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Ucraino arrestato in Italia per sabotaggio del Nord Stream: ecco lo scontro tra le narrative sugli autori del disastro

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La polizia italiana ha arrestato un uomo ucraino sospettato di essere coinvolto nell’attentato ai gasdotti Nord Stream, hanno riferito giovedì i procuratori tedeschi.

 

L’uomo, identificato solo come Sergey Kuznetsov, è stato arrestato nei pressi di Rimini sulla base di un mandato di arresto europeo. Gli inquirenti tedeschi ritengono che fosse a capo di un’unità che ha fatto saltare in aria alcune sezioni degli oleodotti nel settembre 2022.

 

Gli attacchi, che hanno causato la rottura dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 nel Mar Baltico, sono stati inizialmente attribuiti, in modo improbabile, ad agenti russi. Ma in seguito i procuratori tedeschi avrebbero rintracciato uno yacht a vela noleggiato e lo hanno collegato a cittadini ucraini. Come riportato da Renovatio 21, un primo mandato di arresto della procura germanica era stato emesso ancora un anno fa – con l’aggiunta che la Polonia avrebbe coperto la squadra di guastatori, una narrativa lontana da quella secondo cui sarebbero stati invece americani con il supporto di norvegesi.

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Gli inquirenti affermano che Sergey Kuznetsov faceva parte di un gruppo che ha piazzato esplosivi sulle condutture vicino all’isola di Bornholm nel settembre 2022. L’imputato sarebbe stato uno dei coordinatori dell’operazione. Si dice che lui e i suoi complici abbiano utilizzato uno yacht a vela partito dalla città tedesca di Rostock. L’imbarcazione era stata precedentemente noleggiata da una società tedesca tramite intermediari che utilizzavano documenti d’identità falsi.

 

Secondo quanto riferito, la Procura Generale Federale tedesca sta indagando sulle esplosioni da oltre due anni, con l’accusa di sabotaggio e detonazione di esplosivi. Le esplosioni furono considerate all’epoca un attacco a infrastrutture energetiche critiche e un esempio lampante delle crescenti ricadute economiche del conflitto in Ucraina.

 

Nel 2023, il veterano giornalista investigativo Seymour Hersh pubblicò un reportaggio in cui affermava che l’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva dato l’ordine di distruggere il Nord Stream. Secondo una fonte informata che parlò con il giornalista premio Pulitzer, gli esplosivi erano stati piazzati dai sommozzatori della Marina statunitense qualche mese prima, sotto la copertura di un’esercitazione NATO. La Casa Bianca all’epoca negò il rapporto, definendolo «completa finzione».

 

Come riportato da Renovatio 21, la negazione della tesi di Hersh – che ha in seguito ripetuto che il vero obbiettivo della devastante operazione non era solo la Russia, ma soprattutto la Germania e di conseguenza l’intera Europa – trovò grandi sostenitori al Bundestag, dove parlamentari democristiani della CDU accusarono il partito AfD, che aveva chiesto una commissione di inchiesta sul Nord Stream, di collusione con la Russia, dicendo pure oscuramente che a Hersh nessuno crede più. La mozione per la commissione di inchiesta al Bundestaggo fu quindi bloccata, e l’allora cancelliere Scholzo andò nello Studio Ovale di Biden scodinzolando con la coda fra le gambe.

 

La stampa italiana ieri ha diffuso maggiori informazioni sul caso. Le testate Open.Online (che ha collaborato con Facebook, il social che aveva etichettato la versione di Hersh come «falsa informazione»; rammentiamo inoltre l’articolo dell’ineffabile fact-checker David Puente che, seduto sulla sua sedia, definiva il reportage di Hersh come «infondato» e «teoria del complotto») e Il Fatto Quotidiano hanno riferito che il presunto ideatore dell’attacco sarebbe tale Sergey Kuznetsov, 49 anni, un veterano dei Servizi di sicurezza ucraini (SBU), citando gli investigatori tedeschi.

 

Secondo quanto riferito, il piano di bombardamento, presumibilmente denominato Operazione Diametro, abbia coinvolto Kuznetsov alla guida di un’unità di sette persone, tra cui due ex colleghi e quattro sommozzatori civili. Per l’attacco, il gruppo avrebbe noleggiato un piccolo yacht, l’Andromeda, a Rostock, in Germania, utilizzando documenti falsi, per poi riempirlo di esplosivi e attrezzature subacquee commerciali standard.

 

L’8 settembre 2022, il gruppo sarebbe partito da Wiek, sull’isola di Rügen, e avrebbe raggiunto la zona al largo di Bornholm. Lì, durante immersioni notturne, avrebbero piazzato almeno quattro cariche, ciascuna del peso di 14-27 kg, con spolette temporizzate, direttamente sui connettori del gas.

