Connettiti con Renovato 21

Sorveglianza

La Nuova Zelanda chiede ai cittadini di denunciare i dissidenti politici come «terroristi»

Pubblicato

il

 

Il servizio di intelligence per la sicurezza della Nuova Zelanda ha pubblicato un bollettino in cui si afferma che chiunque abbia opinioni politiche dissidenti è stato «radicalizzato» e chiede al pubblico di denunciare i propri amici e familiari se mettono in dubbio le narrazioni del governo.

 

Le motivazioni per la denuncia di conoscente «quindi potrebbero essere le misure COVID prese dal governo, o potrebbero essere altre politiche interpretate come violazione dei diritti, e talvolta è quello che descrivo come un “pasticcio bollente” di ideologie e credenze alimentate da ideologie e credenze alimentate da teorie del complotto» ha detto ai media il capo dell’Intelligence neozelandese Rebecca Kitteridge.

 

 

 

A fine ottobre lo NZSIS, l’Intelligence per la sicurezza nazionale, aveva pubblicato la «prima guida per identificare segni di estremismo violento». In fondo alla pagina web di presentazione vi erano tutti i recapiti per la delazione.

 

Lo sviluppo non è una sorpresa nel Paese dove la leader goscista Jacinda Ardern, immancabilmente legata al WEF di Davos, aveva dichiarato con tranquillità che l’obbligo vaccinale avrebbe creato una società a due livelli, con una seria A formata quindi da cittadini vaccinati e la serie B formata da bambini non vaccinati.

 

In altre occasioni aveva proclamato che «non ci sarà una fine al programma di vaccinazione». Già due anni fa erano state segnalate in Nuova Zelanda le «strutture di quarantena» per i contagiati COVID e per i loro famigliari.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Ardern è riuscita a mettere in lockdown la popolazione anche per un singolo caso. Il grottesco totale si raggiunse quando la premier chiese ai cittadini di non parlare con i vicini. Alla riapertura, fece scalpore la sua dichiarazione riguarda alla possibilità di fare «incontri intimi fino a 25 persone».

 

A luglio, in un involontario riferimento diretto a 1984 di George Orwell, la Ardern era arrivata a dire che il cittadino deve considerare come «unica fonte di verità» il suo governo: «a meno che tu non lo senta da noi, non è la verità…scartate qualsiasi altra cosa».

 

 

In settimana la Nuova Zelanda è stata teatro dell’allucinante caso del bambino a cui genitori è stata tolta la patria potestà perché volevano che fosse operato con trasfusioni di donatori non vaccinati.

 

Anche la Chiesa cattolica nel Paese è oramai profondamente mutata, al punto che è stato detto che i suoi vescovi sono «apostoli del gender».

 

Dopo un referendum di due anni fa, nel 2021 in Nuova Zelanda è stata inoltre legalizzata l’eutanasia, e vi è qualcuno che sostiene che il procedimento sarebbe disponibile anche per i pazienti COVID.

 

Il Paese ha inoltre bandito totalmente l’uso del tabacco per i nati dopo il 2008.

 

Per quanto riguarda il tema della delazione, chiediamo al lettore di non scordarsi che esso era nella mente e nei programmi di alcuni politici durante il biennio pandemico. Dobbiamo ricordare, e non dimenticare mai, quando il ministro Speranza andò da Fabio Fazio a dire che avrebbero fatto i controlli nelle case per evitare «le feste», aggiungendo anche che si sarebbero avvalsi delle «segnalazioni» – cioè delle delazioni dei vicini.

 

 

Tale soluzione da implementare via DCPM, che avrebbe trasformato l’Italia in uno Stato di polizia, fu fortunatamente evitata, per paradosso, dalla polizia stessa, secondo la ricostruzione del quotidiano Il Riformista.

 

«È stata la polizia e il ministero delle polizie a evitare che l’Italia diventasse uno stato di polizia dove uomini in divisa possono entrare a qualunque ora nelle abitazioni private» scrisse il giornale.

