Spazio
Tempesta geomagnetica sull’Alta Italia, il cielo diventa viola fluo. Aspettando il nuovo evento Carrington
L’aurora boreale è stata visibile ieri sera anche in Nord Italia, producendo panorami inediti, incredibili.
Dalla parte settentrionale dell’Europa fino all’Italia centrale, dagli Stati Uniti alla Tasmania, una meravigliosa aurora boreale e australe è stata osservata in luoghi insoliti in tutto il mondo, causata da una tempesta solare di eccezionale intensità, la quale non si verificava da almeno vent’anni.
Il fenomeno, dicono, continuerà a manifestarsi durante il fine settimana.
Aurora boreale in diverse parti del mondo comprese alcune zone d’Italia È la seconda volta che accade in pochi mesi: dipenderebbe dall’avvicinarsi del Sole alla sua fase di massima attività magnetica #auroreboreale pic.twitter.com/0ssfrlqorj
— Il Tempio News (@IlTempioNews) May 11, 2024
Ma sono l’unico a non aver visto l’aurora boreale ieri sera? pic.twitter.com/h4ZNAU0Ih6
— Ciro Petrilli (@ciropetrilli8) May 11, 2024
Cioè raga, io voglio andare a dormire.
Ho il pc e telefono a fuoco, scottano più della corona solare!Aurora boreale in Francia.
Red passion. pic.twitter.com/RiH3vQf9nq
— Steven Cercamondi (@astrosteven_) May 10, 2024
Raga bellissimo l’aurora boreale alle nostre latitudini!
Voi l’avete vista ieri? #Auroraborealis pic.twitter.com/KfbGZ2H9EH
— Infinitalavita (@infinitalavita) May 11, 2024
Grazie al periodo e alle forti tempeste geomagnetiche sul sole l’aurora boreale s’è vista (in ordine orario)in vari luoghi della terra. In Galles nelle in Argentina e nella Repubblica Ceca. Il massimo delle aurore si avrà entro il 2025 alla fine del ciclo solare che dura 11 anni pic.twitter.com/EXujuYavR5
— Marco Maut (@GennaroBeninca1) May 11, 2024
Sostieni Renovatio 21
Si è trattato di una tempesta geomagnetica eccezionale che ha colpito la Terra ieri e che continua ancora oggi sta causando problemi alle reti elettriche e ha interrotto per diverse ore i segnali per la navigazione satellitare, ha reso noto il NOAA, l’Agenzia degli Stati Uniti per l’Atmosfera e gli Oceani.
Il NOAA avverte in particolare della possibilità di problemi diffusi di controllo della tensione elettrica e del rischio che i satelliti per la navigazione satellitare possano incontrare difficoltà di tracciamento e orientamento, causando il degrado o l’inutilizzabilità dei sistemi GPS per diverse ore.
Le comunicazioni radio ad alta frequenza sono segnalate come sporadiche o interrotte. Al momento, non sono disponibili indicazioni più dettagliate, ma i segni più evidenti della tempesta geomagnetica sono state le aurore, visibili anche a latitudini molto basse.
Le aurore sono i segni più chiari dell’interazione tra il campo magnetico terrestre e il flusso di particelle proveniente dal Sole, soprattutto durante il periodo di massima attività del suo ciclo.
Secondo quanto riportato non era prevista un’onda geomagnetica così intensa, tuttavia ieri ha raggiunto il livello C5, cioè il picco massimo nella scala che valuta questi eventi.
L’intensità della tempesta geomagnetica avvenuta ieri è, secondo scienziati sentiti dall’agenzia ANSA, confrontabile alla tempesta di Halloween del 2003.
La tempesta stata generata da gigantesche eruzioni che avvengono nella parte più esterna dell’atmosfera del Sole, la corona, e sono note come CME, acronico di «espulsioni di massa coronale». Sarebbero in arrivo ulteriori, e non è chiaro quali siano le conseguenze.
Nel Nord America, il fenomeno è stato osservato anche negli Stati meridionali degli USA, come l’Alabama e la California. In Europa, oltre ai Paesi nordici abituati al fenomeno, come la Slovacchia, la Svizzera, la Spagna e la Polonia, l’aurora è stata visibile anche in Italia, soprattutto nelle zone alpine, sull’Appennino e fino alle regioni dell’Abruzzo e dell’Umbria.
