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Sirene finte a favore di telecamera per la visita di Biden a Kiev. Gli attori della farsa vi ritengono scemi

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È una delle cose più brutte viste questa settimana.

 

Durante la visita-lampo del presidente americano Joe Biden a Kiev, le sirene per raid aerei hanno suonato nonostante non ci fossero notizie di attacchi missilistici.

 

La motivazione, quindi, è un’altra: creare il maggior effetto drammatico possibile per le inquadrature TV del Biden ricevuto con lo Zelens’kyj.

 

L’effetto, tuttavia, più che drammatico, sta tra il surreale e il grottesco.

 

 

La stranezza è stata notata anche da Reuters: «le sirene dei raid aerei hanno suonato a tutto volume nella capitale ucraina mentre Biden visitava Kiev, sebbene non ci fossero notizie di attacchi missilistici o aerei russi».

 

 

Nel mare di notizie tragiche da cui siamo assaliti in questi giorni di guerra, diciamo che la cosa è particolarmente brutta perché prova quanto poco rispetto i vertici della politica internazionale abbiano per il comune cittadino spettatore, che deve bersi senza fiatare le farse più stupide, improvvisate, poco credibili. È come se il potere non avesse più alcun bisogno di aderire alla realtà. È come se la menzogna più patente può esservi servita senza più alcun pudore.

 

La stessa CNN, di certo non contraria ai regimi di Biden e Zelens’kyj, hanno sottolineato il fatto che negli ultimi giorni si sono sentite le sirene antiaeree in azione.

 

«Sono stato qui negli ultimi cinque giorni. Non ho sentito esplosioni. Non ho sentito alcuna sirena d’aria, fino a circa mezz’ora fa, proprio quando il presidente Biden era nel centro di Kiev», ha riferito l’inviato CNN Alex Marquardt in diretta TV.

 

 

Uno show, che davvero ritiene lo spettatore come un ebete da gabbare senza pietà.

 

Kiev, come sempre, è dolce per i spudorati traffici internazionali di Biden e del suo clan.

 

Non sono così lontani i tempi in cui il Biden volava di frequente nella capitale Ucraina, magari ricattando l’allora presidente e primo ministro: o licenziavano il procuratore generale Viktor Shokin (che, per coincidenza, indagava dalle parti dell’azienda del gas che aveva preso nel board il figlio drogato e perverso di Biden, Hunter) oppure non avrebbe dato il miliardo di dollari in aiuti promesso.

 

Era il dicembre 2015.

 

 

«Così, [Poroshenko e Yatsenjuk] uscivano dalla conferenza stampa, e gli ho detto: io non vi darò… noi non vi daremo il miliardo di dollari. Loro hanno detto: tu non hai l’autorità. Tu non sei il presidente (…) Il presidente [Obama], ho detto, sì, dovrei chiamarlo (…) Ho detto: ve lo dico, non prenderete il miliardo di dollari. Ho detto: guardate, noi ce ne andiamo in 6 ore. Se il pubblico ministero [Shokin] non sarà licenziato, non avrete i soldi (…) Oh… figlio di puttana… è stato licenziato».

 

Il tutto dichiarato ad un evento pubblico, pure filmato del Council fo Foreign Relations, tra le risatine del pubblico.

 

Come riportato da Renovatio 21, il figlio Hunter pare coinvolto anche riguardo ai biolaboratori ucraini finanziati dagli USA, accusati dalla Federazione Russa di produrre armi biologiche.

 

I parlamentari repubblicani americani avevano fatto sapere di voler indagare sulla relazione tra Hunter Biden e la società gasiera ucraina Burisma, che lo pagava 80 mila dollari al mese senza un motivo vero.

 

 

Nessuna vera indagine è invece partita sui rapporti tra Hunter Biden e le società legate ai molto controversi laboratori biologici di Kiev.

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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Passeggero di un Boeing Ryanair parzialmente risucchiato fuori dall’oblò

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Un passeggero sarebbe stato parzialmente risucchiato fuori da un Boeing 737 della Ryanair dopo che un finestrino è esploso in circostanze non chiare poco dopo il decollo. La notizia sta facendo il giro del mondo.

 

L’incidente è avvenuto venerdì a bordo del volo FR1879 dalla Grecia alla Germania, operato da Malta Air, compagnia sussidiaria di Ryanair. Secondo diverse fonti giornalistiche, uno dei motori dell’aereo ha avuto un malfunzionamento, proiettando detriti nella fusoliera. Un frammento avrebbe mandato in frantumi un oblàdella cabina, causando il parziale risucchio all’esterno del passeggero seduto accanto.

 

Il cittadino serbo di 61 anni ha riportato contusioni e ustioni da attrito causate dall’aria gelida ed è stato ricoverato in ospedale in istato di shock dopo l’atterraggio dell’aereo. Secondo le ricostruzioni, è riuscito a evitare di essere estratto dall’aereo perché indossava la cintura di sicurezza, mentre la moglie gli avrebbe afferrato le gambe e altri passeggeri lo avrebbero aiutato a rientrare.