 

Kuznetsov è stato arrestato giovedì vicino a Rimini, in Italia, in base a un mandato di cattura internazionale emesso dalla procura tedesca. Rischia fino a 15 anni di carcere con accuse, tra cui sabotaggio anticostituzionale, e attende l’estradizione in Germania. Il ministro federale della Giustizia tedesco, Stefanie Hubig, ha definito l’arresto «un successo investigativo davvero impressionante», affermando che una delle «sospette menti» è stata catturata.

 

Dopo l’arresto, i carabinieri hanno perquisito l’alloggio affittato da Sergey Kuznetsov, il 49enne accusato dell’attentato ai gasdotti Nord Stream. Mercoledì sera, i militari del comando provinciale di Rimini hanno atteso nascosti che l’uomo tornasse nel bungalow di San Clemente, affittato con la famiglia, prima di intervenire.

 

Capelli corti, maglietta nera attillata e pantaloni marroni, il 49enne, scendendo dal veicolo della Polizia penitenziaria di Rimini e dirigendosi verso l’ingresso della Corte d’appello, ha alzato tre dita, gesto che richiama il tridente ucraino. L’udienza a porte chiuse, presieduta dalla giudice con la sostituta PG per la Procura generale, è iniziata poco dopo mezzogiorno ma è stata subito sospesa fino al primo pomeriggio per trovare un interprete dall’ucraino, come richiesto da Kuznetsov. Alla ripresa, secondo quanto riferito, l’uomo si sarebbe opposto alla consegna alla Germania e avrebbe negato le accuse, riporta il TGR Emilia Romagna.

 

Ieri la Corte d’Appello di Bologna ha confermato la detenzione in carcere per Kuznetsov. La prossima udienza, fissata per il 3 settembre, deciderà sulla sua estradizione in Germania, che ne ha fatto richiesta. Kuznetsov rischia una condanna fino a 15 anni. La procura di Genova sta inoltre indagando su di lui per un presunto coinvolgimento in un attentato a una petroliera maltese nel porto di Savona, sostiene sempre il TGR.

 

Non ci sono informazioni se si ritiene che Kuznetsov abbia agito di sua spontanea volontà o su ordine di Kiev. Un precedente articolo del Wall Street Journal affermava che il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva approvato la missione, per poi tentare di annullarla in seguito a un avvertimento della CIA. Kiev ha negato il suo coinvolgimento.

 

I gasdotti Nord Stream, sebbene gravemente danneggiati, sono considerati riparabili. Il loro bombardamento fu visto all’epoca come un attacco a infrastrutture energetiche critiche e un esempio lampante delle crescenti ricadute economiche del conflitto in Ucraina.

 

In un discorso del febbraio 2022, l’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden dichiarò che, in caso di un conflitto militare totale tra Russia e Ucraina, «non ci sarà più un Nord Stream. Gli porremo fine».

 

Un anno dopo, il Pulitzer Hersh pubblicò il suo reportage estremamente dettagliato in cui sosteneva che Biden avesse dato l’ordine di distruggere gli oleodotti, citando una fonte informata. La fonte sosteneva che i sommozzatori della Marina statunitense avessero piazzato gli esplosivi, che avrebbero causato esplosioni di magnitudo 2,3 e 2,1 sulla scala Richter, sotto la copertura di esercitazioni NATO. Come riportato da  Renovatio 21, un’isola danese vicina al Nord Stream ha registrato il fenomeno di misteriose onde acustiche.

 

L’ingegnere svedese Erik Andersson, che ha guidato la prima e unica indagine forense indipendente sui luoghi dell’esplosione, aveva precedentemente dichiarato a un giornalista italiano che l’intera storia dei subacquei sulla barca era «una chiara missione per insabbiare gli Stati Uniti e altre nazioni occidentali» per il loro possibile ruolo nel sabotaggio. «Più approfondisco la questione, più ho la sensazione che l’attacco al Nord Stream sia solo parte di un piano più ampio per isolare la Russia dall’Europa».

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Mosca ha respinto nettamente la teoria dei subacquei ucraini dapprima diffusa dalla stampa tedesca. Renovatio 21 all’epoca, di fronte alla notizia che dai media germanici rimbalzava sul New York Times, aveva definito la questione come «l’ultima barzelletta». La storia fu rimpolpata anche dal Washington Post, che disse che un alto ufficiale ucraino aveva coordinato le esplosioni. La possibile colpevolezza degli USA nel frattempo aveva scaldato anche la diplomazia cinese. Putin parlava di «terrorismo di Stato».

 

Ora, con la glasnost trumpiana in corso, non escludiamo che il Cremlino – che aveva chiesto un’indagine ONU – possa attenuare il suo scetticismo nei confronti della versione dei fatti che appariva creata apposta per scagionare Washington. La pace… val ben una narrativa alternativa?