Come riportato da Renovatio 21, cinque mesi fa venne lanciato un allarme su un enorme «buco» individuato sul Sole che secondo gli scienziati avrebbe causato una tempesta geomagnetica e invierà flussi di vento solare ad alta velocità sulla Terra.
So what the hell is happening with our sun? This is from 11/30/23. #ufox pic.twitter.com/guUx01OAOQ
— ???????????????? ???????????????????????? (@ZachBrowne) December 3, 2023
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Le CME sono massicce esplosioni di plasma solare e campi magnetici che si innalzano sopra la corona solare o vengono rilasciati nello spazio. Anche se questa particolare CME non è diretta direttamente verso la Terra, i suoi effetti periferici potrebbero comunque amplificare l’impatto del vento solare in arrivo.
Come riportato da Renovatio 21, le tempeste solari sono in grado di distruggere internet. L’esito di una tempesta solare abbastanza forte potrebbe infatti mandare offline una parte importante dell’umanità per settimane o addirittura mesi.
Elon Musk ha dichiarato che il sistema di satelliti Starlink, che fornisce internet a tutto il mondo, è in questo momento «sotto stress» per via della tempesta solare.
Major geomagnetic solar storm happening right now. Biggest in a long time. Starlink satellites are under a lot of pressure, but holding up so far. pic.twitter.com/TrEv5Acli2
— Elon Musk (@elonmusk) May 11, 2024
Aiuta Renovatio 21
In realtà, una tempesta geomagnetica di ampie proporzioni potrebbe non solo rendere inutilizzabile la rete, ma qualsiasi dispositivo elettrico sulla Terra.
Quando i campi magnetici si muovono nelle vicinanze di un conduttore come un filo, nel conduttore viene prodotta una corrente geomagneticamente indotta. Ciò avviene su larga scala durante le tempeste geomagnetiche su tutte le lunghe linee di trasmissione.
Le lunghe linee di trasmissione (molti chilometri di lunghezza) sono quindi soggette a danni per questo effetto. In particolare, sarebbero coinvolti principalmente operatori in Cina, Nord America e Australia, soprattutto nelle moderne linee ad alta tensione e bassa resistenza. La rete europea è costituita principalmente da circuiti di trasmissione più brevi, meno vulnerabili ai danni.
Un caso simile, tuttavia, è già stato registrato. Il cosiddetto «evento di Carrington» fu la tempesta geomagnetica più intensa mai registrata nella storia, con un picco compreso tra l’1 e il 2 settembre 1859. Creò forti manifestazioni aurorali che furono segnalate a livello globale e causò scintille e persino incendi in diverse stazioni telegrafiche. La tempesta geomagnetica fu molto probabilmente il risultato di un’espulsione di massa coronale proveniente dal Sole in collisione con la magnetosfera terrestre.
È stato suggerito che una tempesta geomagnetica della portata di quella solare del 1859 oggi causerebbe miliardi o addirittura trilioni di dollari di danni ai satelliti, alle reti elettriche e alle comunicazioni radio e potrebbe causare blackout elettrici su vasta scala che potrebbero non essere risolti. riparato per settimane, mesi o addirittura anni.
Tali improvvisi blackout elettrici possono minacciare la produzione alimentare.
In pratica, la civiltà umana è alla mercé del Sole. E non pare volersi preparare per uscire da questa prospettiva.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine screenshot da Twitter
Spazio
Startup indiana lancia razzo in orbita bassa: il club dello spazio privato si allarga
We’ll be watching this ignition on loop all day.
Kalam-1200 — Vikram-1’s first stage, named for Dr. A.P.J. Abdul Kalam — roaring to life and lifting Vikram-1 off the pad, on a flight that reached orbit.#Vikram1 #MissionAagaman pic.twitter.com/ul9wlY8LzH — Skyroot Aerospace (@SkyrootA) July 18, 2026
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Intelligenza Artificiale
Elone trilionario, verso Marte e l’apocalisse
Elon Musk è divenuto il primo trilionario della storia umana. L’avvenimento è così unico che l’italiano non ha nemmeno una parola certa per il fenomeno: alcuni giornali scrivono triliardario. La confusione sul termine è generale: secondo l’uso, un trilione 10¹² è composto da mille miliardi nella scala anglosassone, oppure 10¹⁸ (un milione di bilioni, o un miliardo di miliardi) nell’italiano classico; un triliardo è 10²¹, cioè mille miliardi di miliardi, secondo la cosiddetta scala lunga della nostra lingua.
