Connettiti con Renovato 21

Epidemie

Volevano entrarci davvero in casa con i poliziotti. Roba da non credere.

Pubblicato

il

 

 

 

Stefano Folli su Repubblica aveva scritto che era stato il Presidente Mattarella ad intervenire quando «per alcune ore il Paese ha avuto la sensazione che il governo stesse aggirando gli articoli della Costituzione che garantiscono libertà di riunione e di domicilio».

 

Ricorderete il ministro Speranza da Fazio, a dire che avrebbero fatto i controlli nelle case per evitare «le feste», aggiungendo anche che si sarebbero avvalsi delle «segnalazioni». Un incubo forse peggiore di quello della DDR sotto la Stasi, che almeno non pubblicizzava delazioni e violazioni come virtù.

 

«Chi è intervenuto dietro le quinte “per impedire questo scempio” e indurre Conte a dire infine una parola chiara?»

La penna di Repubblica è sicuro della sua versione. «Chi è intervenuto dietro le quinte “per impedire questo scempio” e indurre Conte a dire infine una parola chiara?» si chiede.

 

«Il presidente della Repubblica» è la risposta. Il Mattarella in versione provvidenziale, « ovviamente con il suo stile discreto, alieno da ogni pubblicità».

 

Perché, va ricordato, che si faceva sul serio, altro che la retromarcia innestata da ministri e premier nei giorni seguenti. «Si capisce quindi che non si è trattato di un’incomprensione lessicale. Per molte ore lo “scempio” è apparso possibile: vale a dire il controllo di polizia negli appartamenti, magari su segnalazione anonime».

 

«Si capisce quindi che non si è trattato di un’incomprensione lessicale. Per molte ore lo “scempio” è apparso possibile: vale a dire il controllo di polizia negli appartamenti, magari su segnalazione anonime»

Il pezzo è rimbalzato su Dagospia. Non avevamo nessun motivo per non credere a questa ricostruzione, già di per sé disperante. Poi però è arrivato il pezzo del Riformista, la strana testata alternativa a Il Foglio resuscitata dal comunista milanista (si può!) Piero Sansonetti, ora interamente votata ad un nobile compito, l’attuazione di un garantismo kamikaze che non ha eguali in Italia.

 

E così, veniamo a conoscenza di un retroscena ancora più allucinante.

 

La morale della storia è che «è stata la polizia e il ministero delle polizie a evitare che l’Italia diventasse uno stato di polizia dove uomini in divisa possono entrare a qualunque ora nelle abitazioni private per verificare il numero di quanti siedono intorno ad un tavolo o davanti a una tv per vedere una partita della Champions». In pratica, l’instaurazione in Italia di uno Stato di Polizia è stato sventato dalla stessa Polizia, un paradosso da mal di testa logico e storico.

«È stata la polizia e il ministero delle polizie a evitare che l’Italia diventasse uno stato di polizia dove uomini in divisa possono entrare a qualunque ora nelle abitazioni private»

 

Lunedì scorso, dopo le 18, «Conte è di ritorno dalla Puglia. Ha fretta di tornare perché gli giunge notizia che i ministri Speranza e Franceschini vogliono fare sul serio. Vogliono veramente inserire nel DPCM, che è un atto amministrativo e non una legge primaria, una forma di controllo dei party privati, in casa e non solo».

 

«Il premier vacilla, sa di andare incontro ad un casus belli. Ed ecco che coinvolge il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per avere un parere che chiarisca perché questa forma di controllo non è possibile. Di più: anticostituzionale. Da notare che fino a quel momento Lamorgese, ministro dell’Interno tecnico di un governo politico, non è mai stata coinvolta in nessuna delle riunioni preparatorie del DPCM fin lì convocate».

 

«Il prefetto Lamorgese, già seccata e non da quel giorno per questa “dimenticanza”, coinvolge a sua volta per un parere tecnico il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli. Che produce nel giro di un’oretta un appunto che spazza via ogni dubbio per “questioni di ordine giuridico” e altre di natura pratica».

 

«Quest’ultime così sintetizzabili: le forze dell’ordine, tutte, hanno già abbastanza da fare nel contrasto dei reati, la gestione dei flussi migratori e ora anche delle norme di contenimento anti-COVID, che non possono essere coinvolte in controlli che “potrebbero nascere da meccanismi delatori, rivalità e dissidi di vicinato”».