 

«Per andare a vedere che succede presso privati, non possono essere usate le norme esistenti, quelle che autorizzano le perquisizioni per la ricerca di armi, esplosivi e latitanti» avrebbe scritto in una nota il Direttore generale della Pubblica Sicurezza Franco Gabrielli. «Le eccezioni all’articolo 14 della Carta sono possibili “solo nei casi e nei modi stabiliti dalla legge e nel rispetto delle garanzie”. La restrizione del diritto, ovvero le perquisizioni di privati sono possibili solo se trovano fondamento in fonti primarie (leggi e non DPCM) e autorizzate dalla magistratura»

 

Per eseguire i controlli anti-party domestici, quindi, «il Parlamento dovrebbe dichiarare lo stato di guerra e conferire al governo i poteri necessari per farvi fronte».

 

Era l’ottobre 2020. Il Conte bis non se la sentì di arrivare a tanto. Tuttavia questo non vuol dir niente: l’idea di poter entrare in casa della gente è partita. E l’idea che sia lo stesso cittadino a dover far la spia per lo Stato – roba da STASI, e oltre – pure è avviata. In tutto il mondo.

 

 

 

Continua a leggere

Intelligence

La CIA di Biden considerava i valori familiari tradizionali un segno di «estremismo bianco»

Pubblicato

il

Da

L’amministrazione Trump ha portato alla luce uno sconvolgente promemoria interno della CIA altrettanto, che dimostra come, sotto la presidenza Biden, la CIA avesse avvertito che la «maternità tradizionale» e la «gestione della casa» fossero segni di «estremismo bianco».

 

America First Legal (AFL), che ha pubblicato su X una lunga serie di articoli riguardanti il preoccupante memorandum della CIA, ha affermato: «La valutazione dell’Intelligence rivela un pregiudizio diffuso ai massimi livelli nella CIA di Biden».

 

«Un’agenzia con responsabilità cruciali in materia di intelligence stava impiegando le proprie risorse per prendere di mira le donne che promuovono la maternità», ha osservato l’AFL.

 

Iscriviti al canale Telegram

La valutazione si concentra su coloro che «credono che la loro percezione di un’identità etnica bianca europea idealizzata sia minacciata da persone che incarnano e sostengono il multiculturalismo e la globalizzazione».

 

Intitolato «Donne che promuovono la radicalizzazione e il reclutamento di estremisti violenti di matrice razziale ed etnica bianca», il documento di 11 pagine del 2021 inizia affermando: «Riteniamo che le donne siano emerse come figure chiave del movimento transnazionale di estremisti violenti di matrice razziale ed etnica bianca (REMVE), assumendo ruoli diversi per promuovere gli obiettivi del REMVE bianco, inclusa la visione del REMVE bianco sulla maternità tradizionale, e partecipando con successo a nuovi ruoli nella propaganda e nel reclutamento».

 

«I sostenitori bianchi del REMVE e i loro simpatizzanti hanno affermato in post online che è essenziale per le famiglie bianche avere il maggior numero possibile di figli biologici per contrastare l’aumento dei tassi di natalità tra le popolazioni non bianche; i sostenitori bianchi del REMVE affermano che questo aumento è una cospirazione, che hanno definito la “grande sostituzione”, secondo una valutazione di Open Source Enterprise», afferma il promemoria.

 

A pagina 2 del documento, la CIA esprime preoccupazione per il fatto che i REMVE abbiano «esaltato la maternità e la gestione della casa come la responsabilità più importante delle donne».

 

L’amministrazione Trump ha ritirato il documento della CIA risalente all’era Biden. «Le agenzie di intelligence statunitensi esistono per proteggere gli americani, non per prenderli di mira», ha osservato l’AFL su X.

 

«Questo è ciò che accade quando l’ideologia “woke” sostituisce la raccolta e l’analisi di informazioni basate sulle minacce reali», ha dichiarato al Daily Signal Gene Hamilton, presidente di America First Legal.

 

«L’amministrazione Biden era ossessionata dal demolire il nostro Paese», ha affermato Hamilton. «La maternità era vista con sospetto. Il ruolo di casalinga era visto con sospetto. Gli americani comuni erano visti con sospetto. Sotto l’amministrazione Biden, la vita americana di tutti i giorni è stata trasformata in un profilo di minaccia. Non dovremmo mai dimenticare quanto profondo fosse il marciume».

