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Sacerdote si scaglia contro la massoneria: «si oppone alla Chiesa cattolica e ha la sua caduta come uno dei suoi obiettivi»

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Il vicario generale della diocesi di Evansville, Indiana, ha ricordato con forza ai cattolici che la Chiesa non consente ai suoi membri di aderire alle logge massoniche. Lo riporta il sito canadese Lifesitenews.

 

«Non possiamo sostenere le organizzazioni … che si oppongono alla Chiesa cattolica e hanno la sua caduta come uno dei loro obiettivi», afferma padre Alex Zenthoefer ha spiegato in The Message, il giornale della diocesi, all’inizio di questo mese.

 

Padre Zenthoefer ha detto al sito Lifesitenews che un numero crescente di laici si è avvicinato a lui negli ultimi mesi informandolo che sono massoni.

 

«Su richiesta di alcuni fedeli… ho scritto questo articolo, in primo luogo, con l’intenzione di aiutare le persone a prendere coscienza dei principi della massoneria» ha dichiarato il sacerdote, che opera nella zona dell’Indiana dove nel XX secolo furono attive numerose figure di spicco del Ku Klux Klan. Secondo quanto riportato, i massoni avrebbero messo radici nello Stato già ai primi dell’Ottocento, con persistenti oggidì oltre 400 logge e 50 mila «fratelli».

 

 

La massoneria è stata condannata da più di sette papi nel corso della storia della Chiesa, a cominciare da Clemente XII nel 1738. Tuttavia, il Codice di diritto canonico del 1983 rivisto non ne faceva esplicita menzione. Il precedente Codice di diritto canonico del 1917, invece, puniva i cattolici con la scomunica automatica se ritenuti colpevoli di associazione con la massoneria.

 

Nel novembre del 1983, il Cardinale Joseph Ratzinger, che prestava servizio come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, emanò una «Dichiarazione sulle Associazioni massoniche» che cercava di chiarire l’omissione. Il «giudizio negativo» della Chiesa nei confronti della Massoneria «rimane immutato», ha detto. Ogni cattolico che diventa massone è «in uno stato di peccato grave e non può ricevere la Santa Comunione». La scomunica per i «liberi muratori», dunque, è ribadita.

 

Nel suo articolo sul giornale diocesano, don Zenthoefer fa riferimento alla dichiarazione di Ratzinger del 1983 per sostenere la sua conclusione secondo cui esiste una «esplicita ostilità nella tradizione massonica nei confronti della Chiesa cattolica».

 

Il sacerdote indica quindi anche quelli che crede siano tre problemi principali con la Massoneria, il primo è che «sminuisce il ruolo della fede e propone un fondamento alternativo per vivere la propria vita».

 

«Durante il rito di iniziazione – scrive padre Zenthoefer – il candidato esprime il desiderio di cercare la “luce”, ed è assicurato che riceverà la luce dell’istruzione spirituale che non potrebbe ricevere in un’altra Chiesa, e che otterrà il riposo eterno nella “loggia celeste” se vive e muore secondo i principi massonici. Tale secolarismo mette i membri a rischio di perdere di vista Gesù Cristo come Signore della vita e della salvezza».

 

Il secondo punto è che i rituali massonici mettono i cattolici in contrasto con la loro fede.

 

«Poiché la massoneria coinvolge non cristiani, l’uso del nome di Gesù è proibito all’interno della loggia. Quando si raggiunge il 30° grado nella gerarchia massonica, chiamato Kadosh, la persona schiaccia con il piede la tiara papale e la corona reale, e giura di liberare l’umanità “dalla schiavitù del dispotismo e dalla schiavitù della tirannia spirituale». Dei rituali inquietanti della framassoneria Renovatio 21 ha scritto in passato.

 

L’ultimo problema menzionato da Zenthoefer è l’odio che i leader massonici nutrono per la Chiesa.

 

«C’è un’esplicita ostilità nella tradizione massonica nei confronti della Chiesa cattolica. Negli Stati Uniti, uno dei leader della massoneria, il generale Albert Pike (morto nel 1891) definì il papato “un nemico mortale e infido” e scrisse: “Il papato è stato per mille anni il torturatore e la maledizione di l’umanità, l’impostura più spudorata, nella sua pretesa di potere spirituale di tutte le età”. Tali parole, insieme ai riti massonici, illustrano una divisione reale e inconciliabile tra cattolicesimo e massoneria».