 

Il Riformista butta lì anche il titolo dell’appunto giuridico consegnato dal capo della Polizia Gabrielli: «Ipotesi riguardanti gli assembramenti destinati a svolgersi nei luoghi di privato domicilio». Il documento esiste davvero, e quindi anche il progetto di mandare la polizia fi dentro alle case della gente.

 

«Le eccezioni all’articolo 14 della Carta sono possibili “solo nei casi e nei modi stabiliti dalla legge e nel rispetto delle garanzie”. La restrizione del diritto, ovvero le perquisizioni di privati sono possibili solo se trovano fondamento in fonti primarie (leggi e non DPCM) e autorizzate dalla magistratura»

«Si fa riferimento – si legge nell’appunto – all’ipotesi emersa in queste ore di inserire nel DPCM previsioni volte a consentire al personale delle forze di polizia di accedere ai luoghi privati e di privato domicilio al fine di verificare l’eventuale esistenza di raduni o assembramenti di persone oltre il limite consentito. Al riguardo si fa presente che la soluzione prospettata non sembra agevolmente praticabile alla luce dell’articolo 14 della Costituzione che riconosce l’inviolabilità del privato domicilio»

 

L’appunto di Gabrielli cita varie leggi, sentenze della Corte Costituzionale. «Le eccezioni all’articolo 14 della Carta sono possibili “solo nei casi e nei modi stabiliti dalla legge e nel rispetto delle garanzie”. La restrizione del diritto, ovvero le perquisizioni di privati sono possibili solo se trovano fondamento in fonti primarie (leggi e non DPCM) e autorizzate dalla magistratura».

 

«Di certo, per andare a vedere che succede presso privati, non possono essere usate le norme esistenti, quelle che autorizzano le perquisizioni per la ricerca di armi, esplosivi e latitanti». Per cui, scrive il Direttore generale della Pubblica Sicurezza, per eseguire i controlli anti-party domestici «il Parlamento dovrebbe dichiarare lo stato di guerra e conferire al governo i poteri necessari per farvi fronte».

 

Per eseguire i controlli anti-party domestici «il Parlamento dovrebbe dichiarare lo stato di guerra e conferire al governo i poteri necessari per farvi fronte»

Infine, una citazione della Costituzione della Germania di Weimar, dove un articolo, il 48, stabiliva che il Presidente poteva «prendere le misure necessarie al ristabilimento dell’ordine e della sicurezza pubblica», senza definire i limiti di questo potere e senza chiarire cosa cosa si intendesse con «necessità». Sappiamo come andò a finire: arrivò Adolf Hitler.

 

Vi sarebbe moltissimo da dire sul quadro mostruoso che intravediamo dopo questo piccolo incidente.

 

Innanzitutto, è incontrovertibile il fatto che al potere vi siano persone che non conoscono pudore, né rispetto per il popolo, né effettiva capacità di aderire al reale. Sono scollati dalla realtà, totalmente: possono imporre un totalitarismo mai visto con uno schiocco di dita, e lo annunciano pure in un talk show leggerino, così, come fosse un commento ficcante con cui farsi belli in TV.

 

Sono scollati dalla realtà, totalmente: possono imporre un totalitarismo mai visto con uno schiocco di dita, e lo annunciano pure in un talk show leggerino, così, come fosse un commento ficcante con cui farsi belli in TV

Della cifra totalitaria del M5S sappiamo da anni; l’idea di Casaleggio riguardo alla trasparenza totale era chiara sin dai suoi libri, e vi ricorderete le discussioni infrapartitiche in streaming, durate più o meno due settimane, poi porte chiuse a tutti. Ma qui, l’ideologia assurda dell’anti-privacy salita con le possibilità della cibernetica, non rilevano, perché i 5 Stelle, come vede chiunque, non stanno toccando palla, né la toccheranno più, né interessa qualcosa: l’impegno profuso è accaparrarsi poltrone e prebende finché dura.

 

Questa è tutta una questione interna al PD (cioè, PD-LEU), dove si includono, stando alla ricostruzione, non solo le componenti ex-comuniste, ma pure – Franceschini!? – quelle DC. Un’élite che disprezza il popolo al punto da volerlo torchiare in casa sua, con evidenza, del popolo non ha alcun timore, e difficilmente ne può sentire il mandato. Un’élite che si spinge dove neppure Stalin poteva arrivare in tranquillità, non teme nemmeno per un secondo di violare l’unica cosa sacra rimasta agli italiani: la casa.