 

«Io… non sono un bersaglio, vero? VERO?» ha scritto Mary Chastain di Legal Insurrection in un commento ironico. «Sono una tradizionalista. Credo sinceramente che una donna dovrebbe restare a casa una volta che ha figli. E sì, bisogna avere figli. I bambini sono meravigliosi e una benedizione», ha spiegato. «Sì, ci crederei se l’amministrazione Biden non demonizzasse i genitori che cercano di responsabilizzare i consigli scolastici o non spiasse i cattolici che mantengono le tradizioni e preferiscono la messa in latino», ha detto Chastain.

Aiuta Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, l’amministrazione Biden aveva iniziato immediatamente la persecuzione di ogni tipo di dissidenza, etichettando coloro che si opponevano alle restrizioni pandemiche (vaccini, lockdown, mascherine) e genitori di scolari (contrari a indottrinamento su razza e gender) come possibili «domestic terrorists», cioè «terroristi interni».

 

L’amministrazione Biden aveva preso di mira gli oppositori degli obblighi e dei vaccini COVID come «estremisti violenti interni»

 

In pratica, appena installatosi Biden cominciò l’avvio della trasformazione dei dissidenti (attivisti pro-life o anche solo genitori contrari a teoria del gender, obbligo vaccinale, lockdown e mascherine) come «domestic terrorist». Tale shift è comune ad altri Paesi anglofoni, come la Nuova Zelanda.

 

Le stesse tecniche usate all’estero per combattere il terrorismo islamica, hanno notato molti, sono ora applicate – in maniera più capillare – all’interno del Paese contro cattolici, pro-life e persino consigli di istituto di scuole elementari e medie.

 

Una slide di un presentazione sul terrorismo tenuta dai membri dell’esercito americano a Fort Liberty (rinominato Fort Bragg) emersa la scorsa estate dimostrava che i funzionari militari dell’amministrazione Biden continuano a insegnare che i loro pacifici oppositori politici sono estremisti violenti, in particolare le organizzazioni pro-life.

 

Come riportato da Renovatio 21, sotto Biden l’FBI aveva inoltre programmato di infiltrare le messe in latino, perché ritenute fucine di «terrorismo domestico».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr

Continua a leggere

Sorveglianza

Oltre il Green Pass: l’OMS con un’azienda legata a Pfizer e Bill Gates lavora ai passaporti vaccinali globali

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   L’OMS sta collaborando con Temasek, un’azienda di proprietà del governo di Singapore che ha partecipato a un investimento di 250 milioni di dollari in BioNTech nel giugno 2020, pochi mesi prima che BioNTech lanciasse un vaccino contro il COVID-19 in collaborazione con Pfizer. Temasek aiuterà l’OMS a sviluppare «portafogli digitali sanitari interoperabili».   Cinque anni dopo l’introduzione dei passaporti vaccinali digitali durante la pandemia di COVID-19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta collaborando con una società di investimento legata al produttore di vaccini anti-COVID BioNTech e alla Fondazione Gates per lanciare «portafogli sanitari digitali interoperabili».   L’OMS ha annunciato all’inizio di questa settimana una partnership con Temasek, un’azienda di proprietà del governo di Singapore che ha partecipato a un investimento di 250 milioni di dollari in BioNTech nel giugno 2020, pochi mesi prima che BioNTech lanciasse un vaccino contro il COVID-19 in collaborazione con Pfizer.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

