Ambiente
Biden, a Roma con 85 SUV di scorta, lotta per l’ambiente
G20 di Roma è stato un G20 fino ad un certo punto – Xi Jinping presidente della Repubblica Popolare Cinese, il più grande inquinatore della terra, non c’era: non si muove dal suo Paese da anni, e vai a capire perché. Non c’era neanche Putin.
Tuttavia i potenti hanno fatto comunque il loro teatrino a spese dei contribuenti – italiani, soprattutto. Lo spettacolo non sarebbe stato completo senza che arrivassero anche i «cattivi» da copione, i ggiovani che lottano contro il cambiamento climatico chiedendo più vaccini per il Terzo Mondo (machedaverodavero?). Una dimostrazione del termine «opposizione sintetica» più calzante è impossibile da trovare.
Non hanno saputo contenere un organismo scappato da un laboratorio dove avevano le zampe tutti ma si accordano per ridurre la temperatura del pianeta, a dispetto di quello che può accadere con vulcani, attività solare, etc.
Tuttavia, in molti si stanno concentrando sul problema numero uno di Roma: il traffico.
Possiamo dire che esso negli scorsi giorni è stato causato incredibilmente da una persona sola: Joe Biden, l’anziano finito alla Casa Bianca.
Biden arriving at the Vatican. His motorcade is lonnnnnng. pic.twitter.com/fDzAH2ENsk
— Chico Harlan (@chicoharlan) October 29, 2021
Biden si è presentato a Roma con 85 (ottantacinque) SUV di scorta. I vertici con Bergoglio e con i grandi della terra per parlare dell’ambiente sono costati, per spostare il vecchio, una porzione di petroliera.
Le macchine al seguito di Biden erano così tante che due hanno perfino avuto un incidente. Inevitabile, per la legge dei grandi numeri.
SCB. Sono cose belle.
Tanto sappiamo come va a finire: qualsiasi cosa metteranno in campo per la balla del «riscaldamento globale» (che, vedrete, via via si ridurrà alla sua formula quintessenziale: non fare figli), seguirà la via tracciata dal COVID: non passerà primariamente dai governi, ma sarà da subito implementata dall’oligarcato dei miliardari infami e onnipotenti
Non hanno saputo contenere un organismo scappato da un laboratorio dove avevano le zampe tutti (cinesi, americani, forse perfino i francesi che hanno costruito l’Istituto) ma si accordano per ridurre la temperatura del pianeta, a dispetto di quello che può accadere con vulcani, attività solare, etc.
Noi dovremo berci la palla, ovviamente – perfino quando nemmeno loro ci credono, visto che non sono riusciti nemmeno ad accordarsi sulla data (doveva essere il 2050), e cinesi e indiani dietro la diplomazia spernacchiano giustamente alla grandissima.
Tanto sappiamo come va a finire: qualsiasi cosa metteranno in campo per la balla del «riscaldamento globale» (che, vedrete, via via si ridurrà alla sua formula quintessenziale: non fare figli), seguirà la via tracciata dal COVID: non passerà primariamente dai governi, ma sarà da subito implementata dall’oligarcato dei miliardari infami e onnipotenti. I quali già parlano di clima ai capi delle Nazioni in casa Biden.
Renovatio 21 vi ricorda le soluzioni già pensate da Bill Gates e soci, come quella di irrora di sostanze chimiche il cielo per oscurare il sole – con l’ONU che ora si è detta d’accordo.
A rivendicare apertis verbis, la «geoingegneria solare», certo ammettendo che potrebbe causare dei morti intossicati, è lo stesso New York Times, notoria gazzetta del complottista delle scie chimiche.
Ci ritroviamo automaticamente a farci una domanda: ma quanto dobbiamo ancora aspettare il Ritorno del Re? Donaldo, ma quando torni?
Nel frattempo, respiriamoci il gas di scarico del centinaio di veicoli che difendono il vecchio del Delaware, micro-stato inutile della Federazione dove epperò ci fanno i documenti mettendoci una sede fittizia tutte le grandi aziende americane – da subito i grandi gruppi delle carte di credito, tanto amiche di Biden nella sua lunga carriera di politico mentitore.
Ci ritroviamo automaticamente a farci una domanda: ma quanto dobbiamo ancora aspettare il Ritorno del Re?
Donaldo, ma quando torni?
Ambiente
Documento sui «cambiamenti climatici»: «l’Eucarestia come scuola ecologica»
Un ampio documento diffuso dalla Commissione Teologica Internazionale, dal titolo «Prendersi cura della nostra Casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario», definisce il Santo Sacrificio della Messa una «scuola ecologica».
All’interno del testo, datato 2 settembre e incentrato sulle tematiche ambientali, sulla «conversione ecologica» e sul cosiddetto «cambiamenti climatici», la Commissione Teologica riserva un intero paragrafo — il numero 108 del Capitolo 2 — alla descrizione della Messa e della Santa Eucaristia come «scuola ecologica». Pur riconoscendo, in questo passaggio, che il fine ultimo della Messa resta la glorificazione di Dio, il documento sembra ridimensionarne il significato, presentando la Messa e il Santissimo Sacramento soprattutto come strumenti per «prendersi cura del creato».
