Epidemie
Volevano entrarci davvero in casa con i poliziotti. Roba da non credere.
Stefano Folli su Repubblica aveva scritto che era stato il Presidente Mattarella ad intervenire quando «per alcune ore il Paese ha avuto la sensazione che il governo stesse aggirando gli articoli della Costituzione che garantiscono libertà di riunione e di domicilio».
Ricorderete il ministro Speranza da Fazio, a dire che avrebbero fatto i controlli nelle case per evitare «le feste», aggiungendo anche che si sarebbero avvalsi delle «segnalazioni». Un incubo forse peggiore di quello della DDR sotto la Stasi, che almeno non pubblicizzava delazioni e violazioni come virtù.
«Chi è intervenuto dietro le quinte “per impedire questo scempio” e indurre Conte a dire infine una parola chiara?»
La penna di Repubblica è sicuro della sua versione. «Chi è intervenuto dietro le quinte “per impedire questo scempio” e indurre Conte a dire infine una parola chiara?» si chiede.
«Il presidente della Repubblica» è la risposta. Il Mattarella in versione provvidenziale, « ovviamente con il suo stile discreto, alieno da ogni pubblicità».
Perché, va ricordato, che si faceva sul serio, altro che la retromarcia innestata da ministri e premier nei giorni seguenti. «Si capisce quindi che non si è trattato di un’incomprensione lessicale. Per molte ore lo “scempio” è apparso possibile: vale a dire il controllo di polizia negli appartamenti, magari su segnalazione anonime».
«Si capisce quindi che non si è trattato di un’incomprensione lessicale. Per molte ore lo “scempio” è apparso possibile: vale a dire il controllo di polizia negli appartamenti, magari su segnalazione anonime»
Il pezzo è rimbalzato su Dagospia. Non avevamo nessun motivo per non credere a questa ricostruzione, già di per sé disperante. Poi però è arrivato il pezzo del Riformista, la strana testata alternativa a Il Foglio resuscitata dal comunista milanista (si può!) Piero Sansonetti, ora interamente votata ad un nobile compito, l’attuazione di un garantismo kamikaze che non ha eguali in Italia.
E così, veniamo a conoscenza di un retroscena ancora più allucinante.
La morale della storia è che «è stata la polizia e il ministero delle polizie a evitare che l’Italia diventasse uno stato di polizia dove uomini in divisa possono entrare a qualunque ora nelle abitazioni private per verificare il numero di quanti siedono intorno ad un tavolo o davanti a una tv per vedere una partita della Champions». In pratica, l’instaurazione in Italia di uno Stato di Polizia è stato sventato dalla stessa Polizia, un paradosso da mal di testa logico e storico.
«È stata la polizia e il ministero delle polizie a evitare che l’Italia diventasse uno stato di polizia dove uomini in divisa possono entrare a qualunque ora nelle abitazioni private»
Lunedì scorso, dopo le 18, «Conte è di ritorno dalla Puglia. Ha fretta di tornare perché gli giunge notizia che i ministri Speranza e Franceschini vogliono fare sul serio. Vogliono veramente inserire nel DPCM, che è un atto amministrativo e non una legge primaria, una forma di controllo dei party privati, in casa e non solo».
«Il premier vacilla, sa di andare incontro ad un casus belli. Ed ecco che coinvolge il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per avere un parere che chiarisca perché questa forma di controllo non è possibile. Di più: anticostituzionale. Da notare che fino a quel momento Lamorgese, ministro dell’Interno tecnico di un governo politico, non è mai stata coinvolta in nessuna delle riunioni preparatorie del DPCM fin lì convocate».
«Il prefetto Lamorgese, già seccata e non da quel giorno per questa “dimenticanza”, coinvolge a sua volta per un parere tecnico il capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli. Che produce nel giro di un’oretta un appunto che spazza via ogni dubbio per “questioni di ordine giuridico” e altre di natura pratica».
«Quest’ultime così sintetizzabili: le forze dell’ordine, tutte, hanno già abbastanza da fare nel contrasto dei reati, la gestione dei flussi migratori e ora anche delle norme di contenimento anti-COVID, che non possono essere coinvolte in controlli che “potrebbero nascere da meccanismi delatori, rivalità e dissidi di vicinato”».
Il Riformista butta lì anche il titolo dell’appunto giuridico consegnato dal capo della Polizia Gabrielli: «Ipotesi riguardanti gli assembramenti destinati a svolgersi nei luoghi di privato domicilio». Il documento esiste davvero, e quindi anche il progetto di mandare la polizia fi dentro alle case della gente.
