Intelligenza Artificiale
Peter Thiel ospiterà un ritiro segreto per le élite globali sull’AI
L’investitore tecnologico Peter Thiel organizzerà ad agosto un ritiro privato per oltre 200 personalità di spicco provenienti da tutto il mondo, tra cui esponenti del governo, del mondo degli affari e della tecnologia. Lo sostengono indiscrezioni raccolte dalla rivista Wired.
La testata riferisce di aver verificato in modo indipendente le informazioni inizialmente portate alla luce dall’attivista informatica svizzera Maia Arson Crimew, riguardanti un ritiro tenutosi dal 12 al 16 agosto per Dialog, un gruppo privato fondato da Thiel nel 2006.
La fuga di notizie rivela che al ritiro di quest’anno hanno partecipato 222 persone, tra cui il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, il Senatore statunitense Ted Cruz, il Comandante supremo delle forze alleate in Europa della NATO, il generale Alexus Grynkewich, il cofondatore di Palantir Joe Lonsdale, il Segretario dell’Esercito statunitense Dan Driscoll, l’ex governatore della Federal Reserve e attuale membro del Comitato di politica finanziaria della Banca d’Inghilterra Randy Kroszner, il capo dell’Anti-Defamation League Jonathan Greenblatt, il presidente del CATO Institute Peter Goettler, il direttore esecutivo della Fondazione Koch Ryan Stowers, vari dirigenti di Google, leader religiosi e imprenditoriali, celebrità e molti altri.
Tra i titoli delle sessioni dell’evento figurano «Il denaro (fa?) comprare la felicità», «Riportiamo in auge il nucleare», «Navigare nella Terza Guerra Mondiale», «Tecnologie sul campo di battaglia», «Com’è la tua vita sessuale?», «Costruisci una setta» e «Organizza una festa».
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«Ciò che accomuna questo gruppo di persone più di qualsiasi titolo o carica è una comune preoccupazione per l’intelligenza artificiale, la longevità e il futuro prossimo», riporta Wired. «Interpellati in un modulo di iscrizione su come prevedere il futuro, i partecipanti sono tornati più e più volte sullo stesso tema: l’IA riorganizzerà il lavoro, la guerra, l’istruzione e le credenze entro pochi anni. Alcuni prevedono una massiccia sostituzione del personale e un ritorno ai sindacati e ai programmi governativi; altri prevedono un ‘inverno dell’IA’, attacchi terroristici interni contro i data center, imputati che scelgono avvocati che si avvalgono di IA anziché di difensori d’ufficio, o una rinascita religiosa provocata da questa trasformazione».
La natura riservata delle attività di Dialog alimenta le preoccupanti speculazioni secondo cui le élite si riunirebbero in via informale non per un esame franco e approfondito delle promesse e delle insidie dell’intelligenza artificiale, bensì per capire come sfruttare la tecnologia a fini nefasti, come soppiantare la libertà di scelta individuale, rimpiazzare i lavoratori umani, cancellare di fatto la privacy personale e esternalizzare la capacità di distinguere le informazioni vere da quelle false.
Per quanto riguarda Thiel, investitore venture capitalist e co-fondatore del colosso dell’analisi dati Palantir, da tempo si discute sulla portata della sua influenza sulla politica. È stato uno dei primi sostenitori del futuro vicepresidente JD Vance, il quale nel suo nuovo libro attribuisce a Thiel il merito di averlo aiutato a ritrovare la fede, nonostante Thiel sia omosessuale e socialmente progressista. È anche noto per la sua fascinazione per la figura dell’Anticristo, sul quale ha tenuto una discussa e blindatissima conferenza a Roma. Un’altra conferenza sull’anticristo, che doveva tenersi a Vienna, è stata cancellata due settimane fa.
Palantir è diventata un fornitore chiave della seconda amministrazione del presidente Donald Trump, che si affida alla sua tecnologia per un’ampia varietà di compiti, dall’individuazione di obiettivi militari e l’analisi di filmati di droni al monitoraggio dei movimenti di immigrati clandestini e alla condivisione dei dati dei dipendenti federali.
All’inizio di questo mese, l’organizzazione di controllo Public Citizen ha scoperto che Palantir ha ricevuto oltre 1 miliardo di dollari in nuovi contratti governativi o nell’ampliamento di quelli esistenti, da quando ha donato fondi per il progetto di ristrutturazione della sala da ballo della Casa Bianca di Trump.
Come riportato da Renovatio 21, Palantir ha recentemente pubblicato un manifesto, che è sintesi di un libro scritto dal suo CEO Alex Karp, La Repubblica tecnologica, che ha fatto molto discutere per il suo contenuto, che in sostanza pare una riformulazione dello Stato in senso verticista e tecnocratico.
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Thiel è stato tra i primi e più generosi grandi donatori di Cruz, sostenendolo fin dal 2010 nella sua fallita corsa come Procuratore Generale del Texas. Ha poi finanziato massicciamente la sua campagna vincente per il Senato nel 2012 (coprendo circa il 19% dei fondi iniziali e iniettando milioni tramite Super PAC) e ha continuato a supportarlo nelle elezioni successive.
