Geopolitica
Trump ignora la richiesta per il cessate il fuoco. E nega l’Ucraina nella NATO.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ignorato le richieste del suo omologo francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz di attuare un cessate il fuoco come prima fase di una risoluzione duratura del conflitto in Ucraina.
Durante i colloqui alla Casa Bianca di lunedì, Merz ha detto ai leader di Francia, Italia, Regno Unito, Finlandia, Stati Uniti e Ucraina, nonché al capo della NATO e dell’UE Ursula von der Leyen, che «ad essere onesti, vorremmo tutti vedere un cessate il fuoco, a partire dal prossimo incontro», aggiungendo che «non riesco a immaginare» che un incontro trilaterale si svolga «senza un cessate il fuoco».
Macron ha fatto eco ai commenti di Merz, affermando che un cessate il fuoco è una «necessità» e che tutti i leader «sostengono questa idea».
Merz goes against Trump. Demands ceasefire and pressure on Russia: pic.twitter.com/FIukJajN6N
— Ignorance, the root and stem of all evil (@ivan_8848) August 18, 2025
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Trump, tuttavia, ha respinto le proposte. In diverse occasioni durante i colloqui, ha sottolineato di aver risolto diversi conflitti negli otto mesi della sua presidenza e che nessuno di essi è stato preceduto da un cessate il fuoco.
«Tutti noi ovviamente preferiremmo un cessate il fuoco immediato mentre lavoriamo per una pace duratura, e forse qualcosa del genere potrebbe accadere. Al momento non sta accadendo», ha detto.
«Nelle sei guerre che ho risolto non ho mai avuto un cessate il fuoco. Abbiamo solo avviato negoziati. Una di quelle guerre in Congo è durata 31 anni. Un’altra, conclusa la scorsa settimana tra due grandi Paesi, è durata 35 anni».
Trump is making it absolutely clear that there will be no ceasefire in Ukraine until a political settlement is reached.
The influence of Vladimir Putin is impossible to miss here.
Putin has no interest in repeating what he sees as the West’s deception with the Minsk agreements,… pic.twitter.com/i3TbcsOxkJ— Richard (@ricwe123) August 19, 2025
«Se riusciremo a raggiungere il cessate il fuoco, ottimo, ma se non ci riusciremo ci sono molti altri punti che ci sono stati dati, molti punti, ottimi punti».
Dopo il vertice in Alaska della scorsa settimana, Trump ha dichiarato di essere favorevole a un accordo di pace permanente piuttosto che a un cessate il fuoco. Mosca si oppone da tempo alle tregue a breve termine, sostenendo che potrebbero essere sfruttate da Kiev per riorganizzarsi e riarmarsi.
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Negli incontri di ieri Trump ha sottolineato che l’Ucraina non entrerà a far parte del blocco militare della NATO, ma riceverà la protezione di Washington.
Parlando alla Casa Bianca con Zelens’kyj prima degli incontri con il leader ucraino e i suoi sostenitori dell’Europa occidentale, Trump ha dichiarato: «niente NATO, ma li proteggeremo».
A Trump è stato chiesto se le garanzie di sicurezza per Kiev potessero coinvolgere le truppe statunitensi. «vi faremo sapere che forse più tardi oggi incontreremo i leader di sette grandi paesi. Ci sarà molto aiuto. L’Europa è la prima linea di difesa perché sono lì, ma noi daremo una mano, saremo coinvolti».
Kiev ha fatto dell’adesione alla NATO un pilastro centrale della sua risposta all’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022. Nonostante le molteplici promesse dei leader degli stati membri della NATO, non è stato emesso alcun invito.
Alla domanda sull’invio di forze di pace, Trump ha risposto: «lavoreremo con l’Ucraina, lavoreremo con tutti» per garantire che la pace sia «a lunghissimo termine».
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Londra chiude l’unità che monitorava i crimini di guerra israeliani
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Geopolitica
Edi Rama dice che l’UE ha commesso un «grave errore strategico» nei confronti della Russia
L’Unione Europea ha commesso un «grave errore strategico» interrompendo ogni comunicazione con la Russia dopo l’escalation del conflitto in Ucraina, ha dichiarato il primo ministro albanese Edi Rama a Politico in un’intervista pubblicata venerdì.
L’euroblocco ha intensificato la pressione sanzionatoria e interrotto i rapporti diplomatici con Mosca nel 2022, intervenendo per sostenere Kiev con centinaia di miliardi di dollari in aiuti finanziari e militari.
«L’Europa deve sempre, sempre, sempre parlare con tutti», ha dichiarato Rama a Politico al Forum economico di Delfi, in Grecia, sostenendo che l’UE si è data la zappa sui piedi quando ha «tagliato ogni canale di comunicazione con la Russia».
«Più rimandiamo, meno voce in capitolo avremo alla fine, perché la Russia – comunque finisca questa guerra – non se ne andrà», ha affermato, aggiungendo di essere schietto perché il suo Paese non «dipende dalla Russia».
Diversi leader dell’UE, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro belga Bart De Wever e il cancelliere austriaco Christian Stocker, hanno recentemente fatto aperture per riprendere i rapporti con Mosca. Alcuni hanno espresso preoccupazione per il fatto che l’Europa occidentale venga messa da parte nei colloqui di pace trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina, avviati lo scorso anno a seguito delle pressioni di Washington.
Tuttavia, tre cicli di negoziati non hanno finora dato frutti, con l’Ucraina che ha respinto le principali richieste russe. Sia Mosca che Kiev hanno ammesso che i colloqui sono di fatto congelati a causa dell’impegno di Washington nella guerra contro l’Iran.
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Come riportato da Renovatio 21, il Rama è di fatto un uomo di Soros, con cui ha collaborato molto direttamente negli anni passati.
Di fatto, Rama – le cui scene di amicizia privata con il premier italiano Giorgia Meloni sono state fatte pubbliche qualche estate fa – è stato nel direttivo della celebre Open Society Foundations, l’ente «filantrocapitalista» del discusso finanziere speculatore internazionale George Soros. Il premier albanese era anche uno degli invitati all’esclusivissima festa per il terzo matrimonio di Soros nel 2013, la cui lista degli invitati era praticamente una mappa dei personaggi mondialisti ficcati nella politica di ogni Paese possibile – più Bono Vox, ovviamente.
I rapporti con il mondo del Partito Democratico USA nemico di Trump sono stati in passato rosei: nel maggio 2021, il segretario di Stato americano Antony Blinken (nella foto proprio col Rama, nel febbraio 2024) aveva annunciato una serie di sanzioni nei confronti del grande rivale di Rama, Sali Berisha, per «atti corrotti» che «hanno minato la democrazia in Albania». Il linguaggio qui è assai riconoscibile.
Rama è noto per il videomessaggio in italiano impeccabile con cui annunziava al nostro popolo che avrebbe mandato nell’Italia dei primi mesi di COVID nel 2020 un gruppo di medici albanesi. Come ricordano le cronache, non finì bene: i dottori inviati generosamente da Tirana furono trovati ubriachi a fare festa in hotel dalle forze dell’ordine, un piccolo incidente nel percorso della guarigione del Paese dal morbo cinese.
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Immagine di © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia riprodotta secondo indicazioni
Geopolitica
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