«Le eccezioni all’articolo 14 della Carta sono possibili “solo nei casi e nei modi stabiliti dalla legge e nel rispetto delle garanzie”. La restrizione del diritto, ovvero le perquisizioni di privati sono possibili solo se trovano fondamento in fonti primarie (leggi e non DPCM) e autorizzate dalla magistratura»
«Si fa riferimento – si legge nell’appunto – all’ipotesi emersa in queste ore di inserire nel DPCM previsioni volte a consentire al personale delle forze di polizia di accedere ai luoghi privati e di privato domicilio al fine di verificare l’eventuale esistenza di raduni o assembramenti di persone oltre il limite consentito. Al riguardo si fa presente che la soluzione prospettata non sembra agevolmente praticabile alla luce dell’articolo 14 della Costituzione che riconosce l’inviolabilità del privato domicilio»
L’appunto di Gabrielli cita varie leggi, sentenze della Corte Costituzionale. «Le eccezioni all’articolo 14 della Carta sono possibili “solo nei casi e nei modi stabiliti dalla legge e nel rispetto delle garanzie”. La restrizione del diritto, ovvero le perquisizioni di privati sono possibili solo se trovano fondamento in fonti primarie (leggi e non DPCM) e autorizzate dalla magistratura».
«Di certo, per andare a vedere che succede presso privati, non possono essere usate le norme esistenti, quelle che autorizzano le perquisizioni per la ricerca di armi, esplosivi e latitanti». Per cui, scrive il Direttore generale della Pubblica Sicurezza, per eseguire i controlli anti-party domestici «il Parlamento dovrebbe dichiarare lo stato di guerra e conferire al governo i poteri necessari per farvi fronte».
Per eseguire i controlli anti-party domestici «il Parlamento dovrebbe dichiarare lo stato di guerra e conferire al governo i poteri necessari per farvi fronte»
Infine, una citazione della Costituzione della Germania di Weimar, dove un articolo, il 48, stabiliva che il Presidente poteva «prendere le misure necessarie al ristabilimento dell’ordine e della sicurezza pubblica», senza definire i limiti di questo potere e senza chiarire cosa cosa si intendesse con «necessità». Sappiamo come andò a finire: arrivò Adolf Hitler.
Vi sarebbe moltissimo da dire sul quadro mostruoso che intravediamo dopo questo piccolo incidente.
Innanzitutto, è incontrovertibile il fatto che al potere vi siano persone che non conoscono pudore, né rispetto per il popolo, né effettiva capacità di aderire al reale. Sono scollati dalla realtà, totalmente: possono imporre un totalitarismo mai visto con uno schiocco di dita, e lo annunciano pure in un talk show leggerino, così, come fosse un commento ficcante con cui farsi belli in TV.
Sono scollati dalla realtà, totalmente: possono imporre un totalitarismo mai visto con uno schiocco di dita, e lo annunciano pure in un talk show leggerino, così, come fosse un commento ficcante con cui farsi belli in TV
Della cifra totalitaria del M5S sappiamo da anni; l’idea di Casaleggio riguardo alla trasparenza totale era chiara sin dai suoi libri, e vi ricorderete le discussioni infrapartitiche in streaming, durate più o meno due settimane, poi porte chiuse a tutti. Ma qui, l’ideologia assurda dell’anti-privacy salita con le possibilità della cibernetica, non rilevano, perché i 5 Stelle, come vede chiunque, non stanno toccando palla, né la toccheranno più, né interessa qualcosa: l’impegno profuso è accaparrarsi poltrone e prebende finché dura.
Questa è tutta una questione interna al PD (cioè, PD-LEU), dove si includono, stando alla ricostruzione, non solo le componenti ex-comuniste, ma pure – Franceschini!? – quelle DC. Un’élite che disprezza il popolo al punto da volerlo torchiare in casa sua, con evidenza, del popolo non ha alcun timore, e difficilmente ne può sentire il mandato. Un’élite che si spinge dove neppure Stalin poteva arrivare in tranquillità, non teme nemmeno per un secondo di violare l’unica cosa sacra rimasta agli italiani: la casa.
È un attacco allo Stato di diritto senza precedenti. È la privazione delle libertà fondamentali ora totalmente slatentizzata, umiliata impudicamente. Non solo ti tengo a casa: ma ti vengo anche a controllare entrandovi
È un attacco allo Stato di diritto senza precedenti. È la privazione delle libertà fondamentali ora totalmente slatentizzata, umiliata impudicamente. Non solo ti tengo a casa: ma ti vengo anche a controllare entrandovi.
Chi combatte la battaglia contro la Cultura della Morte tuttavia non si stupisce più di tanto: la violazione dell’intimità è già ad un livello superiore, quello biologico, cellulare. L’obbligo vaccinale che altro è se non l’irruzione dello Stato si dentro al tuo corpo?
E a livello famigliare: che altro è l’insegnamento del gender se non l’invasione dello Stato moderno nell’educazione dei tuoi figli?
Chi combatte la battaglia contro la Cultura della Morte tuttavia non si stupisce più di tanto: la violazione dell’intimità è già ad un livello superiore, quello biologico, cellulare. L’obbligo vaccinale che altro è se non l’irruzione dello Stato si dentro al tuo corpo?