 

Come riportato da Renovatio 21 quando un paio di anni fa Black Lives Matter ne tirò giù inconsapevolmente la statua, il Pike (sospetto fondatore del Ku Klux Klan e unico militare confederato ad essere commemorato con una statua, tirata giù un paio di anni fa da Black Lives Matter) sarebbe stato – secondo documenti messi in dubbio da alcuni storici – corrispondente di Giuseppe Mazzini, ipermassone terrorista al soldo di Londra e di altri poteri oscuri che è riuscito nella grande combo di essere considerato «padre della patria» dell’Italia unita (che ancora gli dedica piazze e vie centrali) e a morire latitante – evidentemente era più coperto di Bin Laden o Messina Denaro.

 

Nella sorprendente corrispondenza tra Pike e Mazzini, è ben delineata l’idea di provocare guerre mondiali per spazzar via la religione cristiana e sostituirla con un culto illuminista dai tratti satanici.

 

«La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli “Illuminati” di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo» riassume il commodoro della marina canadese William Guy Carr nel libro Pawns in the Game. «Le divergenze suscitate dagli agenti degli “Illuminati” fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni» scrive Carr.

 

L’afflato religioso di questo processo di trasformazione storica è leggibile direttamente nelle lettere tra i due massoni.

 

«Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto – scrive Mazzini a Pike il 22 gennaio 1870 – al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo. Nei confronti dei nostri Fratelli in Massoneria, questi uomini dovranno impegnarsi alla segretezza più severa (…) attraverso questo Rito supremo governeremo ogni Massoneria, ed esso diverrà l’unico centro internazionale, il più potente perché la sua direzione sarà sconosciuta (…) allora ovunque i cittadini (…) e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l’adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell’ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!»

 

Le denunce papali della massoneria erano un evento comune nella Chiesa prima del Concilio Vaticano II. L’enciclica Humanum Genus di Papa Leone XIII del 1884 è forse la più nota. In esso, definisce la massoneria una «piaga fatale» il cui «scopo ultimo» è «il totale rovesciamento di quell’intero ordine religioso e politico del mondo che l’insegnamento cristiano ha prodotto».

 

Interrogato sull’argomento, tuttavia, padre Zenthoefer non ha dato una risposta netta all’infiltrazione della massoneria nella chiesa cattolica.

 

Come riportato da Renovatio 21, una conferma abbastanza netta potrebbe arrivare dalle ultime dichiarazioni della sorella dello spericolato giornalista Mino Pecorelli, trucidato nel marzo 1979 quando – sostiene la signora – stava per andare in Vaticano a consegnare al papa l’elenco dei membri di una vera e propria loggia massonica vaticana, con nomi di cardinale e vescovi, pubblicata dalla sua rivista OP qualche tempo prima.

 

A sostenere l’influenza massonica sulla chiesa del Novecento fu l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che ha sostenuto come nei decenni successivi al Concilio Vaticano II l’abbraccio da parte del Concilio della libertà religiosa, dell’ecumenismo e della collegialità fosse un’implicita approvazione da parte della Chiesa dei principi massonici di libertà, uguaglianza, e fraternità.

 

Il sacerdote cattolico americano Charles Murr, l’autore del libro Murder in the 33rd Degree («Assassinio al 33° grado»), crede che nel 1978 Papa Giovanni Paolo I sia stato assassinato da forze massoniche, scrivendo che il monsignor Annibale Bugnini, il principale architetto del «nuova messa» negli anni ’60 con cui si sostituiva il rito tridentino, apparteneva a una loggia massonica.

 

Tuttavia, dall’elezione al Soglio di Bergoglio una fase di affetto caloroso verso la chiesa pare essere scoppiata nei cuori dei massoni, ammesso che li abbiano, anche fuori da quelli già abbondantemente infiltrati in Vaticano e nelle diocesi di tutto il mondo.

 

Dopo il conclave, partì la dichiarazione festante dell’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi: «con papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale.

 

Il vertice della massoneria italiana pareva essere andato in sollucchero alla visione del gesuita uscito dal conclave.