L’iniziativa «si basa sugli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, che ha dimostrato l’urgenza di una documentazione sanitaria digitale affidabile e verificabile», ha affermato l’OMS.   L’iniziativa partirà con certificati digitali internazionali di vaccinazione o profilassi e si estenderà in seguito a «riepiloghi sanitari personali più ampi». Sarà sperimentata negli 11 Stati membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) per sviluppare un «modello replicabile» da esportare potenzialmente in altri Paesi.   L’iniziativa è il risultato delle modifiche apportate lo scorso anno al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) dell’OMS, che prevedevano «certificati sanitari digitali riconosciuti a livello globale».   Kee Kirk Chuen, responsabile Salute e Benessere di Temasek, ha affermato che la pandemia di COVID-19 «ha dimostrato quanto sia importante che le cartelle cliniche siano affidabili, verificabili e che possano essere trasferite dalle persone oltre confine».   Ma Natalie Winters, co-conduttrice di «Bannon’s War Room», ha ribattuto che l’OMS sta cercando di formalizzare quella che un tempo era stata presentata come una risposta temporanea alla pandemia.   «Durante la pandemia di COVID, i sistemi digitali di verifica dello stato di salute determinavano se le persone potevano viaggiare, lavorare o accedere a spazi pubblici in base al loro stato vaccinale», ha scritto Winters su Substack. «Questi sistemi erano giustificati come temporanei. Ora vengono formalizzati in qualcosa di molto più ampio e duraturo».   Il dottor David Bell, medico di sanità pubblica, consulente biotecnologico e ricercatore senior presso il Brownstone Institute, ha affermato che gli interessi privati ​​stanno guidando l’iniziativa dell’OMS   «L’OMS è tenuta a concentrarsi sui passaporti vaccinali in quanto questi rivestono un’importanza strategica per i suoi principali finanziatori, che la sostengono attraverso contributi volontari specifici, il che significa che l’OMS è tenuta a seguire le direttive del finanziatore».   Bell ha affermato che i principali finanziatori dell’OMS, tra cui la Fondazione Gates, «hanno interessi finanziari diretti nell’incrementare l’uso sia dei vaccini che delle piattaforme digitali».

Sostieni Renovatio 21

«Un chiaro conflitto di interessi»

Winters ha sostenuto che il coinvolgimento di Temasek nell’iniziativa dell’OMS «crea un chiaro conflitto di interessi».   Nel giugno 2020, Temasek e altri investitori hanno investito 250 milioni di dollari in BioNTech, un’azienda biotecnologica tedesca. Secondo un comunicato stampa di BioNTech, l’investimento avrebbe potenziato gli sforzi dell’azienda nello sviluppo di «immunoterapie personalizzate per il trattamento del cancro e delle malattie infettive».   Reuters riportò all’epoca che BioNTech stava sviluppando un «vaccino sperimentale contro il coronavirus in collaborazione con il colosso farmaceutico Pfizer».   Secondo un rapporto del 2021 dell’Asia Business Council, l’investimento di Temasek in BioNTech «è solo un esempio di come l’azienda, di proprietà statale ma orientata al settore privato, si sia impegnata a fondo, sia come investitore che come promotore, nella lotta contro il coronavirus».   Sul suo sito web, Temasek afferma che «la sostenibilità è al centro di tutto ciò che facciamo».   Tuttavia, il portafoglio di investimenti attuale e passato della società rivela una lunga storia di investimenti in aziende farmaceutiche e fornitori di servizi di salute digitale.   Nel 2021, Temasek, tramite la sua controllata specializzata in identità digitale Affinidi, ha sviluppato e testato Unifier, un sistema di verifica universale per autenticare i risultati dei test e delle vaccinazioni COVID-19, compatibile con diversi standard di codice QR.   Nello stesso anno, Temasek ha contribuito a guidare un round di investimenti da 700 milioni di dollari per l’azienda farmaceutica cinese Abogen Biosciences, i cui fondi sono stati utilizzati per portare il candidato vaccino a mRNA contro il COVID-19 dell’azienda alle fasi finali della sperimentazione clinica.   Nel 2010, Temasek ha costituito una joint venture con l’azienda farmaceutica statunitense Emergent BioSolutions per sviluppare un «vaccino ad ampio spettro contro l’influenza pandemica e una terapia».

