Connettiti con Renovato 21

Animali

Leoni marini fanno fuggire dalla spiaggia i bagnanti: «inseguiti da Godzilla»

Pubblicato

il

Lo scorso venerdì due leoni marini si sono presentati lungo le sabbie di La Jolla Cove in California, costringendo i bagnanti a fuggire impauriti.

 

La situazione dei poveri bagnanti è stata paragonata da un osservatore come l’«essere inseguiti da Godzilla».

 

Il drammatico è evento è stato ripreso da una signora che stava guardando da lontano. Alcune persone corrono in salita verso la salvezza, mentre quelle in acqua nuotano nella direzione opposta. Il video è stato successivamente pubblicato sul social cinese TikTok.

 

In rete ora spopola la versione con il sottofondo musicale dei Beach Boys.

 


 

«Questi leoni marini hanno reso la mia giornata indimenticabile ieri», ha scritto poco prima che il filmato diventasse virale, generando quasi 11 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma.

 

«Ho iniziato a registrare perché era davvero divertente da guardare, per me vedere tutti questi turisti che venivano spazzati via da questi giganteschi leoni marini» ha dichiarato la signora.

 

La signora del filmato ha detto che stava guardando i leoni marini dormire sulla spiaggia quando una donna si è avvicinata per scattare una foto «avvicinandosi molto». Ecco quindi che uno dei leoni-godzilli  «si è svegliato e ha iniziato a inseguire tutti», ha dichiarato a NBC San Diego. La signora ha stimato che la disturbatrice fosse a poco più di un metro dall’animale.

 

«Questo comportamento non è affatto raro. Il motivo per cui il video ha ottenuto circa 10 milioni di visualizzazioni è perché tutti corrono come se Godzilla li stesse inseguendo», ha detto Eric Otjen, un esperto di leoni marini di SeaWorld San Diego, aizzando l’interesse online per i mammiferi marini datisi alla godzilleria.
.

Scontata la reazione dei social media, con serque di utenti animalisti che hanno elogiato gli animali per aver reclamato la spiaggia portandola via agli esseri umani. In rete, ecco che si è creato subito un «Team Sea Lion» che ha lodato le bestie marine per la loro aggressività.

 

«Personalmente faccio il tifo per i leoni marini», si legge in un tweet. «Qualcuno chiami subito David Attenborough al telefono, abbiamo bisogno che questa clip venga narrata». Per chi non lo sapesse, sir David Attenborough è un noto giornalista e naturalista inglese responsabile di tanti doppiaggi di documentari naturalistici BBC, circa gli stessi che mostrava Piero Angela in Italia con la voce fuori campo, però, di Claudio Capone, indimenticato doppiatore di Luke Skywalker e Ridge Forrester.

 

Quello che non è noto agli animalisti di Twitter è che la specia non è nuova a queste forme di prepotente invadenza.

 


In un video di qualche anno fa è possibile vedere una di queste orride bestiacce aggredire alcune bambine

 

 

 

 

Inoltre non possiamo dimenticare il disgusto assoluto che provoca questo video, che circola in rete da tempo, prodotto da etologi polari: una foca pelosa dell’Antartide stupra un pinguino imperatore, mentre i simili del pennuto – vigliacchi, o perversi – guardano senza muovere una penna.

 

 

 

I leoni marini sono stati inoltre notati commettere rapine e ladrocini vari ai danni di poveri pescatori.

 

 

I maschi della specie possono crescere fino a 2,5 metri di lunghezza e possono pesare fino a 275 chili, secondo lo Smithsonian National Zoo. Le femmine  possono raggiungere fino 1,8 metri di lunghezza e possono pesare circa 181 chili.

 

I leoni marini sono animali estremamente comuni in certe parti della costa californiana. A Santa Cruz, nota spiaggia surfistica a sud di San Francisco, è possibili vedere poltrire lungo il pier, il pontile che dalla spiaggia si spinge verso il mare ospitando ristoranti di incredibli clam chowder (zuppa di vongole all’americana).

 

 

 

Continua a leggere

Animali

Migranti filmati mentre catturano e macellano cigni e anatre

Pubblicato

il

Da

Video scioccanti circolano nell’internet anglofona mostrano migranti che piazzano trappole e rubano uccelli protetti dai corsi d’acqua pubblici, alimentando l’indignazione per l’immigrazione incontrollata che distrugge la fauna selvatica locale.

 

Le prove video provenienti dall’Irlanda mostrano un residente locale che smantella delle rudimentali gabbie di filo metallico posizionate lungo il Grand Canal di Dublino da migranti che vivono in tende e che si ritiene prendano di mira cigni e anatre per consumarli.

 

Il filmato mostra l’uomo, accompagnato dal suo cane, mentre sradica le trappole nascoste nell’erba vicino alla riva dell’acqua.