 

«La semplice croce che ha indossato sulla veste bianca lascia sperare che una Chiesa del popolo ritrovi la capacità di dialogare con tutti gli uomini di buona volontà e con la massoneria che, come insegna l’esperienza dell’America Latina, lavora per il bene e il progresso dell’umanità, avendo come riferimenti Bolivar, Allende e José Martí, solo per citarne alcuni. È questa la ‘fumata bianca’ che aspettiamo dalla Chiesa del nostro tempo».

 

Nel 2021, la Gran Loggia massonica di Spagna ha lodato Papa Francesco per le sue osservazioni sulla «Giornata internazionale della fraternità umana». Il gruppo grembiulista lo ha ringraziato pure per la sua enciclica del 2020 Fratelli Tutti. «L’ultima enciclica di papa Francesco mostra quanto sia lontana l’attuale Chiesa cattolica dalle sue precedenti posizioni», hanno scritto. Di fatto, già la parola «fratelli» nel titolo aveva fatto storcere il naso a quanti hanno fiuto per gli odori massonici.

 

Nel 2022 il Bergoglio ha nominato il cardinale Matteo Zuppi presidente della Conferenza episcopale italiana. Zuppi aveva ricevuto grandi elogi da Gioele Magaldi, ex Gran Maestro del Grande Oriente Democratico e dominus di tale movimento Roosevelt durante un’intervista ad Adnkronos. «Conosco però il mondo Vaticano e tra i cardinali quello che stimo di più è Matteo Zuppi, che tra l’altro mi ha sposato. Sarebbe un ottimo Papa». (Il papabile secondo loggia ci mancava, o forse no. Va così)

 

Lo Zuppi, che ora dovrebbe gestire il supposto piano vaticano per la pace in Ucraina (già rifiutato da Zelens’kyj, pure in faccia allo stesso papa), non è l’unico nome di cardinale da fare: nel 2016 ci fu il caso conclamato del cardinale Gianfranco Ravasi, già monsignore televisivo poi presidente del Pontificio Consiglio della Cultura vaticano, che scrisse sul Sole 24 ore una lettera indirizzata ai «Fratelli massoni», informandoli che nonostante le passate ostilità tra Chiesa e Massoneria, le «varie dichiarazioni sull’incompatibilità delle due appartenenze non impediscono, però,  il dialogo». Davvero il caso di dire Fratelli Tutti.

 

«Da 340 anni a questa parte, vale a dire da quando nel 1738 papa Clemente XII scomunicò i massoni, non c’era mai stato un intervento di questo tipo da parte di un alto esponente delle gerarchie ecclesiastiche come Ravasi» replicò stimolato il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi.

 

Questi sviluppi, così come altri, hanno indotto l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, a concludere che attualmente il Vaticano è un collaboratore consapevole nella struttura di potere massonica globale che ha come scopo l’introduzione del regno dell’anticristo.

 

Monsignor Carlo Maria Viganò nel 2020 aveva definito Fratelli Tutti come «il manifesto ideologico di Bergoglio – la sua Professio fidei massonicae – e la sua candidatura alla presidenza della Religione Universale, ancella del Nuovo Ordine Mondiale».

 

 

 

 

 

 

Immagine di Arielinson via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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Uomo armato uccide turista canadese presso sito di piramidi in Messico

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Il quotidiano locale messicano Milenio riporta un «attacco armato» al sito archeologico di Teotihuacan, situato nel Messico centrale, a circa 40 chilometri a nord-est di Città del Messico, nello Stato del Messico.

 

I dettagli sono scarsi, ma le prime informazioni indicano che l’attentatore si è arrampicato sulla Piramide della Luna e ha sparato contro i turisti.

 

«Confermato che la vittima dell’attacco armato nella zona archeologica di Teotihuacan è di nazionalità canadese», scrisse Milenio il giorno X intorno alle 15:13 ora locale.

 


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I rapporti preliminari non hanno fornito ulteriori informazioni sul possibile collegamento dell’attacco con i cartelli della droga.

 

Le piramidi mesoamericane (diverse da quelle egizie, che erano tombe) erano templi a gradoni usati per riti religiosi, e i sacrifici umani facevano parte integrante della cultura di diverse civiltà precolombiane in Messico. I sacrifici umani erano una pratica reale e documentata archeologicamente su molte piramidi messicane, soprattutto tra ueotihuacani, maya e aztechi

 

A Teotihuacán (città pre-azteca, vicino a Città del Messico, con la Piramide del Sole e della Luna) scavi archeologici hanno portato alla luce centinaia di resti umani (guerrieri, donne, bambini) sepolti all’interno o alla base delle piramidi. Molti erano prigionieri di guerra, decapitati, con il cuore rimosso o sepolti vivi. Servivano a «dedicare» le strutture agli dei e a garantire prosperità alla città.