Come a dire che la cultura umana, la mente umana stessa, non è preparata per simili cifre: come l’elevazione a potenza, di cui difficilmente si percepisce la misura al di fuori della concentrazione matematica.
Il trilione raggiunto da Musk è 1.000 miliardi di dollari (se usassimo la scala ufficiale italiana, Musk sarebbe definito un «bilionario»), anzi per la precisione 1,11 trilioni, ottenuti grazie alla storica quotazione in borsa (IPO, nel gergo finanziario anglo) di SpaceX, l’azienda che produce razzi e satelliti – e non solo per uso civile.
Si realizza così la profezia proferita anni fa dal futurologo Peter Diamandis, fondatore di XPRIZE e serial entrepreneur nel settore spaziale (tra cui Planetary Resources per l’estrazione mineraria di asteroidi): il primo trilionario sarà un imprenditore spaziale. Eccolo.
Secondo i dati spalmati, tra stupore ed indignazione, sulla stampa mondiale, la crescita della fortuna di Musk nell’ultimo anno è stata di 1 milione di dollari al minuto. Secondo Oxfam, il patrimonio di Elon ha superato la ricchezza combinata del 46% più povero della popolazione mondiale (circa 3,8 miliardi di persone). Spendendo 1 miliardo di dollari all’anno (circa 2,7 milioni al giorno), Musk impiegherebbe oltre 1.000 anni a esaurire il suo intero patrimonio.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Secondo i calcoli attuali, Musk ha superato i record storici dell’era moderna come John D. Rockefeller, il petroliere fondatore della Standard Oil considerato l’uomo più ricco della storia americana ed europea degli ultimi secoli. Rockefeller – discendente di una famiglia già dedita all’antiumanismo, contro il cui immane impero economico lo Stato americano lanciò delle leggi antitrust all’inizio del Novecento, quando sembrava potersi pigliare l’intera economia USA e non solo – al suo picco (circa nel 1937) controllava una ricchezza stimata oggi tra i 400 e i 500 miliardi di dollari se adeguata all’inflazione. Alcuni storici, calcolando la sua quota rispetto al PIL statunitense dell’epoca (circa l’1,5%), spingono il valore teorico fino a 900 miliardi. Elone ha superato stabilmente queste cifre.
Elon a questo punto vale tre volte il PIL del natìo Sudafrica (circa 400 miliardi di dollari), Paese con cui è in lotta, per il razzismo antibianco e perché lo esclude dai business come quelli di Starlink. Figuriamoci anche qualche proporzione europea: il PIL del Belgio ha un valore nominale di circa 776 miliardi di dollari, il PIL della Svezia si attesta a circa 760 miliardi di dollari, il PIL dell’Irlanda è 598 miliardi di dollari, il PIL della Danimarca è di circa 500 miliardi di dollari, il PIL del Portogallo è di circa 380 miliardi di dollari, il PIL della Svizzera ammonta a circa 935-940 miliardi di dollari. Il PIL nominale dell’Italia si aggira oggi intorno ai 2.370 miliardi di dollari (circa 2.200 miliardi di euro).
A questo punto, all’orizzonte può apparire solo Marco Licinio Crasso, il magnate della Roma antica che possedeva una fortuna stimata pari all’intero bilancio annuale dello Stato romano. Crasso, come diremo più sotto, è un esempio ben presente nella mente di Musk (cultore della Roma antica e indagatore della sua caduta), ma non per questioni di ricchezza economica.
La questione è che tutto questo Elone lo ha meritato. Un dato incontrovertibile che pure i goscisti con la bava alla bocca dovrebbero riconoscere: tutte le sue aziende hanno ottenuto risultati di crescita mai prima veduti. Qualcuno, in queste ore, ricorda quando non tanti anni fa, nel 2012, le azioni Tesla valevano 2 dollari: ora stanno a 406.
