Geopolitica
Hersh ribadisce: l’attacco di Biden al Nord Stream era diretto alla Germania. Cioè all’Europa
L’attacco ai gasdotti Nord Stream commissionato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden era mirato principalmente alla Germania piuttosto che alla Russia, ha affermato ancora una volta in un nuovo articolo il giornalista investigativo Seymour Hersh.
La decisione di distruggere gli oleodotti chiave è stata motivata dai timori degli Stati Uniti che Berlino potesse non seguire l’esempio di Washington nel conflitto in Ucraina, ha scritto venerdì Hersh in un nuovo pezzo sulla vicenda comparso sul suo blog Substack.
Il sabotaggio degli oleodotti è stato ordinato settimane prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina nel febbraio 2022, ha scritto Hersh, aggiungendo che gli agenti americani ad esso assegnati credevano che fosse destinato a scoraggiare Mosca. L’attacco agli oleodotti era pronto alla fine di maggio, ma «il piano è stato annullato con breve preavviso da Biden», afferma il giornalista premio Pulitzer.
Invece, la squadra aveva il compito di piazzare esplosivi sulle condutture, che avrebbero potuto essere fatti esplodere a distanza in un secondo momento, ha detto. La tempistica dell’attacco, avvenuto alla fine di settembre 2022, sembrava mirata a Berlino piuttosto che a Mosca.
«Il tempismo di Biden sembrava mirato al Cancelliere Scholz. Alcuni nella CIA credevano che il timore del presidente fosse che Scholz, i cui elettori erano tiepidi nel sostenere l’Ucraina, potesse chiacchierare con l’arrivo dell’inverno e concludere che mantenere la sua gente al caldo e le sue industrie prospere fosse più importante che sostenere l’Ucraina contro la Russia» scrive l’Hersh.
La distruzione dei gasdotti sottomarini ha giocato un ruolo importante nelle difficoltà economiche della Germania: il Paese, che una volta «dominava i mercati mondiali con le sue auto di lusso e macchinari industriali… è ora in un processo di quella che alcuni hanno chiamato rapida deindustrializzazione», ha detto Hersh. Oltre a questo, la Germania ha registrato un’impennata della popolarità dei partiti di destra, tra cui Alternativa per la Germania (AfD), e i suoi problemi economici hanno contribuito a ciò.
Tuttavia, secondo il decano dei reporter statunitensi, il «fattore più controverso nei recenti tempi difficili della Germania» di Washington – il sabotaggio del Nord Stream – rimane ampiamente ignorato in Occidente.
«Nei dieci mesi trascorsi da quando ho pubblicato il mio primo resoconto del sabotaggio del Nord Stream, il governo e i media tedeschi, come negli Stati Uniti, hanno ignorato o fornito resoconti alternativi su come e perché gli oleodotti furono distrutti. L’idea che un presidente degli Stati Uniti in carica distrugga deliberatamente una fonte vitale di energia e di uno stretto alleato è stata, come direbbe Freud, un tabù», scrive.
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Il giornalista veterano ha fornito il suo primo resoconto dettagliato dell’attacco all’oleodotto l’8 febbraio 2023, pubblicando un lungo articolo basato su fonti anonime «con conoscenza diretta della pianificazione operativa». Le accuse hanno suscitato forti smentite da parte di Washington, con il portavoce della sicurezza nazionale americana John Kirby che all’epoca ha respinto il rapporto come una «storia completamente falsa».
L’exposé di Hersh è stato successivamente etichettato come «falsa informazione» da Facebook, con grotteschi tentativi di fact-checking da parte del sito di Mentana Open.
Varie altre versioni, che per coincidenza scagionano tutte gli USA, sono poi circolate sui grandi media, come quella del commando di sub ucraini in una imbarcazione da diporto. Un’indagine svedese, tuttavia, dimostrava che c’è uno Stato dietro agli attentati, anche se non si fa il suo nome.
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato a marzo di essere «pienamente d’accordo» con le conclusioni di Hersh, suggerendo che l’attacco ha solo giovato a Washington per rafforzare la sua posizione di fornitore di gas concorrente per l’Europa. Putin ha altresì definito l’attacco al gasdotto come «terrorismo di Stato», e le teorie sui sub filoucraini come «complete assurdità».
Una mozione di AfD al Bundestag per un comitato investigativo sull’accaduto è stata subito bloccata. L’insabbiamento del Nord Stream è stato denunciato dalla Repubblica Popolare Cinese, che può iniziare a temere per le sue infrastrutture.
Hersh, che a più riprese ha spiegato che il Nord Stream è stato bombardato per tenere la Germania ancorata alla guerra ucraina, ha preconizzato che l’attacco al gasdotto segnerà la fine della NATO.