Il documento scrive: «Dall’Eucaristia si sprigiona una spiritualità capace di sostenere e incoraggiare la conversione ecologica che abbiamo così urgentemente bisogno di intraprendere come famiglia umana (cf. LS 236). In essa riconosciamo nella natura i doni di Dio. L’intelligenza si apre alla diafanità di Dio nella creazione. La natura rivela la sua intrinseca dimensione epifanica».
Sostieni Renovatio 21
Il testo prosegue: «L’Eucaristia è banchetto di comunione, tavola comune da condividere. Per questo edifica la comunità. Non è possibile celebrare l’Eucaristia e non preoccuparsi dei poveri».
Al punto 99 del documento vi è un attacco preciso all’antropocentrismo, definito predatorio: «Senz’altro l’antropocentrismo predatorio, che considera l’umanità come padrona assoluta di tutto il creato, con ius utendi et abutendi, deve essere chiaramente rifiutato dai cristiani». Non è chiarissimo a cosa si stia riferendo il testo vaticano, che prova a spiegare: «seguendo la logica immanente che lo anima, l’antropocentrismo predatorio porta con sé una dinamica di violenza e sfruttamento, poiché non è regolato dal rispetto per l’altro (la natura) né per gli altri (il prossimo) né per l’Altro (Dio Creatore), finendo per sfigurare l’immagine di Dio impressa nell’essere umano ed espressa nelle relazioni in cui vive, imprigionandolo nella tristezza di una coscienza isolata (EG 2). Si saccheggiano e si sacrificano vite, e con esse il futuro di molte altre vite, a partire dalla soddisfazione indiscriminata del proprio egoismo autocentrato».
Viene proposta tuttavia una soluzione di sapore intellettualoide. Contro l’antropocentrismo predatorio, «Papa Francesco ha proposto la formula dell’«antropocentrismo situato» per descrivere il modo in cui l’umanità si relaziona con il resto del creato secondo il disegno di Dio (LD 67); aspetto ripreso da Papa Leone XIV».
Fin dai primi mesi del proprio pontificato, Papa Leone XIV ha più volte ribadito l’importanza delle questioni ambientali, arrivando ad autorizzare, a pochi mesi dall’elezione, la celebrazione della «Messa per la cura del creato». In occasione della prima Messa dedicata a questo tema, Leone XIV dichiarò che «il mondo sta bruciando», sottolineando quella che a suo giudizio rappresenta la necessità di una «conversione» per quanti non avvertono ancora «l’urgenza di prendersi cura della nostra casa comune».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Non era poi mancato il momento ultra-cringe dove, dinanzi a funzionari transnazionali, Arnoldo Schwarzenegger e hawaiani cantanti a caso, il romano pontefice aveva benedetto un blocco di ghiaccio della Groenlandia, che immaginiamo sia arrivato in Italia, in bicicletta, o su un tappeto volante offerto dal dialogo interreligioso.
Il papato precedente si era distinto per l’ecologismo parossistico diffuso senza requie al pari dell’immigrazionismo più vile. Renovatio 21 aveva definito l’agenda bergogliana «eco-maoismo», con sessioni di indottrinamento ecofascista su bimbi piccoli da tutto il mondo condotte dallo stesso pontefice gesuita in Aula Paolo VI.
Si arrivò alla bizzarria di veder citata nella Laudate Deum pensatrice ecofemminista (e ciber-genderista) Donna Haraway, che parlava del futuro come dello Cthulhucene, un’era di morte devastata da veri mostri, dove dissolvere la famiglia e coltivare i rapporti con gli animali.
L’ecomania vaticana, con evidenza, non è morta col l’argentino. In questi giorni Leone ha inaugurato il secondo «Tempo del Creato» del proprio pontificato, celebrando una nuova Messa dedicata alla «Cura del Creato».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Ambiente
Morti di caldo, morti di inciviltà
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
Sostieni Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
-



Immigrazione1 settimana faCatastrofe immigrata a Vicenza. L’anarco-tirannia maranza espugna un’altra città
-



Immigrazione2 settimane faL’ascesa del problema bengalese in Italia
-



Eutanasia2 settimane faL’Olanda effettua la prima eutanasia in assoluto su un bambino di 24 mesi
-



Vaccini1 settimana faPiano di Moderna di testare i vaccini a mRNA contro COVID e influenza su 410.000 anziani: una «catastrofe annunciata»
-



Pensiero2 settimane faGuerra, Eurasia, fine dell’egemonia occidentale e totalitarismo dell’AI: il discorso di Putin a Valdai 2026
-



Gender2 settimane faBar per lesbiche allenta le misure sulle mascherine: minacce dagli LGBT. È la storia dell’anno
-



Spirito2 settimane faMons. Viganò: papato asservito alla religione del globalismo. Leone fa del Vangelo un motto massonico
-



Salute1 settimana faI malori della 40ª settimana 2026