Aiuta Renovatio 21

Temasek ha investimenti in Clover Biopharmaceuticals, un’azienda cinese che ha sviluppato potenziali vaccini contro il COVID-19, in Celltrion Inc., un’azienda biofarmaceutica sudcoreana che ha sviluppato terapie per il COVID-19, e in Novotech, un’organizzazione di ricerca clinica specializzata in sperimentazioni cliniche per farmaci e vaccini.   Temasek è inoltre un investitore in importanti aziende tecnologiche e finanziarie attive nel settore delle tecnologie sanitarie.   Tra questi c’è Amazon, che, tramite Amazon Web Services, è coinvolta nella Vaccination Credential Initiative, sostenitrice della SMART Health Card, utilizzata da diversi stati e Paesi come passaporto vaccinale durante la pandemia di COVID-19.   Docket, un’app per la registrazione digitale delle vaccinazioni, utilizza anche la tecnologia SMART Health Card in alcuni stati. Nathan Scott, responsabile tecnico di Docket, ha precedentemente lavorato per Amazon e Amazon Web Services.   Durante la pandemia di COVID-19, BlackRock, una delle tre principali società di gestione patrimoniale al mondo e azionista di Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson, aziende produttrici di vaccini contro il COVID-19, figurava tra i primi 10 azionisti di decine di società che avevano reso obbligatoria la vaccinazione per i propri dipendenti.   Una di queste aziende è Mastercard. Durante la pandemia, Mastercard ha sostenuto l’ iniziativa del passaporto vaccinale Good Health Pass, con il supporto dell’ID2020 Alliance, legata alla Fondazione Gates. Temasek è un investitore di Mastercard.   Nel 2021, Mastercard ha promosso una tecnologia per monitorare la «quota di emissioni di carbonio personale» di ciascun utente.   Bell ha affermato che, sebbene sia ragionevole per una società di investimento come Temasek investire in aziende farmaceutiche, «dovrebbe ovviamente escluderle dalla partecipazione con l’OMS ad attività che migliorano direttamente il loro successivo ritorno sull’investimento».   «Si tratta di un conflitto di interessi davvero elementare, inaccettabile per qualsiasi programma di salute pubblica etico, poiché il loro dovere, in quanto società di investimento, è quello di massimizzare il ritorno sull’investimento delle aziende in cui hanno investito. Questo è ovviamente in contrasto con ciò di cui la popolazione ha bisogno per migliorare la propria salute», ha affermato Bell.   Secondo un articolo del 2020 pubblicato su Media International Australia, il governo di Singapore è stato un «pioniere» nello sviluppo di app per il tracciamento e la localizzazione del COVID-19. Successivamente, il governo ha esportato la tecnologia in altri Paesi.

Iscriviti al canale Telegram

I legami di Temasek con la Fondazione Gates, GAVI (collegata a Gates) e l’Alleanza per i Vaccini

Temasek mantiene inoltre legami di collaborazione diretti con la Fondazione Gates e con GAVI, l’Alleanza per i Vaccini, a essa collegata.   Ad esempio, la Philanthropy Asia Alliance, il braccio filantropico di Temasek, annovera la Fondazione Gates tra i suoi primi membri fondatori, secondo quanto riportato da Bloomberg.   Nel 2022, Temasek ha investito in Select, un fondo lanciato da Breakthrough Energy Ventures, una società di investimento focalizzata sul clima fondata da Gates. Yahoo! Finance ha riportato all’epoca che Temasek era «già un co-investitore in diverse altre iniziative sostenute da Gates».   Nel 2024, Breakthrough ha guidato gli investimenti nei «vaccini climatici» per ridurre le emissioni di carbonio derivanti dall’allevamento bovino.   L’anno scorso, la Fondazione Gates ha aperto una sede a Singapore, un annuncio fatto da Gates in occasione del Philanthropy Asia Summit, organizzato dalla Philanthropy Asia Alliance del Temasek Trust.   Temasek ha inoltre collaborato con GAVI a programmi di vaccinazione nel Sud-est asiatico. Secondo un comunicato stampa di GAVI del 2025, Temasek ha collaborato con la Clinton Health Access Initiative e la UBS Optimus Foundation a un’iniziativa da 4,5 milioni di dollari «per raggiungere i bambini che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino o che sono parzialmente vaccinati» in Indonesia.   La Fondazione Gates ha finanziato il lancio di GAVI nel 1999 e detiene un seggio permanente nel suo consiglio di amministrazione. GAVI è elencata dall’OMS come «parte interessata» ufficiale.   Lo scorso anno, la Philanthropy Asia Alliance di Temasek ha contribuito al lancio della Climate and Health Funders Coalition, insieme alla Gates Foundation, alla Rockefeller Foundation e a Bloomberg Philanthropies. Nel 2024, Temasek, la Rockefeller Foundation e BlackRock hanno aderito a una nuova iniziativa di investimento in infrastrutture nel Sud-est asiatico.   «L’aumento delle vendite di vaccini migliora direttamente il ritorno sull’investimento laddove tali investimenti siano presenti nei produttori di vaccini, come nel caso della Fondazione Gates e dei suoi proprietari», ha affermato Bell. «E aumenta i profitti per le aziende farmaceutiche private che contribuiscono alle partnership pubblico-private».