 

È un attacco allo Stato di diritto senza precedenti. È la privazione delle libertà fondamentali ora totalmente slatentizzata, umiliata impudicamente. Non solo ti tengo a casa: ma ti vengo anche a controllare entrandovi

È un attacco allo Stato di diritto senza precedenti. È la privazione delle libertà fondamentali ora totalmente slatentizzata, umiliata impudicamente. Non solo ti tengo a casa: ma ti vengo anche a controllare entrandovi.

 

Chi combatte la battaglia contro la Cultura della Morte tuttavia non si stupisce più di tanto: la violazione dell’intimità è già ad un livello superiore, quello biologico, cellulare. L’obbligo vaccinale che altro è se non l’irruzione dello Stato si dentro al tuo corpo?

 

E a livello famigliare: che altro è l’insegnamento del gender se non l’invasione dello Stato moderno nell’educazione dei tuoi figli?

 

Chi combatte la battaglia contro la Cultura della Morte tuttavia non si stupisce più di tanto: la violazione dell’intimità è già ad un livello superiore, quello biologico, cellulare. L’obbligo vaccinale che altro è se non l’irruzione dello Stato si dentro al tuo corpo?

E ancora, a livello personale: che altro è la legge sull’omostransfobia se non l’arrivo di un apparato statale punitivo sin dentro al foro interiore del cittadino?

 

Ogni libertà è perduta, ogni diritto è carta straccia – perché ogni sovranità è perduta. Cioè, ogni possibilità di rivendicare libertà e diritti, visto che siamo impotenti, al punto da farci rinchiudere per mesi in casa. Siamo stati piegati, non abbiamo fatto un plissé nonostante la follia devastante che ci hanno gettato addosso. Ora non lamentiamoci se, oltre alla mano, si prendono anche il braccio.

 

Siamo dinanzi ad una svolta epocale. Il principio dell’Habeas Corpus, che informa tutto il diritto occidentale, è crollato. Nessun rispetto è più dovuto al prigioniero, nessuna dignità è assegnata all’umano.

 

Il principio dell’Habeas Corpus, che informa tutto il diritto occidentale, è crollato. Nessun rispetto è più dovuto al prigioniero, nessuna dignità è assegnata all’umano

Alla Necrocultura che informa lo Stato moderno e i suoi sgherri ebeti, di fatto, non interessano né i vostri corpi né la vostra dignità. Anzi: il loro compito è quello di distruggerli. I vostri e quelli dei vostri figli.

 

Siamo arrivati al momento in cui un’élite malvagia ha deciso che l’Essere deve contrarsi, l’umanità deve collassare e ridursi. Per questo state affrontando il tentativo di annientamento del vostro essere e di quello dei vostri cari.

 

La battaglia sarà lunghissima. Abbiamo davanti, sul serio, le Forze del Male.  Spero lo abbiate capito.

Alla Necrocultura che informa lo Stato moderno e i suoi sgherri ebeti, di fatto, non interessano né i vostri corpi né la vostra dignità. Anzi: il loro compito è quello di distruggerli. I vostri e quelli dei vostri figli

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Epidemie

Balle sui tamponi? Quanti lavoratori sono senza green pass?

Pubblicato

il

Da

 

Si potrebbe avere l’idea che stiano prendendo in giro. Si potrebbe pensare che, sul serio, non abbiano nulla sotto controllo. 

 

Secondo i dati della (piuttosto filogovernativa) Fondazione Gimbe ci sono in Italia 3,8 milioni di lavoratori senza vaccino.

 

Ma secondo i report del  Ministero della Salute pubblicati da Il Sole 24 Ore e da La Repubblica, da mercoledì 13 ottobre  a oggi ci sono stati circa 800.000 tamponi. Tra ieri e oggi 500.000.

 

Secondo i dati della (piuttosto filogovernativa) Fondazione Gimbe ci sono in Italia 3,8 milioni di lavoratori senza vaccino. Da mercoledì 13 ottobre  a oggi ci sono stati circa 800.000 tamponi. Tra ieri e oggi 500.000

Quindi – se la matematica non è un’opinione – oggi 15 ottobre, circa  3 milioni di lavoratori non vaccinati sono andati al lavoro senza green pass  o non sono andati: perché non si sono nemmeno tamponati.

 

Questo nella migliore delle ipotesi: assumendo cioè che in Italia da mercoledì 13 abbiano fatto tamponi solo i lavoratori. Altrimenti i numeri scendono ulteriormente.



Sappiamo inoltre dai giornali che il 23% dei lavoratori in più della norma oggi si è messo in malattia. Non è certo una sfortunata coincidenza, si potrebbe pensare.

