Intelligenza Artificiale
Bill Gates contro la moratoria sull’Intelligenza Artificiale
Bill Gates ha rotto con centinaia di ricercatori di intelligenza artificiale e leader tecnologici e si è opposto alla proposta una pausa mondiale sullo sviluppo di una Intelligenza Artificiale più potente di ChatGPT4.
Il magnate di Seattle ha detto all’agenzia Reuters di credere fermamente che la tecnologia potrebbe portare «enormi vantaggi».
«Non credo che chiedere a un gruppo in particolare di mettere in pausa risolva le sfide», ha detto Gates a Reuters martedì, una settimana dopo che più di 1.000 scienziati, ricercatori e leader tecnologici hanno firmato una lettera aperta chiedendo una moratoria di sei mesi sugli esperimenti sull’«intelligenza artificiale gigante».
«Non capisco davvero chi stiano dicendo che potrebbe fermarsi, e tutti i Paesi del mondo accetterebbero di fermarsi, e perché fermarsi», ha continuato Gates. «Chiaramente ci sono enormi vantaggi in queste cose… quello che dobbiamo fare è identificare le aree difficili».
La lettera aperta – i cui firmatari includevano il CEO di Tesla Elon Musk e il co-fondatore di Apple Steve Wozniak – elencava il potenziale dell’IA di sfuggire al controllo umano, rendere i lavori obsoleti e «sostituire» gli esseri umani come potenziali risultati del suo continuo sviluppo.
La lettera raccomandava esplicitamente che i laboratori di intelligenza artificiale smettessero di addestrare i propri sistemi oltre le capacità del modello linguistico GPT-4 di OpenAI, che –secondo i suoi creatori – può già superare il 90% degli umani in un esame simulato di abilitazione all’avvocatura e ottenere un punteggio nel 93° percentile in un esame di lettura SAT, di quelli cioè utilizzati per le ammissioni ai college statunitensi.
Musk è stato uno dei primi finanziatori di OpenAI e da allora è diventato scettico, mentre Gates avrebbe successivamente fornito il suo sostegno, ma è emerso come un sostenitore dell’IA. Microsoft ha collaborato con OpenAI nel 2019 e ha dato all’azienda 1 miliardo di dollari per costruire un’Intelligenza Artificiale a livello umano sulla sua piattaforma di cloud computing Azure.
Il gigante del software di Gates ha quindi annunciato un altro investimento fino a 10 miliardi di dollari in OpenAI a gennaio.
«L’era dell’intelligenza artificiale è iniziata», ha scritto Gates in un post sul blog il mese scorso, pubblicato un giorno prima della lettera di Musk. L’Intelligenza Artificiale, dice Bill, «cambierà il modo in cui le persone lavorano, imparano, viaggiano, ricevono assistenza sanitaria e comunicano tra loro», ha continuato l’oligarca, sostenendo che la tecnologia aiuterà a insegnare ai bambini svantaggiati, assisterà i medici che lavorano nei Paesi più poveri e combatterà il Cambiamento Climatico: quest’ultimo punto, come altri, non è stato spiegato, ma il senso delle emergenze, abbiamo imparato è proprio quello – fare quello che si vuole senza che la popolazione faccia tante domande. (Come noto, Bill Gates sul tema finanzia progetti non esattamente «democratici» di oscuramento del sole tramite particelle rilasciate in cielo da aerei)
Ci sono vecchie ruggini tra Gates e Musk, che ora l’ha superato come uomo più ricco del mondo. Musk, che ha dichiarato di aver appreso che, nonostante tutti i discorsi ambientalisti, Gates avrebbe scommesso in borsa contro Tesla, lo insultò con un tweet memorabile a base dell’«uomo incinto».
Il discorso di sostituzione, o di riduzione, degli esseri umani potrebbe essere compatibile con la sua ideologia, per la quale ha negli anni investito miliardi e miliardi. Prima di divenire dominus globale della vaccinazione, Gates aveva investito in piani di riduzione della popolazione, arrivando a dare 2,1 miliardi alla multinazionale dell’aborto Planned Parenthood, nel cui consiglio di amministrazione serviva già suo padre.