 

 

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Un filmato girato poco dopo l’incidente e diffuso online mostra il finestrino completamente distrutto e parzialmente ostruito da una scatola. Secondo quanto riportato, l’incidente ha scatenato il panico a bordo, con l’attivazione delle maschere d’ossigeno a causa della depressurizzazione.

 

Ryanair ha confermato l’incidente, dichiarando che l’aereo è riuscito a tornare all’aeroporto in sicurezza e che è stato predisposto un aereo sostitutivo per i passeggeri rimasti a terra. La compagnia aerea non ha fornito dettagli su cosa abbia esattamente causato il malfunzionamento del finestrino.

 

«Un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen, partito venerdì mattina, è tornato a Salonicco poco dopo il decollo a causa del distacco di un finestrino durante il volo», ha dichiarato la compagnia.

 

Boeing ha dichiarato di essere a conoscenza dell’incidente e di essere «in contatto con Ryanair».

 

Se un oblò esplode o si rompe durante un volo di linea, si verifica una depressurizzazione rapida o esplosiva della cabina a causa dell’enorme differenza di pressione tra l’interno pressurizzato dell’aereo e l’aria rarefatta dell’alta quota. L’evento è violento, tuttavia i piloti, in teoria, sono addestrati a gestirlo in sicurezza. La cintura di sicurezza allacciata evita che i passeggeri vengano scagliati fuori dall’aereo.

 

Al momento della distruzione del finestrino, si avverte un rumore assordante generato dal vento e dal flusso d’aria. Contemporaneamente, l’improvviso calo di pressione e temperatura causa la condensazione istantanea dell’umidità, riempiendo la cabina di una fitta nebbia bianca. La temperatura crolla in pochi istanti a livelli estremi (anche fino a -40 °C o -50 °C se l’aereo si trova a quota di crociera), accompagnata da correnti d’aria violentissime.

 

I piloti attivano immediatamente una procedura standard che prevede una discesa picchiata controllata ma estremamente ripida. L’obiettivo è portare l’aereo sotto i 10.000 piedi (circa 3.000 metri) di quota nel minor tempo possibile. A questa altitudine l’aria esterna è respirabile e le maschere d’ossigeno non sono più necessarie.

 

Una volta raggiunta una quota sicura e stabilizzata la situazione a bordo, i piloti dichiarano lo stato di emergenza alle torri di controllo e dirigono l’aeromobile verso l’aeroporto più vicino per effettuare un atterraggio immediato.

 

Non si tratta del primo problema in cui l’industria aerospaziale Boeing è incorsa in questi anni. Un mese fa il carrello di atterraggio anteriore di un Boeing 787 è collassato improvvisamente mentre l’aereo era parcheggiato a un gate dell’aeroporto di Francoforte.

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa la Federal Aviation Administration (FAA), l’ente di controllo del volo degli Stati Uniti, aveva emesso una direttiva all’inizio di quest’anno avvertendo che un difetto negli aerei Boeing 777 potrebbe causare «incendio o esplosione» se non risolto.

 

Come riportato da Renovatio 21, in quel periodo due ex lavoratori della Boeing, divenuti informatori sui problemi dell’azienda, erano stati trovati morti. settimane.

 

Problemi anche per un satellite Boeing Intelsat-33 che due anni fa aveva lasciato pensare che avrebbe potuto scatenare un processo di distruzione orbitale.

 

 

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Immagine di Michael Oldfield via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

 

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Donna di colore vince concorso per sosia di Beniamino Franklin

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Una donna di colore è stata proclamata vincitrice di un concorso per sosia di Beniamino Franklin, tenutosi venerdì a Filadelfia. Lo riportano i mezzi di informazione locali.   Alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza, decine di partecipanti vestiti come i Padri Fondatori si sono radunati all’Independence Mall, sfoggiando parrucche incipriate, occhiali bifocali e abiti in stile settecentesco. Ogni concorrente ha pagato 1 dollaro per iscriversi, e il vincitore ha ricevuto il montepremi.   «C’è qualcosa nell’essere paffuti e calvi che, non so, piace ai francesi e a quanto pare piace anche ai filadelfiani», ha detto Mitchell Kramer, che ha contribuito a incoronare il vincitore del concorso, secondo quanto riportato da KYW News Radio.   La gara è stata vinta da Kiya Burgess, residente a Filadelfia, che ha ritirato il premio circondata dagli altri concorrenti in abiti dallo statista, diplomatico ed inventore protoamericano Beniamino Franklin. Con un aquilone in mano, è stata dichiarata vincitrice.    