 

Aiuta Renovatio 21

Nella clip non si sente alcun dialogo diretto, ma l’intento è chiaro quando il residente rimuove metodicamente le trappole, impedendo quella che avrebbe potuto essere una strage di uccelli iconici.

 

Questo incidente riecheggia scene simili in tutto il Regno Unito. Un video mostra un agente della RSPCA che affronta una famiglia di migranti sospettata di aver bracconato e cucinato un grosso uccello bianco, forse un cigno. «Vado a chiedere a qualcuno di controllare che uccello è questo. Penso che sia un cigno, ma conosci i grandi uccelli bianchi che si vedono nel parco?» chiede l’agente, che ispeziona la pentola: «Si vedono le ossa in questo uccello perché non è un pollo, quindi sono preoccupata. Ci sono leggi che vietano di prendere animali… È molto grave. È molto grave se succede.»

 

Aiuta Renovatio 21

 

Esaminando il bidone, nota: «Vedi, il problema è che ci sono un sacco di grosse piume bianche qui». La famiglia sostiene che gli uccelli siano stati acquistati e liberati durante un gioco di inseguimento tra bambini, ma l’agente avverte: «Quello che devo assicurarmi è che tutti qui sappiano che non è permesso prendere nulla dal parco. Non sto dicendo che l’abbiate fatto voi».

 

Un’altra clip mostra una famiglia che trasporta un uccello selvatico che è evidentemente stato catturato e che intende mangiare. Un’altra clip mostra un migrante che afferra un cigno in un parco. Un altro post chiede: «Cosa sta facendo questo migrante?» mentre un uomo trascina un cigno che si dibatte oltre una ringhiera. Un filmato simile riprende un uomo su un ponte che afferra un cigno dall’acqua sottostante, lo prende per il collo e poi se ne va.

 

È fantastico che ci siano così tante prove video e fotografiche che mostrano migranti mediorientali che rubano cigni dai parchi pubblici nel Regno Unito e che l’establishment politico-mediatico ti tratti come se fossi un idiota se ne parli. Questi casi sono simili al caos di Springfield, Ohio, dove migranti haitiani sono stati accusati di aver mangiato cani, gatti ed anatre rapiti tra parchi e vicinati, scatenando panico fra la popolazione e ondate di meme irresistibili.

 

 

Come noto, la questione fu portata avanti anche dal candidato presidente Donald Trump durante la sfida elettorale con i democratici.

 

Un residente ha testimoniato durante una riunione della commissione cittadina: «Sono nel parco, afferrano le anatre per il collo, tagliano loro la testa, se ne vanno e le mangiano». «Chi viene pagato? Quanti soldi vi vengono pagati davvero? Voglio portarli qui, come se sapessi che la questione è più profonda di loro».

 

Iscriviti al canale Telegram

All’epoca le voci sugli haitiani mangiatori di animali domestici erano state dichiarate «false» dalle testate mainstream. Tuttavia noi ricordiamo che lo stesso avvenne in Italia, quando testate di vescovi e oligarchi vari dichiararono che lo scoop di Libero su cani e gatti mangiati a Lampedusa era una fake news.

 

In Italia vi fu il caso nel 2020, ripreso dal telefonino di un passante, di quello che sembrava un africano intento a cucinare fuori dalla stazione ferroviaria di Campiglia Marittima (provincia di Livorno) un quadrupede che potrebbe essere stato un gatto: la signora autoctona pure gli urla che «qua i gatti si tengono in casa, non si mangiano». Non fu l’unico episodio del genere.

 

 

Aneddoti sugli immigrati che cacciano e mangiano conigli, anatre ed altri animali in un parco pubblico per poi consumarne le carni sono stati riportati anche in città dell’Alta Italia.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine generata artificialmente

Continua a leggere

Animali

Maiale cannibale irrompe in un’abitazione privata: arrestato

Pubblicato

il

Da

Le autorità della Carolina del Nord sono entrate nell’abitazione di un residente per arrestare un insolito «sospetto di ingresso e consumo di pancetta», ovvero un maiale che si era introdotto abusivamente in casa in cerca di spuntini.   L’ufficio dello sceriffo della contea di Rutherford ha dichiarato sui social media che lunedì gli agenti sono intervenuti in un’abitazione nella zona di Ellenboro in seguito alla segnalazione di un maiale che si era introdotto abusivamente all’interno dell’abitazione.   «L’ospite inaspettato non ha mostrato alcuna paura, ha mostrato la massima sicurezza e il movente sembrava essere quello di trovare degli spuntini», si legge nel post.  

