Persecuzioni
Papa Leone «si è impegnato a porre fine alla guerra» nella prima chiamata alla parrocchia cattolica di Gaza
Padre Gabriel Romanelli, sacerdote della chiesa cattolica della Sacra Famiglia a Gaza City, ha affermato di aver parlato martedì con Papa Leone XIV, la prima volta che il Pontefice nato negli Stati Uniti ha chiamato la parrocchia, una pratica abituale del defunto papa Francesco.
«Gli abbiamo detto che stiamo bene, anche se la situazione rimane difficile», ha detto Romanelli, secondo quanto riportato dal portale Vatican News. «Il papa ci ha dato la sua benedizione e ha pregato per noi e per la pace. Segue tutto da vicino ed è impegnato a porre fine alla guerra».
L’appello di Leo arriva dopo che i patriarcati latino e greco-ortodosso di Gerusalemme hanno detto in una dichiarazione congiunta che il clero e le suore cristiane, sia nella chiesa della Sacra Famiglia che nella vicina chiesa ortodossa di San Porfirio, rimarranno per aiutare gli sfollati che si rifugiano nelle strutture, nonostante i piani di Israele di sfollare forzatamente la popolazione civile di Gaza City. Da allora, l’esercito israeliano ha ordinato la completa evacuazione della città.
Sostieni Renovatio 21
Secondo quanto riportato da Vatican News, attualmente ci sono 450 sfollati, tra cui anziani, malati e bambini, che hanno trovato rifugio presso la chiesa della Sacra Famiglia. «La maggior parte della popolazione non vuole andarsene», ha detto padre Romanelli. «Ovunque c’è pericolo, ma molti vogliono rimanere in città. Cerchiamo di accompagnarli e di aiutarli come possiamo».
Romanelli, originario dell’Argentina, è rimasto ferito nel bombardamento dei carri armati israeliani che hanno colpito la chiesa della Sacra Famiglia a luglio, un attacco che ha ucciso tre cristiani ed è stato fermamente condannato dal pontefice, che era poi stato a sua volta per qualche ragione ringraziato dal premier israeliano Beniamino Netanyahu. Nonostante le ferite, Romanelli ha presieduto la messa nella chiesa della Sacra Famiglia più tardi quello stesso giorno in suffragio delle anime delle vittime.
Romanelli ha affermato che, nonostante le difficoltà, la parrocchia ha recentemente celebrato un matrimonio e accolto la nascita di un bambino. «In mezzo a tanto dolore, Dio ci benedice con segni di vita e gioia», ha detto. «Continuiamo a pregare per la pace, per tutta Gaza, per il Medio Oriente e per il mondo. Che il Signore, per intercessione della Beata Vergine Maria, ci conceda il miracolo della pace».
Come riportato da Renovatio 21, per il quartiere della parrocchia cattolica di Gaza il mese scorso era scattato l’ordine di evacuazione.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Catholic Church of England and Wales via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
Persecuzioni
Vescovo mette a tacere famoso esorcista
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Persecuzioni
Messa cattolica a Vienna interrotta da adolescenti arabi che gridavano «Allah Akbar»
Alcuni adolescenti hanno interrotto una messa cattolica a Vienna gridando «Allah Akbar», secondo quanto riportato dai media austriaci. Lo riporta LifeSite.
Il 6 ottobre, alcuni giovani hanno interrotto una messa cattolica in una chiesa parrocchiale nella zona ovest di Vienna, gridando a gran voce «Allahu Akbar» (Dio è grande), uno slogan arabo spesso usato dai musulmani.
Il parroco ha dichiarato al quotidiano austriaco Die Presse di essere preoccupato per l’accaduto e di non voler rivelare l’ubicazione esatta della chiesa per non attirare altri potenziali disturbatori, raccontando di aver sentito prima delle forti risate e del rumore provenire dal fondo della chiesa durante la messa, seguiti da diverse grida di «Allah Akbar» che si sono propagate in tutto l’edificio.
Sostieni Renovatio 21
Il sacerdote stimato che i responsabili avessero circa 14 o 15 anni e fossero di etnia araba. Il gruppo di adolescenti si è dileguato rapidamente dopo aver interrotto la funzione religiosa. «Non ho mai vissuto niente del genere prima d’ora. E sono qui da 20 anni», ha detto il religioso.
Nonostante il trambusto, il sacerdote ha sottolineato che in nessun momento c’è stata una vera minaccia. «Non c’era alcun pericolo; non si trattava di una situazione minacciosa, voglio che sia chiaro. Probabilmente si è trattato solo di esuberanza giovanile», ha affermato, aggiungendo che non avrebbe sporto denuncia alla polizia perché probabilmente non avrebbe portato ad alcun risultato.
Il sacerdote ha detto di aver parlato con un altro parroco di un altro quartiere di Vienna, il quale gli ha riferito che episodi simili si verificano regolarmente nella sua parrocchia.
Il parroco ha espresso sorpresa e perplessità riguardo all’accaduto, dato che la sua parrocchia sostiene gli immigrati musulmani dal 2015. La parrocchia li ha aiutati a trovare un alloggio, a interfacciarsi con gli enti governativi e a frequentare corsi di lingua tedesca. Ha affermato di mantenere un buon rapporto con le famiglie musulmane della zona.
Come molte altre città dell’Europa occidentale, Vienna ha assistito a un massiccio afflusso di immigrati musulmani, soprattutto a partire dalla crisi migratoria del 2015. Secondo gli ultimi dati, il 41,2% degli studenti delle scuole elementari e medie (dai 6 ai 14 anni) a Vienna è di fede musulmana, rappresentando la religione più diffusa in questa fascia d’età. I cristiani costituiscono il 34,5% (17,5% cattolici e 14,5% ortodossi), mentre il 23% non professa alcuna religione.
L’episodio mostra che potrebbe essere in corso, in tutta Europa, un processo di radicalizzazione degli adolescenti, come visto nei disordini di Parigi e di Milano, spacciate per rivolte studentesche quando invece sono germi di guerra etnica vera e propria, con devastazioni e razzie. È logico che le chiese, sparuto simbolo di quello che rimane della religione locale, siano ora prese di mira – così come le catene di messaggi riguardo ad un presunto programma di stupro massivo da parte dei branchi di giovani stranieri sono presi sul serio da tante famiglie.
Aiuta Renovatio 21
È molto probabile che cià accada perché viene discusso in chat dove il comando dell’attacco alla religione cattolica è lanciato, e dove magari gli esiti (gli immancabili video della teppa) vengono vantati.
In Italia, l’interruzione o il turbamento di una funzione religiosa è punito dall’articolo 405 del Codice Penale, che sanziona con la reclusione fino a 2 anni chiunque impedisca o turba cerimonie o pratiche di qualsiasi confessione religiosa. La pena aumenta da 1 a 3 anni di reclusione se il fatto avviene con violenza o minaccia alle persone.
Qualora capitasse al lettore, difenda il sacro con la legge, senza i dubbi dei sacerdoti austriaci: non c’è da essere perplessi, né da pensare alle ragazzate.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine: Lato nord e tetto della Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, visti dalla terrazza panoramica dell’Hotel Lamée.
Persecuzioni
Vandalizzata statua della Madonna delle vette
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Essere genitori2 settimane faOssitocina contro il divorzio, una proposta
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Immigrazione6 giorni faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Predazione degli organi1 settimana faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero2 settimane faPapa Leone «medical dimension»
-



Pensiero7 giorni faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito1 settimana fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò
-



Spirito2 settimane faMons. Mutsaerts: Andate alla Messa in latino invece di cercare di sistemare la vostra parrocchia