Aiuta Renovatio 21

L’identità digitale rappresenta «la fine della privacy, dell’anonimato e della libertà»

Prima dell’uscita degli Stati Uniti dall’OMS, annunciata lo scorso anno e formalizzata a gennaio, gli Stati Uniti erano il suo principale finanziatore individuale. I due principali finanziatori successivi? La Fondazione Gates e GAVI.   Durante la pandemia di COVID-19, l’OMS ha ripetutamente sollecitato un accordo o un trattato sulla pandemia, che ha ottenuto lo scorso anno, e modifiche al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI). L’ OMS ha approvato una serie di emendamenti al RSI nel 2024, entrati in vigore nel settembre 2025.   Tali modifiche includevano una raccomandazione per lo sviluppo di certificati sanitari digitali. L’OMS ha citato queste modifiche nell’annunciare la sua collaborazione con Temasek.   Nel 2023, l’OMS e la Commissione europea, organo esecutivo dell’Unione europea, hanno lanciato una «partnership storica per la salute digitale» che ha segnato l’inizio della Rete globale di certificazione della salute digitale dell’OMS (GDHCN).   I pass digitali che l’OMS svilupperà in collaborazione con Temasek utilizzeranno lo standard GDHCN.   Il giornalista indipendente James Roguski ha affermato di aver avvertito due anni fa che gli sforzi dell’OMS per approvare gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale avrebbero portato a una spinta verso i «pass sanitari globali».   «Le nazioni possono essere in qualche modo limitate nell’abuso dei propri cittadini dalle loro costituzioni, carte dei diritti o leggi», ha affermato Roguski. «Ma numerosi articoli del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) stabiliscono chiaramente che le nazioni sovrane sono assolutamente libere di ignorare e violare i diritti, le libertà e la salute dei viaggiatori provenienti da altri Paesi».   Tim Hinchliffe, direttore di The Sociable, ha affermato che per Gates e altri globalisti non eletti, i passaporti vaccinali interoperabili a livello globale servono a un paio di scopi.   «Innanzitutto, c’è un enorme potenziale di guadagno nel convincere ogni persona al mondo a farsi iniettare i loro prodotti. È un ottimo ritorno sull’investimento. In secondo luogo, i passaporti vaccinali promuovono l’obiettivo di collegare ogni persona al mondo a un sistema di identità digitale», ha affermato Hinchliffe.   Ha citato un rapporto del Forum economico mondiale del 2022 che riconosceva come i passaporti vaccinali siano una forma di identità digitale.   «Con quel tipo di potere e influenza, i gruppi di interesse più influenti creano la loro rete di controllo digitale, perché imporre la prova di vaccinazione significa imporre l’identità digitale. Quando l’identità digitale diventa obbligatoria, è la fine della privacy, dell’anonimato e della libertà», ha affermato Hinchliffe.   Michael Nevradakis Ph.D.   © 20 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
   
Continua a leggere

Intelligenza Artificiale

Pokemon Go ha mappato il mondo per l’AI

Pubblicato

il

Da

Milioni di giocatori che hanno trascorso anni a scansionare punti di riferimento mentre inseguivano creature digitali in Pokemon Go hanno inconsapevolmente contribuito a costruire uno dei più grandi dataset visivi del mondo reale della storia, che ora viene utilizzato per alimentare un servizio di consegna automatizzato.

 

Rilasciato nel 2016 dalla società statunitense Niantic, Pokemon Go è stato uno dei primi giochi di realtà aumentata di grande successo. Utilizzava la fotocamera e il GPS degli smartphone dei giocatori per sovrapporre creature digitali a luoghi reali, spingendo milioni di persone a riversarsi in parchi, strade e monumenti alla ricerca dei personaggi.

 

A poche settimane dal lancio, il gioco è diventato un fenomeno globale, venendo scaricato oltre 500 milioni di volte e raggiungendo un picco di 232 milioni di giocatori mensili.