In quegli anni conosciuto ingegneri aerospaziali, con dottorati complicatissimi e una passione tale da mettersi a disegnare razzi durante le vacanze, che hanno tentato di spiegarmi che l’idea del razzo riutilizzabile era fisicamente impossibile, e Musk era quindi, semplicemente, «un pazzo»: ora grazie alla tecnologia – mai raggiunta dalle superpotenze nucleari durante la Guerra Fredda e dopo – SpaceX effettua più lanci orbitali di tutte le altre agenzie spaziali e aziende aerospaziali del mondo messe insieme. Con circa 170 lanci annui (eseguiti tramite la flotta Falcon e Starship), l’azienda domina incontrastata il mercato globale dei vettori spaziali, mentre l’intera Cina si aggira intorno ai 50 lanci e la Russia e l’Europa ne effettuano molte meno. La ragione è semplice: l’idea di Elone di rendere riutilizzabili i razzi ha abbattuto i costi della messa in orbita.
Sostieni Renovatio 21
Così SpaceX si è preso più di un primato, ma un nodo strategico globale, storico: lo Stretto di Ormuzzo verso lo spazio. Ha popolato l’orbita bassa (LEO) di circa 10.400 satelliti Starlink attivi e funzionanti, su un totale di oltre 12.100 satelliti lanciati da SpaceX a partire dal 2019. Può offrire internet ad altissima velocità a chiunque, in qualsiasi punto del globo. In pratica, un giorno potrebbe schioccare un dito e far sparire tutti i colossi telefonici della Terra – è un immane monopolio sulle telecomunicazione ancora solo potenziale, sottaciuto.
Ora Musk prepara, in relativo silenzio, un altro monopolio, forse ancora più determinante: quello sull’Intelligenza Artificiale. Lo spazio, è saltato fuori, sarà fondamentale per lo sviluppo delle macchine pensanti. Perché nello spazio il raffreddamento è gratis, come lo è, e ad abundantiam, l’energia solare – un grande pallino anche aziendale di Musk (aveva fondato la ditta di pannelli Solar City, poi confluita in Tesla), il quale è seguace convinto delle teorie dell’astronomo sovietico Nikolaj Kardashev, che ancora negli anni Sessanta classificava le civiltà possibili nell’universo in base alla capacità di controllare e sfruttare l’energia degli astri vicini al proprio pianeta di origine prima e poi di tutta la galassia.
Non si tratta più di fantascienza. Lo ha spiegato, in chiarezza, uno degli investitori più noti della nuova Silicon Valley, Shawn Maguire, già noto per il suo aperto supporto a Trump nonché per le posizioni sioniste ed anti-iraniane (la moglie è un’esule persiana).
«Nel 2019 era prevedibile che Starlink avrebbe funzionato e generato enormi profitti, e avevamo ragione. Ora ci troviamo in una situazione molto simile a quella di Starlink nel 2019 per quanto riguarda le infrastrutture di Intelligenza artificiale e il calcolo orbitale» ha dichiarato il Maguire al momento dell’IPO. «Credo che si stia sottovalutando il livello di sviluppo raggiunto dal prodotto di calcolo orbitale».
Shaun Maguire on @SpaceX IPO: “Starship is the railroad to space.”
“In 2019, it was very predictable that Starlink would work and produce a massive amount of revenue, and we called that right.”
“We’re now in a very similar point to where Starlink was in 2019 with AI… pic.twitter.com/K1YTTHhqXl
— KanekoaTheGreat (@KanekoaTheGreat) June 12, 2026
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Riguardo al mercato potenziale totale (TAM) di 22 trilioni di dollari cui aspirerebbe SpaceX, Maguire ha risposto: «qual è secondo lei il TAM per l’intelligenza artificiale? E per tutte le infrastrutture di calcolo tra 50 anni? (…) Si sta sottovalutando la quantità di infrastrutture che verranno costruite nello spazio e la facilità con cui sarà possibile accedere all’energia spaziale (…)Siamo all’inizio di quest’era dell’Intelligenza Artificiale e raddoppieremo o triplicheremo la quantità totale di informazioni a cui avremo accesso nel prossimo decennio, quindi sì, credo fermamente nel TAM, e oserei dire che è addirittura una sottostima».
E quindi, due tasselli dell’opera di Musk, lo spazio e l’AI, si stanno incontrando – producendo una potenza finanziaria, e non solo, mai vista. Non sono i soli. È ancora più rilevante capire come si inseriranno gli altri pezzi: ad esempio i robot umanoidi, prodotti da Tesla, che verranno certamente animati con l’IA di xAI, la quale, possiamo immaginare, ingurgita dati da X (fu Twitter), da Grok, e dai milioni di auto elettriche in circolazione – nell’attesa che un ulteriore salto di machine learning sia reso possibile a partire dai cervelli umani connessi al computer tramite il chip Neuralink.