 

Al Templo Mayor di Tenochtitlán, l’attuale Città del Messico, la grande piramide-tempio era il centro dei sacrifici aztechi. Le vittime (spesso prigionieri) venivano portate in cima, stese su una pietra sacrificale, il petto aperto con un coltello di ossidiana e il cuore estratto ancora pulsante. Il corpo veniva poi gettato giù dalle scale. Fonti storiche e scavi (tra cui torri di teschi) confermano la pratica su larga scala.

 

Anche i maya praticavano sacrifici umani che avvenivano anche sulle piramidi o nei cenotes sacri. Spesso coinvolgevano bambini o giovani (recenti studi genetici hanno confermato maschi, inclusi gemelli). Il metodo più comune era l’estrazione del cuore sulla sommità della piramide.

 

Contrariamente a quello che si può pensare, molte di queste architetture sono, per i canoni europei, recenti: per esempio a Chichén Itzá, piramide di Kukulkán, El Castillo, la struttura visibile è stata costruita principalmente tra il IX e il XII secolo d.C.Il Templo Mayor di Tenochtitlán è stato costruito e ampliato tra il XIV e il XVI secolo, dal 1325 circa fino alla conquista spagnola nel 1521.

 

Il lettore ponga la mente, per esempio, sulla basilica di Santa Pudenziana, situata in via Urbana, considerata la chiesa più antica di Roma ancora in uso. Edificata intorno al 145 d.C. sui resti di una domus romana, si ritiene fosse il luogo dove San Pietro fu ospitato. Famosa per il suo mosaico absidale del V secolo, è molto più antica delle piramidi del sacrifizio umano, ma non riceve le stesse masse turistiche in cerca di arcaismo e di mistero. Al contempo, qui non si compiono sacrifici umani, ma il sacrificio divino che è la Santa Messa.

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Immagine di Burkhard Mücke via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 

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Leader del «culto dell’orgasmo», condanna a nove anni di carcere (no, non è chi pensate voi)

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La carismatica leader di un famigerato presunto «culto dell’orgasmo» OneTaste è stata condannata la scorsa settimana a nove anni di carcere per aver costretto i dipendenti ad atti sessuali, mentre il giudice l’ha duramente criticata per il piano «scandaloso e insidioso». Lo riporta il New York Post.   Nicole Daedone, 58 anni, si è presentata in piedi con indosso una tuta beige da detenuta per conoscere il suo destino dopo che una giuria federale di Brooklyn l’ha condannata per aver adescato dipendenti e membri della sua azienda di benessere al fine di avere rapporti sessuali con clienti e investitori.   «La signora Daedone ha compiuto azioni che hanno privato le vittime della loro dignità», ha dichiarato il giudice Diane Gujarati alla corte, aggiungendo che «non sembra provare alcun rimorso».   La sentenza è arrivata dopo che nove ex dipendenti di OneTaste hanno testimoniato su come Daedone e l’ex responsabile vendite dell’azienda, Rachel Cherwitz, gestissero l’attività come una setta e li manipolassero per costringerli a compiere una serie di atti sessuali. Cherwitz è stata condannata lunedì pomeriggio a 6 anni e mezzo di carcere, scrive il tabloide neoeboraceno.   L’esito ha segnato la caduta in disgrazia dell’azienda con sede a San Francisco, che un tempo aveva riscosso successo – e persino l’approvazione del sito web Goop di Gwyneth Paltrow – per aver promosso controverse sessioni di piacere di gruppo che lei aveva soprannominato «meditazione orgasmica». Tuttavia la guru «non era alla ricerca dell’illuminazione né operava su una dimensione diversa», ha dichiarato la Gujarati lunedì.   «Non era un gioco né uno spettacolo. Non era Harry Potter né Matrix. Era un crimine», ha affermato il giudice. La Daedone è stata inoltre condannata dal giudice Gujarati a confiscare 12 milioni di dollari, la somma per cui ha venduto la sua azienda a sfondo sessuale, e a versare quasi 900.000 dollari a ex dipendenti che hanno dichiarato di essere state costrette a compiere atti sessuali e obbligate a lavorare per oltre un decennio con una retribuzione minima o nulla.