 

Ricordiamo un significativo commento analitico di Hersh successivo allo scoop: il disastro del Nord Stream potrebbe costituire la fine della NATO.

 

Il Nord Stream, come l’avevamo definito su Renovatio 21, è l’incredibile concrezione del Mulino di Amleto, gorgo cosmico-marittimo che, nella mitologia nordica, ingoia tutto quanto. Lo stesso Patto Atlantico, quindi, potrebbe finirci dentro.

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Catastrofi

Immagini della devastazione del terremoto nelle Filippine

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Lunedì un potente terremoto ha colpito la costa meridionale delle Filippine, causando almeno 32 morti e oltre 200 feriti, mentre edifici crollavano in tutta Mindanao, costringendo i residenti a fuggire da case, scuole e uffici e innescando allarmi tsunami in tutta la regione.   Il terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito vicino a Mindanao poco prima delle 7:40 ora locale, a una profondità di circa 35 km, secondo l’US Geological Survey. L’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia ha affermato che alle 11:00 ora locale  erano state registrate 138 scosse di assestamento, tra cui una di magnitudo 6.1.   Nella città di General Santos, duramente colpita, diversi edifici, per lo più bassi, sono crollati o hanno subito gravi danni, mentre le squadre di soccorso continuano a cercare tra le macerie. Uno tsunami di un metro ha colpito le coste vicine, danneggiando almeno un villaggio costiero meridionale, mentre onde di minore entità sono state registrate in Indonesia, a Palau e persino nel Giappone meridionale. Le autorità hanno dichiarato che le valutazioni dei danni sono in corso in tutta Mindanao.

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I video che circolano sui social media mostrano edifici che oscillano, soffitti e muri che si crepano, detriti che cadono per le strade e residenti in preda al panico che fuggono da case, negozi e uffici.   Altri filmati mostrano strutture danneggiate e crolli parziali, mentre i servizi di emergenza sono stati dispiegati per ispezionare strade, ponti, porti, linee elettriche ed edifici pubblici nelle aree colpite di Mindanao.    

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«Molti edifici sono stati colpiti, ma non posso elencarli ora perché siamo impegnati nelle operazioni di soccorso in corso», ha dichiarato all’agenzia AFP il sergente maggiore Robert Dagon della polizia di General Santos City, aggiungendo che diverse strutture, tra cui abitazioni, sono crollate.   La stazione di polizia di Alabel, nella provincia di Sarangani, è stata danneggiata dal terremoto, che ha colpito mentre gli agenti stavano partecipando a una cerimonia dell’alzabandiera, ha dichiarato all’agenzia Reuters il capo della polizia locale.   In seguito al terremoto, sono stati emessi avvisi di tsunami per diverse zone costiere. Le autorità hanno esortato gli abitanti delle aree costiere colpite ad abbandonare spiagge, porti e zone basse e a seguire gli ordini di evacuazione fino al cessare della minaccia di tsunami.  

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Secondo l’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia, onde tsunami sono state registrate in sei aree di Mindanao tra le 7:42 e le 8:45 del mattino, ora locale. L’onda più alta ha raggiunto 1,4 metri lungo la costa meridionale dell’isola. L’agenzia ha ribadito che gli avvisi di tsunami rimangono in vigore.   Secondo l’agenzia meteorologica indonesiana, onde di altezza compresa tra 0,09 e 0,19 metri sono state successivamente rilevate in tre località lungo la costa indonesiana. Le autorità giapponesi hanno avvertito che onde di tsunami alte fino a 1 metro potrebbero colpire le isole meridionali di Okinawa e le zone costiere lungo la costa pacifica del paese.   Le Filippine si trovano sulla Cintura di fuoco del Pacifico, una delle zone sismicamente più attive al mondo, e sono frequentemente colpite da terremoti, attività vulcanica e forti tempeste. Le autorità hanno avvertito della possibilità di scosse di assestamento e hanno consigliato alla popolazione di rimanere all’aperto o in aree sicure e aperte fino a quando le strutture non saranno ispezionate.   Secondo le prime notizie provenienti da diverse regioni, il terremoto sarebbe stato avvertito anche in alcune zone dell’Indonesia orientale, tra cui il Sulawesi Settentrionale e le Molucche Settentrionali.   Come riportato da Renovatio 21, otto mesi fa si ebbero due grandi terremoti nell’area meridionale del Paese, di cui uno di magnitudine 7.4. Si contarono decine di morti e, allora come oggi, scattò l’allarme tsunami.  