Optimus, l’androide che Tesla sta mettendo in produzione, sarà, ha spiegato Musk, il più grande prodotto di sempre: ogni casa ne vorrà uno, perché fare le pulizie e gli altri lavori che i cittadini non vogliono più fare: ecco la disruption, la disintermediazione, non solo delle COLF ma anche della retorica degli immigrati.
È cosa nota che tali robot, una volta perfezionati, costituiranno la base per la colonizzazione di Marte, il fine dichiarato di Musk da quando, più di due decadi fa, si presentò ad una riunione della Mars Society (un’associazione, che raccoglieva anche qualche ex NASA, di menti che peroravano la causa dell’uomo sul pianeta rosso) lasciando giù una donazione da 5000 dollari, cifra mai vista prima dai marzianisti organizzati.
Musk ora ha il razzo per arrivare in terra marziana lo Starship, nota precedentemente come BFR («Big Fucking Rocket», «razzo fottutamente grande»), un astronave grande come un edificio, il cui lanciatore può pure riutilizzare. I primi a toccare il pianeta potrebbero essere non umani, ma umanoidi. Anche qualora per questioni di spettacolo ci mandassero degli astronauti, è chiaro che a rimanerci e fare il lavoro di costruire le basi dell’avamposto marziano saranno i robotti. Il Terraforming del pianeta rosso, cioè la sua trasformazione in ambiente antropico, con aria respirabile, passerà attraverso le aziende di Musk. Si tratta, materialmente, del più grande cambiamento prodotto dall’umanità, ed è pubblicamente incluso nella mission di SpaceX già nel 2022: «rendere la vita multiplanetaria», lo slogan ripetuto ancora oggi ad ogni pié sospinto dall’imprenditore auto-robo-informatico-spaziale.
Qui c’è da fare il primo caveat, che non crediamo altri stiano considerando – Elon Musk, ultra-natalista che meritoriamente attacca la Cultura della Morte e della sterilità arrivando a dire la verità sulla pillola, sugli psicofarmaci SSRI e sul catastrofismo malthusiano, forse non è solo concentrato sul primato della vita umana, ma su qualcosa che la trascende: la coscienza.
È quanto emerge da alcuni suoi discorsi riguardo alle sue credenze filosofiche e la loro storia all’interno del suo percorso umano. Da ragazzo, bullizzato e fors’anche traumatizzato dal divorzio dei genitori, andò in depressione nera, contemplando le cose estreme. Si lesse tutti i possibili testi sacri senza trovare la risposta, dice. Passò alla filosofia, fa il nome del filosofo spiritualista Arturo Schopenhauer, ma anche qui non trovò niente.
Fu un altro libro che, inaspettatamente, gli ha dato quell’ispirazione che pare animarlo ancora oggi: la Guida Galattica per gli autostoppisti, un romanzo umoristico di fantascienza dello scrittore satirico britannico Douglas Adams. Elon rimase stregato per sempre dall’idea che la vita, e quindi la coscienza siano una sorta di macchina sorta evolutivamente dal cosmo per cercare «risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto».
Aiuta Renovatio 21
Non si tratta di un pensiero banale. In filigrana, dietro questro trilione si vedono in chiarezza i temi della Guida Galattica. I robot, i viaggi spaziali, il futuro, l’umorismo (che, nelle cose di Musk, abbonda spesso). Teniamo presente che la coscienza qui può essere anche non umana. Ci sono gli alieni (nei quali Musk non crede: anzi dice che se ci sono li troveremo morti nelle loro case dei loro pianeti spazzati via da dispositivi di realtà virtuale come quelli che fa il suo rivale Mark Zuckerberg) ma ci sono anche le macchine pensanti…
È facile, considerando i pezzi posti sulla scacchiera, capire quanto questa prospettiva possa essere spaventosa. Si tratta di un transumanismo soft, montato su aziende miliardarie e una simpatia che, tra meme e polemiche centratissime (perfino sui giudici del nostro Paese!), l’uomo esprime in maniera continua ed organica, e questo a differenza di ogni altro oligarca toccatoci, da Bill Gates a George Soros in giù. Abbiamo intravisto, da certe allusioni del presidente della Repubblica italiano, quanto Elone sia distante da certi vecchi poteri costituiti.