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Una ex dipendente, Michal, ha dichiarato lunedì in tribunale che le sue esperienze traumatiche presso OneTaste l’hanno lasciata in rovina finanziaria e le hanno causato un disturbo da stress post-traumatico. «Mi fidavo di Nicole… in realtà, sono caduta nella sua trappola», ha detto Michal, che ha chiesto di non pubblicare il suo cognome. «Ero un bersaglio perfetto perché ero una donna vulnerabile che cercava di migliorare la propria vita».   I procuratori federali avevano chiesto al giudice di condannare Daedone a ben 20 anni di carcere, accusandola di aver reclutato vittime che avevano subito traumi in passato, promettendo loro di aiutarle a superare le sofferenze causate da abusi sessuali. Secondo l’accusa, l’azienda ha ingaggiato una dipendente, vittima di stupro, per «ricostruire» l’incidente davanti a un pubblico nell’ambito di un corso tabù: praticare sesso orale a un partner mentre le veniva detto «Ti amo», proprio come aveva fatto il suo vero stupratore.   «Il suo è stato un crimine di sfruttamento mascherato da emancipazione», hanno scritto gli agenti federali al tribunale. Nonostante la condanna di giugno, contro la quale si prevede che presenterà ricorso, Daedone ha mantenuto un seguito fedele. Più di 200 persone hanno inviato lettere al tribunale prima della sentenza, tra cui Van Jones, corrispondente della CNN ed ex consigliere del presidente Barack Obama, che l’ha definita «una donna di straordinaria saggezza, grazia e coraggio morale».   L’avvocato di Daedone, Jennifer Bonjean, ha sottolineato lunedì che nessuna delle accusatrici ha descritto di essere stata vittima di violenza fisica e che la sua cliente è stata accusata e condannata solo per cospirazione finalizzata al lavoro forzato, e non per tratta di esseri umani a scopo sessuale o violenza sessuale.   «Ancora oggi molte persone considerano Nicole Daedone una figura dirompente», ha dichiarato Bonjean in tribunale. Più di venti membri di OneTaste, che ora ha cambiato nome in Institute of OM, hanno assistito all’affollata udienza di condanna presso il tribunale federale di Brooklyn, tra cui Anjuli Ayer, l’attuale CEO dell’azienda.   «Questo è un giorno terribile per la libertà», ha detto Ayer ai giornalisti fuori dal tribunale. «Una volta che la persuasione diventa un crimine, chiunque può essere un imputato e chiunque può essere una vittima. Dobbiamo correggere questa ingiustizia o ne soffriranno tutti.»   La Daedone ha rifiutato di rivolgersi alla corte, chinandosi verso il microfono e dicendo «no, grazie» quando le è stato chiesto se desiderasse parlare prima di conoscere la sua sentenza.   È possibile che il lettore, leggendo un titolo che contiene la semantica del «culto» e dell’«orgasmo» abbia pensato ad un cardinale noto per libri sul piacere sessuale e la religione. Tuttavia non si tratta di lui.

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Gli USA sono sotto il controllo di cinque demoni-generali: parla l’esorcista

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L’esorcista padre Chad Ripperger ha detto a Tucker Carlson che gli Stati Uniti si sono arresi al potere di cinque demoni di alto livello, a volte conosciuti dagli esorcisti come «i Generali».

 

In un’intervista pubblicata online il Venerdì Santo, padre Ripperger ha affermato a Carlson che il Paese è sottoposto a un attacco demoniaco più grave di quanto non lo sia stato storicamente.

 

L’esorcista ha affermato che è stata «esperienza comune degli esorcisti nel corso dei secoli» che cinque potenti demoni, noti con nomi diversi come «il Consiglio» e «i Generali», siano stati incaricati da Satana di attuare i suoi piani nel mondo.

 

Di questa schiera, Baal, il «demone della fornicazione e dell’impurità», fu il primo a prendere il controllo dell’America. Una volta che gli Stati Uniti abolirono le leggi contro la fornicazione e legalizzarono la pornografia, il paese «cedette il territorio a Baal», secondo Ripperger.

