Essere genitori
Vaccinato anche Elmo
Diamo notizia del fatto che anche Elmo, fulvo protagonista di popolari show di pupazzi di Sesame Street, si è sottoposto alla terapia genica sperimentale del vaccino COVID-19.
Ciò avviene mentre i vaccini mRNA sono stati autorizzati negli USA per i bambini a partire dai 6 mesi.
La sierizzazione di Elmo ha un lungo retroscena istituzionale. La settimana scorsa, Sesame Workshop, l’organizzazione educativa no profit dietro a Sesame Street — in collaborazione con la società mediatica, con l’ Ad Council e in partnership con il COVID Collaborative’s COVID-19 Vaccine Education Initiative — aveva lanciato una pubblicità progresso per incoraggiare i genitori ed educatori ad informarsi sui vaccini COVID-19.
Lo spot dei pupazzi vaccinatori era stato prodotto in collaborazione con i Centers for Disease Control and Prevention (CDC, Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti) e l’American Academy of Pediatrics (AAP, Accademia Americana di Pediatria).
Nel nuovo spot apparso su YouTube vede Elmo e suo padre Louie come protagonisti. Il video inizia con Elmo estremamente entusiasta di avere un cerotto sul braccio, proprio come il suo papà, dopo essere stato sottoposto al vaccino COVID-19 quella mattina.
Louie, il padre dell’indefinibile creatura dal pelo rosso, si rivolge direttamente alla telecamera, dicendo di avere «un sacco di domande» sul vaccino. «È sicuro? è stata la decisione giusta? ho parlato con il nostro pediatra per poter fare la scelta giusta».
«Ho imparato che vaccinare Elmo è il modo migliore per mantenere lui, i nostri amici, i vicini e tutti gli altri in salute e godere delle cose che amiamo».
E così anche i pupazzi seguiti dai nostri bambini danno l’esempio: ora che potete farlo tutti, o bimbi, approfittatene, seguite quel che fanno i vostri dolci, innocui eroi di pelouche.
Il percorso verso Elmo, ora il personaggio principale del gruppo dei muppets, è stato realizzato dalle forze della vaccinazione con molta cura, senza correre, ma con l’obbiettivo ben chiaro di arrivare a sierizzare il rosso.
Prima di lui, infatti, avevano tratto a sé altri personaggi della sua cerchia.
L’anno passato l’AAP, l’Accademia Americana di Pediatria, aveva pubblicato un altro video di YouTube in cui ad essere iniettato di mRNA sintetico era Big Bird, fedele amico struzziforme dell’Elmo.
Non ci è chiaro, al momento, quale sia la posizione di Elmo e suo padre riguardo al possibile effetto collaterale, notato spesso nella gioventù dinamica, delle miocarditi, che sembrano colpire anche bambini piccoli., con pure casi di morte riconosciuta.
Renovatio 21 non è in grado di verificare notizie che corrono sulla rete riguardo a reazioni avverse del vaccino nel caso della vaccinazione di Miss Piggy, che avrebbe contratto la paralisi di Bell, né del marito Kermit la rana, il quale sarebbe alle prese con il fuoco di Sant’Antonio. Non siamo in grado di certificare nemmeno la voce secondo cui Cookie Monster sia divenuto un no-vax seguace delle teorie di Robert F. Kennedy jr sulle vaccinazioni pediatriche e le cure COVID negate.
Si tratta quasi di certo di fake news e speculazioni di complottisti.
Come l’idea che la Disney e le altre aziende di intrattenimento stiano inserendo elementi di indottrinamento delle nuove generazioni, scavalcando la sovranità famigliare dei genitori.
Nessuno sta usando i personaggi dei cartoni per promuovere la vaccinazione e l’omosessualismo. Pure balle.
A naked man in a Bugs Bunny mask hops through the Toronto Pride Parade, which has many children in the audience.
Footage by @PuffinsPictures pic.twitter.com/xCJCEfkral
— The Post Millennial (@TPostMillennial) June 26, 2022
Circolare, niente da vedere. Solo un po’ di pupazzi siringati mRNA, e qualche parata di gay nudi mascherati.
Immagine screenshot da YouTube
Essere genitori
Il Canada propone il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 16 anni
Il governo canadese ha avanzato una proposta di legge che proibirebbe l’accesso ai social media per i ragazzi sotto i 16 anni, prevedendo possibili deroghe per le piattaforme in grado di dimostrare l’adozione di «adeguate misure di sicurezza».
Mercoledì, Ottawa ha reso nota tramite un comunicato stampa questa iniziativa normativa, denominata Safe Social Media Act (Legge sulla sicurezza dei social media).
Una volta approvata, la norma costringerebbe i gestori delle piattaforme social a introdurre sistemi di verifica dell’età e a limitare l’esposizione dei minori a contenuti pericolosi, tra cui lo sfruttamento sessuale dei minori, immagini intime non consensuali, incitamento all’autolesionismo, bullismo, incitamento all’odio, violenza e materiale terroristico o estremista.
Il provvedimento regolamenterebbe altresì i chatbot basati sull’IA, obbligandoli a «mitigare il rischio» di esiti nocivi, e imporrebbe alle piattaforme un sistema più efficace di segnalazione nelle situazioni di crisi, per esempio quando gli utenti manifestano l’intenzione di fare del male a se stessi o ad altri.
Verrà inoltre creato un nuovo ente di regolamentazione della sicurezza digitale incaricato di vigilare sull’applicazione e sul rispetto delle regole.
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«Abbiamo visto le gravissime conseguenze che i danni online possono avere. Con l’evoluzione delle tecnologie, dobbiamo garantire che le nostre leggi si adeguino, perché i genitori non possono affrontare queste sfide da soli», ha dichiarato il ministro della Cultura canadese Marc Miller nel comunicato stampa del governo.
