gli scandali che hanno investito l’Adams, tra cui un’accusa di molestie sessuali (per la verità, immancabile nella politica neoeboracena, come insegna anche il caso Cuomo, classico golpe del sistema locale) hanno portato al sequestro di telefono ed iPad del massonico primo cittadino della megalopoli.
Lo Adams l’anno passato aveva deciso per l’implementazione di robocani poliziotto per combattere il crimine nella città autoproclamatasi «santuario» per gli immigrati illegali filtrati dal confine meridionale USA lasciato spalancato dall’amministrazione Biden. Il sindaco col grembiule è inoltre responsabile dell’introduzione di «sistemi magnetici di rilevamento di armi» nella metropolitana cittadina.
L’anno scorso, in uno strano momento di sincerità, l’Adams si era lasciato scappare che «gli immigrati distruggeranno Nuova York».
Come riportato da Renovatio 21, una stretta collaboratrice del governatore di Nuova York Kahty Hochul la settimana scora è stata accusata di essere un’agente della Repubblica Popolare Cinese.
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Immagine di Metropolitan Transportation Authority of the State of New York via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Il leader serbo bosniaco antioccidentale Dodik festeggia la vittoria elettorale
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Politica
Il Brasile va alle urne: Bolsonaro jr. vince su Lula
Il figlio di Bolsonaro ha vinto primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, superando il presidente uscente di sinistra Lula. Il ballottagio pre la carica di presidente del grande Paese sudamericano è previsto per il 25 ottobre,
Il 45enne Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex capo di Stato brasiliano, ha ottenuto il 47,06% dei voti, contro il 45,12% del veterano della sinistra Luiz Inacio Lula da Silva, 80 anni, a spoglio quasi concluso. Lo scarto ridotto dimostra che il più grande Paese dell’America Latina resta profondamente polarizzato, tra accuse reciproche di golpe o di brogli.
Se Flavio Bolsonaro dovesse prevalere al secondo turno, il Brasile si unirebbe all’ondata conservatrice che, incoraggiata dal presidente americano Donald Trump, ha già mietuto vittorie nella regione, in Argentina, in Colombia o in Perù.
Domenica sera si è detto «molto soddisfatto» del risultato e fiducioso nella vittoria. Ha ringraziato i suoi elettori per avergli dato «un voto di fiducia per il cambiamento», ritenendo che «il Brasile non ne possa più».
Si presenta come una versione «più moderata» di suo padre, l’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo aveva designato candidato dopo essere stato condannato a 27 anni di carcere per un tentativo di colpo di Stato contro Lula nel 2022. A quasi 81 anni, lo storico leader della sinistra punta a un quarto mandato non consecutivo. Durante la campagna ha sventolato la bandiera della sovranità e ha invitato il suo omologo statunitense a non «immischiarsi» nelle elezioni brasiliane.
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Bolsonaro jr. ha mantenuto il sangue freddo anche dopo la notizia di essere indagato per corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film in onore del padre, malato di cancro, che l’anno passato era stato arrestato dalla polizia a Brasilia mentre ancora era ai domiciliari. La Corte Suprema brasiliana, guidata dall’acerrimo nemico dei Bolsonaro giudice Alexandre de Moraes, aveva bloccato la richiesta di scarcerazione anticipata di Bolsonaro senior cinque mesi fa.
Il Brasile ha inoltre assistito a una vera e propria ondata conservatrice alle elezioni legislative, in particolare al Senato, dove l’ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta a larga maggioranza, così come Carlos Bolsonaro, fratello di Flavio. Circa 160 milioni di elettori erano chiamati alle urne. L’astensionismo, in un Paese in cui il voto è obbligatorio, si è attestato al 21%, praticamente lo stesso dato del 2022.
Come riportato da Renovatio 21, il fratello Eduardo Bolsonaro, già deputato, tre mesi fa è stato condannato, sempre dalla Corte Suprema di De Moraes, a quattro anni di carcere per aver esercitato pressioni su autorità straniere – ovvero il governo degli Stati Uniti – al fine di ottenere sanzioni contro le istituzioni brasiliane, in particolare la magistratura e alcuni esponenti della Procura Generale.
La Corte federale suprema del Brasile aveva ampliato le restrizioni nei confronti dell’ex presidente Jair Bolsonaro, arrivando a vietare ora la diffusione delle sue interviste sulle piattaforme dei social media. Gli USA erano scesi ora in campo direttamente contro De Moraes, revocandogli il visto per il Paese, una mossa inaspettata ed inedita da parte della segreteria di Stato USA guidata da Marco Rubio.
A luglio 2025 il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo Lula una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Il padre jair Bolsonaro tre anni fa era era stato pure incriminato per falsificazione dello status vaccinale. L’opposizione di Bolsonaro ai vaccini mRNA si manifestò in proteste dirette con il direttore dell’OMS Tedros Ghebreyesus e con commenti subitanei che descrivevano l’impunità programmatica dei produttori di vaccini anti-COVID anche qualora i sieri possano «trasformarti in una donna barbuta, o in un alligatore jacaré».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Politica
Assassina nel braccio della morte sopravvive a una doppia iniezione letale: nuova eroina delle donne ripaganizzate?
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🚨 JUST IN: President Trump speaks out on the FAILED execution of Christa Pike in Tennessee last night
“That was an execution where the medication didn’t exactly work. It shouldn’t be very difficult!” We need to make this MUCH EASIER and just DISPATCH THE FIRING SQUAD! Come… pic.twitter.com/HbG95GO8HH — Nick Sortor (@nicksortor) October 1, 2026
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