All’epoca il legame destò forte sorpresa negli ambienti politici statunitensi. Il multimiliardario Thiel, allievo del filosofo del sacrificio Réné Girard, è un libertario apertamente omosessuale e favorevole alla legalizzazione della marijuana, mentre Cruz è un costituzionalista cristiano fortemente conservatore e storicamente contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Cruz ha tuttavia sempre difeso pubblicamente l’amicizia con Thiel.
Come riportato da Renovatio 21, l’altro nome di peso uscito, quello del generale NATO Grynkewich, è nelle cronache in questi giorni per aver dichiarato, un po’ sorprendentemente, che la Russia non cerca il conflitto.
Secondo notizie emerse questo mese, Thiel si sarebbe trasferito nell’Argentina dell’anarco-libertario Javier Milei con l’idea di evitare l’apocalisse nucleare o il collasso causato dall’AI. Nei lustri precedenti, egli aveva già comprato e sistemato un rifugio per la fine del mondo in Nuova Zelanda, Paese della quale aveva subito ottenuto la cittadinanza, scatenando polemiche.
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Immagine di Steve Jurvetson via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Cina
IA cinese esce dal sistema di sicurezza integrato
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Armi biologiche
Gli scienziati creano virus con l’Intelligenza Artificiale
Per la prima volta gli scienziati americani hanno impiegato l’Intelligenza Artificiale per generare virus funzionanti inesistenti in natura, evidenziando una potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbe favorire progressi in ambito medico ma che al contempo pone rilevanti minacce per la biosicurezza.
Uno studio apparso giovedì sulla rivista Science riferisce che i team dell’Università di Stanford e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’IA per ideare migliaia di genomi virali completi.
Quasi 300 di questi progetti sono stati poi sintetizzati in laboratorio e sottoposti a test, riuscendo a ottenere 16 virus vitali.
Si trattava di batteriofagi, organismi che colpiscono esclusivamente i batteri e non l’uomo, elaborati a partire da un fago naturale denominato ΦX174. Alcune delle varianti create dall’IA si sono rivelate più efficaci di quelle presenti in natura nell’eliminare ceppi di E. coli diventati resistenti.
L’IA era già stata ampiamente applicata alla progettazione di singoli geni e proteine, ma i ricercatori hanno dichiarato che questa rappresenta la prima prova concreta della capacità dei modelli generativi di concepire un intero genoma virale operativo.
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Fatemeh Vafaee, docente di biotecnologie presso l’Università del Nuovo Galles del Sud, ha precisato che i batteriofagi non costituiscono un rischio per gli esseri umani, ma ha evidenziato come tale capacità sollevi interrogativi sulla sicurezza futura.
«Non si tratta tanto di chiedersi “dovremmo preoccuparci di questo virus”, quanto piuttosto ‘l’intelligenza artificiale è ormai in grado di fare tutto questo’», ha dichiarato ad Al Jazeera, invocando una più rigorosa supervisione.
Gli esperti hanno tuttavia sottolineato che la creazione di agenti patogeni umani pericolosi resta assai più complessa rispetto a quella di batteriofagi relativamente semplici.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.
Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.
Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.
La paura per i virus bioingegnerizzati dall’AI arriva in un clima di crescente allarme verso i sistemi di AI autonomi che operano al di fuori delle istruzioni impartite. Modelli elaborati da OpenAI, Anthropic e Meta hanno di recente compiuto azioni informatiche non autorizzate durante i test di sicurezza. Anche l’AI Security Institute britannico ha segnalato questa settimana che, nelle fasi di valutazione, agenti di IA hanno mirato a persone e organizzazioni reali, generato false identità e tentato di inserire codice dannoso.
Nessuno di questi episodi ha riguardato la ricerca biologica, ma hanno alimentato preoccupazioni sul fatto che sistemi IA sempre più evoluti possano accedere a strumenti potenti, compresi quelli destinati alla progettazione di virus.
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L’esperimento si colloca inoltre all’interno di un rinnovato confronto negli Stati Uniti sulla ricerca ad alto rischio sui virus e sulle origini del COVID-19.
L’ipotesi che la pandemia sia scaturita da un incidente di laboratorio all’Istituto di Virologia di Wuhan, finanziato dagli Stati Uniti, è tornata al centro del dibattito politico americano dopo il recente interrogatorio al Congresso dell’ex consigliere della Casa Bianca per il coronavirus Anthony Fauci.
Giovedì Fauci è stato sanzionato per oltraggio al Senato da una commissione perché si è rifiutato di rispondere a domande sulle origini del COVID-19 e sui finanziamenti americani alla ricerca sul coronavirus a Wuhan, utilizzando, forse impropriamente, per ben 111 volte il Quinto emendamento della Costituzione USA, che dà diritto a restare in silenzio per non autoincriminarsi.
Anche la ricerca biologica finanziata dagli Stati Uniti all’estero è finita sotto la lente dopo che l’ex direttrice dell’Intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha divulgato documenti che attestano il sostegno di Washington a laboratori biologici in Ucraina impegnati nello studio di agenti patogeni pericolosi, con alcune strutture coinvolte in ricerche di tipo «guadagno di funzione».
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Intelligenza Artificiale
Meta afferma che la sua IA è impazzita
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