La difesa di Gates dell’Intelligenza Artificiale – che già mente, minaccia e pure spinge le persone al suicidio – potrebbe quindi non essere solo questione di business. C’è un livello più profondo che determina le azioni dei padroni del mondo. Lasciamo al lettore capire di cosa si tratta.
Resta che oramai non c’è più pudicizia nel pensiero delle élite: l’uomo va ridotto, manipolato, bioingegnerizzato, riprogrammato, spento, cancellato, sostituito.
Giocano a fare Dio. Ma non sono Dio. Ad un certo punto, lo scopriranno.
Intelligenza Artificiale
Agenti IA ribelli si infiltrano nei conti bancari statunitensi
Importanti banche statunitensi hanno rilevato la presenza di agenti di Intelligenza Artificiale esterni che operano all’interno dei conti dei clienti, alcuni dei quali sembrano tentare azioni che vanno oltre le istruzioni degli utenti. Lo riporta Axios.
Gli agenti basati sull’IA sono progettati per svolgere attività per conto degli utenti, come effettuare acquisti, pagare bollette o trasferire denaro. I clienti spesso concedono loro l’autorizzazione e le credenziali di accesso, ma ciò può violare le norme bancarie che impongono ai titolari di conto di effettuare l’accesso personalmente.
Secondo Axios, che cita fonti a conoscenza dei fatti, istituti di credito come JPMorgan Chase, Bank of America, Morgan Stanley e Wells Fargo stanno correndo contro il tempo per contenere i rischi. Alcuni hanno rilevato che gli operatori contattano i call center o agiscono apparentemente in modo indipendente dalle istruzioni dei clienti. Secondo quanto riportato dalla testata, i dirigenti della banca hanno definito la situazione «orribile». Uno di loro ha affermato che gli istituti di credito faticano a distinguere tra assistenti autorizzati e agenti che hanno agito in modo scorretto.
JPMorgan, Bank of America e Citi hanno iniziato a limitare l’accesso degli agenti esterni, mentre Morgan Stanley avrebbe cominciato a bloccarli dalle proprie piattaforme. Anche Chase ha esortato i clienti a non condividere nomi utente e password con gli agenti basati sull’intelligenza artificiale.
In genere le banche consentono, o stanno sviluppando, un accesso limitato che permette a strumenti esterni di visualizzare i saldi e altre informazioni sui conti senza movimentare denaro. Tuttavia starebbero anche preparando piani di emergenza per proteggere i conti e ripristinare l’accesso dei clienti in caso di problemi.
Le banche hanno anche espresso il timore di perdere depositi redditizi. Il Financial Times ha riportato la scorsa settimana che gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale potrebbero spostare il denaro dei clienti verso banche che offrono tassi migliori, costringendo gli istituti di credito a pagare più interessi per non perdere quei clienti. Le preoccupazioni emergono in un contesto di numerose segnalazioni di agenti di intelligenza artificiale che agiscono al di fuori delle istruzioni ricevute e accedono a sistemi esterni senza autorizzazione.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso OpenAI ha accantonato il suo modello Astra per GPT-6.1 dopo che i test hanno rivelato un comportamento più ingannevole rispetto ai suoi predecessori. Il sistema a volte non comunicava le proprie azioni agli operatori umani e tentava di utilizzare strumenti esterni potenzialmente pericolosi.
Tra gli incidenti precedenti si annoverano agenti OpenAI che sono usciti dal loro ambiente di test e hanno avuto accesso ai server di Hugging Face, un repository online per modelli e set di dati di AI.
Le autorità di regolamentazione finanziaria hanno avvertito che i sistemi autonomi potrebbero anche destabilizzare i mercati. La vice governatrice della Banca d’Inghilterra, Sarah Breeden, ha avvertito a giugno che gli agenti che reagiscono allo stesso modo agli stessi segnali potrebbero comprare o vendere simultaneamente, rendendo le oscillazioni del mercato più accentuate, esortando le autorità di regolamentazione a prendere in considerazione «interruttori di arresto» di emergenza che potrebbero bloccare le negoziazioni qualora sistemi di IA difettosi provocassero un crollo del mercato.