E ancora, a livello personale: che altro è la legge sull’omostransfobia se non l’arrivo di un apparato statale punitivo sin dentro al foro interiore del cittadino?
Ogni libertà è perduta, ogni diritto è carta straccia – perché ogni sovranità è perduta. Cioè, ogni possibilità di rivendicare libertà e diritti, visto che siamo impotenti, al punto da farci rinchiudere per mesi in casa. Siamo stati piegati, non abbiamo fatto un plissé nonostante la follia devastante che ci hanno gettato addosso. Ora non lamentiamoci se, oltre alla mano, si prendono anche il braccio.
Siamo dinanzi ad una svolta epocale. Il principio dell’Habeas Corpus, che informa tutto il diritto occidentale, è crollato. Nessun rispetto è più dovuto al prigioniero, nessuna dignità è assegnata all’umano.
Il principio dell’Habeas Corpus, che informa tutto il diritto occidentale, è crollato. Nessun rispetto è più dovuto al prigioniero, nessuna dignità è assegnata all’umano
Alla Necrocultura che informa lo Stato moderno e i suoi sgherri ebeti, di fatto, non interessano né i vostri corpi né la vostra dignità. Anzi: il loro compito è quello di distruggerli. I vostri e quelli dei vostri figli.
Siamo arrivati al momento in cui un’élite malvagia ha deciso che l’Essere deve contrarsi, l’umanità deve collassare e ridursi. Per questo state affrontando il tentativo di annientamento del vostro essere e di quello dei vostri cari.
La battaglia sarà lunghissima. Abbiamo davanti, sul serio, le Forze del Male. Spero lo abbiate capito.
Alla Necrocultura che informa lo Stato moderno e i suoi sgherri ebeti, di fatto, non interessano né i vostri corpi né la vostra dignità. Anzi: il loro compito è quello di distruggerli. I vostri e quelli dei vostri figli
Roberto Dal Bosco
Epidemie
Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.
Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?
Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.
Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?
Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.
Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?
La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.
E cosa ha fatto il ministero?
Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.
Perché non si sono fermati?
Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.
Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?
Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.
Perché?
Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.
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Quali altri elementi vi sono in questo processo?
Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.
A cosa ha portato tutto questo?
Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».
Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?
Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».
Cosa è successo durante l’udienza?
Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».
Solo un ricatto?
Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.
Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.
Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.
I politici vaccinisti stanno cambiando idea?
Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.
Quale valore ha la Commissione in questo momento?
I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.
Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?
Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.
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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata
Epidemie
Pfizer vuole il vaccino contro il Lyme, mentre aumentano le zecche e le allergie alla carne dalla sindrome alfa-gal
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Indurre l’intolleranza alla carne con la bioingegneria umana. Per il bene dell’ambiente
Parola del dottor Matthew Liao, bioeticista legato al World Economic Forum Sottotitoli di Renovatio 21 pic.twitter.com/J83Q1YUMuD — Renovatio 21 (@21_renovatio) August 23, 2023
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Epidemie
Virus sconosciuto e per il quale non esiste un vaccino si sta diffondendo negli Stati Uniti
Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, il metapneumovirus umano (HMPV) si sta diffondendo negli Stati Uniti, in particolare in California e nella regione dei Grandi Laghi. Lo riporta Epoch Times.
I sintomi includono tosse, febbre e congestione nasale e, a differenza di virus respiratori più noti, per l’HMPV non esistono vaccini o trattamenti conosciuti, ha affermato il CDC.
I pazienti ricoverati in ospedale ricevono in genere cure di supporto, o ossigeno se necessario, e liquidi per via endovenosa per prevenire o trattare la disidratazione.
Dei test nazionali risultati positivi ai virus respiratori nella settimana conclusasi il 28 febbraio, il 5% è risultato positivo all’HMPV, la percentuale più alta per l’HMPV da metà 2025. La percentuale è inferiore a quella dell’influenza e del virus respiratorio sinciziale (VRS), ma superiore a quella del COVID-19, secondo il National Respiratory and Enteric Virus Surveillance System.
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La California e il Nuovo Jersey sono tra gli stati che hanno recentemente segnalato casi di HMPV. Secondo l’ente di controllo epidemico statunitense CDC, casi sono stati registrati in tutte le regioni del paese.
Specialisti affermano che i sintomi sono solitamente lievi, ma che il virus può portare a complicazioni più gravi, in particolare nei bambini piccoli, negli anziani e in altre persone con un sistema immunitario più debole.
Secondo uno studio pubblicato a febbraio, i ricercatori della Facoltà di Sanità Pubblica dell’Università di Pittsburgh e di altre istituzioni hanno affermato che l’HMPV inizia solitamente a circolare più tardi nella stagione rispetto all’influenza e al virus respiratorio sinciziale.
Gli scienziati hanno scoperto che il virus raggiunge il picco anche più tardi, spesso ad aprile, e affermano che lo studio dimostra che l’HMPV è «una causa importante» di sintomi respiratori sia nei bambini che negli adulti.
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