E quindi, Musk, certo, può essere una figura distopica. Renovatio 21 aveva valutato, ancora anni fa, l’idea che possa trattarsi dell’anticristo, con il problema che l’iniquo, secondo la scrittura, dovrà piacere a tutti (persino agli eletti, dice l’Apocalisse di San Giovanni), mentre Elone ai sinistroidi, che purtroppo sono ancora una fetta consistente della popolazione occidentale, fa venire l’orticaria. Lui ci sguazza, nell’orticaria sinistrata e pure nelle allusioni anticristiche: eccotelo che ad Halloween va alle feste vestito da Bafometto.
Ripetiamo, come abbiamo fatto in passato, quello che si è lasciato sfuggire più volte negli ultimi tempi.
«Quest’anno, speriamo di riuscire a produrre circa 5.000 robot Optimus », aveva detto Musk agli investitori Tesla durante la riunione plenaria di Tesla del primo trimestre del 2025. «Tecnicamente puntiamo ad avere abbastanza componenti per produrne 10.000, forse 12.000, ma dato che si tratta di un prodotto completamente nuovo, con un design completamente nuovo, direi che ci riusciremo se riusciremo a raggiungere la metà dei 10.000 pezzi».
🚨ELON MUSK: “This year we hope to make about 5,000 Optimus robots…but even 5,000 robots is the size of a Roman legion FYI. That’s a scary thought, a legion of robots. I think we’ll literally build a legion of robots this year, and maybe 10 legions next year? It’s kind of a… pic.twitter.com/R992X5OA8r
— Autism Capital 🧩 (@AutismCapital) March 21, 2025
Iscriviti al canale Telegram ![]()
«Ma anche 5.000 robot, sono le dimensioni di una legione romana, per vostra informazione, il che è un pensiero un po’ spaventoso» ha continuato significativamente Elon. «Come un’intera legione di robot, direi “wow”. Ma penso che costruiremo letteralmente una legione, almeno una legione di robot quest’anno, e poi probabilmente 10 legioni l’anno prossimo. Penso che sia un’unità piuttosto interessante, sapete? Unità di legione. Quindi probabilmente 50.000 circa l’anno prossimo».
Notiamo ancora una volta riferimento al concetto di legione e alla storia di Roma fa venire in mente altre considerazioni espresse dal Musk negli anni scorsi, quando gli avevano chiesto di paragonare la sua ricchezza a quella – presunta – di Vladimir Putin (il quale, per inciso, sembra apprezzare molto l’imprenditore). Quattro anni fa ancora il suo networth era di circa 240 miliardi (meno di un quarto dell’attuale) Elon fu intervistato per un documentario della testata germanica Welt, dove corresse il giornalista che lo descriveva come l’uomo più ricco della Terra.
«Io penso che Putin sia significativamente più ricco di me», alluse Elon. «Sì lo penso davvero. Io non posso andare ad invadere altri Paesi. Credo ci sia una vecchia citazione… forse da Crasso… non sei davvero ricco sino a che non puoi permetterti una legione».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Ecco che torna Crasso, l’uomo la cui ricchezza era pari all’intera economia dello Stato della Roma antica. Elon lo ha ben presente, perché è arrivato – chissà da quanti anni – alla realizzazione che il danaro, in ultima analisi, non conta nulla: è la potenza materiale di ciò che esso può o non può comperare che conta.
E quindi: Musk le sue legioni se le sta costruendo da sé, e le chiama pure così: eserciti interi di robot pronti a combattere, pure nello spazio, pure su altri pianeti: chi vi arriverà vi troverà ad accoglierlo, o a cancellarlo, gli androidi muskiani.
Di fatto torna alla mente la Scrittura, che parla del «falso profeta» che ingannerà tutti, e sarà servito da coloro «il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo» (Ap, 17,8). Senza il suo marchio – senza il suo chip cerebrale, che ci connetterà magari ad un sistema che tutto assorbe e controlla, come pare avvenire con i dati delle sue aziende informatiche ed automobilistiche – potrebbe divenire impossibile qualsiasi attività: «e che nessuno possa comprare o vendere, se non chi ha il marchio, il nome [cioè] della bestia o il numero del suo nome» (Ap, 13, 17).