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  «Adoro il cosplay. Mi piace travestirmi e avevo già questo costume, quindi volevo solo venire a mostrare a tutti cosa ho realizzato perché mi piace cucire e questo è uno dei miei primi costumi», ha detto Burgess alla testata giornalistica.   L’evento è stato organizzato da Elena Jackendoff, che ha distribuito volantini in tutta la città e non si aspettava una partecipazione così ampia. «Chiaramente avevo preparato solo 10 numeri e poi, oh, ecco una folla di persone pronte, disponibili ed entusiaste di partecipare. E quindi ha davvero superato tutte le aspettative che avrei potuto avere», ha detto Jackendoff.   La vittoria ha suscitato perplessità tra gli utenti dei social media, i quali hanno sottolineato l’evidente mancanza di somiglianza con il padre fondatore e hanno interpretato la scelta come frutto di un compromesso tra umorismo e correttezza politica.   I concorsi per sosia celebrano la straordinaria somiglianza fisica con celebrità o icone storiche, trasformandosi in veri e propri raduni culturali. Tra le competizioni più famose al mondo spicca l’Hemingway Look-Alike Contest che si tiene ogni anno in Florida, dove decine di uomini barbuti si sfidano per vincere il titolo.   Un altro evento leggendario è il raduno dedicato a Elvis Presley a Memphis, capace di attirare migliaia di sosia del Re del Rock in una gigantesca celebrazione collettiva. Negli ultimi tempi sono diventati popolarissimi anche i contest improvvisati e virali dedicati a star del cinema attuale, come quelli organizzati per i sosia di Timothée Chalamet o Pedro Pascal. Come da aneddoto notissimo, non sempre i concorsi di sosia proderebbero risultati non sempre congrui: secondo una leggenda metropolitana Charlie Chaplin si classificò terzo, o ventesimo, a un concorso di sosia di se stesso è uno degli aneddoti più famosi del cinema. Tuttavia si trattarebbe un falso storico ampiamente smentito dalle ricerche biografiche ufficiali . La storia, nata come una satira sui giornali degli anni ’10 e ’20, è tornata ciclicamente popolare per sottolineare l’ironia della fama, ma lo stesso Chaplin smentì ufficialmente la vicenda in un’intervista del 1966 .   Va chiarito qui che vi è una confusione di fondo: i concorsi per sosia nulla hanno a che fare con il cosplay, drammatico fenomeno del nostro tempo contro il quale Renovatio 21 da anni chiede l’istituzione di leggi ad hoc che lo proibiscano con pene severissime per i trasgressori.  Tre anni fa, in una grande lezione di civiltà data al mondo, la Repubblica Popolare Cinese aveva lasciato capire che avrebbe emesso un bando al cosplaying.   Secondo voci raccolte da Renovatio 21, la Tabarrata Nazionale 2026, organizzata per il prossimo gennaio-febbraio dalla Civiltà del Tabarro, potrebbe prevedere un concorso per sosia di Giuseppe Verdi.  

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Retata contro i pedofili: Babbo Natale arrestato

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Un uomo di 75 anni di New Orleans, che aveva legalmente cambiato il suo nome in Santa Claus («Babbo Natale»), è stato arrestato dopo aver presumibilmente tentato di incontrare una persona che credeva essere un ragazzo di 15 anni per compiere atti sessuali, secondo quanto annunciato dalla polizia.

 

Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe contattato un adolescente tramite un’app di incontri prima di organizzare un incontro di persona durante un’operazione sotto copertura nella periferia della città.

 

Il dipartimento di polizia di Kenner ha annunciato l’arresto lunedì, dopo che la sua unità specializzata in crimini informatici ha condotto un’operazione nel fine settimana contro presunti pedofili online. L’uomo avrebbe scambiato messaggi a sfondo sessuale con un agente sotto copertura che si spacciava per un ragazzo di 15 anni, e avrebbe discusso di «compiere atti sessuali» prima di organizzare un incontro con il minore a Kenner.

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Secondo la polizia, gli investigatori hanno arrestato Babbo Natale senza incidenti al suo arrivo nel luogo d’incontro concordato. È stato accusato di adescamento di minore tramite computer e atti osceni con un minore. I registri carcerari citati dai media statunitensi mostrano che è stato incarcerato presso il Jefferson Parish Correctional Center, con una cauzione fissata a 20.000 dollari (17.500 euro) per ciascuna accusa.

 

Il capo della polizia di Kenner, Keith Conley, ha dichiarato ai giornalisti che gli investigatori hanno trovato fotografie dell’uomo vestito da Babbo Natale e che questi aveva legalmente cambiato nome dopo essersi trasferito dal Texas alla Louisiana.

 

L’uomo era tra gli 11 sospetti arrestati nell’operazione, mentre sono stati emessi mandati di cattura per altri 10. La polizia ha dichiarato che l’operazione era mirata ad adulti che presumibilmente cercavano contatti sessuali con minori online.

 

«Tutti questi imputati rappresentano un pericolo per i nostri giovani e per la società», ha dichiarato Conley in un comunicato. «Ogni giorno mettiamo in guardia sulla vulnerabilità dei nostri figli sui social media e sulle piattaforme di gioco, e ora abbiamo arrestato una persona che si traveste da Babbo Natale, invitando i genitori a fargli prendere in braccio i loro bambini per delle foto. Questa storia dovrebbe servire da monito per i genitori e i tutori».

 

L’arresto di Santa Claus arriva due mesi dopo che un uomo della Florida, noto per interpretare Babbo Natale agli eventi natalizi della comunità, era stato accusato di aver tentato di incontrare una persona che credeva essere una ragazzina di 13 anni durante un’altra operazione sotto copertura contro i pedofili.

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