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Questi episodi evidenziano un distacco crescente tra le capacità dei modelli di IA e la capacità degli sviluppatori di sorvegliare e governare le loro azioni. Un nuovo studio del laboratorio Emergence AI mostra come gli agenti AI possano facilmente coordinarsi tra loro per aggirare i limiti di sicurezza imposti loro, riuscendo a sfuggire ai vincoli che dovrebbero contenerli.
Come riportato da Renovatio 21, settimane fa agenti IA riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di Intelligenza Artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Intelligenza Artificiale
Icona di Carlo Acutis fatta con l’IA. Polemiche
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⛪ Belarus has blessed its first AI-generated religious icon
The icon depicts Carlo Acutis, an Italian teenager who was canonized in 2025 and became known as the “Cyber Apostle.” The icon was installed in a Catholic church in Novolukoml, where Archbishop Tadeusz Kondrusiewicz… pic.twitter.com/vawCVEK8aX — NEXTA (@nexta_tv) October 12, 2026
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Intelligenza Artificiale
La polizia tedesca arresta un robot pedofilo
La polizia tedesca ha messo sotto sequestro un robot umanoide che, secondo l’accusa, avrebbe molestato sessualmente una sedicenne nelle strade di Colonia; è inoltre in corso un’indagine per molestie sessuali nei confronti di chi lo possiede.
Stando a quanto riferito dalla polizia di Colonia, il mezzo è stato sequestrato dagli agenti all’alba di domenica, dopo che la macchina avrebbe toccato i glutei di una ragazza di 16 anni e simulato movimenti di spinta contro il suo corpo.
La giovane si trovava davanti a un fast food in compagnia delle amiche quando il robot l’ha avvicinata alle spalle, esibendosi in gesti osceni, come precisa il comunicato. Poco più tardi i poliziotti hanno individuato il robot nel bagagliaio di un’automobile in sosta lì vicino e l’hanno requisito, insieme ai telefoni cellulari del suo proprietario, un sedicenne, e del complice, un ragazzo di 19 anni.
Il robot, rosso e oro e ispirato all’«Iron Man» della Marvel, è stato ritratto in una foto segnaletica mentre indossava un gilet bianco, una catena d’oro e dei baffi adesivi.
‼️BREAKING: German police seized a robot that sexually assaulted a 16-year-old girl by touching her ass and making thrusting motions at her.
Officers found it stashed in the boot of a Volkswagen.
Its 16-year-old owner and a 19-year-old companion allegedly livestreamed it. pic.twitter.com/MTUBuXcgtT
— International Cyber Digest (@IntCyberDigest) October 12, 2026
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Gli investigatori stanno ora «esaminando il funzionamento del robot al momento dell’incidente e se qualcuno ne stesse deliberatamente controllando i movimenti». I due giovani che manovravano il droide, e che hanno trasmesso l’episodio in diretta online, sono indagati per molestie sessuali.
Su TikTok circola un video in cui il robot, soprannominato «Ahmed» dal proprietario e dal suo complice, importuna diverse donne. Il droide mima gesti masturbatori e movimenti di spinta davanti a più passanti, mentre i presunti operatori ridono, e in un caso si avvicina a una donna da dietro facendola gridare. Non è chiaro se sia proprio questo l’episodio all’origine dell’indagine.
Il codice penale tedesco richiede, per configurare la violenza sessuale, un contatto fisico tra aggressore e vittima. Gli atti «compiuti da macchine o da terzi» non integrano il reato di violenza sessuale, come stabilito nel 2021 dalla Corte federale di giustizia tedesca. Se però venissero riconosciuti colpevoli di molestie sessuali, gli indagati rischierebbero una multa o fino a due anni di reclusione.
Non si tratta del primo caso di robot molestatore che finisce nei guai.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa un robot saudita palpeggiò una giornalista dinanzi alle telecamere. Il video divenne virale.
Saudi Arabia unveils its man shaped AI robot Mohammad, reacts to reporter in its first appearance pic.twitter.com/1ktlUlGBs1
— Megh Updates 🚨™ (@MeghUpdates) March 6, 2024
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