 

L’impurità apre le porte ai demoni dell’omosessualità, che poi prendono piede. «Lo sentiamo dire da San Paolo: se le persone cedono alla lussuria, alla fine gli uomini iniziano ad andare a letto con gli uomini e le donne con le donne», ha detto don Chad a Carlson.

 

L’esorcista inoltre affermato che esistono tre demoni dell’omosessualità, il primo dei quali è Asmodeo, un demone dell’impurità e «nello specifico dell’omosessualità maschile».

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Ripperger ha scoperto che se un uomo posseduto ha avuto un’esperienza omosessuale, «c’è un’alta probabilità che Asmodeo sia uno dei posseduti», sebbene abbia sottolineato che l’ideazione omosessuale non è sempre di origine diabolica, ma è spesso guidata da fattori psicologici. Tuttavia, se un uomo eterosessuale ha un pensiero omosessuale, di solito non è un suo pensiero personale, ma diabolico, ha aggiunto il sacerdote.

 

Uno dei problemi attuali della nostra cultura è che «stiamo formando dei pervertiti», perché i media plasmano le menti delle persone inducendole a fare determinate associazioni inappropriate, ha continuato padre Chad. Questo fenomeno è stato esacerbato soprattutto dall’uso della pornografia, a cui alcuni uomini hanno attribuito la propria omosessualità. Uno studio ha rilevato che più frequentemente si guarda materiale pornografico, maggiore è la probabilità di identificarsi come bisessuale.

 

Il sacerdote esorcista ha poi spiegato che le donne sono influenzate da due demoni dell’omosessualità: Lilith, il demone dell’omosessualità che agisce nelle donne lesbiche «più passive e femminili», e Leviatano, «il demone dell’omosessualità di tipo più aggressivo» che agisce nelle donne lesbiche mascoline.

 

Quando gli Stati Uniti hanno legalizzato il «matrimonio» gay, il Paese si è arreso a questo «livello di influenza diabolica» omosessuale, ha affermato Ripperger.

 

L’ultimo dei cinque «generali» è il demone del sacrificio infantile, noto principalmente agli esorcisti come Bafometto, ma anche come Moloch. Negli Stati Uniti il sacrificio infantile viene praticato soprattutto tramite aborto, e quindi, quando l’uccisione dei nascituri è stata legalizzata, il paese è stato consegnato a questo demone.

 

Questi cinque demoni ora esercitano il loro dominio sull’America, «quindi la loro influenza è estremamente potente», ha affermato Ripperger.

 

Sappiamo che è così in parte perché negli Stati Uniti è straordinariamente difficile vietare l’aborto, «come estrarre un dente senza anestesia». «È incredibilmente difficile riuscirci, e questo perché i demoni danno potere alle persone affinché mantengano la situazione in piedi, perché i demoni amano l’aborto», ha detto padre Ripperger a Carlson.

 

All’inizio dell’intervista, l’intervistatore ha ammesso che, in quanto protestante, era stato «educato a considerare l’esorcismo come qualcosa di bizzarro che la Chiesa latina pratica per strane ragioni cultuali». Quando però ha iniziato a leggere le Scritture, è rimasto sorpreso di scoprire che il primo miracolo compiuto da Gesù Cristo nel Vangelo di Marco è la cacciata di un demone. «Scacciare i demoni non è una cosa casuale, è un elemento centrale dei Vangeli», ha osservato Carlson.

 

Padre Ripperger ha osservato che, di fatto, il 23% dei Vangeli narra di Cristo che «ha a che fare con i demoni».

 

Durante l’intervista con Carlson, Ripperger ha anche discusso della natura dei demoni, di come attaccano gli individui, dell’influenza demoniaca sulle figure pubbliche, di come i comunisti rispecchino la psicologia diabolica e di come le persone vengano possedute.

 

Nell’intervista l’esorcista ha parlato anche di incantesimi che l’élite di Hollywood avrebbero imparato a fare sulle copie master di un film, con il risultato che tutte le copie derivate contengono la maledizione, e così sarebbe spiegata l’ossessione di alcuni per certi attori. Padre Ripperberger sostiene che questa pratica sarebbe stata trasmessa poi dagli hollywoodiani ai padroni dell’industria pornocinematografica, con risultati analoghi di fissazione di certuni verso determinate attrici che vi si prostituiscono.

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