Essere genitori
Vaccini, dichiarato inammissibile l’emendamento contro l’obbligo per i bambini. Renovatio 21 intervista il senatore Borghi
L’emendamento proposto riguardo ai vaccini pediatrici obbligatori – cioè la proposta che di fatto mirava a cancellare la Legge Lorenzin – nel prossimo decreto «Liste d’attesa» è stato dichiarato inammissibile dal presidente di commissione Francesco Zaffini (FdI). Dopo averlo sentito la settimana scorsa, pochi giorni prima dello stop, Renovatio 21 è tornata ad intervistare l’autore dell’emendamento respinto, il senatore Claudio Borghi.
Allora, senatore, cosa è accaduto?
La questione è piuttosto semplice, uno dei principali poteri del presidente di commissione – e parlo come persona informata sui fatti perché sono stato presidente di commissione – è quello di valutare quale perimetro dare ad un decreto o in generale ad un provvedimento di legge che viene trattato nella sua commissione. Può quindi decidere di allargare le maglie del decreto originario, purché si mantenga il tema di fondo. Oppure può decidere di restringerle, limitando gli emendamenti esclusivamente alla parte letterale del decreto medesimo – quindi solo a cose attinenti a quello che era nel testo originale.
Ci fa capire?
Supponiamo che ci sia un decreto che dice che non si usano più i monopattini elettrici. Se voglio utilizzarlo in modo estensivo, accetto gli emendamenti su qualsiasi cosa che parli di mobilità urbana. Quindi posso tranquillamente fare emendamenti che parlano di carsharing, o altre cose di quel tipo lì. Se invece voglio renderlo restrittivo, posso dire soltanto che i monopattini elettrici invece di non poter essere più utilizzabili lo sono solo nel fine settimana.
In questo caso il presidente ha deciso di optare per questa seconda ipotesi.
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Perché?
Presumibilmente per, credo, due motivi. Il primo è che sul piatto c’è anche altro. So che è un tema sentito ed è per questo che lo porto avanti, ma teniamo presente che i vaccinati per il morbillo sono il 95%. Stiamo parlando di una cosa che interessa a me ed a un numero di persone che lo considerano importante, ma pur sempre una minoranza.
Per il presidente c’era una grana sull’articolo 2 – monitoraggio, liste d’attesa – che aveva avuto la contrarietà della Conferenza Stato-Regioni, e quindi rischiava anche soltanto quello di bloccare tutto. Tanto è vero che è slittato di giorni, e si sa che un decreto deve essere approvato entro 60 giorni e questo doveva ancora passare alla Camera.
E poi?
Dall’altra parte, invece, se uno vuole essere malizioso… diciamo che potrebbe aver contribuito alla decisione un tema considerato abbastanza spinoso. Un tema che provoca spesso la tentazione di non trattarlo. E quindi, per non trattare una cosa divisiva anche all’interno di uno stesso partito, il sistema di renderlo inamissibile viene considerato molto comodo, perché così si evitano le votazioni.
Il mio intento era proprio il contrario: io voglio che ci sia una votazione, senza sapere ex ante se sarà a favore o contro, così che ci sia un po’ di chiarezza. Mi sembra che sia dovuta, agli elettori, un po’ di chiarezza. Così almeno sanno la prossima volta che si va a votare chi è a favore e chi contro queste cose.
Quindi oltre che il suo emendamento ne hanno bocciati anche altri?
Sì ne hanno resi inammissibili molti altri. Il decreto è stato appena approvato, in aula, un’ora fa, senza buona parte degli emendamenti che sono stati giudicati improponibili. Quasi tutti gli emendamenti proposti sono stati bocciati, anche quelli non dichiarati improponibili. Quindi diciamo che il testo del decreto è molto, molto simile da quello che è uscito dal governo.
E quindi, riproporremo come l’altra volta, senza sapere ex ante cosa sarà poi l’orientamento di maggioranza. Valuterò se vale la pena di depositare anche magari un disegno di legge ad hoc, invece che andare con gli emendamenti.
Quindi il responsabile della bocciatura è il presidente della Commissione Zaffini?
Sì, è una scelta sua.
Possiamo dire che Fratelli d’Italia è un partito vaccinista quanto il PD?
No, non credo proprio. Anche perché se fosse un partito vaccinista come il PD non ci sarebbero stati problemi da parte loro. Invece penso che ci siano delle buone sensibilità anche al loro interno su questo tema.
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Al momento in cui è stata dichiarata l’inammissibilità, ha registrato reazioni di stupore nel suo partito o in altri partiti?
No. Dato che la cosa è stata così ampiamente anticipata a mezzo stampa, penso che alla fine non è cambiato molto. Forse un po’ tutti se lo immaginavano, sapendo la scomodità del tema… Era una conclusione abbastanza prevedibile. Io da parte mia non potevo fare diversamente. Se anche avessi sentito il presidente di commissione che mi avesse anticipato, bontà sua, le sue intenzioni, io lo avrei presentato lo stesso.
Perché altrimenti non mi avrebbero creduto: «ma tu non avevi promesso che avresti presentato al primo provvedimento per la Sanità l’emendamento?» «No guarda, non lo ho presentato perché ho chiesto al presidente di commissione, mi sa che lui…»
Che prova avrei dato, a chi invece attendeva questo emendamento? Su queste cose è sempre opportuno portare tutto alla luce del sole, così si vede bene chi fa che cosa. Non c’è altra possibilità.
Come intende procedere ora? Davvero potrebbe preparare lei un disegno di legge specifico sui vaccini?
