Ambiente
Statua della Madonna «rapita» tra le vette bellunesi: arriva la rivendicazione «ecologista»
Una statua della Vergine Maria collocata sul Col Menador, nel bellunese, potrebbe essere stata rimossa da una mano con motivazioni ecologistiche.
L’effigie era stata posta dai volontari sul monte, vicino a malga Calleda, ad inizio mese in occasione della festa della Madona de la Neif (cioè la Madonna della Neve, 5 agosto). Poi la statua era sparita, suscitando lo sconcerto dei fedeli, che avevano pensato ad un furto, o alla possibilità che l’opera, alta appena un metro, fosse stata lanciata nel vuoto da un dirupo assieme al faretto posto per illuminarla nottetempo.
Ora invece si apprende che la realtà potrebbe essere un’altra. La pagina Facebook di Radiopiù, emittente di Agordo seguita per l’informazione sul territorio, ha ricevuto un messaggio: l’effigie della Vergine sarebbe stata «rapita» in nome di una «montagna pulita», cioè priva di installazioni in quota. A mandare il messaggio un profilo fake appena creato sul social network di Zuckerberg.
«Vi invito alla calma, la madonnina è con noi e rimarrà in custodia per qualche giorno, poi sarà donata a una parrocchia o collocata presso un capitello, in modo anonimo» scrive il messaggio secondo il Corriere del Veneto.
I presunti autori del gesto si lasciano andare anche al sarcasmo, spiegando che nessuna madonnina sarebbe stata maltrattata e che il faretto si è rotto per sbaglio e già non funzionava.
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«Fra qualche giorno la statua verrà ritrovata, e si deciderà il luogo più adatto per una statua così bella (devo ammetterlo, è bellissima e ci si affeziona)» scrive l’utente, con parole di empietà davvero notevole.
L’autore del messaggio di rivendicazioni conclude ribadendo il suo «impegno per mantenere la montagna pulita» e priva di installazioni come la base in resina epossidica sulla quale la statua era stata posta. «La statua sarà restituita tra pochi giorni, con l’auspicio di una collocazione più idonea».
Pur nell’alveo di una polemica che sembra locale, ma intrisa della sciagura globale dell’ecologismo sempre più svergognato, che non rispetta le opere d’arte, la religione, le città e nemmeno le persone, non siamo a molta distanza dagli atti di vandalismo visti di recenti non distantissimo.
Come riportato da Renovatio 21, ignoti sono penetrati in una chiesetta ad Arsiero, nell’Alto Vicentino ai piedi dell’Altopiano di Asiago, per decapitare la Statua di Sant’Antonio e Gesù Bambino.
Ci auguriamo che gli autori di simili gesti siano puniti con la massima pena possibile prevista dall’art. 404 del Codice Penale italiano: «Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni».
Si potrebbero aggiungere qui, forse, altri reati.
Ci chiediamo, ad ogni modo, se avere un governo che si dice di destra possa servire proprio per rendere più severa la legge contro il senso religioso, da cui l’unità di tante piccole comunità, in montagna e non solo, ancora dipende.
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Immagine di Maurizio Ceol via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Ambiente
Morti di caldo, morti di inciviltà
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Ambiente
Navi da guerra naziste affondate riemergono nel Danubio per l’ondata di caldo
Diverse navi da guerra tedesche affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, sono riemerse nel Danubio a causa di una forte ondata di calore e di una prolungata siccità. Le imbarcazioni sono diventate visibili quando il livello dell’acqua del secondo fiume più lungo d’Europa ha raggiunto minimi storici.
Foto e video pubblicati sui social media mostravano enormi relitti di navi adagiati nell’acqua e su un banco di sabbia in mezzo al canale vicino al villaggio di Prahovo, in Serbia.
In un altro luogo, il relitto di una nave mercantile ungherese affondata nel 1937 è riemerso nei pressi del villaggio croato di Opatovac.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, circa 200 imbarcazioni potrebbero giacere sul fondo del Danubio. Il trasporto fluviale è quasi completamente bloccato a causa del basso livello dell’acqua, secondo il Ministero dei Trasporti ungherese.
🇷🇸🇭🇷 A sunken German flotilla has surfaced in Serbia due to the shallowing of the Danube, Reuters reports.
The rusting hulks of the German flotilla, sunk in 1944 during the retreat before the Red Army, are reportedly posing a threat to shipping. pic.twitter.com/WwacLDGlgC
— Маrina Wolf (@volkova_ma57183) August 1, 2026
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Come riportato da Renovatio 21, anche il primo ministro ungherese Peter Magyar ha affermato che la centrale nucleare di Paks, che copre quasi la metà del fabbisogno elettrico dell’Ungheria, potrebbe rimanere chiusa per settimane a causa dell’insufficiente livello dell’acqua.
A Budapest, la scorsa settimana, è stato ritrovato un proiettile di artiglieria tedesco della Seconda Guerra Mondiale vicino al Ponte Margherita, una delle principali arterie stradali della città. Il ritrovamento ha comportato brevi chiusure di sicurezza per consentire l’intervento di una squadra di artificieri. L’autorità meteorologica nazionale ungherese ha inoltre segnalato un livello minimo record di 23 cm nel Danubio che attraversa la città. Il precedente minimo storico, registrato nel 2018, era di 33 cm.
Nella Bulgaria settentrionale, il prosciugamento di un fiume ha portato alla luce quelli che si ritiene essere i resti di un mammut. Le ossa sono state ritrovate da un abitante del villaggio di Ryahovo. Nikolay Nenov, direttore di un museo di storia regionale nella vicina città di Ruse, ha definito la scoperta «di grande importanza per la scienza».
Secondo l’agenzia Associated Press, nei prossimi giorni il livello del Danubio dovrebbe scendere ulteriormente, senza previsioni di piogge significative e con temperature che dovrebbero superare i 38 gradi Celsius nella regione.
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Immagine screenshot da Twitter
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La Xylella come prova generale del COVID. Intervista al professor Luca Marini
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