La proposta giunge in un contesto di crescente impegno internazionale per disciplinare l’attività online dei minori.
Alla fine dello scorso anno, l’Australia è diventata il primo Paese a vietare ai minori di 16 anni l’accesso alle principali piattaforme di social media, tra cui Facebook, Instagram, TikTok e YouTube. Brasile e Indonesia hanno introdotto limitazioni analoghe a maggio.
Come riportato da Renovatio 21, la Francia ha avviato un iter legislativo per proibire l’uso dei social media ai minori di 15 anni, benché la misura non abbia ancora completato il percorso parlamentare. Anche altri Stati, tra cui Regno Unito, Austria e Danimarca, stanno elaborando restrizioni simili.
Negli ultimi mesi, i giganti dei social media come Meta Platforms, TikTok e YouTube sono stati al centro di critiche sempre più aspre, anche in seguito a una rilevante causa per responsabilità da prodotto intentata a Los Angeles, basata sull’accusa di aver progettato intenzionalmente le proprie piattaforme per generare dipendenza nei bambini.
Nei documenti depositati in tribunale si sostiene inoltre che Facebook non abbia sorvegliato in modo adeguato gli account coinvolti nello sfruttamento sessuale e nel traffico di minori, con alcuni contenuti illeciti che sarebbero rimasti online nonostante fossero state segnalate 16 violazioni.
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Essere genitori
I bambini che libereranno Faccetta nera
Pope Leo does the ‘67’ meme in new video. pic.twitter.com/nnaPtFa36L
— Pop Base (@PopBase) May 17, 2026
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Epidemie
Genitori condannati per aver isolato i figli per 4 anni per paura del COVID
Una coppia di genitori tedeschi, residenti nel Nord della Spagna, sconterà diversi anni di carcere per aver tenuto i loro tre figli rinchiusi in una «casa degli orrori», sostenendo che vivevano nel terrore del virus COVID-19.
La coppia, composta dal reclutatore tecnologico freelance tedesco Christian Steffen, 54 anni, e dalla moglie tedesca nata negli Stati Uniti Melissa Ann Steffen, 49 anni, emigrati in Spagna dalla Germania nel 2021, è stata arrestata nell’aprile del 2025 dopo che si è scoperto che tenevano in quarantena il figlio di 10 anni e i due gemelli di 8 anni in una casa in affitto vicino alla periferia di Oviedo.
Marito e moglie, accusati di violenza domestica con abusi psicologici abituali, abbandono di minore e sequestro di persona, sono stati condannati a due anni e dieci mesi di reclusione, ma assolti dall’accusa di sequestro di persona. Ai genitori è inoltre vietato comunicare con i figli o esercitare i propri diritti genitoriali per i prossimi tre anni e mezzo, e dovranno anche risarcire ciascun figlio con 30.000 euro.
I pubblici ministeri hanno accusato i genitori di aver tenuto i figli rinchiusi in casa per quattro anni, privandoli di istruzione, condizioni igieniche adeguate, cure mediche appropriate e normali interazioni umane.
«Non sono mai usciti di casa, nemmeno nel giardino, per quasi quattro anni a causa del timore infondato che gli imputati nutrivano e che avevano instillato nei loro figli, di poter essere infettati da qualcosa», ha sostenuto il pubblico ministero, secondo quanto riportato da SUR In English.
«Gli imputati non hanno mai iscritto i figli a scuola in Spagna e questi hanno imparato da soli o con l’aiuto dei genitori, con il risultato che i figli più piccoli, che avevano otto anni quando sono stati ritrovati, non sapevano né leggere né scrivere (…) Inoltre, i bambini non hanno ricevuto alcun controllo sanitario: l’ultima volta che sono stati visitati da un medico è stato nel 2019, e sono stati gli imputati a doversi occupare della diagnosi e del trattamento dei loro problemi quando si sono presentati».
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La scoperta dei bambini nella casa è avvenuta dopo che un vicino ha segnalato di aver sentito voci e urla di bambini provenire dall’abitazione, senza però vederne alcuno.
Durante la sorveglianza dell’abitazione, la polizia ha notato cumuli di immondizia in fondo alle scale che, a loro dire, sembravano «essere stati gettati giù dal piano superiore e mai portati all’esterno».
Quando la polizia è entrata in casa, ha constatato: «non avevano televisione, né dispositivi elettronici per i bambini, quasi nessun gioco, nemmeno scarpe della loro misura; le scarpe che avevano erano della stessa misura che portavano quattro anni prima, quando erano arrivati».
I bambini dormivano in culle troppo grandi per loro, e secondo l’accusa presentavano problemi di controllo della vescica e dell’intestino a causa dell’uso prolungato dei pannolini.
«I bambini camminavano curvi, con le gambe arcuate, avevano difficoltà a salire e scendere le scale e presentavano irritazioni cutanee e onicomicosi», ha dichiarato il pubblico ministero.
«Uno di loro aveva una leggera gobba. Quando sono usciti, una volta scoperta la loro situazione, i bambini sono rimasti sorpresi dall’ambiente circostante».
Una volta usciti di casa, i bambini sarebbero rimasti disorientati dal mondo esterno, e la polizia ha riferito: «Toccavano l’erba, respiravano come se non l’avessero mai fatto prima in vita loro, hanno visto una lumaca e ne sono rimasti completamente affascinati», secondo quanto riportato da El País. All’interno del centro di detenzione minorile, i ragazzi sono stati descritti come «affascinati dalla televisione» e stanno ricevendo cure psicologiche.
La difesa dei genitori ha sostenuto che questi non avessero rinchiuso i figli per cattiveria, bensì per una «paura insormontabile» del virus COVID.
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Immagine generata artificialmente
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