Non è il solo tratto che ci inquieta. Da anni registriamo la sua inclinazione sregolata per la riproduzione artificiale, che produce esseri che qualcuno può categorizzare come ulteriori casi di esseri apocalittici «il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo». Forse spinto dal dramma del primogenito, Nevada, deceduto per SIDS (la morte in culla: ci siamo già chiesti, non è che… era vaccinato?) Elone ha calcolato matematicamente come vantaggioso l’uso estensivo della provetta. Ecco i primi due gemelli IVF avuti dalla prima moglie, poi i trigemini, altri sono usciti da concubine varie – tra cui la geniale cantante canadese Claire Boucher, nota come Grimes – anche per tramite dell’utero in affitto, che qualcuno dice potrebbe essere stato usato anche nel caso della problematica attrice hollywoodiana Amber Heard, che avrebbe avuto un figlio surrogato il cui padre spermatozoico, dicono le malelingue finite su testate di gossip internazionali, sarebbe proprio Musk.
È curioso che il bambino che si porta sempre addietro, con relativo dramma legale con la genitrice, pare essere nato non da provetta: il piccolo X potrebbe essere stato concepito e partorito naturalmente, ma non ne abbiamo certezza, solo la sensazione data dalla madre che durante la gravidanza nel 2019 aveva pubblicata una canzona ipnotica, struggente e bellissima intitolata «So heavy I fell through the Earth» («così pesante che sono caduta attraverso la terra»).
È altrettanto significativo che i figli in provetta siano stati portati da Musk in udienza col papa Bergoglio, il quale non ha avuto problemi a farsi fotografare sorridente con ragazzi che provengono da un’attività ancora tecnicamente ritenuta immorale dalla dottrina cattolica. All’epoca Renovatio 21, vi vide un chiaro segno del papato del gesuita di «aprire» alla fecondazione in vitro, così come del resto sembrava fare la Pontificia Accademia per la Vita diretta da monsignor Paglia.
Honored to meet @Pontifex yesterday pic.twitter.com/sLZY8mAQtd
— Elon Musk (@elonmusk) July 2, 2022
Aiuta Renovatio 21
È il mondo a cui i trilioni di Musk ci sta preparando. Androidi, umanoidi, transumanismo funzionale, implicito, ovunque. Anzi, i mondi: pensiamo al finale del film Interstellar (2013), dove viene mostrato, e con una certe indifferenza, che trovato un pianeta ospitale, la sopravvissuta vi rigenererà l’umanità utilizzando embrioni e utero artificiali portati fin lì con l’astronave.
No, non è più fantascienza. Da un certo punto di vista, siamo sollevati. La storia sta prendendo una piega precisa, molto visibile, in un certo senso persino razionale.
Quello che manca adesso è una forma concreta di pensiero e di azione, per affrontare questa ultima torsione cosmica del mondo moderno. Guardatevi intorno: nessuno, davvero, ci sta pensando, forse perché nessuno è in grado di pensarlo.
Eppure, sono ottimista: se avete letto fin qui, e avete realizzato quanto vado scrivendo, c’è grande probabilità che siate elementi della possibile resistenza, e quindi, della speranza dell’umanità.
Ciò vale più di tutto il danaro del mondo.
Roberto Dal Bosco
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spazio
La minaccia di una guerra lunare negli anni 2030 spinge la NASA e Elon Musk a una corsa contro il tempo per costruire una base sulla Luna
Time to build major base on the Moon! https://t.co/frVoXiV0tn
— Elon Musk (@elonmusk) May 26, 2026
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Pensiero1 settimana faEcône e il vero ordine mondiale
-



Morte cerebrale2 settimane faBambino dichiarato morto si risveglia in obitorio. La morte è una decisione tecnica?
-



Cancro2 settimane faL’OMS si accorge: aumento vertiginoso dei casi di cancro in tutto il mondo. Chissà di cosa si tratta…
-



Bioetica1 settimana faLa bambina risucchiata dal bocchettone della piscina e la morte cerebrale
-



Salute1 settimana faI malori della 29° settimana 2026
-



Salute2 settimane faMorto in Thailandia l’influencer bodybuilder Connor Murphy
-



Sport e Marzialistica7 giorni faIl disonore nella sconfitta: il comportamento indegno ed infantile dell’Argentina dopo la finale persa
-



Spirito1 settimana faIl cardinale Sarah dichiara all’UE che l’ideologia di genere e il fondamentalismo islamico sono «bestie apocalittiche»