 

A meno che non ci sbagliamo (nel caso, diteci dove sbagliamo) oggi l’80% dei lavoratori non vaccinati era senza green pass. Circa 3 milioni di persone.

Ricordatevelo quando al TG – inevitabilmente – vi diranno che fila tutto liscio.

 

Vi stanno prendendo in giro.

 

Si contraddicono con gli stessi numeri che pubblicano sulle prime pagine.

 

A meno che non ci sbagliamo (nel caso, diteci dove sbagliamo) oggi l’80% dei lavoratori non vaccinati era senza green pass. Circa 3 milioni di persone.





Continua a leggere

Epidemie

COVID-19: la morsa si stringe attorno al dottor Fauci

Pubblicato

il

Da

 

 

 

Il 23 settembre 2021 The Intercept ha pubblicato una richiesta di sovvenzione, presentata nel 2018 da EcoHealth Alliance alla DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency) (1), ove si legge che l’intento della società è creare in laboratorio un virus artificiale partendo dai coronavirus dei pipistrelli. (2)

 

L’ex consigliere economico del presidente Donald Trump, Peter Navarro, ha peraltro rivelato che EcoHealth Alliance è servita al dottor Anthony Fauci per dirottare denaro pubblico sul finanziamento di ricerche da svolgere nel laboratorio P4 di Wuhan perché illegali negli Stati Uniti.

 

Il direttore di EcoHealth Alliance, Peter Daszak, è il principale promotore della petizione, pubblicata da The Lancet (3), a sostegno del personale sanitario di Wuhan, ingiustamente accusato di essere responsabile dell’epidemia di COVID-19. Daszak è stato altresì membro della missione d’indagine dell’OMS a Wuhan.

 

Il 4 settembre 2021 Alex Jones (InfoWars) ha divulgato due estratti del video, diffuso a ottobre 2019 dalla rete pubblica statunitense CSPAN, di una tavola rotonda sulla creazione di un vaccino universale contro l’influenza (4).

 

Gli esperti vi discutono la necessità:

 

  • di modificare la procedura di autorizzazione dei vaccini contro l’influenza;
  • di cambiare modalità di produzione dei vaccini anti-inflluenzali, sostituendoli con sistemi a RNA messaggero


I partecipanti convengono sul fatto che l’industria farmaceutica non potrà fare il gran passo perché l’influenza non è malattia che faccia paura.

 

Durante la riunione il dottor Anthony Fauci dichiara, in sostanza, che per fare avanzare l’industria farmaceutica e l’umanità occorrerebbe uno choc, un’epidemia influenzale molto più mortale.

 

Anthony Fauci è dal 1984 direttore dell’Istituto Nazionale statunitense per le allergie e le malattie infettive (National Institute of Allergy and Infectious Diseases). È stato collaboratore del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, di cui nel 2004 ha appoggiato il progetto d’isolamento di persone sane.

 

È altresì membro di Alba Rossa (5), il gruppo che nel 2020, durante l’epidemia COVID, si è speso per l’applicazione del piano d’isolamento Rumsfeld.

 

È stato chiamato dal presidente Trump a dirigere la cellula di crisi COVID-19. Il presidente Joe Biden l’ha confermato nell’incarico.

 

 

NOTE

1) «Leaked Grant Proposal Details High-Risk Coronavirus Research», Sharon Lerner & Maia Hibbett, The Intercept, 23 settembre 2021.

5) «Il COVID-19 e l’Alba Rossa», di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 28 aprile 2020.

 

 

Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND

 

Fonte: «COVID-19: la morsa si stringe attorno al dottor Anthony Fauci», Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 8 ottobre 2021.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Continua a leggere

Epidemie

Ospedali negheranno i trapianti ai non vaccinati in «quasi tutte le situazioni»

Pubblicato

il

Da

 

 

Un sistema sanitario con sede in Colorado afferma che sta negando i trapianti di organi ai pazienti non vaccinati contro il coronavirus in «quasi tutte le situazioni», citando studi che mostrano che questi pazienti hanno molte più probabilità di morire se contraggono il COVID-19.  Lo riporta il Washington Post

Il deputato repubblicano dello stato del Colorado Tim Geitner ha dichiarato che sarebbe stato negato un trapianto di rene a una donna di Colorado Springs perché non vaccinata. Definendo la decisione «disgustosa» e discriminatoria, Geitner ha condiviso una lettera che  il paziente avrebbe ricevuto la scorsa settimana dal centro trapianti.