Nel frattempo «onde di pressione acustica sconosciute» scuotono un’isola danese nei dipressi del tratto di mare dove è stato distrutto il gasdotto.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Trump: gli USA potrebbero unirsi agli attacchi sauditi contro lo Yemen
“Have you decided whether to join the Saudi strikes on the Houthis?”@POTUS: “We may. We’re going to look at it. We just found out about the recent attack, so we’ll make a decision. We move very quickly.” pic.twitter.com/8aUAneK2xB
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) October 10, 2026
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Geopolitica
Il colloquio telefonico tra Putin e Trump: dettagli
Venerdì i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump hanno tenuto una telefonata di 90 minuti. Hanno trattato il conflitto in Ucraina, un accordo rilevante sulle forniture di gasolio russo, la crisi con l’Iran e le prospettive di una cooperazione più ampia tra Mosca e Washington.
Trump ha definito lo scambio «un grande successo» e ha annunciato che la Russia aveva accettato di fornire milioni di tonnellate di gasolio ai mercati americani e globali per contenere l’aumento dei prezzi energetici.
Secondo Yurij Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, il colloquio è stato cordiale e sostanziale. Trump avrebbe riorganizzato la propria agenda per parlare con Putin dopo il 74° compleanno del leader russo.
Il risultato più immediato è stato un importante accordo energetico: la Russia aumenterà le esportazioni di gasolio verso gli Stati Uniti e i mercati globali, contribuendo a ridurre la carenza internazionale di carburante. Washington ha sospeso le sanzioni sul commercio di carburante russo, comprese le importazioni negli Stati Uniti.
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Trump ha precisato che la Russia fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 a novembre e 1 milione di tonnellate poco dopo, con la possibilità di ulteriori 3 milioni di tonnellate a seconda delle condizioni delle raffinerie. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha confermato che Mosca revocherà prima del previsto le restrizioni all’esportazione, ribadendo i volumi e indicando che le esportazioni potrebbero arrivare a 3 milioni di tonnellate al mese, senza compromettere il mercato interno.
Il dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso una deroga temporanea alle sanzioni fino al 7 aprile 2027. Trump ha previsto che l’accordo, insieme al controllo rivendicato da Washington sullo Stretto di Ormuzzo, farà scendere rapidamente i prezzi del diesel, a beneficio di agricoltori, autotrasportatori e consumatori americani.
Putin ha aggiornato Trump sulla situazione al fronte e sulla risposta di Mosca agli «attacchi terroristici» ucraini contro infrastrutture e obiettivi civili in territorio russo. Ha ribadito che Mosca mantiene l’iniziativa e resta impegnata a perseguire i propri obiettivi, pur restando disponibile a una soluzione diplomatica duratura.
Il leader russo ha però affermato che Kiev ha di fatto sabotato la ripresa immediata dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Nella precedente conversazione si era discusso di riavviare i colloqui dopo le elezioni della Duma di Stato; secondo Ushakov, gli attacchi di droni ucraini, anche contro seggi elettorali e personale, hanno cambiato radicalmente la situazione. Mosca riconsidererà quindi i tempi di eventuali nuovi negoziati. Trump avrebbe promesso di comunicare la posizione russa agli inviati ucraini che incontreranno Steve Witkoff e Jared Kushner a Miami.
Putin ha sottolineato che una soluzione negoziata con Teheran rimane possibile, citando l’incontro dell’8 ottobre con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in Turkmenistan. Secondo Ushakov, Washington e Teheran hanno mantenuto contatti indiretti tramite il Qatar nonostante la retorica di confronto. Mosca ha ribadito l’offerta di accettare uranio iraniano altamente arricchito come possibile via d’uscita dallo stallo nucleare, e Trump ha accolto positivamente il coinvolgimento russo.
Putin ha ringraziato personalmente la First Lady Melania Trump per il suo impegno nel riunire i bambini separati dalle famiglie durante il conflitto. I due leader hanno inoltre discusso della situazione a Aleshki (regione di Kherson) e concordato che la funzionaria russa per i diritti umani Yana Lantratova manterrà contatti diretti con l’ufficio di Melania.
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I presidenti si sono detti soddisfatti dei canali di comunicazione esistenti tra le rispettive amministrazioni e agenzie, e hanno concordato di mantenerli. Putin ha apprezzato l’attenzione di Trump e del suo team alle relazioni con la Russia, nonostante le priorità interne e mediorientali di Washington. Non è stato discusso alcun vertice specifico, ma Ushakov ha indicato che il prossimo summit APEC in Cina potrebbe offrire un’occasione di incontro se entrambi vi partecipassero. Non sono state rese note eventuali concessioni americane in cambio dell’accordo sul gasolio.
La telefonata era stata inizialmente proposta dalla parte americana per gli auguri di compleanno (7 ottobre). Witkoff aveva contattato il Cremlino quel giorno per trasmettere gli auguri di Trump, suoi e di Kushner. La chiamata è stata organizzata tenendo conto del viaggio di Putin in Turkmenistan e del fuso orario; Trump ha aperto la conversazione con gli auguri di Melania
I due hanno anche parlato di sport, con Trump che ha elogiato il contributo della stella dell’hockey Alexander Ovechkin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Musk: Zelens’kyj si è spinto troppo oltre
@RapidResponse47 @POTUS Zelensky has gone too far
— Elon Musk (@elonmusk) October 10, 2026
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