Sostieni Renovatio 21

Gli agenti hanno utilizzato un pacchetto di cracker per attirare il maiale fuori dalla casa, dove è stato preso in custodia e consegnato ai servizi di controllo animali della contea di Rutherford.   L’ufficio dello sceriffo ha affermato che il «sospetto colpevole di aver rubato la pancetta» è stato successivamente identificato come un animale domestico fuggito di nome Penelope e che «sarà presto rilasciato a casa senza bisogno di un’udienza in tribunale».   Le autorità che hanno liberato l’aggressiva creatura sembrano aver sorvolato che, avendo essa cercando di consumare del bacon, si tratta con ogni evidenza di un maiale cannibale. Il lugubre dettaglio sembra essere sfuggito anche alla stampa locale, che tratta il misfatto con malriposta leggerezza.   Il famelico suino cannibalico, cioè, l’ha fatta franca, come tanti altre fiere, pure bipedi, che gozzovigliano nell’assetto anarco-tirannico delle nostre società.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da Facebook
Continua a leggere

Animali

Finalmente un film in cui le orche sono assassine

Pubblicato

il

Da

Killer Whale (2026) è il film che Renovatio 21 aspettava da decadi. Per chi non lo sapesse, killer whale in lingua inglese significa «orca», ma letteralmente si traduce «balena assassina». Un film con le orche, quindi, deve essere giuocoforza un film dell’orrore, un film del terrore, un film di paura e violenza.

 

La trama: due amiche inseparabili, Maddie (Virginia Gardner) e Trish (Mel Jarnson), finiscono intrappolate in una laguna remota insieme a Ceto, un’orca enorme e letale che non ha alcuna intenzione di fare amicizia come si immaginano i babbei che credono che i cetacei siano creature intelligenti e pacifiche.

 

Il trailer parla da sé: il mammifero acquatico bianconero può e deve far più paura di uno squalo, che come noto finisce spesso preda delle teatrali e cannibaliche crudeltà delle orche.

 

Sostieni Renovatio 21

Insomma, era ora che qualcuno facesse un film che mostra le orche assassine per quello che sono davvero: belve sanguinarie, apex predator senza pietà alcuna, non i pescioloni teneroni di Free Willy o le creature empatiche di documentari della propaganda cetaceofila.

 

Il lettore di Renovatio 21 lo sa: nella realtà le orche sono tra gli animali più brutali degli oceani: cacciano in branco con strategie da commando, ribaltano squali bianchi per mangiarne il fegato, attaccano foche e delfini lanciandoli in aria come frisbee, uccidono i salmoni per usarli come copricapi, e sì, in cattività hanno ucciso addestratori senza esitazione – basta pensare al noto caso del malvagio Tilikum. E non parliamo dei casi di diarrea spruzzata con possente precisione sugli spettatori dei parchi acquatici.

 

Il film finalmente ribalta decenni di narrazione buonista: qui l’orca non è vittima, è il mostro che vuole vendetta per una vita di soprusi, ma soprattutto è un predatore naturale che non ha bisogno di scuse per uccidere. Era ora.

 

La trama parte da un dramma personale (Maddie devastata da una tragedia) e si trasforma in incubo quando la vacanza rigenerante in un paradiso thailandese diventa trappola mortale. Niente scialuppe, niente soccorsi immediati, solo acqua, rocce e un’orca che sa esattamente come terrorizzare le prede. Il trailer promette tensione , con inquadrature claustrofobiche e l’orrore di trovarsi faccia a faccia con 6-8 tonnellate di muscoli, denti e nequizia programmatica.

 

In breve: il film permette di provare quello che devono provare i poveri marinai delle imbarcazioni da diporto al largo di Gibilterra, sottoposti oramai da anni ai gratuiti quanto devastanti vandalismi della teppa delle orche infami che incrociano in quelle acchia.

 

Certo, le recensioni finora sono tiepide: c’è chi parla di «incompetenza occasionale» e chi lo definisce né abbastanza spaventoso né abbastanza trash per diventare cult.

 

Non è un destino diverso da quello capitato circa mezzo secolo fa al film L’orca assassina (1977), riduzione dell’omonimo romanzo di Arthur Herzog prodotto dall’indimenticato Dino De Laurentiis (1919-2010), il quale diede allo sceneggiatore e script doctor trevigiano Luciano Vincenzoni (1926-2013) il compito di tirar fuori un soggetto di interesse. Era il tempo de Lo squalo di Steven Spielberg (1975), quindi un film su crudeli pachidermi acquatici bianconeri sembrò una buona idea.

 

 

Iscriviti al canale Telegram

La pellicola – con attori del calibro di Richard Harris, Charlotte Rampling, Robert Carradine e perfino Bo Derek – è di grande violenza: è contenuta perfino una scena di aborto di orca, che scatena la vendetta vera del papà-orco, che giura vendetta vera sugli esseri umani.

 

Il problema è che tutti i problemi che stanno ora creando le orche assassine non dipendono da sentimenti di vendetta, quanto di insolente teppismo, eseguito in purezza malefica dai branchi di questi esseri osceni.

 

C’est-à-dire: le orche non solo sono assassine, sono stronze.

 

Renovatio 21 non si stancherà mai di ripeterlo.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Più popolari