La lettera diceva che la donna sarebbe stata «inattivata» da una lista d’attesa per il trapianto di rene e aveva 30 giorni per iniziare la vaccinazione contro il coronavirus. Se si fosse rifiutata di essere vaccinata, diceva, sarebbe stata rimossa dalla lista d’attesa.

 

La lettera diceva che la donna sarebbe stata «inattivata» da una lista d’attesa per il trapianto di rene e aveva 30 giorni per iniziare la vaccinazione contro il coronavirus

La paziente in attesa di trapianto ha dichiarato a 9News che «è stata costretta a prendere una decisione che non mi sento a mio agio a prendere in questo momento per poter vivere». L’obbligo vaccinale, quindi, ha trovato un nuovo strumento di coercizione

 

«La politica illustra i costi crescenti di non essere vaccinati e si addentra in un territorio profondamente controverso: l’uso dello stato di immunizzazione per decidere chi riceve cure mediche limitate» scrive il WaPo. Bello l’aggettivo: controverso. Traduciamolo: non ancora completamente passato per la Finestra di Overton.

 

Renovatio 21 si oppone alla trapianto di organi, specie da persone ritenute «clinicamente morte» ma il cui cuore batte ancora, altrimenti non sarebbe possibile espiantarne gli organi: la «donazione», cioè la predazione, avviene solo a cuor battente, basandosi sulla artificiosa nozione di «morte cerebrale» i cui criteri cambiano da Paese a Paese e da un anno all’altro. Come abbiamo scritto, è il concetto di «morte cerebrale» a rendere possibile l’industria dei trapianti, un grande business per medici, ospedali e farmaceutiche che guadagnano clienti a vita di  farmaci come gli antirigetto.

 

Pare che si tratti in questo caso, di una donazione di rene da vivente, volontaria. È stato riportato infatti che la paziente e il suo donatore di reni stanno cercando altre opzioni fuori dallo Stato, poiché non hanno trovato un ospedale del Colorado che eseguirà la procedura prima di essere immunizzati.

 

La filiera della Necrocultura squarta e contamina, segrega e ricatta, in Europa oramai con la stessa mancanza di pudore che regna in Cina. Com’è possibile che il personale medico accetti questa mostruosità?

Non ci stupiamo di questa storia di ordinaria follia biomedica. Essa mette in luce diverse questioni:

 

1) L’instaurazione dell’utilitarismo – cioè il calcolo del piacere individuale – come filosofia che guida lo Stato e la Sanità, e quindi decide la vita e la morte delle persone. La qualità della vita ha perfino una formula, si tende a prediligere nelle cure quindi chi avrà più anni di piacere dinanzi rispetto a chi invece potrà vivere meno.

 

2) Il sistema di allocazione delle risorse mediche – il problema del triage che abbiamo visto in azioni con gli intubati durante la prima ondata pandemica – ora è utilizzabile come ricatto vaccinale.

 

3) il sistema grottesco della predazione degli organi, come riportato da Renovatio 21, non si è fatto scrupolo di espiantare e trapiantare organi di positivi al COVID: per quanto vi possa sembrare allucinante è così. Anzi, si parlava, qualche mese fa, di un boom di disponibilità di organi umani grazie ai morti di COVID. Ora però la faccenda si complica: a quanto è dato di capire potrebbe essere obbligato al vaccino anche il «donatore».

 

Ci rendiamo conto che stanno davvero rendendo accettabile l’idea che un non vaccinato merita di morire?

Qui subentra il paradosso ulteriore che abbiamo visto con il plasma iperimmune: colui che ha contratto il coronavirus ed è guarito può donare il sangue per la plasmaferesi, mentre chi è vaccinato ha dei limiti: egli, secondo le linee guida pubblicate dall’ECDC, deve attendere 48 ore dal vaccino, mentre se «ha sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 può essere accettato alla donazione dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi».

 

Non abbiamo dubbi che l’idea di escludere dalle cure i non vaccinati trova il favore in una larga parte della popolazione – gli stessi che paragonano i resistenti alla siringa come animali parassiti, subumani da gettare in campi da concentramento o da prendere a cannonate. Tutte cose che sono state davvero dette nel discorso pubblico.

 

La filiera della Necrocultura squarta e contamina, segrega e ricatta, in Europa oramai con la stessa mancanza di pudore che regna in Cina. Com’è possibile che il personale medico accetti questa mostruosità?

 

Ci rendiamo conto che stanno davvero rendendo accettabile l’idea che un non vaccinato merita di morire?

 

 

Continua a leggere

Più popolari