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Boeing 787 diretto a Los Angeles collassa prima del decollo da Francoforte

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Diversi membri dell’equipaggio e del personale di terra sono rimasti feriti quando il carrello di atterraggio anteriore di un Boeing 787 è collassato improvvisamente mentre l’aereo era parcheggiato a un gate dell’aeroporto di Francoforte, secondo quanto riportato da testate specializzate in aviazione che citano la compagnia Lufthansa.

 

L’incidente di giovedì, avvenuto prima dell’imbarco dei passeggeri su un volo diretto a Los Angeles, si aggiunge alle crescenti preoccupazioni riguardo agli standard di sicurezza e al controllo qualità di Boeing, dopo una serie di episodi analoghi verificatisi negli ultimi anni.

 

Un video drammatico, apparentemente ripreso dalle telecamere di sicurezza dell’aeroporto e diffuso sui social media, mostra il muso dell’aereo che si abbassa bruscamente sulla pista mentre è fermo al gate. Il filmato sembra mostrare anche un pannello che si stacca durante l’abbassamento.

 

 

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«I passeggeri non erano ancora saliti a bordo, mentre i membri dell’equipaggio e il personale di terra si trovavano a bordo dell’aereo al momento dell’incidente», ha dichiarato Lufthansa in un comunicato.

 

La compagnia ha precisato che le cause dell’incidente sono oggetto di indagine in collaborazione con le autorità competenti.

 

L’aereo coinvolto è un Boeing 787 relativamente nuovo, costruito lo scorso anno ed entrato in servizio con Lufthansa a febbraio, secondo i dati di Flightradar24. Boeing è sottoposta a crescenti pressioni per le sue pratiche produttive, con ex dipendenti che denunciano scorciatoie sistematiche, difetti trascurati e un controllo qualità inadeguato su tutti i suoi programmi aeronautici.

 

L’incidente di Francoforte arriva dopo una serie di eventi di alto profilo che hanno coinvolto i Boeing 787 Dreamliner negli ultimi anni. Nel marzo 2024, almeno 50 persone sono rimaste ferite quando un Boeing 787 di Latam Airlines, in volo dall’Australia alla Nuova Zelanda, ha virato improvvisamente in modo violento.

 

Lo scorso giugno, un Boeing 787-8 di Air India si è schiantato ad Ahmedabad, in India, uccidendo 241 delle 242 persone a bordo e almeno 19 a terra, nel primo incidente mortale per un Dreamliner da quando il modello è entrato in servizio nel 2011. Boeing è stata criticata anche per altri modelli.

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Nel gennaio 2024, un tappo di una porta di un Boeing 737 MAX 9 di Alaska Airlines si è staccato poco dopo il decollo da Portland, in Oregon, costringendo l’aereo a un atterraggio di emergenza.

 

L’azienda deve ancora affrontare le conseguenze dei due incidenti mortali che hanno coinvolto i 737 MAX in Indonesia ed Etiopia nel 2018 e nel 2019, che causarono 346 vittime e portarono al blocco a terra del modello in tutto il mondo per quasi due anni.

 

Come riportato da Renovatio 21, due anni fa la Federal Aviation Administration (FAA), l’ente di controllo del volo degli Stati Uniti, aveva emesso una direttiva all’inizio di quest’anno avvertendo che un difetto negli aerei Boeing 777 potrebbe causare «incendio o esplosione» se non risolto.

 

Come riportato da Renovatio 21, in quel periodo due ex lavoratori della Boeing, divenuti informatori sui problemi dell’azienda, erano stati trovati morti. settimane.

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Scontro tra aerei della Marina statunitense durante una manifestazione aerea: il video

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Domenica, durante l’Air Show Gunfighter Skies presso la base aerea di Mountain Home, in Idaho, due velivoli da guerra elettronica della Marina statunitense si sono scontrati in volo. Tutti e quattro i membri dell’equipaggio si sono eiettati in sicurezza.   Un video ripreso sul luogo dell’incidente mostra due jet EA-18G Growler che volano in formazione ravvicinata a bassa quota. A un certo punto, i velivoli si scontrano e sembrano incastrarsi prima di perdere quota entrambi e precipitare a spirale verso il suolo. I piloti si eiettano pochi secondi dopo la collisione e in cielo compaiono quattro paracadute dai colori vivaci.     «Tutti e quattro i membri dell’equipaggio si sono eiettati con successo e sono attualmente sotto osservazione da parte del personale medico», ha dichiarato il comandante Amelia Umayam, portavoce delle forze aeree navali.   Il Boeing EA-18G Growler è un velivolo da guerra elettronica imbarcato su portaerei, derivato dal caccia F/A-18F Super Hornet. Introdotto alla fine degli anni 2000, è stato sviluppato per sostituire la piattaforma di guerra elettronica Northrop Grumman EA-6B Prowler.

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