Sostieni Renovatio 21

Il mese scorso, Niantic Spatial, una società di mappatura incentrata sull’intelligenza artificiale nata da uno spin-off dello sviluppatore del gioco, ha annunciato una partnership con Coco Robotics per potenziare le sue flotte di consegna autonome utilizzando oltre 30 miliardi di immagini catturate dai giocatori di Pokémon Go in quasi un decennio, creando una mappa degli ambienti urbani precisa al centimetro.

 

«A quanto pare, far correre Pikachu in modo realistico e far muovere il robot di Coco in modo sicuro e preciso nel mondo sono in realtà lo stesso problema», ha dichiarato la scorsa settimana John Hanke, CEO di Niantic Spatial, alla MIT Technology Review, aggiungendo che l’azienda ha oltre un milione di posizioni in tutto il mondo «dove possiamo localizzarti con precisione».

 

Secondo un sondaggio, gli americani sono preoccupati per l’intelligenza artificiale nel contesto della crisi del costo della vita. Coco Robotics gestisce circa 1.000 robot per le consegne tra Los Angeles, Chicago e Miami negli Stati Uniti e recentemente si è espansa a Helsinki, in Finlandia.

 

Alcuni critici hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che i giocatori di Pokémon Go stessero di fatto svolgendo lavoro non retribuito per un’azienda di intelligenza artificiale, contribuendo così allo sviluppo di un massiccio strumento di sorveglianza. Niantic, tuttavia, ha sottolineato che la scansione degli ambienti è sempre stata facoltativa e che i dati non sono collegati agli account dei giocatori.

 

Sebbene Pokémon Go fosse popolare anche in Russia, con diversi milioni di giocatori solo a Mosca, Niantic lo ha ritirato dal mercato russo e bielorusso in seguito all’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022.

 

Prima di allora, tuttavia, il gioco aveva sollevato numerose preoccupazioni in materia di sicurezza, con i funzionari russi che avevano avvertito che le funzionalità di geolocalizzazione dell’app avrebbero potuto essere sfruttate per la raccolta di informazioni. Un generale in pensione del Servizio di sicurezza federale (FSB) ha descritto l’app come «un reclutamento basato sulla propria volontà personale e senza alcuna coercizione».

 

Negli anni 2000, si diffuse nel mondo arabo e musulmano una teoria del complotto che sosteneva che i Pokomon fossero parte di un piano sionista per indottrinare i bambini e allontanarli dall’Islam. Tale leggenda metropolitana portò a bandi ufficiali e fatwa (editti religiosi) in diversi pPesi, tra cui l’Arabia Saudita e l’Egitto.

 

Le accuse principali si basavano su interpretazioni forzate dei nomi e dei simboli del gioco: si diceva che «Pokémon» significasse «Non c’è Dio nell’universo» in giapponese (mentre è la contrazione di Pocket Monsters). Si sosteneva inoltre che il nome di Pikachu significasse «Sono ebreo».

 

I religiosi mussulmani lamentavano inoltre che molte carte da gioco presentavano simboli grafici simili a croci o stelle a sei punte. La Stella di David fu interpretata come prova del coinvolgimento del sionismo e della massoneria per promuovere il giudaismo. Inoltre il concetto di «evoluzione» proprio della creatura pokemona fu visto da alcuni leader religiosi come una promozione del darwinismo, considerato contrario alla creazione divina descritta nel Corano.

 

Vi è da dire anche che poiché il gioco di carte collezionabili si basa sul possesso di carte rare e su scambi che ricordano le scommesse, fu accusato di promuovere il maisir (gioco d’azzardo), che è proibito dall’Islammo.

Aiuta Renovatio 21

Di conseguenza, nel 2001, il Gran Muftì dell’Arabia Saudita emise una fatwa che vietava il franchise della Nintendo, portando al sequestro di giochi e merchandising in tutto il Regno dei Saud. Anche in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti sorsero preoccupazioni simili, sebbene meno radicali.

 

Nel corso degli anni, queste teorie sono in gran parte svanite con la globalizzazione e il successo di Pokemon GO, che è diventato popolarissimo anche in Medio Oriente, spingendo le autorità religiose a concentrarsi più sui rischi legati alla sicurezza (GPS) che su complotti etimologici.

 

Tali rischi ora si sembrano avverati.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Bengt Oberger via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International

Continua a leggere

Più popolari