L’intento principale è ripresentare l’emendamento in un prossimo decreto di tema sanitario, sperando questa volta che dia origine ad una votazione. In alternativa, un disegno di legge, sempre però per dare un segno – perché depositare un disegno di legge non significa che venga trattato, ci vuole una certa qual concordanza tra le forze politiche, e non vedo probabilissimo che su questo tema ci sia. L’importante è muovere le acque. La palla ritorna in casa del ministro se vuole riaprire il dibattito oppure no.
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Immagine su licenza Envato; modificata
Essere genitori
Bambina traumatizzata si butta dalla finestra. L’assistente sociale ha tatuaggi sul viso e corna da diavolo
‼️🇦🇹 Sexually abused 12y.o. girl jumps out of a window to escape “Pedagogical Managing Director” at a private youth welfare organization in Vienna — Kronen Zeitung
The girl had developed an acute, paralyzing phobia of men before being scheduled for transfer into the care of the… pic.twitter.com/jkzDkrJwAt — Lord Bebo (@MyLordBebo) July 26, 2026
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Epidemie
I bambini nati durante il lockdown mostrano una ridotta funzione esecutiva all’età di 4 anni: studio
Secondo un nuovo studio, i bambini nati durante il primo lockdown dovuto alla pandemia mostrano una ridotta funzione esecutiva, un indicatore chiave del controllo comportamentale, all’età di 4 anni.
La funzione esecutiva può essere concettualizzata come una sorta di «sistema di gestione» del cervello che consente all’individuo di svolgere compiti cognitivi di livello superiore come la pianificazione, la concentrazione, la memoria, il controllo degli impulsi e l’adattamento di piani e comportamenti in risposta al mutare delle circostanze.
Le funzioni esecutive sono principalmente associate alla regione della corteccia prefrontale del cervello. Le difficoltà nelle funzioni esecutive sono solitamente associate a condizioni come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), l’invecchiamento e le lesioni cerebrali. Possono verificarsi anche riduzioni transitorie a seguito di stress e privazione del sonno.
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I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 205 bambini nati in Gran Bretagna tra il 23 marzo e il 23 giugno 2020. I bambini sono stati sottoposti a valutazioni standardizzate all’età di quattro anni per una varietà di tratti dello sviluppo, tra cui il linguaggio espressivo e ricettivo, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale. Gli scienziati hanno quindi confrontato le valutazioni con quelle di un altro gruppo nato e valutato prima della pandemia.
Lo studio ha dimostrato che, sebbene alcuni parametri relativi alla coorte pandemica fossero nella norma, come la struttura delle frasi, il vocabolario espressivo e ricettivo e il ragionamento non verbale, un numero significativamente maggiore di bambini ha mostrato una ridotta funzione esecutiva. Anche i punteggi molto bassi relativi alla struttura delle parole sono risultati più frequenti.
Lo studio si aggiunge a un crescente numero di prove che dimostrano come le restrizioni sociali imposte dalla pandemia abbiano avuto gravi effetti negativi sullo sviluppo infantile. Uno studio condotto su bambini scozzesi, ad esempio, ha mostrato un aumento del 6,6% nella percentuale di bambini piccoli con almeno un problema di sviluppo durante le 72 settimane di misure di distanziamento sociale.
Un altro studio ha dimostrato che i lockdown hanno interrotto lo sviluppo di un’abilità sociale fondamentale nei bambini piccoli: lo sviluppo della teoria della mente, che permette ai bambini di assumere la prospettiva di un’altra persona.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports suggerisce che i lockdown e le altre misure adottate per prevenire la diffusione del COVID-19 hanno causato danni gravi e potenzialmente irreversibili ai bambini in età prescolare.
Anche il maggiore quotidiano del pianeta, il New York Times, già quattro anni fa ammise il danno procurato dai lockdown ai bambini. L’articolo, pubblicato a metà novembre, si intitola «Ecco le prove sorprendenti della perdita di apprendimento».
La lista dei danni dei lockdown sui bambini studiati dall’accademia è oramai imponenti. Il danno è autoevidente, a partire dal chiaro ritardo nell’apprendimento di alcuni a certi disegni disturbanti emersi.
Uno studio britannico aveva rilevato che molti bambini che iniziano la scuola elementare hanno abilità verbali gravemente sottosviluppate, e molti non sono nemmeno in grado di pronunciare il proprio nome.
La canadese York University ha rilevato in uno studio che i bambini ora «hanno difficoltà di riconoscere i volti a causa della mascherina».
Come riportato da Renovatio 21, una logopedista statunitense ha asserito di aver osservato un aumento del 364% delle segnalazioni di pazienti neonati e bambini piccoli che abbisognano di aiuto per il linguaggio non sviluppato.
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Un altro studio ha rivelato come i punteggi medi di quoziente intellettivo tra bambini nati durante la pandemia siano crollati di ben 22 punti mentre le prestazioni verbali, motorie e cognitive hanno tutte sofferto a causa del lockdown. La dannosità delle mascherine a livello respiratorio è stata sottolineata anche dall’agenzia tedesca per la protezione dei consumatori.
Secondo un rapporto di Ofsted, istituzione governativa britannica, la mascherina ha creato una generazione di bambini con problemi nel linguaggio e nelle relazioni.
Vi sarebbero poi problemi al sistema immunitario dei piccoli costretti alla clausura. Pochi mesi fa è emerso come bambini venivano colpiti, fuori stagione, da tre virus contemporaneamente – qualcosa di assolutamente raro, prima.
Qualcuno così propone una connessione tra l’inusuale aumento delle epatiti fra i bambini e le restrizioni pandemiche.
Inoltre, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, i lockdown hanno portato 60.000 bambini britannici alla depressione clinica. Un’analogo aumento della depressione giovanile è stata rilevata in Italia dall’ISS.
In Italia si sta assistendo anche al fluire di un’aneddotica significativa sull’aumento della violenza fra i giovani.
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Essere genitori
Il Canada propone il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni
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